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La natura è geniale

di Daria Bignardi / Vanity Fair

La professoressa Barbara Mazzolai è una pioniera della robotica bioispirata, ed è la più importante degli scienziati di questa materia in Italia. Ha pubblicato un libro con cui fa capire con facilità come gli esseri viventi senza cervello, in sostanza le piante, siano capaci di soluzioni geniali.

Ho sempre sospettato che le piante fossero geniali: Barbara Mazzolai lo ha provato, e spiegato. Barbara Mazzolai è una delle scienziate più importanti del nostro Paese. È direttrice del Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia e fa ricerca nel campo della robotica bioispirata, che ha l’obiettivo di realizzare nuove tecnologie partendo dallo studio di piante e animali invertebrati.

Su queste tematiche ha pubblicato quasi trecento lavori scientifici e il libro La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta con Longanesi, che è appena entrato nella cinquina dei finalisti del premio Galileo 2021 per la divulgazione scientifica. Cos’è la robotica bioispirata? È la disciplina che progetta robot a imitazione degli esseri viventi. La professoressa Mazzolai è la madre della biorobotica italiana, ed è la più importante degli scienziati di questa materia in Italia. Noi siamo abituati a pensare ai robot in forma umana, ma per esempio esiste il polpo in silicone Octopus, ideato da Cecilia Laschi del Sant’Anna di Pisa, soffice quindi meno pericoloso nell’interazione con l’uomo, o il Robofish, che si muove con disinvoltura in acqua.

Il libro di Barbara Mazzolai fa capire con facilità una cosa affascinante e meravigliosa: che anche – anzi forse soprattutto – gli esseri viventi senza cervello, in sostanza le piante, sono capaci di soluzioni geniali.
Anche da questo concetto è nato il Plantoide, il robot inventato proprio dal suo laboratorio: il primo robot al mondo ispirato alle radici delle piante nei loro movimenti, che nasce per l’esplorazione del suolo ed è molto utile per l’agricoltura e il monitoraggio ambientale. Ormai il valore del suo Plantoide è indiscusso, ma nel 2008, quando Mazzolai cominciò a portare l’idea ai convegni, fu accolta in modo tiepido dai suoi colleghi.

Lei non se ne cura perché ha troppo da fare. Io, da quando l’ho letta, non riuscirò mai più a staccare un rametto da una siepe.

Per ascoltare l’intervista radiofonica clicca qui.

 

SE IL ROBOT È BIODEGRADABILE

di Alice Politi

Ci vuole uno sguardo capace di «andare oltre» per intuire le sorprendenti potenzialità di una stretta relazione tra regno vegetale e tecnologia avanzata. Barbara Mazzolai è una pioniera della robotica «bioispirata», ossia colei che ha convinto la comunità robotica internazionale dell’importanza di studiare le piante per imitarne quelle abilità naturali che le rendono «geniali».

Laureata in Scienze Biologiche all’Università di Pisa, un dottorato di ricerca in Ingegneria dei Microsistemi all’Università Tor Vergata di Roma, oggi dirige a Pontedera il Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Qui, nel 2012, è stato realizzato il Plantoid, primo robot al mondo ispirato alle radici delle piante per l’esplorazione di ambienti non strutturati.

Perché le piante sono così speciali?
«Le consideriamo organismi statici, incapaci di interagire con l’esterno. Invece sono sempre in crescita, si muovono, percepiscono l’ambiente circostante, cambiano morfologia e creano strategie di adattamento senza un cervello, ma usando capacità di controllo distribuite lungo la loro struttura. Per noi, che studiamo il movimento da imprimere a robot che devono spostarsi e avere capacità di percezione e comunicazione, sono un modello perfetto».

Come si trasferiscono nella robotica certe caratteristiche  biologiche?
«Osservare come funzionano le radici ha permesso di creare endoscopi che si muovono in profondità sia nel corpo umano, sia nel sottosuolo per il monitoraggio ambientale, riducendo la pressione e gli attriti. Studiando le tecniche dei rampicanti, invece, abbiamo riprodotto spine artificiali a forma di uncino applicabili come un cerotto sulle ruote dei robot oppure sulle foglie delle piante, per curarle con un rilascio localizzato di farmaci».

Nuovi obiettivi?
«Imitare i semi per creare microrobot che rilasciati nell’ambiente si muovano senza bisogno di energia, solo trasportati dal vento o grazie all’interazione con l’umidità. Consentiranno di monitorare la qualità di aree e luoghi anche remoti, ma senza inquinare: saranno biodegradabili e terminata la loro funzione scompariranno».

Matematica e democrazia. Chiara Valerio editor e scrittrice, finalista al Premio Galileo e il libro che rende seducenti numeri e formule. «Conoscere è un’avventura senza ritorno e studiare porta a essere liberi»

di Francesca Visentin / Corriere del Veneto

Un libro diventato un caso editoriale perché riesce a rendere seducente la matematica attraverso la letteratura. E tanti altri romanzi scoperti e fatti nascere con guizzo creativo, ricerca e tenacia. Chiara Valerio, scrittrice, traduttrice, editor della Marsilio, è la donna del momento nell’editoria. Una solida formazione culturale, profonda conoscenza di libri e autori, un passato da responsabile di Tempo di libri e un dottorato in calcolo delle probabilità arricchiscono il suo background. Adesso, con il nuovo libro La matematica è politica (Einaudi) è anche tra i finalisti del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, dopo mesi di ottime recensioni e vendite.

Chiara Valerio, perché questo libro piace tanto?
«Credo che sposti la centralità di una istruzione basata su storia della letteratura, storia dell’arte, storia della filosofia, sull’apprendimento di principi intersogettivi applicabili a tutte le discipline. È un ribaltamento di punto di vista sui percorsi scolastici che, senza cancellare il valore della memoria, anzi, facendone il motore dell’immaginazione, limita le impostazioni dogmatiche, i principi di autorità».

Racconta la matematica come palestra di vita, apprendistato alla rivoluzione e educazione alla democrazia. Cosa può insegnare oggi?
«Non ho mai capito se le cose si possano insegnare. Sono certa però che si possa imparare. A distanza di mesi dall’uscita La matematica è politica continua a essere letto con allegria, entusiasmo, curiosità e dunque credo che rappresenti la possibilità di quanto conoscere sia un’avventura, faticosa talvolta, dalla quale non si torna indietro, proprio come dalle grandi esplorazioni del passato. La conoscenza come avventura senza ritorno in un mondo in cui tutto è seriale e potenzialmente senza fine. Studiare matematica è divertente e ti rende libero, ma non libero in te, libero in una comunità.

