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Il Galileo allo studioso delle cellule staminali. È “La trama della vita”: «Fare ricerca è bello»

19 ottobre / Nicolò Menniti-Ippolito, Il Mattino di Padova

In un anno come questo diventa quasi inevitabile che a vincere il Premio Galileo per la divulgazione scientifica sia il libro di un medico che per tutta la vita ha fatto ricerca e racconta proprio la bellezza del fare ricerca. Giulio Cossu con “La trama della vita” (edito da Marsilio), è il vincitore dell’edizione più complessa, ma forse anche più rilevante, del Premio Galileo, nato nel 2007 dalla collaborazione tra il Comune e l’Università di Padova per incrementare la divulgazione scientifica nel nostro paese. E da allora, in effetti, molte cose sono cambiate, l’editoria scientifica ha avuto un grande incremento, quest’anno è stata addirittura ai vertici delle classifiche con la valanga di libri dedicati al Covid 19. Però, la stessa pandemia ha messo in discussione proprio la comunicazione scientifica: per un eccesso di litigiosità tra ricercatori, per un uso non sempre corretto dei dati, per la incapacità di far capire bene al pubblico cosa voglia veramente dire “scienza”.

Perché la scienza parte sempre – come ha ricordato il presidente della giuria Alberto Mantovani- non da un “io so”, ma da un socratico “io so di non sapere”. E in questa prospettiva si inserisce il libro di Giulio Cossu, ricercatore italiano, a lungo al San Raffaele, ora di stanza a Manchester. «Quando ho cominciato a fare ricerca» dice Cossu «la medicina rigenerativa era difficile anche da pensare. Quando oggi vedo muoversi bambini che solo dieci anni fa avremmo detto impossibili da curare, non posso fare a ameno di pensare quanto sia bello fare ricerca». Basta non dare troppo illusioni, come suggerisce del resto il sottotitolo del libro vincitore: “La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse”. E questo, detto da Giulio Cossu che si occupa da sempre di cellule staminali, di lotta alla distrofia, è un dato da non trascurare. «L’idea che si possano “aggiustare” le cellule» dice il vincitore del Premio Galileo «e “ricucire” i nostri organi è straordinaria, ma non è come cambiare una gomma». Cossu elogia gli altri libri della cinquina individuata dalla giuria tecnica, tra i quali la giuria di studenti, secondo statuto, ha scelto il vincitore. «Sono tutti bellissimi» dice «se ho vinto io immagino sia per pochissimi voti».

E in effetti anche gli altri finalisti: i genetisti Guido Barbujani e Andrea Brunelli, con “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (Il Mulino), Francesca Buoninconti con “Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori” (Codice Edizioni), Anna D’Errico, con “Il senso perfetto” (Codice Edizioni) e Carola Frediani con “Cybercrime” (Hoepli) hanno ottenuto grande attenzione dai giurati.

Sul premio di quest’anno (dal vivo la cerimonia finale all’Auditorium del San Gaetano a Padova, ma rispettando le misure di sicurezza) inevitabilmente aleggiava l’ombra della pandemia. È toccato ad Alberto Mantovani, presidente della giuria ma anche il ricercatore medico italiano più citato nelle bibliografie internazionali, tenere una “lectio magistralis” per analizzare con chiarezza lo stato dell’arte. Mantovani ha ripercorso tutti i principali studi pubblicati in questi mesi per raccontare quanto sappiamo e quanto non sappiamo (molto) oggi sul virus. «La realtà» ha spiegato «è che stiamo provando a fare in pochi mesi ciò che richiede abitualmente anni. Sappiamo però che la genetica ha un ruolo importante nel non far scattare in alcuni soggetti le difese immunitarie. Sappiamo che i vaccini anche non specifici possono servire ad allenare il nostro sistema immunitario. Sappiamo che alcuni farmaci, compresi gli anticorpi monoclonali, possono funzionare, ma dobbiamo capire in che finestra temporale bisogna usarli. Sappiamo che un vaccino varato troppo in fretta, su pressione politica, potrebbe rivelarsi pericoloso. Sappiamo di non sapere, ma bisogna lavorare per saperne di più».

«Io, le cellule staminali e la cura dell’incurabile»

19 ottobre 2020 / Elisa Fais, Il Gazzettino

L’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa, sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche sull’impiego delle cellule staminali. È il tema del libro che ha vinto il premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica 2020. La cerimonia, trasmessa in diretta streaming, è avvenuta ieri nella prestigiosa cornice dell’aula magna del Bo. Il primo posto è stato assegnato a Giulio Cossu con “La trama della vita” (Marsilio Editori) che ha ottenuto 32 voti dalla giuria popolare, composta da studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di dieci classi delle scuole secondarie di secondo grado. A seguire nelle preferenze dei giovani sono arrivati i libri di Anna D’Errico “Il senso perfetto” (Codice Edizioni, 29 voti), Francesca Buoninconti “Senza confine” (Codice Edizioni, 18 voti), Carola Frediani “Cybercrime” (Hoepli, 12 voti), e Guido Barbujani e Andrea Brunelli “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (Il Mulino, 10 voti). Grande soddisfazione per l’andamento di questa edizione del Premio Galileo è stata espressa dall’assessore alla cultura. «Da quest’anno il premio diventa la punta di diamante di un vasto programma di appuntamenti che coinvolge l’intera città, le sue istituzioni e i suoi enti scientifici e culturali – dichiara Andrea Colasio la settimana della scienza e innovazione, che con decine di iniziative intende contribuire al dibattito sul futuro della ricerca e delle imprese. Il premio si è segnalato ancora una volta per l’alta qualità dei libri proposti e l’autorevolezza della giuria, che ringrazio per il suo importante lavoro. Grazie anche ai molti studenti che come in ogni edizione hanno portato con entusiasmo il loro apporto».

MANCHESTER

Nel corso della cerimonia, condotta da Alessandra Viero, giornalista e conduttrice televisiva, è intervenuto il presidente della giuria scientifica, Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. Il vincitore del concorso letterario, Giulio Cossu, vive a Manchester, dove insegna Medicina rigenerativa e si occupa di cellule staminali per la terapia delle distrofie muscolari. È stato professore di Biologia delle cellule staminali alla University College London e in precedenza professore di Istologia all’Università di Milano e alla Sapienza di Roma. «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? – spiega Cossu -. Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». Da questo pensiero nasce il libro “La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse”. «Mi considero fortunato perché quando mi sono laureato l’idea di riconoscere e rimpiazzare un gene malato era fantascienza – afferma Cossu -. Dopo vent’anni, quei bambini che dovevano vivere in una bolla d’aria filtrata perché un banale raffreddore poteva essere pericoloso, oggi sono adulti e conducono una vita normale. Ho pensato che fosse una storia da raccontare. Con tutta la cautela del caso perché ci sono ancora un’infinità di malattie da curare».

I TEMI

Il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini). Oltre al presidente Mantovani, la giuria che ha scelto i cinque libri finalisti è composta da autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica e cinque docenti dell’università di Padova. Ma è stata la “giuria esterna” a decretare il vincitore della quattordicesima edizione del Premio: studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e da 10 scuole secondarie di secondo grado.

