«PADOVA CAPITALE EUROPEA DELL’INNOVAZIONE»

G.F.P. / Corriere Veneto

Nel nome del padre della scienza moderna: torna nella città del Santo l’appuntamento con il nono Galileo Festival – Settimana della Scienza e Innovazione, in programma dall’11 al 17 ottobre. Sette intensi giorni caratterizzati da 50 eventi dislocati principalmente tra Palazzo Moroni, Caffé Pedrocchi e Teatro Verdi e che vedranno alternarsi 150 relatori, con nomi di spicco nel panorama scientifico come l’astronauta Umberto Guidoni (ha partecipato a due missioni Nasa a bordo dello Space Shuttle e primo europeo a visitare nel 2001 la Stazione Spaziale Internazionale) e Giorgio Metta, direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, uno dei più importanti centri mondiali.

A chiudere la kermesse la cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, giunto alla quindicesima edizione e che vedrà i cinque finalisti Antonio Casilli, Pier Paolo di Fiore, Barbara Mazzolai, Alberto Piazza e Chiara Valerio (scelti da una giuria presieduta da Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr – Consiglio Nazionale delle Ricerche) contendersi lo scettro di miglior libro. A presentare il festival è il direttore scientifico Giovanni Caprara, editorialista del Corriere della Sera, che spiega: «Sarà una settimana davvero significativa, che ci aiuterà ad aprire gli occhi per guardare con consapevolezza a un futuro che dovrà essere necessariamente diverso: la pandemia ci ha dimostrato come scienza e innovazione siano fondamentali per garantire una vita migliore, consci che purtroppo i rischi e le incognite sono sempre dietro l’angolo. I grandi nomi che arriveranno all’ombra del Santo ci racconteranno non solo le loro esperienze ma anche le loro competenze, pronti a stimolare ancor di più le giovani menti che rappresentano il fulgido domani del nostro Paese».

L’assessore alla cultura Andrea Colasio ha invece regalato una gustosa anticipazione: «Grazie all’annuale consolidamento del Galileo Festival si stanno creando le condizioni ideali affinché Padova possa candidarsi a capitale europea dell’innovazione». La città ci ha preso gusto, dopo il riconoscimento Unesco sugli affreschi del Trecento e l’anno – il non proprio fortunato 2020 – da capitale europea del volontariato.