Tanti progetti puntano a cambiare il gap culturale (e lo stereotipo) che porta poche donne alle discipline Stem. Dove e come bisognerebbe incidere?
«Bisognerebbe osservare che le discipline Stem sono una costruzione culturale, come il linguaggio, e che dunque parlare di una predisposizione naturale è deresponsabilizzante. Nel bellissimo libro illustrato di Jacky Fleming (pubblicato in italiano da Corbaccio nella traduzione di Rocco Ciba) c’è una scanzonata disamina sul perché le donne sono state rappresentate lontane dalla scienza. Questa distanza è una storia che dobbiamo smettere di raccontare, sostituendola con un’altra. Io partirei da Jacky Fleming, anche».

Letteratura e matematica hanno qualche punto in comune?
«Sono due modi di rappresentare il mondo. Ho dovuto subito credere a Dante Alighieri che già al primo rigo della commedia incontrava la selva oscura e si avviava nell’oltre mondo, la sospensione dell’incredulità in letteratura arriva subito. In matematica, nonostante fossi brava in geometria, quando sono arrivata sulla soglia delle varietà geometriche ho dovuto credere che studiando avrei capito, ho fatto “come se” capissi e sono andata avanti. Alcune volte quel “come se”, non si è trasformato in comprensione».

Come editor ha fatto pubblicare tanti libri di successo. Di quale scelta è più fiera?
«Non c’è un libro che ho portato prima in nottetempo e ora in Marsilio di cui mi vergogni. Un nome è Ginevra Lamberti di Vittorio Veneto, l’ho pubblicata prima nottetempo e ora è una autrice Marsilio. Di Ginevra sono fiera perché è bravissima, editorialmente abbiamo fatto insieme già un lungo percorso che spero prosegua».

Il cuore della Marsilio è strettamente legato a Venezia. Che relazione ha con Venezia, dove vive, cosa rappresenta per lei?
«Ho amato Venezia prima di venirci ad abitare per metà dell’anno, e adesso la amo anche in pratica. Non ho una casa in campagna, ma ho una casa a Venezia, che è la mia idea di campagna, senza macchine, ma con tutto il resto, e con il mare per giunta. Sono entusiasta di Venezia, mi piacciono le persone che ci vivono e che ci camminano. Ci venivo da ragazza per la Biennale cinema e mi sembrava impossibile viverci, mi sembrava – per usare una osservazione di Ginevra Lamberti nel suo primo romanzo – un fondale per fotografie di matrimoni coreani, invece non è un fondale, è tridimensionale, somiglia ai racconti che ne ho letto, e anche a quello che è. Venezia è contemporaneamente un’idea, una realtà tangibile, una immaginazione e un posto dove comprare i libri, il vino o le patate».

Come riesce a conciliare il ruolo di editor con quello di scrittrice?
«Ho cominciato a lavorare nell’editoria a Nuovi Argomenti, negli anni in cui Mario Desiati, scrittore, ne coordinava la redazione. Al tavolo della rivista c’erano scrittrici e scrittori che leggevano e valutavano scritti narrativi o saggistici di altri. La storia dell’editoria italiana è stata fatta dagli editori certo, ma molto dagli scrittori e dalle scrittrici. È da un paio di decenni che gli scrittori, le scrittrici, i poeti e i traduttori hanno smesso di essere impiegati nelle case editrici, e dunque giustamente ci si chiede come si concilia. Ecco, non si concilia, si fa».

A che punto è l’editoria per quanto riguarda la parità di genere?
«Cominciare a non pensare alle donne come a una minoranza ma come a più della metà della popolazione mondiale, per esempio. In editoria lavorano molte donne, alcune anche in ruoli apicali, non so se, a parità di mansione, le donne siano pagate quanto gli uomini, forse questa è l’indagine da fare. Basta contare le presenze femminili nelle cinquine o dozzine dei principali premi italiani, e le vincitrici per rendersi conto».

Qualche titolo dei romanzi che ha preferito nel 2020 e tra quelli usciti nel 2021?
«Nel 2020, credo causa pandemia, ho riletto molti classici, e ho tradotto insieme ad Alessandro Giammei, il carteggio tra Virginia Woolf e Lytton Stratchey (uscirà nel mese marzo le edizioni nottetempo che ha pubblicato ad oggi le mie traduzioni di Woolf)».

Il libro, già uscito, che avrebbe voluto scegliere lei (e fare pubblicare).
«Il romanzo di Elisa Ruotolo che uscirà nei prossimi mesi per i tipi di Feltrinelli».

Ecco i cinque finalisti del Premio Galileo. Dalla genetica alla matematica, passando per la robotica e Internet, la sfida degli scienziati a colpi di saggi divulgativi

di Francesco Rigatelli / Tuttoscienze de La Stampa
Antonio Casilli, Pier Paolo Di Fiore, Barbara Mazzolai, Alberto Piazza e Chiara Valerio sono i cinque finalisti del Premio letterario Galileo. Lo ha deciso martedì 19 gennaio la giuria scientifica presieduta da Maria Grazia Carrozza, professore ordinario di Bioingegneria alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Il Premio al miglior divulgatore verrà consegnato il 14 maggio a Padova e il giorno prima i finalisti presenteranno al pubblico le loro opere. A determinare il risultato saranno anche 200 studenti che leggeranno e valuteranno i libri in concorso.

Il sociologo Antonio Casilli è autore di «Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo?» (Feltrinelli), un’inchiesta sul mondo di Amazon, Facebook e Uber, in cui spesso i gesti produttivi vengono poco o nulla remunerati. L’oncologo Pier Paolo Di Fiore è stato selezionato per «Il prezzo dell’immortalità. Cosa sappiamo del cancro e come possiamo sconfiggerlo» (Il Saggiatore): il saggio descrive l’evoluzione del tumore, che cosa ne abbiamo scoperto e a che punto è la ricerca per sconfiggerlo. La biologa Barbara Mazzolai partecipa con «La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta» (Longanesi): lei affronta invece i segreti della flora, tra cui una incredibile resilienza cui gli uomini potrebbero ispirarsi. Il genetista Alberto Piazza nella serie di saggi contenuta in «Genetica e destino. Riflessioni su identità, memoria ed evoluzione» (Codice Edizioni) racconta la più grande sfida medica ed etica che ci attende, sospesa tra il nostro passato di specie e i nostri futuri individuali. Infine Chiara Valerio con «La matematica è politica» (Einaudi) dimostra come la democrazia si basi sulla partecipazione, sulla verità e sulla soluzione di problemi pratici. La matematica è molto di più che un gioco di numeri e di formule.