Premio Galileo per la divulgazione scientifica: vince Cossu con La trama della vita

19 ottobre 2020 / Corriere.it

Giulio Cossu con “La trama della vita” (Marsilio Editori) ha vinto il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica 2020, assegnato domenica nell’Aula Magna di Palazzo del Bo dell’Università di Padova, battendo i finalisti: Guido Barbujani e Andrea Brunelli con Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti con Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Anna D’Errico con Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani con Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019).
Cossu ha vinto con 32 voti dalla giuria popolare, composta da studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di 10 classi delle scuole secondarie di secondo grado.
A seguire nelle preferenze dei giovani sono arrivati i libri di Anna D’Errico, con 29 voti, Francesca Buoninconti, con 18 voti, Carola Frediani, con 12 voti, e Guido Barbujani e Andrea Brunelli, con 10 voti. Nel corso della cerimonia, condotta da Alessandra Viero, giornalista e conduttrice televisiva, è intervenuto il presidente della Giuria Scientifica, Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University.
Il premio Galileo è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova e ItalyPost.

Il vincitore

Giulio Cossu vive a Manchester, dove insegna Medicina rigenerativa e si occupa di cellule staminali per la terapia delle distrofie muscolari. È stato professore di Biologia delle cellule staminali alla University College London e in precedenza professore di Istologia all’Università di Milano e alla Sapienza di Roma. «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». A partire dalle ultime frontiere al centro delle cronache (terapia genica e genome editing, medicina personalizzata, organoidi), attraverso una serie di esempi e casi inediti, Giulio Cossu racconta nel libro premiato, ripercorrendo la sua quarantennale esperienza di scienziato internazionale, l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. Sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche (soprattutto riguardo all’impiego delle cellule staminali), il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo? Come impattano sui sistemi di welfare tecniche di questo tipo? Vince il costo ingente sul breve periodo o forse è più importante valutare il risparmio che produrranno sul lungo termine?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini).

Storia

Agli inizi del Seicento, quando insegnava all’Università di Padova, Galileo Galilei puntò per la prima volta un cannocchiale verso il cielo. Questo gesto provocò una rivoluzione nell’astronomia e diede avvio alla scienza moderna. Da quel primato cittadino nelle scienze è nato il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, rivolto soprattutto ai giovani, che ne sono i veri protagonisti. Il Premio, promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura, seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Nelle scorse edizioni si sono succeduti come presidenti della Giuria Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli, Paolo Crepet, Dario Bressanini, Sandra Savaglio, Elena Cattaneo.

Premio Galileo per la divulgazione scientifica: vince Giulio Cossu con “La trama della vita” (Marsilio Editori)

Oggi alle 11, nella prestigiosa cornice dell’Aula Magna di Palazzo del Bo dell’Università di Padova, si è tenuta la Cerimonia di assegnazione del Premio Galileo 2020, il premio letterario per la divulgazione scientifica, che ha visto passare al vaglio la cinquina di libri finalisti e dei rispettivi autori: Guido Barbujani e Andrea Brunelli con Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti con Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Giulio Cossu con La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio, 2018), Anna D’Errico con Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani con Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019).

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è stato assegnato a Giulio Cossu con “La trama della vita” (Marsilio Editori) che ha ottenuto 32 voti dalla giuria popolare, composta da studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di 10 classi delle scuole secondarie di secondo grado. A seguire nelle preferenze dei giovani sono arrivati i libri di Anna D’Errico, con 29 voti, Francesca Buoninconti, con 18 voti, Carola Frediani, con 12 voti, e Guido Barbujani e Andrea Brunelli, con 10 voti.

Nel corso della cerimonia, condotta da Alessandra Viero, giornalista e conduttrice televisiva, è intervenuto il presidente della Giuria Scientifica, Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University.

Grande soddisfazione per l’andamento di questa edizione del Premio Galileo è stata espressa dall’assessore alla Cultura del Comune di Padova, che ha sottolineato come «da quest’anno il Premio Galileo diventa la punta di diamante di un vasto programma di appuntamenti che coinvolge l’intera città, le sue istituzioni e i suoi enti scientifici e culturali: la Settimana della scienza e innovazione, che con decine di iniziative intende contribuire al dibattito sul futuro della ricerca e delle imprese. Il premio si è segnalato ancora una volta per l’alta qualità dei libri proposti e l’autorevolezza della giuria, che ringrazio per il suo importante lavoro. Grazie anche ai molti studenti che come in ogni edizione hanno portato con entusiasmo il loro apporto».

Galileo Festival, pubblico contenuto dal Covid, ma è boom digitale

Bilancio più che positivo per il Galileo Festival dell’Innovazione, la manifestazione promossa da Comune di Padova, Università di Padova e ItalyPost che ogni anno porta a Padova imprenditori, manager, ricercatori e scienziati per discutere i temi legati al trasferimento tecnologico.
Una edizione del Festival segnata, per la parte in presenza, dai timori che si sono diffusi negli ultimissimi giorni sul piano sanitario, che hanno indotto una parte del pubblico a preferire la visione degli eventi in digitale. In ogni caso sono state ben 2.723 le presenze agli oltre 50 incontri che hanno visto protagonisti scienziati del calibro di Lawrence Banks, director general ICGEB-International Center for Genetic Engineering and Biotechnologies, Lucia Del Mastro, coordinatore del Centro di Senologia dell’Ospedale Policlinico San Martino IRCCS di Genova, e Telmo Pievani, filosofo della scienza evoluzionista, comunicatore e saggista; economisti e sociologi come Marco Magnani, economista e saggista, Antonio Casilli dell’Institut Polytechnique de Paris, nonché imprenditori del calibro di Federico de’ Stefani, amministratore delegato Sit, Riccardo Agugiaro, amministratore delegato Agugiaro & Figna, e Antonio Valitutti, amministratore delegato Hype.
Eventi seguiti anche con grandissimo interesse sulla rete. Sono stati infatti oltre 20.000 i contatti in rete, con miglia di visualizzazioni degli eventi sulle diverse piattaforme messe a disposizione e dal Galileo Festival e dai suoi promotori. Il Festival si è concluso con l’assegnazione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica che è stato assegnato a Giulio Cossu per il suo La trama della vita (Marsilio Editori).
Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori per il successo non scontato della manifestazione. Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova ha così commentato l’evento: «Sono estremamente soddisfatto della riuscita di questa manifestazione, non solo perchè siamo riusciti a garantire la partecipazione del pubblico in totale sicurezza a tutti gli incontri, ma anche perchè attorno al Premio Galileo siamo riusciti a mettere in moto una rete di relazioni che ha permesso di dar voce e visibilità alle principali istituzioni culturali e scientifiche della città. Siamo cioè riusciti a costruire insieme un progetto che rilancia Padova come capitale della Cultura scientifica e dell’innovazione».
Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico dell’Universita di Padova ha a sua volta dichiarato: «E’ stato, come ogni anno, un grande piacere portare ricerca e innovazione fuori dalle mura dei laboratori universitari. E il Galileo Festival è il contenitore più adeguato dove la conversazione è di casa. Una conversazione che vede coinvolti gli attori principali dei processi tipici dell’innovazione e della ricerca: imprenditori, ricercatori e cittadini comuni. La Settimana patavina della Scienza e dell’Innovazione sta crescendo ogni anno di più e anche se quest’anno la pandemia Covid19 ha limitato la partecipazione in presenza, non ne ha limitato il successo in termini di qualità e contenuti».
Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost ha osservato che«Il Galileo Festival, oltre a lanciare idee che aiuteranno il sistema Paese ad innovare, ha svolto esso stesso il compito di compiere un percorso di innovazione, trovando un corretto equilibrio tra la possibilità di seguire la manifestazione in presenza e in sicurezza e seguirla attraverso i canali digitali. Nel new normal che già stiamo vivendo e che ci aspetta, come molti relatori hanno sottolineato, l’innovazione verrà solo da chi riuscirà a costruire il corretto equilibrio tra socialità, sicurezza e digitale. Ci aspettano mesi purtroppo complicati ma le idee emerse al Festival potranno contribuire a risolvere, almeno in parte, alcuni dei problemi che emergeranno nel prossimo futuro».