Galileo, realtà e futuro nella cinquina dei finalisti

di Barbara Codogno / Corriere del Veneto

Le logiche economiche delle piattaforme digitali; il cancro; i segreti delle piante; genetica e destino e, infine, la matematica come forma di democrazia. Sono questi i temi emersi dalla cinquina del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica selezionati ieri dalla giuria scientifica, quest’anno presieduta da Maria Chiara Carrozza, ex ministro e professore ordinario di Bioingegneria industriale. I 5 autori – scelti tra 41 libri dei 150 candidati – sono: Antonio Casilli, con Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo? (Feltrinelli); Pier Paolo Di Fiore con Il prezzo dell’immortalità. Cosa sappiamo del cancro e come possiamo sconfiggerlo (Il Saggiatore); Barbara Mazzolai con La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta (Longanesi), Alberto Piazza con Genetica e destino. Riflessioni su identità, memoria ed evoluzione (Codice Edizioni), Chiara Valerio con La matematica è politica (Einaudi).

Il Premio, promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura, entra ora nella fase finale: le 5 opere saranno esaminate dalla Giuria degli Studenti, composta da 200 studenti universitari e dagli studenti di dieci classi delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia. La cerimonia di consegna del Premio si terrà venerdì 14 maggio a Padova.

La cinquina affronta temi di attualità. Casilli, sociologo, conduce un’inchiesta sul nuovo capitalismo dominato dalle piattaforme (Amazon, Facebook, Uber e Google le principali) e sulla manodopera dell’economia contemporanea: centinaia di migliaia di schiavi del clic reclutati in Asia, Africa e America Latina per leggere, filtrare commenti e classificare le informazioni raccolte. Pier Paolo Di Fiore, oncologo, nel suo Il prezzo dell’immortalità descrive nascita ed evoluzione di un tumore: conoscerle è l’unico modo per vincere la battaglia contro il cancro. Barbara Mazzolai, biologa, con La natura geniale racconta come la scienza sia al lavoro per carpire i segreti nascosti dalla natura e come l’incontro tra biologia e tecnologia riscriverà il futuro della nostra specie. Alberto Piazza, genetista, in Genetica e destino prende spunto dal significato di «destino» per tracciare un viaggio nella natura biologica – ma anche culturale e morale dell’essere umano- dove scienza, letteratura e filosofia dialogano. Infine, Chiara Valerio, scrittrice, e responsabile della narrativa italiana per Marsilio, nel suo La matematica è politica costruisce un pamphlet polemico facendo un parallelo tra matematica e democrazia, due aree che non subiscono la dittatura dell’urgenza.

Galileo a sorpresa, nella stagione dei virologi la finale è tra genetica, piante e matematica

di Nicolò Menniti-Ippolito / Il Mattino
La sorpresa vera è forse che proprio nell’anno del Covid, il maggior premio italiano di divulgazione scientifica non abbia selezionato nessuno delle decine di libri usciti in questi mesi e dedicati in modo più o meno diretto alla pandemia. Nella cinquina che la giuria tecnica della quindicesima edizione del Premio Galileo manda alla prova della giuria popolare di duecento studenti (che deciderà il 14 maggio il vincitore finale) non ci sono né il libro della virologa Ilaria Capua, né l’inchiesta di Riccardo Iacona, né il volume di uno dei membri più noti del Comitato Tecnico Scientifico, Gianni Rezza, e neppure quello di Maria Capobianchi, la ricercatrice dello Spallanzani che per prima ha isolato in Italia il virus. Tutti libri (ma sul tema ce ne erano anche altri in gara) votati e apprezzati dagli undici membri della giuria specialistica, ma alla fine nessuno ce l’ha fatta ad essere selezionato in una platea di titoli particolarmente numerosa quest’anno (150 i volumi in gara) e anche particolarmente agguerrita: almeno stando a Maria Chiara Carozza, la studiosa di robotica ed ex ministro della Ricerca Scientifica che presiedeva la giuria, composta anche da cinquw docenti di materie scientifiche di altrettante università italiane e da cinque giornalisti scientifici. Una votazione, quella della giuria tecnica, che quest’anno non ha potuto essere ospitata, come d’abitudine, all’auditorium del San Gaetano di Padova, sede storica del premio, ma è ugualmente avvenuta davanti al pubblico, sia pure collegato, come i giurati, via Facebook. E un’edizione particolare, in realtà, non solo per questo. Anche perché – come hanno ribadito tutti i giurati – c’è grande bisogno di creare una nuova alleanza tra scienza e cittadini.
Quest’anno la scelta dei finalisti è stata resa difficile dalla alta qualità e dalla varietà dei libri proposti. Non a caso nella prima votazione i libri selezionati sono stati addirittura più di quarantuno. Da lì per successive votazioni si è arrivati ai cinque finalisti: Antonio Casilli, con “Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo?” (Feltrinelli), Pier Paolo Di Fiore con “Il prezzo dell’immortalità. Cosa sappiamo del cancro e come possiamo sconfiggerlo” (Il Saggiatore), Barbara Mazzolai con “La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta” (Longanesi), Alberto Piazza con “Genetica e destino. Riflessioni su identità, memoria ed evoluzione” (Codice Edizioni), Chiara Valerio con “La matematica è politica” (Einaudi). Per la prima volta tra i finalisti non ci sono giornalisti scientifici, ma quattro ricercatori e una scrittrice: segno eloquente di come sempre più la divulgazione scientifica stia passando direttamente nelle mani degli scienziati che avvertono come un loro dovere professionale anche comunicare al grande pubblico l’esito della ricerca. Tra gli argomenti dei libri vince ancora una volta – è successo spesso negli ultimi anni, dopo un lungo dominio della fisica e della matematica – la medicina. Da un lato con un grande genetista come Alberto Piazza, che partendo dal ruolo del caso nell’insorgere di tumore, si interroga spaziando tra discipline umanistiche e scientifiche su “Genetica e destino”. Dall’altra con il libro di Pier Paolo Di Fiore, che racconta le ultime frontiere della lotta al cancro, ma anche i riflessi culturali della malattia. Torna nella cinquina, dopo la vittoria tre anni fa di Stefano Mancuso, anche il mondo delle piante con un libro, “La natura geniale”, scritto da Barbara Mazzolai, coordinatrice del progetto europeo che ha dato vita al primo robot pianta al mondo. Il presente e il futuro del mondo digitale sono raccontati da Alberto Casilli, sociologo che insegna a Parigi e che ha provato ad analizzare le conseguenze che fenomeni come lo smart working, le piattaforme di e-commerce, i big data avranno sulla qualità della nostra vita. Infine la matematica è curiosamente rappresentata da una letterata, la scrittrice Chiara Valerio (in realtà laureata in matematica anche se si occupa di letteratura nella vita) che ha firmato con “La matematica è politica” il saggio rivelazione, quanto a vendite, dell’anno. E per un premio scientifico letterario avere come finalista chi ha partecipato anche a premi come lo Strega e il Campiello è un buon segnale.

Premio Galileo, scelti i cinque libri finalisti

di Nicoletta Cozza / Il Gazzettino

LA DECISIONE. La selezione non è stata facile, anche perché quest’anno c’è stato un record di partecipanti, inizialmente ben 150, di 72 case editrici, scesi a 41 dopo la scrematura iniziale. Raddoppiati, quindi, rispetto al passato, tanto che per la prima volta, e per ben due volte, si è andati al “ballottaggio” per arrivare a una sintesi. Quantità, ma anche qualità, come hanno ribadito a più riprese gli esaminatori. Alla fine la cinquina finalista è stata definita e nella rosa ci sono opere che spaziano in vari ambiti scientifici: medicina, tecnologia, botanica, genetica e matematica. La Giuria del Premio letterario Galileo ha deciso ieri i nomi degli autori che accederanno alla fase finale della rassegna che attribuisce il riconoscimento al miglior libro di divulgazione uscito nell’ultimo biennio. La cerimonia che sancirà il vincitore è stata fissata per il 14 maggio.

In lizza per aggiudicarsi la XV edizione della rassegna sono rimasti: Antonio Casilli con “Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo?” (Feltrinelli); Pier Paolo Di Fiore con “Il prezzo dell’immortalità. Cosa sappiamo del cancro e come possiamo sconfiggerlo” (Il Saggiatore); Barbara Mazzolai con “La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta” (Longanesi); Alberto Piazza con “Genetica e destino. Riflessioni su identità, memoria ed evoluzione” (Codice) e Chiara Valerio con “La matematica è politica” (Einaudi).

LA COMMISSIONE. A introdurre i lavori propedeutici alla selezione è stato Andrea Colasio, assessore alla Cultura. «L’edizione 2021 del Premio Galileo, a cui va il merito di avere promosso tra i giovani l’interesse per gli argomenti di carattere scientifico – ha osservato – conferma il successo di una formula collaudata in 15 anni da Comune, Università e ItalyPost. La manifestazione si è consolidata, è cresciuta moltissimo e ora punta ad ampliare ulteriormente la caratura nazionale di un Premio che ha la capacità di cogliere i processi più emblematici del nostro presente. La scelta della cinquina di quest’anno è un’ulteriore dimostrazione dell’importanza di promuovere la divulgazione scientifica». La giuria, presieduta da Maria Chiara Carrozza, ex ministro (nella foto in alto), nonché direttore della Fondazione Don Gnocchi e professore ordinario di Bioingegneria a Pisa, era composta da 5 giornalisti del settore (Gabriele Beccaria, Giovanni Caprara, Massimo Cerofolini, Luciano Onder e Rossella Panarese) e da 5 scienziati di altrettanti Atenei: Roberto Ragazzoni, docente di Astronomia al Bo e direttore dell’Osservatorio Astronomico di Padova; Anna Ceresto, biologo molecolare a Trento; Annamaria Colao, endocrinologo di Napoli ; Carmen Giordano, bioingegnere del Politecnico di Milano e Sahra Talamo, direttrice del laboratorio di RadioCarbonio di Bologna.

«Scegliere è stato complicato – ha annotato la presidente – per la validità delle opere pervenute e la ricchezza dei temi affrontati, inerenti sia i problemi di cui parliamo ogni giorno, sia i quesiti di cui non si discute mai. E usare la letteratura per porre domande serve ad arrivare alle soluzioni. Un libro di divulgazione scientifica deve contenere messaggi chiari per arrivare a tutti, ma deve essere anche ben scritto e questi sono due dei criteri usati per decidere. Comunque, se al Premio Galileo è pervenuto un numero elevato di opere, abbiamo la speranza fondata che scienza e letteratura possano aiutarci a superare questo momento difficile».

Adesso le cinque opere saranno valutate sia da un’altra giuria composta da 200 studenti universitari, che dai ragazzi che frequentano dieci classi delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia. Inoltre, il 13 maggio, cioè il giorno precedente a quello in cui verrà attribuito il Premio Galileo, i cinque autori presenteranno al pubblico i loro libri. Pure quest’anno il Premio sarà l’evento-clou della rassegna Galileo-Settimana della scienza e dell’innovazione, che proporrà un ricco calendario di eventi dal 10 al 16 maggio.

Domande sul futuro nella cinquina del Premio Galileo XV edizione. Ecco i dettagli

di Donatella Gasperi / La Difesa del Popolo

Una scelta serrata con numerosi ballottaggi quella condotta dalla Giuria Scientifica del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica che stamattina ha selezionato la cinquina finale, vale a dire i 5 volumi che saranno letti e giudicati da 200 studenti universitari e altri 700 dei 10 istituti superiori che il 14 maggio prossimo indicheranno il vincitore. La cinquina è emersa dai 41 titoli selezionati dalle 150 candidature proposte da 72 case editrici a conferma dell’importanza ormai consolidata nel panorama nazionale di questo Premio letterario nato a Padova ormai 15 anni fa con l’obiettivo di motivare e creare attenzione nei ragazzi attraverso la letteratura scientifica.

La speranza che è emersa dal lavoro della Giuria è che scienza e la letteratura sono di aiuto in questo momento particolarmente difficile e complesso per numerosi motivi.

La pandemia naturalmente, ma anche la necessità della certezza scientifica, le domande sul ruolo dell’uomo nella natura, la possibilità offerta dall’intelligenza artificiale, la sfida del “si può fare” che viene fuori da questi volumi.

«Il Premio Galileo ha una storia importante, di successo, e la selezione è stata difficilissima anche per la varietà dei temi e dei metodi proposti. I volumi raccontano il momento di crisi che stiamo vivendo e pongono domande fondamentali, non solo risposte. Inoltre alcune opere ci mostrano “cosa c’è dietro”, aiutano a capire. Da premiare anche la chiarezza del messaggio» ha spiegato la presidente della giuria Maria Chiara Carrozza, ex ministro, direttore scientifico Fondazione Don Gnocchi e professore ordinario di Bioingegneria industriale Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa presentando i libri che avevano superato la prima selezione del Premio.