L’immunologo Mantovani al Premio Galileo: “Covid, siamo più preparati e supereremo questa fase difficile. Chiudere le scuole crea diseguaglianze sociali”

“La sfida è quella di trovare il giusto equilibrio tra la tutela di fasce deboli come gli anziani e diritto dei giovani ad avere una formazione che garantisca loro un futuro. Perciò sono preoccupato che la chiusura delle scuole possa tradursi in una nuova forma di diseguaglianza sociale”.

Così il professor Alberto Mantovani, immunologo di fama mondiale e direttore scientifico di Humanitas, intervistato questa mattina a margine della cerimonia di premiazione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, di cui è presidente della giuria, che si sta tenendo a Padova.

“Non sono un epidemiologo e lascio a loro valutare i dati. Posso però dire che il virus non si è attenuato. Ma rispetto al marzo scorso siamo più preparati e stiamo gestendo meglio la crisi. Quindi penso che gestendo il problema con equilibrio supereremo questa fase difficile”.

Il professor Mantovani ha io tenuto una Lectio Magistralis sul tema “Immunità, dal cancro a covid19: sogni e sfide” visibile sulla pagina Facebook del Galileo Festival (clicca qui).

Cinque avventure sotto il segno del Premio Galileo

14 ottobre 2020 / Valentina Arcovio, Tuttoscienze de La Stampa

«Lo scopo di uno scienziato è comunicare nel modo più semplice e comprensibile possibile, per una migliore cultura scientifica condivisa». Le parole di Alberto Mantovani, pioniere dell’immunologia, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, sintetizzano la filosofia su cui si basa il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica. Read more

Dal 12 al 18 ottobre, a Padova, torna Galileo-Settimana della Scienza e Innovazione: 7 giorni di talk, lezioni e workshop con 50 eventi e 120 relatori. Conclusione domenica 18 ottobre con la cerimonia di consegna del Premio Galileo

Era in programma per inizio maggio, ma l’emergenza sanitaria ha imposto di spostare l’appuntamento, per fortuna solo di qualche mese. Torna infatti a Padova, da lunedì 12 a domenica 18 ottobre, Galileo, la Settimana della Scienza e Innovazione: sette giorni in cui oltre 30 realtà del mondo scientifico, culturale, imprenditoriale e associativo e le istituzioni cittadine proporranno dibattiti, lezioni o workshop interattivi trasformando la città di Galileo Galilei, laboratorio nazionale di eccellenza dell’innovazione, nel capoluogo del sapere scientifico e della divulgazione e aprendo al pubblico i luoghi della scienza.

La manifestazione – promossa da Comune di Padova, Università di Padova e ItalyPost, in collaborazione con Commissione Europea e Fondazione Cariparo e la content partnership di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, curata da Goodnet Territori in Rete – vuole mettere sotto la lente i grandi temi del mondo scientifico, proponendosi come piattaforma comune per promuovere Padova a capitale italiana della scienza e dell’innovazione.

Cuore “simbolico” della manifestazione sarà anche quest’anno la cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, giunto alla quattordicesima edizione, in programma domenica 18 ottobre alle 11 presso l’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano. La cerimonia di consegna – la cui giuria scientifica è presieduta da Alberto Mantovani, immunologo e direttore scientifico di Humanitas, nonché lo scienziato italiano con il maggior numero di citazioni sulle riviste internazionali, che interverrà alla cerimonia con una lectio magistralis sul tema “Immunità, dal cancro a covid-19: sogni e sfide” – sarà preceduta, sabato 17 ottobre alle 18, da un incontro pubblico con gli autori dei 5 libri finalisti del Premio: Guido Barbujani, Andrea Brunelli, Francesca Buoninconti, Giulio Cossu, Anna D’Errico e Carola Frediani.

Il Premio Galileo andrà a chiudere simbolicamente l’edizione 2020 della Settimana della Scienza e Innovazione, con un cartellone di 50 appuntamenti e 120 relatori, costruito con l’obiettivo di permettere a tutti – da chi lavora nel mondo della ricerca e dell’innovazione a chi è semplicemente curioso – di scoprire idee e progetti che cambieranno il futuro. Saranno presenti a Padova i grandi nomi della ricerca scientifica e grandi leader internazionali: da Marco Magnani, economista, saggista e autore di Fatti non foste a viver come robot (Utet), libro su intelligenza artificiale e big data, realtà aumentata e Internet delle Cose, blockchain e criptovalute, al sociologo Antonio Casilli dell’Institut Polytechnique de Paris, che interverrà sui temi del suo ultimo Schiavi del click. Al centro della discussione sul rapporto tra impresa e innovazione saranno gli interventi di imprenditori del calibro di Federico de’ Stefani, amministratore delegato Sit, Riccardo Agugiaro, amministratore delegato Agugiaro & Figna, e Antonio Valitutti, amministratore delegato Hype.

Altrettanto importanti sono i nomi della ricerca e della divulgazione che parteciperanno alla manifestazione: dall’oncologa Lucia Del Mastro, coordinatore del Centro di Senologia dell’Ospedale Policlinico San Martino IRCCS di Genova, a Telmo Pievani, filosofo della scienza evoluzionista, comunicatore e saggista, che parlerà di DNA. Un codice per scrivere la vita e decifrare il cancro, fino a Lawrence Banks, director general ICGEB-International Center for Genetic Engineering and Biotechnologies, che terrà una keynote lecture sul futuro delle biotecnologie, tra ricerca e trasferimento tecnologico.

Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito www.galileofestival.it dove è anche possibile iscriversi agli eventi di proprio interesse.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica: le opere finaliste e la Giuria

Il Premio Galileo seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente: l’opera vincitrice del Premio – che in passato è stato assegnato a nomi del calibro di Nicola Armaroli, Piergiorgio Odifreddi, Carlo Rovelli, Stefano Mancuso e Cristina Cattaneo – sarà scelta domenica 18 ottobre, nella cornice dell’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano tra le 5 opere finaliste selezionate dalla Giuria Scientifica.