I cinque autori che accederanno alla fase finale del Premio Galileo sono: Antonio Casilli, con Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo? (Feltrinelli), Pier Paolo Di Fiore con Il prezzo dell’immortalità. Cosa sappiamo del cancro e come possiamo sconfiggerlo (Il Saggiatore), Barbara Mazzolai con La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta (Longanesi), Alberto Piazza con Genetica e destino. Riflessioni su identità, memoria ed evoluzione (Codice Edizioni), Chiara Valerio con La matematica è politica (Einaudi).

Esclusa sul filo di lana Ilaria Capua, la virologa molto amata per la chiarezza della scrittura.

«Siamo arrivati alla XV edizione del Premio letterario Galileo e oggi possiamo confermare il successo della formula sperimentata negli ultimi anni con l’Università di Padova e ItalyPost. L’edizione 2021 del Premio continua questo percorso, puntando ad ampliare ulteriormente la caratura nazionale di un Premio che ha la capacità di cogliere i processi più emblematici del nostro presente. La scelta della cinquina di quest’anno è un’ulteriore dimostrazione dell’importanza di promuovere la divulgazione scientifica e per questo esprimo il mio ringraziamento a tutti i membri della Giuria» ha commentato l’assessore alla Cultura Andrea Colasio.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica entra ora nella fase finale: le 5 opere saranno esaminate congiuntamente dalla Giuria degli Studenti composta da 200 studenti universitari e dagli studenti di dieci classi delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia.

La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà venerdì 14 maggio a Padova. Il giorno precedente – giovedì 13 maggio – i 5 autori finalisti presenteranno al pubblico le opere in concorso.

Nel corso dell’incontro della Giuria scientifica sono intervenuti, in qualità di giurati: Gabriele Beccaria, giornalista coordinatore Tuttoscienze e Tuttosalute La Stampa; Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico Corriere della Sera; Anna Cereseto, professore ordinario di Biologia Molecolare e direttore del Laboratorio di Virologia Molecolare CIBIO Università di Trento; Massimo Cerofolini, giornalista, conduttore Eta Beta Radio 1 Rai; Annamaria Colao, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Cattedra Unesco di Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile Università Federico II di Napoli, vincitrice del Premio Geoffrey Harris; Carmen Giordano, professore associato di Bioingegneria Politecnico di Milano, principal investigator progetti MINERVA e DIANA ERC-Consiglio Europeo delle Ricerche; Luciano Onder, giornalista, conduttore TG5 Salute; Rossella Panarese, giornalista, autrice e conduttrice Radio3Scienza; Roberto Ragazzoni, professore ordinario di Astronomia Università di Padova, direttore Osservatorio Astronomico di Padova, vincitore del Premio Wolfgang Paul della Fondazione Alexander von Humboldt; Sahra Talamo, professore ordinario e direttrice Laboratorio di Radiocarbonio-BRAVHO Alma Mater Studiorum Università di Bologna, principal investigator progetto RESOLUTION ERC-Consiglio Europeo delle Ricerche.

 

La cinquina finalista: autori e opere

Antonio Casilli, Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo? (Feltrinelli)

Antonio A. Casilli, sociologo, è professore all’università Télécom Paris e ricercatore associato alla École des hautes études en sciences sociales.

L’opera. Le profezie sulla “fine del lavoro” risalgono all’alba della civiltà industriale. Anche oggi c’è un’opinione diffusa sulla rivoluzione tecnologica, ed è che l’intelligenza artificiale sostituirà gli uomini, cancellando il lavoro come lo conosciamo. Un’idea del tutto infondata. Le nostre inquietudini sono un sintomo della vera trasformazione in atto: non una scomparsa del lavoro, ma la sua digitalizzazione. Con un’inchiesta sul nuovo capitalismo delle piattaforme, Antonio Casilli getta luce sulla manodopera dell’economia contemporanea: centinaia di migliaia di schiavi del clic vengono reclutati in Asia, in Africa e in America Latina per leggere e filtrare commenti, classificare le informazioni e aiutare gli algoritmi ad apprendere. È una rivoluzione che ci riguarda da vicino, molto più di quanto vorremmo vedere, perché trasfigura il lavoro in un gesto semplice, frammentario e pagato sempre meno o perfino nulla, quando a compierlo sono addirittura i consumatori. Casilli esplora le strategie e le regole del nuovo taylorismo, nel quale Amazon, Facebook, Uber e Google sono gli attori principali grazie alla capacità di sfruttare i propri utenti inducendo gesti produttivi non remunerati. Servono tutti gli strumenti della sociologia e della scienza politica, del diritto e dell’informatica per smascherare le logiche economiche della società plasmata dalle piattaforme digitali. Per la prima volta, con questo libro riusciamo a immaginarne il superamento: la posta in gioco della nostra epoca è la lotta per il riconoscimento del lavoro di chi fa funzionare le macchine senza diritti e, spesso, senza consapevolezza. Siamo tutti lavoratori digitali e abbiamo bisogno di una nuova coscienza di classe.

 

Pier Paolo Di Fiore con Il prezzo dell’immortalità. Cosa sappiamo del cancro e come possiamo sconfiggerlo (Il Saggiatore)

Pier Paolo Di Fiore (1958) è professore ordinario di Patologia generale presso l’Università degli Studi di Milano e direttore del «Programma di Novel Diagnostics» dell’Istituto Europeo di Oncologia. Dal 1984 al 1995 ha lavorato negli Stati Uniti presso il National Cancer Institute. È membro della European Molecular Biology Organization e dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Ha all’attivo decine di pubblicazioni sulle principali riviste scientifiche internazionali, tra cui Science, Nature e Cell.

L’opera. Tutto comincia da una singola cellula. Una sola, tra migliaia di miliardi. Una cellula che si divide in due cellule uguali, e poi lo fa ancora, e ancora, e ancora, dieci, cento, mille, un milione di volte; una proliferazione che procede impetuosa e senza freni, seguendo la spinta all’immortalità iscritta nei geni. Una corsa paradossale, che porta la cellula a moltiplicarsi fino al punto di pagarne essa stessa il prezzo, uccidendo il corpo ospitante e scomparendo quindi assieme a lui. Questa storia descrive la nascita e l’evoluzione di un tumore; conoscerla e comprenderla in ogni suo aspetto è l’unico modo che abbiamo per vincere la battaglia contro il cancro. Pier Paolo Di Fiore, oncologo di fama internazionale, ci guida alla scoperta di questo nemico invisibile, mostrandoci che cosa di lui abbiamo capito, in che modo lo abbiamo fatto e come stiamo riuscendo lentamente a sconfiggerlo. Dalle mutazioni cellulari agli oncogeni, dalle metastasi alle targeted drugs, dai fattori di origine delle neoplasie alle tecniche di prevenzione, dalle statistiche alle rivoluzionarie rivelazioni della scienza, quello di Di Fiore è un percorso attorno e attraverso il mondo del cancro, con l’intento di smontare ogni falso mito e illuminare ogni zona oscura. Di Fiore indaga, oltre agli sviluppi più recenti della ricerca, anche la storia sociale della malattia: una storia fatta di studiosi e dottori, di pazienti e delle loro famiglie, di dolorose sconfitte e insperati successi, di grandi intuizioni e madornali errori. Il prezzo dell’immortalità è un’opera fondamentale sul tema più complesso della medicina contemporanea. Un racconto scientifico nel quale a prendere la parola è per la prima volta il cancro stesso, con il suo punto di vista e le sue ragioni, per mostrare che un tumore non è un caos imprevedibile, ma un programma logico che si muove secondo le leggi della biologia. E che può essere affrontato, combattuto e sconfitto.

 

Barbara Mazzolai con La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta (Longanesi)

Biologa con un Dottorato di ricerca in Ingegneria dei Microsistemi e un Master Internazionale in Eco-Management alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dirige il Centro di Micro-Biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa). Nel 2012 è stata coordinatrice del progetto europeo che ha dato vita al primo robot pianta al mondo, il Plantoide, capace di riprodurre il comportamento delle radici, che può essere utilizzato per il monitoraggio degli inquinanti nel suolo. Oggi è a capo del nuovo progetto, GrowBot, per la creazione di robot in grado di arrampicarsi e adattarsi all’ambiente circostante, così come fanno le piante, e che in futuro potranno essere integrati nelle smart cities. I futuri robot pianta rampicanti potranno trovare applicazione in ambito architettonico e urbanistico, per integrare e guidare sensori all’interno delle città, o per esplorazioni in ambito archeologico. Nel 2015 Robohub, la maggiore comunità scientifica internazionale degli esperti di robotica, l’ha inclusa tra le 25 donne più geniali del settore. Ha ricevuto, tra gli altri, il prestigioso Premio Marisa Bellisario e, più recente, il Premio Carla Fendi.

L’opera. Scritto dall’interno di uno dei laboratori scientifici più all’avanguardia del pianeta, La Natura geniale di Barbara Mazzolai racconta come la scienza sia al lavoro per carpire i segreti nascosti dalla natura e come si sta svolgendo l’incontro tra biologia e tecnologia che è destinato a riscrivere il futuro della nostra specie. Cosa hanno da insegnarci le piante? Quali dei loro segreti potrebbero aiutarci a costruire un futuro migliore e meno fosco di quello che oggi iniziamo a intravedere? La tecnologia sarà mai in grado di riprodurre la potenza nascosta e pulita del mondo vegetale? La risposta a tutte queste domande è racchiusa nel lavoro pionieristico della donna che ha inventato il primo robot della storia ispirato al mondo delle piante. Perfettamente adattate al loro habitat, le piante rappresentano un’alternativa evolutiva quasi speculare a quella del mondo animale: mentre uomini e animali si sono evoluti privilegiando caratteristiche legate al movimento e alla velocità, il mondo vegetale ha fatto della lentezza l’origine della propria resilienza. Se fino a ieri non avevamo dubbi su quale tra le due fosse la strategia di maggior successo, oggi qualche dubbio c’è, sollevato dalla crisi ecologica globale che abbiamo scatenato. Dal suo privilegiato punto di osservazione in quanto protagonista della rivoluzione bio-tecnologica in atto, con rigore scientifico e facilità divulgativa, Barbara Mazzolai offre spunti e riflessioni illuminanti sul presente e il futuro del “pianeta azzurro”.

Alberto Piazza con Genetica e destino. Riflessioni su identità, memoria ed evoluzione (Codice Edizioni)

È professore emerito di genetica umana presso l’Università di Torino. Nel 1997, insieme a Luigi Luca Cavalli Sforza e Paolo Menozzi, ha pubblicato per Adelphi il fondamentale Storia e geografia dei geni umani.

L’opera. Le sempre maggiori conoscenze che stiamo accumulando sulla genetica e sull’evoluzione umana hanno una forte influenza sulla percezione che avvertiamo di noi stessi. Un’influenza tale da richiamare un concetto potente come il destino, spesso associato a un’idea di predeterminazione scritta nei nostri geni. La realtà è però ben più complessa. In questa raccolta di saggi, il genetista Alberto Piazza prende spunto proprio dal significato di destino per tracciare un viaggio di esplorazione della natura biologica, culturale e morale dell’essere umano, dove scienza, letteratura e filosofia si incontrano e dialogano. Muovendosi con disinvoltura tra Primo Levi e Mozart, tra Charles Darwin e Achille Campanile, Piazza ci conduce in un’appassionata e profonda riflessione sull’identità, la memoria, la morale e l’etica.

Chiara Valerio con La matematica è politica (Einaudi).

Chiara Valerio, nata a Scauri nel 1978, è responsabile della narrativa italiana della casa editrice Marsilio e lavora a Rai Radio3. Collabora con «L’Espresso» e «Vanity Fair». Ha studiato e insegnato matematica per molti anni e ha un dottorato di ricerca in calcolo delle probabilità. Tra le sue pubblicazioni: A complicare le cose (Robin, 2003), La gioia piccola d’esser quasi salvi (nottetempo, 2009), Spiaggia libera tutti (Laterza, 2012). Per nottetempo ha tradotto e curato Flush (2012), Freshwater (2013) e Tra un atto e l’altro (2015) di Virginia Woolf. Per Einaudi ha pubblicato Almanacco del giorno prima (2014), Storia umana della matematica (2016) e Il cuore non si vede (2019).

L’opera. La matematica rivista come prassi politica, e non solo come teoria, è un formidabile esercizio di democrazia: come la democrazia si fonda su un sistema di regole, crea comunità e lavora sulle relazioni. Come la democrazia, la matematica amplia ma non nega. Studiando matematica si capiscono molte cose sulla verità. Per esempio che le verità sono partecipate e pertanto i principî di autorità non esistono; che le verità sono tutte assolute ma tutte transitorie perché dipendono dall’insieme di definizione e dalle condizioni al contorno. Svolgere un problema matematico è un esercizio di democrazia perché chi non accetta l’errore e non si esercita nell’intenzione di capire il mondo non riesce né a cambiarlo né a governarlo. Chiara Valerio tesse in un pamphlet polemico un parallelo tra matematica e democrazia, due aree che non subiscono la dittatura dell’urgenza.