Partecipano alla fase finale del Premio Galileo 2020: Guido Barbujani e Andrea Brunelli, co-autore de Il giro del mondo in sei milioni di anni (il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti, autore di Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Giulio Cossu, autore de La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio Editori, 2018), Anna D’Errico, autore de Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani, autore di Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019).

La cinquina finalista del Premio Galileo è stata selezionata lo scorso 2 dicembre 2019 dalla Giuria scientifica presieduta quest’anno da Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.

A lui si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica – Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze e Tuttosalute, e Rossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3, Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI, e Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva – e cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo di Padova: Maurizio Borin, docente di Agronomia, Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità, Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese, Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata, e Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia. 

Alla Giuria scientifica si affianca la Giuria esterna, composta da 100 studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole, una novità di quest’anno istituita dal Comune di Padova con l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica. E sarà proprio la Giuria esterna a decretare con il proprio voto l’opera vincitrice del Premio.

Innovazione e impresa: i grandi talk

La Settimana della Scienza e Innovazione si è sempre contraddistinta per la capacità di coniugare il mondo della ricerca applicata con il mondo dell’impresa, coscienti che, proprio dalle imprese innovative viene spesso la spinta per trovare soluzioni rivoluzionarie.

Nella giornata di lunedì 12 ottobre, in un evento promosso e organizzato in collaborazione con UniCredit, dedicato al turismo, settore investito da una pesante crisi, che però si sta riorganizzando sulla base dell’accelerazione di alcune tendenze come la sostenibilità e il digitale, interverranno: Mara Manente, direttore Ciset, sul tema di scenari e opportunità nel processo di accelerazione; Simona Olivadese, Small Business Key Sectors UniCredit, Angelo Pittro, direttore Lonely Planet Italia, Andrea Rigoni, presidente e amministratore delegato Rigoni di Asiago, sul progetto Made4Italy di UniCredit; Matteo Pedaso, strategic planning director LAND Italia in merito al paesaggio come piattaforma di innovazione e cooperazione, e Mario Romanelli, head of sales Italy The Data Appeal Company, sui feedback e comportamenti delle persone nel nostro territorio, come la tecnologia ci permette di esplorare l’esperienza umana attraverso il digitale.

Giovedì 15 ottobre, Agenda Digitale del Veneto presenterà un approfondimento sul boom della digitalizzazione durante il lockdown e sulle prospettive per lo sviluppo delle imprese e dei territori. Ne discuteranno Eleonora Di Maria, presidente VSIX e docente di Governo e gestione delle imprese Università di Padova, Luca De Pietro direttore Unità Organizzativa Strategie ICT e Agenda Digitale Regione del Veneto, e Paolo Ghezzi direttore Infocamere, con la conclusione di Idelfo Borgo direttore Direzione ICT e Agenda Digitale Regione del Veneto.

L’evento che aprirà quella che nei fatti la sezione dedicata al rapporto tra imprese e innovazione si terrà venerdì 16 ottobre alle ore 11.30 e vedrà un keynote speech con Antonio Casilli, professore ordinario di sociologia alla Télécom Paris, scuola di ingegneria delle telecomunicazioni dell’Institut Polytechnique de Paris – autore di Schiavi del clic (Feltrinelli), inchiesta sul lavoro digitale e sul nuovo capitalismo delle piattaforme in cui si esplorano le strategie e le regole di colossi quali Amazon, Facebook, Uber e Google – che discuterà poi con Ivana Pais, docente di Sociologia economica Università Cattolica di Milano.

In quest’edizione della manifestazione sono numerosi i temi e gli imprenditori coinvolti. In particolare, segnaliamo sul tema del rapporto tra ricerca, impresa e startup l’incontro con Federico de’ Stefani, amministratore delegato di Sit, un’impresa padovana Champion da oltre 260 milioni di ricavi che sta investendo 20 milioni per un campus per rigenerare dei capannoni lasciati vuoti nella zona industriale di Padova al fine di farne la sede dei laboratori di ricerca. Con lui, per discutere del tema, ci saranno Antonella Candiotto, presidente di una industria metalmeccanica di primo piano, la Galdi di Treviso, il prorettore al trasferimento tecnologico dell’Università di Padova, Fabrizio Dughiero, e la leader di Generation Warriors, Marta Basso e autrice del libro La Duplice Alleanza, che dell’incontro tra imprese e start up ha fatto la propria mission.

Altro tema di rilievo che investe il mondo della ricerca e dell’impresa è certamente quello dell’industria agroalimentare, investita in questi anni da una vera e propria rivoluzione su diversi fronti, dal biologico al packaging fino al 4.0. E proprio su questo ultimo aspetto si concentrerà la discussione prevista per venerdì 16 ottobre alle ore 15, con Riccardo Agugiaro, a capo di uno dei più importanti gruppi di produzione di farine, la Agugiaro & Figna, che discuterà con Marco Bettiol, docente di Economia e gestione delle imprese Università di Padova, e autore di Raccontare il Made in Italy, e con Silvia Moro, chef Ristorante Aldo Moro La Cuisine.

Ma se c’è un settore che è stato investito e sarà investito ancor di più nei prossimi anni dalla rivoluzione tecnologica, questo è il settore delle banche. E su questo fronte il Galileo Festival dell’Innovazione porterà a discutere alcuni dei principali protagonisti della rivoluzione Fintech, da Giovanni Bossi che ha lanciato Cherry, a Gianni Camisa, amministratore delegato OCS, fino a Antonio Valitutti, amministratore delegato Hype.

Altro tema che racconterà il cambiamento nell’ambito del mondo delle imprese e che investe il terreno della formazione, vedrà protagonista Fòrema con un convegno dal titolo “Il Digital mindset che trasforma la cultura organizzativa” e che avrà come protagonisti Stefano Besana, autore di Collaborative Company, e Gioele Romano, learning specialist Il Cuborosso Fòrema.

Nella giornata di sabato 17 ottobre, al Teatro Verdi di Padova, anche quest’anno Fondazione Cariparo ha scelto di partecipare al Galileo attraverso quello che è l’evento inaugurale del ciclo di incontri “Segnavie” chiamando così Marco Magnani, economista e saggista, a presentare i suoi ultimi due libri che approfondiscono proprio il tema del rapporto tra umano e digitale. Fatti non foste a viver come Robot è infatti il titolo del libro che farà da sfondo ad un confronto sulla rivoluzione tecnologica, sul concetto di sostenibilità legato a modelli di crescita alternativi e a strategie socioeconomiche innovative, e soprattutto sulla possibile risoluzione della dicotomia uomo-macchina.