Premio Galileo 2021: nella cinquina finalista Antonio Casilli, Pier Paolo Di Fiore, Barbara Mazzolai, Alberto Piazza e Chiara Valerio. Appuntamento il 14 maggio a Padova per la cerimonia di consegna del Premio

Si è riunita questa mattina in digitale la Giuria Scientifica del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, che ha selezionato i 5 autori che accederanno alla fase finale del Premio: Antonio Casilli, con Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo? (Feltrinelli), Pier Paolo Di Fiore con Il prezzo dell’immortalità. Cosa sappiamo del cancro e come possiamo sconfiggerlo (Il Saggiatore), Barbara Mazzolai con La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta (Longanesi), Alberto Piazza con Genetica e destino. Riflessioni su identità, memoria ed evoluzione (Codice Edizioni), Chiara Valerio con La matematica è politica (Einaudi).

Alla presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio, la Giuria del Premio, presieduta da Maria Chiara Carrozza, ex ministro, direttore scientifico Fondazione Don Gnocchi e professore ordinario di Bioingegneria industriale Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha introdotto in prima battuta i 41 libri, tra le 150 candidature, che avevano superato la prima selezione del Premio.

Nel corso dell’incontro della Giuria scientifica sono intervenuti, in qualità di giurati: Gabriele Beccaria, giornalista coordinatore Tuttoscienze Tuttosalute La StampaGiovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico Corriere della Sera; Anna Cereseto, professore ordinario di Biologia Molecolare e direttore del Laboratorio di Virologia Molecolare CIBIO Università di Trento; Massimo Cerofolini, giornalista, conduttore Eta Beta Radio 1 Rai; Annamaria Colao, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Cattedra Unesco di Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile Università Federico II di Napoli, vincitrice del Premio Geoffrey Harris; Carmen Giordano, professore associato di Bioingegneria Politecnico di Milano, principal investigator progetti MINERVA e DIANA ERC-Consiglio Europeo delle Ricerche; Luciano Onder, giornalista, conduttore TG5 Salute; Rossella Panarese, giornalista, autrice e conduttrice Radio3Scienza; Roberto Ragazzoni, professore ordinario di Astronomia Università di Padova, direttore Osservatorio Astronomico di Padova, vincitore del Premio Wolfgang Paul della Fondazione Alexander von Humboldt; e Sahra Talamo, professore ordinario e direttrice Laboratorio di Radiocarbonio-BRAVHO Alma Mater Studiorum Università di Bologna, principal investigator progetto RESOLUTION ERC-Consiglio Europeo delle Ricerche.

«Siamo arrivati alla XV edizione del Premio letterario Galileo e oggi possiamo confermare il successo della formula sperimentata negli ultimi anni con l’Università di Padova e ItalyPost – ha commentato l’assessore alla Cultura Andrea Colasio. L’edizione 2021 del Premio continua questo percorso, puntando ad ampliare ulteriormente la caratura nazionale di un Premio che ha la capacità di cogliere i processi più emblematici del nostro presente. La scelta della cinquina di quest’anno è un’ulteriore dimostrazione dell’importanza di promuovere la divulgazione scientifica e per questo esprimo il mio ringraziamento a tutti i membri della Giuria» ha concluso l’Assessore.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica entra ora nella fase finale: le 5 opere saranno esaminate congiuntamente dalla Giuria degli Studenti – composta da 200 studenti universitari e dagli studenti di dieci classi delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia. La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà venerdì 14 maggio a Padova. Il giorno precedente – giovedì 13 maggio – i 5 autori finalisti presenteranno al pubblico le opere in concorso.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura.

La cinquina finalista: autori e opere

Antonio Casilli, Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo? (Feltrinelli)
L’autore. Antonio A. Casilli, sociologo, è professore all’università Télécom Paris e ricercatore associato alla École des hautes études en sciences sociales.
L’opera. Le profezie sulla “fine del lavoro” risalgono all’alba della civiltà industriale. Anche oggi c’è un’opinione diffusa sulla rivoluzione tecnologica, ed è che l’intelligenza artificiale sostituirà gli uomini, cancellando il lavoro come lo conosciamo. Un’idea del tutto infondata. Le nostre inquietudini sono un sintomo della vera trasformazione in atto: non una scomparsa del lavoro, ma la sua digitalizzazione.
Con un’inchiesta sul nuovo capitalismo delle piattaforme, Antonio Casilli getta luce sulla manodopera dell’economia contemporanea: centinaia di migliaia di schiavi del clic vengono reclutati in Asia, in Africa e in America Latina per leggere e filtrare commenti, classificare le informazioni e aiutare gli algoritmi ad apprendere. È una rivoluzione che ci riguarda da vicino, molto più di quanto vorremmo vedere, perché trasfigura il lavoro in un gesto semplice, frammentario e pagato sempre meno o perfino nulla, quando a compierlo sono addirittura i consumatori. Casilli esplora le strategie e le regole del nuovo taylorismo, nel quale Amazon, Facebook, Uber e Google sono gli attori principali grazie alla capacità di sfruttare i propri utenti inducendo gesti produttivi non remunerati. Servono tutti gli strumenti della sociologia e della scienza politica, del diritto e dell’informatica per smascherare le logiche economiche della società plasmata dalle piattaforme digitali. Per la prima volta, con questo libro riusciamo a immaginarne il superamento: la posta in gioco della nostra epoca è la lotta per il riconoscimento del lavoro di chi fa funzionare le macchine senza diritti e, spesso, senza consapevolezza. Siamo tutti lavoratori digitali e abbiamo bisogno di una nuova coscienza di classe.