Sempre nella giornata di sabato 17 ottobre, poi, verranno presentati in anteprima due saggi di prossima pubblicazione: alle 15, Alfonso Fuggetta, amministratore delegato e direttore scientifico Cefriel, presenterà Il paese innovatore e il suo decalogo per reinventare l’Italia con Luca De Pietro (Agenda Digitale del Veneto) e Andrea Ferrazzi, direttore Confindustria Belluno Dolomiti. Alle 16.30, invece, il sociologo Domenico De Masi discuterà di Smart Working. La rivoluzione del lavoro intelligente con Silvia Zanella, autrice de Il futuro del lavoro è femmina.  

La ricerca e le nuove frontiere della medicina

Anche quest’anno la Settimana della Scienza e Innovazione si avvale della collaborazione scientifica di partner di rilievo nazionale, a partire dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro che, dopo il grande successo dell’edizione 2019, torna al Galileo con un ciclo di appuntamenti e i grandi nomi della ricerca medica e della divulgazione scientifica.

Il calendario di incontri a cura di Fondazione AIRC si aprirà mercoledì 14 ottobre con l’intervento di Telmo Pievani, docente di Filosofia delle Scienze Biologiche Università di Padova, che presenterà Dna. Un codice per scrivere la vita e decifrare il cancro; i proventi della vendita del libro verranno interamente devoluti ad AIRC. Giovedì 15 ottobre, invece, Riccardo Di Deo, divulgatore scientifico e nutrizionista AIRC, sarà protagonista di un workshop interattivo in digitale per le scuole superiori di tutta Italia con “Cambiamente_Metti alla prova le tue convinzioni e impara a riconoscere le bufale sulla salute”.

La giornata di sabato 17 ottobre si aprirà, invece, al Caffè Pedrocchi con l’intervento di Massimiliano Pagani, responsabile del programma Oncologia molecolare e immunologia IFOM Milano. Gli seguiranno, alle 16.30, Lucia Del Mastro, celebre senologa e direttore dell’Unità operativa di Sviluppo Terapie Innovative all’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, che dialogherà con Claudio Vernieri, medico e ricercatore presso l’Istituto dei tumori di Milano e IFOM, in un appuntamento ideato da AIRC per promuovere l’edizione 2020 della campagna “Il nastro rosa”, celebre campagna di sensibilizzazione e sostegno a favore delle donne colpite dal tumore al seno, la neoplasia più diffusa nel genere femminile, con circa 53.000 nuove diagnosi in Italia solo nel 2019.

Altro protagonista di Galileo sarà quest’anno ICGEB-International Centre for Genetic Engineering and Biotechnologies, che sarà presente a Padova con il director general Lawrence Banks e una keynote lecture sul ruolo dei papillomavirus umani (HPV) nello sviluppo del tumore (con oltre 600mila casi ogni anno). Il focus della discussione si sposterà poi dall’ICGEB Tumour Virology Laboratory all’attività di technology transfer che il Centro sta sviluppando con il contributo di Natasa Skoko e Martina Viviani.

Sempre nell’ambito della ricerca in ambito medico-scientifico sono da citare l’appuntamento curato dalla Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata – VIMM, che mercoledì 14 ottobre, ore 18, proporrà il viaggio di una scoperta, dal bancone di un laboratorio di base al letto di un paziente, con i principal investigator dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare Kostas Lefkimmiatis e Francesco Piazza. L’Associazione Sagen, invece, dedicherà l’intera giornata di venerdì 16 ottobre a discutere del rapporto tra Genetica e Ambiente, con la partecipazione di personalità del calibro di Giuseppe Novelli, docente di Genetica medica Università di Roma “Tor Vergata” e presidente della Fondazione Lorenzini, e Giorgio Prantera dell’Università della Tuscia; il pomeriggio del convegno, che si chiuderà con un incontro per le scuole superiori di Abano Terme (sabato 17 ottobre), sarà invece dedicato a studiare il rapporto tra scienza, economia ambientale e innovazioni tecnologiche.

Da lunedì 12 a domenica 18 ottobre, gli incontri con la scienza, formazione e divulgazione

Da lunedì 12 a domenica 18 ottobre, il calendario di Galileo-Settimana della Scienza e Innovazione sarà costellato da incontri, lezioni e interventi curati dalle istituzioni scientifico-tecnologiche della Città.

INAF-Osservatorio Astronomico di Padova partecipa a Galileo con il focus: “Anche tu astrofisico: la scienza dalla parte dei cittadini” con Simone Zaggia (lunedì 12 ottobre), mentre Gabriele Cremonese e Cristina Re saranno, invece, protagonisti sabato 17 ottobre con “Bepicolombo in viaggio verso Mercurio incontra Venere” descriveranno il flyby della sonda intitolata al celebre matematico e astronomo padovano decollata nell’ottobre 2018 e ora in viaggio verso Venere.

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare-INFN proporrà un intervento di Francesco D’Eramo intitolato “Sulle orme di Democrito: alla ricerca della materia oscura” (martedì 13, ore 18). Tommaso Dorigo, ricercatore INFN, sarà protagonista con Giovanni Bianchi del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Padova di “Art&Science: comunicare la scienza attraverso l’arte”. L’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR approfondirà, invece, il tema “Anche fare freddo riscalda il pianeta” con Sergio Bobbo e Laura Fedele. Sempre sul tema della sostenibilità – “Abbattimento degli inquinanti da acqua e aria: la fotocatalisi, un processo sostenibile” – verterà anche l’intervento di Alessandro Galenda, ricercatore all’Istituto di Chimica della Materia Condensata e Tecnologie per l’Energia del CNR. Anche Alessia Famengo (martedì 13), ricercatrice presso lo stesso Istituto, proporrà una riflessione su “Come sfruttare la luce: molecole, materiali e processi per una maggiore sostenibilità”.

Al Galileo ci sarà anche spazio per le scienze sociali e umanistiche. Giovedì 15 ottobre, Giorgia Cona, ricercatrice in Neuroscienze cognitive all’Università di Padova, parlerà di “Psicologia della ricompensa: quanto sei disposto ad aspettare dice molto di te”. Sempre giovedì, ma alle 18, Gianpiero Dalla Zuanna, docente di Demografia, parlerà di “Migrazioni all’italiana”, mentre i colleghi Davide Risso e Laura Ventura, rispettivamente ricercatore e docente di Statistica, saranno protagonisti di “Un po’ di statistica fa bene alla salute”.

Martedì 13 ottobre SMACT-Compentence Centre proporrà un approfondimento su “Agrifood: innovazione from farm to fork”; sempre sul fronte di “agricoltura, alimentazione, ambiente e salute animale” sarà anche il contributo del Polo Multifunzionale Campus Universitario di Agripolis in programma mercoledì 14 ottobre.

Al centro della discussione della Settimana della Scienza e Innovazione vi sarà poi anche la formazione: da non perdere, quindi, gli appuntamenti curati dal Contamination Lab Veneto, che mercoledì 14 ottobre chiuderà la terza edizione con un evento realizzato al Centro Culturale Altinate San Gaetano, e da Enactus Italia, che tornerà sul tema green con “Enactus, l’imprenditorialità per creare un futuro migliore e sostenibile”. Giovedì 15 ottobre, al centro della discussione sarà nuovamente il trasferimento tecnologico con “Il dottorato in azienda: tech-transfer e knowledge transfer tra università e impresa” a cura di Unismart.

Chiudono simbolicamente la carrellata sul calendario del Galileo gli appuntamenti dedicati alla divulgazione: giovedì 15 ottobre, il sociologo della scienza Massimiano Bucchi presenterà il suo ultimo libro Io e tech. Piccoli esercizi di tecnologia alla Libreria ItalyPost, mentre sabato 17 ottobre Mauro Barberis, giurista e teorico del diritto discuterà di Come internet sta uccidendo la democrazia. E ancora, Massimo Guarnieri, docente di Storia della Tecnologia all’Università di Padova, mercoledì 14 ottobre proporrà un intervento su Da habilis a Jobs: due milioni di anni con la tecnologia.

Nonostante le misure di sicurezza imposte dal covid-19, Galileo proporrà anche attività di “sperimentazione in sicurezza” grazie alla collaborazione con “Sperimentando. La scienza per tutti”, con le proiezioni ed esperimenti guidati da Ariella Metellini e Laura Magrinelli (mercoledì 14), e con i workshop scientifici di Esapolis Butterfly Arc in programma nella giornata di domenica 18 ottobre.

Le collaborazioni con CICAP Fest e TedxPadova

Anche quest’anno, il palinsesto di Galileo-Settimana della Scienza e Innovazione si arricchisce della collaborazione di due grandi iniziative che si svolgeranno a Padova negli stessi giorni del Galileo. Il CICAP Fest – che per l’edizione 2020 della manifestazione si svolgerà interamente in digitale – propone quattro momenti di approfondimento: l’astrofisico e giornalista di Focus Gianluca Ranzini sarà protagonista di “Davvero qualcuno crede che la terra sia piatta?” (lunedì 12 ottobre), mentre la geologa Viola Bachini e Maurizio Tesconi, ricercatore all’Istituto di Informatica e Telematica CNR Pisa, discuteranno di “Fake people: quando dall’altra parte c’è un computer (e non lo sai)” (martedì 13 ottobre). Gli appuntamenti digitali di CICAP Fest tornano giovedì 15 con “La formula dei disastri” e Antonello Pasini, docente di Fisica del clima all’Università Roma Tre; sabato 17, invece, sarà il turno di Stephan Lewandowski, psicologo alla School of Psychological Science che parlerà di “Come nascono le bufale e come ci si difende?”.

“Identità” è invece il titolo dell’edizione 2020 di TedxPadova, che nell’anno di covid19 si svolgerà interamente al Cinema Porto Astra di Padova. Il pomeriggio di sabato 17 ottobre, gli speaker protagonisti del celebre format internazionale, si confronteranno su un tema centrale nella nostra epoca, dove tutto si annulla, si mescola e si accavalla facilmente: di che parliamo quando parliamo di identità?

La nuova formula di Festival “Live & Social”

E, a proposito di innovazione, in quest’anno così particolare l’appuntamento padovano avrà una caratteristica nuova: parallelamente al Festival fisico, “in presenza”, infatti, gli organizzatori hanno voluto affiancare un’integrazione digitale per coinvolgere tutti gli spettatori che per problemi di spostamento non potranno partecipare agli appuntamenti da venerdì 16 ottobre a domenica 18 ottobre. Così è nata l’idea di realizzare un palinsesto parallelo, portando il dibattito anche sul web e creando una nuova formula di Festival “Live & Social”. Verrà così proposta una sezione ad hoc per valorizzare i contenuti e gli ospiti della manifestazione attraverso i suoi canali social.

Le dichiarazioni dei promotori e partner

Andrea Colasio, assessore alla Cultura Comune di Padova:  «Il Comune di Padova, insieme a ItalyPost e all’Università di Padova, ha proseguito quel percorso di progettualità di più alto respiro che intercetta varie dimensioni della città, i cui luoghi raccontano il rapporto tra cultura, società e sviluppo della scienza. Abbiamo costruito un processo a rete, mettendo a sistema il grande patrimonio di associazioni, istituzioni scientifiche, dipartimenti, di cui il nostro territorio – ma l’Italia tutta – è denso: li abbiamo chiamati a raccolta e abbiamo definito un percorso di una settimana dentro uno schema il cui fulcro è il Premio Galileo per la divulgazione scientifica. Abbiamo dato voce a una molteplicità di soggetti attivi in città che si è tradotta in un programma che vede 120 relatori, 50 eventi e ben 30 istituzioni culturali, scientifiche e divulgative, e non da ultime le imprese, che creeranno un dialogo con il mondo della ricerca».

Filiberto Zovico, fondatore ItalyPost: “La crisi provocata dalla pandemia costringe tutti noi a un’accelerazione su diversi fronti che riguardano sia la scienza che la tecnologia. Non è un caso se, dentro una crisi come questa, sono le imprese maggiormente capaci di innovare a trovare più rapidamente la strada della ripresa e della costruzione di un nuovo equilibrio. Il Galileo Festival dell’Innovazione costituirà dunque una preziosa occasione per capire quali percorsi ricerca e impresa dovranno affrontare per vincere questo momento di difficoltà sanitaria, economica e sociale”.

Fabrizio Dughiero, prorettore al Trasferimento tecnologico e al rapporto con le imprese Università di Padova: “La Settimana della Scienza e dell’Innovazione parte da un elemento centrale: l’importanza della comunicazione e della divulgazione scientifica. La comunicazione fa parte della terza missione dell’Università ed è importante saper comunicare correttamente in un periodo storico di così grandi cambiamenti. È fondamentale offrire momenti di approfondimento sulla trasformazione digitale, sulla sostenibilità e sull’economia circolare, mettendo al centro della discussione il rapporto tra Università e mondo delle imprese: sono temi che vanno a braccetto e solo partendo da questo è possibile pensare al futuro e promuovere la crescita di una città come Padova”.

Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea: “Innovazione, scienza e apertura al mondo rimangono 3 priorità per l’Europa. Lo sono in tempi normali, lo sono ancor di più in tempi straordinari come questi, dove la doppia emergenza sanitaria e climatica e la rivoluzione digitale richiedono a gran voce soluzioni che superino i confini.  La Rappresentanza a Milano della Commissione europea favorisce e sostiene forme di divulgazione scientifica come Galileo Festival, per mostrare al grande pubblico risultati e opportunità dell’Europa della ricerca. Europa che continuerà ad investire nell’eccellenza e nella collaborazione scientifica anche in futuro con il nuovo programma Horizon Europe, con un bilancio rafforzato rispetto al suo predecessore Horizon 2020, ma anche con il piano straordinario “Next Generation EU”, con il “Green Deal europeo” e con un nuovo programma “Digital Europe” che si occuperà anche di intelligenza artificiale”.

Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo: “Galileo Settimana della Scienza e Innovazione è la dimostrazione che Padova non è stata piegata dal Covid-19, ma che è possibile creare iniziative frutto di un forte coordinamento e sinergie con tutti gli enti del territorio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo dà il suo contributo al Galileo portando l’evento di apertura della decima edizione di Segnavie, con un ospite di eccezione, Marco Magnani, che ci aiuterà a sviluppare una riflessione sul mondo del lavoro nell’epoca dei robot e su come sia necessario sviluppare una consapevolezza critica, ma al contempo costruttiva, su questi temi”.

Alberto Amadori, consigliere Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro Comitato Veneto Trentino Alto Adige: “Appuntamenti come questo rappresentano un’occasione preziosa per parlare di scienza, mantenere vivo il dialogo con il grande pubblico e informare sui risultati raggiunti e nuove sfide in campo oncologico.  Nel 2020 Fondazione AIRC ha investito oltre 7 milioni di euro nella nostra regione per sostenere 51 progetti di ricerca. Un risultato reso possibile anche grazie alle iniziative del Comitato Veneto, attivo dal 1982 per organizzare e promuovere ogni anno numerosi appuntamenti di raccolta fondi che si affiancano alle campagne nazionali di AIRC”.

Renzo Chervatin, responsabile Sviluppo dei Territori Nord Est UniCredit: “Il sostegno di UniCredit al Galileo è figlio della comune sensibilità nei confronti dell’innovazione, dei suoi protagonisti e dei processi che innesca. Il nostro supporto non si limiterà alla condivisione di temi ed obiettivi ma si concretizzerà nell’organizzazione di eventi in programma in questi giorni. Mi riferisco per esempio al forum UniCredit sulle strategie di accelerazione per un turismo competitivo e sostenibile che vedrà riuniti i protagonisti di una nuova progettualità dell’offerta turistica basata su personalizzazione, integrazione e digitalizzazione”.

Federico de’ Stefani, presidente e amministratore delegato SIT: “Favorire il dialogo tra impresa e università significa anche dare la possibilità concreta di far vivere agli studenti la vita all’interno dell’impresa. In Italia esistono aziende valide, che possono offrire molto ai giovani talenti e neolaureati. Siamo orgogliosi di essere una di queste realtà: nonostante il contesto incerto, non solo continuiamo ad assumere, ma investiamo sui giovani, sull’innovazione e sulla ricerca e sviluppo che sono aree centrali per la competitività internazionale”.

Giovanni Bossi, fondatore Cherry e amministratore delegato Cherry 106: “Il digitale e la tecnologia sono abilitatori economici e sociali. Fare innovazione anche nel settore finanziario è possibile, con mente aperta, disponibilità al cambiamento e competenza. È dall’incontro di due mondi – competenza economico finanziaria da un lato e preparazione tecnologica dall’altro – che può nascere una vera transizione digitale che sappia innestare nel mondo del lavoro nuovi talenti e, al tempo stesso, crei uno scambio di valore tra i giovani e chi vanta una lunga esperienza in finanza”.

Matteo Sinigaglia, direttore generale Fòrema: “Mai come in questo momento è un gran piacere partecipare, come Forema, a un evento che indaga la complessità delle organizzazioni con l’obiettivo di adattare le strategie aziendali alle richieste del mercato, creando così nuovo valore. Certamente la componente digitale appare oggi fondamentale per gestire con prospettive nuove la nostra vita e le organizzazioni di cui facciamo parte. In questo senso il mindset, e ancora più il digital mindset rappresentano il focus principale per supportare le organizzazioni e le persone nel bisogno crescente d’innovazione e trasformazione del mondo.”

Informazioni utili 

GALILEO SULLA RETE. Punto di riferimento per aggiornamenti in progress sul programma della Settimana è il sito internet, www.galileofestival.it, dove è possibile consultare il calendario degli eventi per data, luogo, relatore, registrarsi agli appuntamenti in programma e creare così il proprio calendario personalizzato. È anche attiva la comunità di Facebook (alla pagina ufficiale https://www.facebook.com/galileoinnovactionfestival/) e di Twitter, disponibile al profilo @GalileoFest; hashtag ufficiale della manifestazione #galileo20.

COME PARTECIPARE AGLI EVENTI. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti in sala sono limitati: si consiglia la registrazione all’evento di proprio interesse sul sito www.galileofestival.it per avere garanzia di accesso; per partecipare alle visite guidate, la prenotazione è obbligatoria. Per procedere alla registrazione, scegliere l’appuntamento di proprio interesse all’interno della sezione “Programma” e seguire le indicazioni. In ogni caso, per i registrati online l’accesso in sala è garantito solo presentandosi almeno 10 minuti prima dell’inizio dell’evento; eventuali posti non utilizzati saranno messi a disposizione di chi effettua la registrazione in loco.

La cerimonia

I libri finalisti verranno presentati in un incontro pubblico che si svolgerà il 17 ottobre 2020 a Padova, e cominceranno a essere letti dalla giuria di studenti universitari provenienti da tutta Italia e da studenti di 10 scuole secondarie di secondo grado. Read more

Finalisti premio Galileo 2020

I finalisti

Il 2 dicembre 2019 presso la Sala Paladin di Palazzo Moroni, la Giuria Scientifica presieduta dal professor Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, ha selezionato la cinquina delle opere finaliste del Premio. Read more

La giuria

È il professore Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, a presiedere la prestigiosa giuria scientifica che ha avuto il compito di selezionare la cinquina da dove uscirà il vincitore del Premio letterario Galileo 2020. Read more

Il Premio

Le precedenti edizioni, a partire dal 2007 anno di apertura del Premio, hanno visto come presidenti della giuria scientifica figure molto note e illustri della ricerca e della divulgazione a partire dall’oncologo Umberto Veronesi, recentemente scomparso.

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Museo di storia della fisica

Caratterizzata da pezzi di grande valore spesso unici o rarissimi, la collezione non solo racconta gli affascinanti sviluppi del pensiero scientifico e della tecnologia, ma rappresenta anche una preziosa testimonianza delle attività di ricerca e didattica svolte all’Università di Padova nel campo della fisica dal Settecento a oggi. Read more

Agripolis

Il campus di Agripolis, che occupa una superficie di circa 110.000 mq, si trova a Legnaro, nella periferia sud di Padova. All’interno di esso trovano sede quattro Dipartimenti Universitari che svolgono ricerca e attività didattica negli ambiti agrario, forestale, veterinario e della sicurezza alimentare. Read more

Esapolis

E’ il primo grande insettario d’Italia frutto di una collaborazione tra la Provincia di Padova e Butterfly Arc. E’ stato realizzato dopo il grande restauro di un importante edificio dei primi del ‘900 che ospitava la più importante stazione bacologica nazionale, ancora parte del complesso. Read more

Museo del Precinema

Custodisce la collezione di Laura Minici Zotti e ripercorre l’evoluzione storica e scientifica del Precinema partendo dal teatro d’ombre indonesiano databile prima della venuta di Cristo, proseguendo con i vari macchinari ad uso delle masse come lo stereoscopio, la camera ottica e la lanterna magica. Read more

Orto Botanico

L’Orto botanico di Padova (1545) è il più antico orto botanico universitario al mondo. Da sempre luogo di ricerca, cultura e didattica, dal 1997 è Patrimonio Mondiale Unesco. Oggi conta più di 3500 specie, cinque grandi serre e un percorso espositivo dedicato ai rapporti tra piante, uomo e ambiente.


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I Piero Angela dei libri: gli scrittori-scienziati

Libero / di Caterina Maniaci

Affrontare l’Artico e i suoi misteri, e dai ghiacci che si stanno vertiginosamente consumando, balzare tra le stelle e girare nel cosmo; un rapido volo verso il basso e si plana sul Mediterraneo mentre si consuma l’ennesima tragedia dei barconi che naufragano e moltiplicano le vittime dell’immigrazione clandestina, fino ad addentrarsi nei meandri della fisica spiegati come una risorsa per trovare lavoro e come usarla per non far precipitare il mondo nella follia delle guerre. Una
cavalcata attraverso luoghi, popoli, problemi, che si può fare solo grazie ai libri. Libri i cui autori hanno una forte e motivata vocazione: la divulgazione. Libri che sono stati scelti nella cinquina finalista del Premio Galileo.

Nuovi Piero Angela crescono e si moltiplicano dunque (Alberto a parte, ovviamente). Nati per un pubblico devoto ma di nicchia, i libri di divulgazione, grazie anche a numi tutelari come il citato Angela, stanno oggi conoscendo una stagione più florida, sempre considerando i magri numeri del mercato librario in Italia. Scalano a volte le classifiche dei bestseller -come è stato per Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli, campione di vendite per molte settimane nel 2015 – e si introducono persino nel linguaggio quotidiano. Iniziative come quella del Premio Galileo, nato a Padova tredici anni fa, nell’ambito della settimana della scienza e dell’innovazione, dal 6 al 12 maggio, sostengono questa tendenza e la rafforzano, segnalando il meglio di quanto pubblicato nel settore in Italia. E dimostrando che le tematiche, per quanto al primo impatto possano sembrare ostiche, si trasformano quasi in materia “da romanzo”. E riservano sorprese imprevedibili. È il caso del libro vincitore dell’edizione 2018, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il futuro,
scritto da Stefano Mancuso, in cui si suggerisce di studiare attentamente il mondo botanico per trovare soluzioni per l’ambiente, per le nostre città e per le nostre stesse abitazioni.

LINGUAGGIO POCO TECNICO

Quali sono le caratteristiche di un buon libro di divulgazione? Riuscire a spiegare ad un numero più vasto possibile i segreti che la scienza custodisce nelle torri d’avorio dei laboratori di ricerca. L’esposizione deve essere chiara e soprattutto piana, cioè fatta utilizzando un linguaggio non tecnico. Evitare di essere noiosi senza arrivare alla banalità. Questi i criteri utili, così come li ha sintetizzati Erminio Giavini dell’Università degli Studi di Milano. Criteri rispettati dai cinque finalisti del Premio Galileo. Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo (Raffaello Cortina Editore), lo ha scritto Cristina Cattaneo, che è professore ordinario di Medicina Legale presso l’Università di Milano, impegnata nel lavoro di identificazione dei migranti morti in mare, in particolare nei naufragi di Lampedusa. Ne è nato un libro che è scientifico e insieme documento personale. Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia (Codice Edizione) è l’opera di Roberto Defez, ricercatore del CNR, specializzato nei rapporti tra scienza e politica. Secondo lui la ricerca non è un lusso, ma un’opzione concreta per dare un futuro al Paese, genera occupazione qualificata e sviluppo imprenditoriale. Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore, in Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile (Carocci editore) , propone nove storie di studiosi e organizzazioni che lavorano per arginare i rischi di conflitti.

TUTTI UNITI DAL SAPERE

Il caso più famoso è il CERN di Ginevra, la prima «casa comune europea». E il più recente è rappresentato dall’acceleratore SESAME in Giordania, probabilmente l’unico posto al mondo dove lavorano insieme ad un progetto comune israeliani, palestinesi, iraniani e tanti altri. Tutto l’universo per chi ha poco spazio-tempo (Mondadori) di Sandra Savaglio, è un esempio riuscito di divulgazione coniugata alla passione e alla vita vissuta. L’autrice è una famosa astrofisica che ora insegnare all’Università della Calabria. Il suo libro non è un trattato di astronomia, ma un saggio sull’universo visto e interpretato attraverso le leggi della fisica. E racconta quello che sappiamo del mondo, incominciando dallo sguardo alzato verso le stelle. Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico (Bollati Boringhieri) è l’ultima opera di Peter Wadhams, uno dei massimi esperti mondiali di ghiaccio marino e degli oceani polari. Nel libro Wadhams documenta il fenomeno dello scioglimento dei ghiacci, a partire dal “passaggio a Nordovest”, il braccio di mare tra l’Alaska e la Groenlandia, diventato una sorta di autostrada liquida per centinaia di navi mercantili. Ma l’accelerazione del fenomeno è impressionante, scrive lo studioso, e sta diventando una minaccia, pericolosa quanto ignorata, per l’umanità intera.

Intervista a Sandra Savaglio. L’astrofisica: così non ci isoliamo

«Sono convinta che la gente sia molto meno banale e distratta di quel che si pensa. I misteri dell’universo attraggono molto persone di ogni genere e di ogni età. Basti pensare all’interesse suscitato dalle notizie sui buchi neri. E per questo la divulgazione scientifica sta acquistando sempre più spazio». Ne è convinta Sandra Savaglio, astrofisica, docente e scrittrice. Dopo aver insegnato e fatto ricerca in molte prestigiose università e centri di studio in giro per il mondo, e in particolare in Germania, ha deciso di tornare in Italia e di insegnare all’Università di Calabria. Spiega: «Non mi sono mai pentita, anzi rifarei questa scelta. E del resto, anche in Germania esistono difficoltà, pregiudizi, incomprensioni. Certo, non lesinano fondi per la ricerca, mentre l’Italia, dopo aver formato tante menti brillanti, le esporta a costo zero».

Il suo libro Tutto l’universo per chi ha poco spazio-tempo è entrato nella cinquina dei finalisti del premio Galileo. Sembra che non sia un’impresa facile scrivere un buon libro su questi argomenti: «No, non è semplice, ma è fare buona divulgazione. Perché può avere conseguenze importanti: per esempio, la lettura di un buon testo potrebbe invogliare un ragazzo ad intraprendere una carriera scientifica. Bisogna essere avvincenti e insieme competenti. Quando scrivevo il mio libro pensavo a questo: devo sforzarsi di rendere interessante la mia materia con lo stesso impegno che userei per rendere interessante l’elenco del telefono. Che contiene molte informazioni ed è utile, ma non ha quel che si dice appeal…». La scrittura della Savaglio non fa sentire la distanza tra scienziato e profano: «Mi sono sforzata di raccontare cose che conosco e che penso siano utili da conoscere, fino alle ultimissime scoperte. Mi sono messa a nudo, in questo modo di spiegare e raccontare. Convinta, a differenza di tanti altri colleghi, che fare divulgazione non rappresenti il rischio di abbassarsi come studioso e invece sia un modo per evitare di isolarsi, di vivere in una torre d’avorio».