Pier Paolo Di Fiore con Il prezzo dell’immortalità. Cosa sappiamo del cancro e come possiamo sconfiggerlo (Il Saggiatore)
L’autore. Pier Paolo Di Fiore (1958) è professore ordinario di Patologia generale presso l’Università degli Studi di Milano e direttore del «Programma di Novel Diagnostics» dell’Istituto Europeo di Oncologia. Dal 1984 al 1995 ha lavorato negli Stati Uniti presso il National Cancer Institute. È membro della European Molecular Biology Organization e dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Ha all’attivo decine di pubblicazioni sulle principali riviste scientifiche internazionali, tra cui Science, Nature e Cell.
L’opera. Tutto comincia da una singola cellula. Una sola, tra migliaia di miliardi. Una cellula che si divide in due cellule uguali, e poi lo fa ancora, e ancora, e ancora, dieci, cento, mille, un milione di volte; una proliferazione che procede impetuosa e senza freni, seguendo la spinta all’immortalità iscritta nei geni. Una corsa paradossale, che porta la cellula a moltiplicarsi fino al punto di pagarne essa stessa il prezzo, uccidendo il corpo ospitante e scomparendo quindi assieme a lui.
Questa storia descrive la nascita e l’evoluzione di un tumore; conoscerla e comprenderla in ogni suo aspetto è l’unico modo che abbiamo per vincere la battaglia contro il cancro. Pier Paolo Di Fiore, oncologo di fama internazionale, ci guida alla scoperta di questo nemico invisibile, mostrandoci che cosa di lui abbiamo capito, in che modo lo abbiamo fatto e come stiamo riuscendo lentamente a sconfiggerlo. Dalle mutazioni cellulari agli oncogeni, dalle metastasi alle targeted drugs, dai fattori di origine delle neoplasie alle tecniche di prevenzione, dalle statistiche alle rivoluzionarie rivelazioni della scienza, quello di Di Fiore è un percorso attorno e attraverso il mondo del cancro, con l’intento di smontare ogni falso mito e illuminare ogni zona oscura. Di Fiore indaga, oltre agli sviluppi più recenti della ricerca, anche la storia sociale della malattia: una storia fatta di studiosi e dottori, di pazienti e delle loro famiglie, di dolorose sconfitte e insperati successi, di grandi intuizioni e madornali errori.
Il prezzo dell’immortalità è un’opera fondamentale sul tema più complesso della medicina contemporanea. Un racconto scientifico nel quale a prendere la parola è per la prima volta il cancro stesso, con il suo punto di vista e le sue ragioni, per mostrare che un tumore non è un caos imprevedibile, ma un programma logico che si muove secondo le leggi della biologia. E che può essere affrontato, combattuto e sconfitto.

Barbara Mazzolai con La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta (Longanesi)
L’autrice. Biologa con un Dottorato di ricerca in Ingegneria dei Microsistemi e un Master Internazionale in Eco-Management alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dirige il Centro di Micro-Biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa). Nel 2012 è stata coordinatrice del progetto europeo che ha dato vita al primo robot pianta al mondo, il Plantoide, capace di riprodurre il comportamento delle radici, che può essere utilizzato per il monitoraggio degli inquinanti nel suolo. Oggi è a capo del nuovo progetto, GrowBot, per la creazione di robot in grado di arrampicarsi e adattarsi all’ambiente circostante, così come fanno le piante, e che in futuro potranno essere integrati nelle smart cities. I futuri robot pianta rampicanti potranno trovare applicazione in ambito architettonico e urbanistico, per integrare e guidare sensori all’interno delle città, o per esplorazioni in ambito archeologico. Nel 2015 Robohub, la maggiore comunità scientifica internazionale degli esperti di robotica, l’ha inclusa tra le 25 donne più geniali del settore. Ha ricevuto, tra gli altri, il prestigioso Premio Marisa Bellisario e, più recente, il Premio Carla Fendi.
L’opera. Scritto dall’interno di uno dei laboratori scientifici più all’avanguardia del pianeta, La Natura geniale di Barbara Mazzolai racconta come la scienza sia al lavoro per carpire i segreti nascosti dalla natura e come si sta svolgendo l’incontro tra biologia e tecnologia che è destinato a riscrivere il futuro della nostra specie.
Cosa hanno da insegnarci le piante? Quali dei loro segreti potrebbero aiutarci a costruire un futuro migliore e meno fosco di quello che oggi iniziamo a intravedere? La tecnologia sarà mai in grado di riprodurre la potenza nascosta e pulita del mondo vegetale? La risposta a tutte queste domande è racchiusa nel lavoro pionieristico della donna che ha inventato il primo robot della storia ispirato al mondo delle piante. Perfettamente adattate al loro habitat, le piante rappresentano un’alternativa evolutiva quasi speculare a quella del mondo animale: mentre uomini e animali si sono evoluti privilegiando caratteristiche legate al movimento e alla velocità, il mondo vegetale ha fatto della lentezza l’origine della propria resilienza. Se fino a ieri non avevamo dubbi su quale tra le due fosse la strategia di maggior successo, oggi qualche dubbio c’è, sollevato dalla crisi ecologica globale che abbiamo scatenato.
Dal suo privilegiato punto di osservazione in quanto protagonista della rivoluzione bio-tecnologica in atto, con rigore scientifico e facilità divulgativa, Barbara Mazzolai offre spunti e riflessioni illuminanti sul presente e il futuro del “pianeta azzurro”.

Alberto Piazza con Genetica e destino. Riflessioni su identità, memoria ed evoluzione (Codice Edizioni)
L’autore. E’ professore emerito di genetica umana presso l’Università di Torino. Nel 1997, insieme a Luigi Luca Cavalli Sforza e Paolo Menozzi, ha pubblicato per Adelphi il fondamentale Storia e geografia dei geni umani.
L’opera. Le sempre maggiori conoscenze che stiamo accumulando sulla genetica e sull’evoluzione umana hanno una forte influenza sulla percezione che avvertiamo di noi stessi. Un’influenza tale da richiamare un concetto potente come il destino, spesso associato a un’idea di predeterminazione scritta nei nostri geni. La realtà è però ben più complessa. In questa raccolta di saggi, il genetista Alberto Piazza prende spunto proprio dal significato di destino per tracciare un viaggio di esplorazione della natura biologica, culturale e morale dell’essere umano, dove scienza, letteratura e filosofia si incontrano e dialogano. Muovendosi con disinvoltura tra Primo Levi e Mozart, tra Charles Darwin e Achille Campanile, Piazza ci conduce in un’appassionata e profonda riflessione sull’identità, la memoria, la morale e l’etica.

Chiara Valerio con La matematica è politica (Einaudi).
L’autrice. Chiara Valerio, nata a Scauri nel 1978, è responsabile della narrativa italiana della casa editrice Marsilio e lavora a Rai Radio3. Collabora con «L’Espresso» e «Vanity Fair». Ha studiato e insegnato matematica per molti anni e ha un dottorato di ricerca in calcolo delle probabilità. Tra le sue pubblicazioni: A complicare le cose (Robin, 2003), La gioia piccola d’esser quasi salvi (nottetempo, 2009), Spiaggia libera tutti (Laterza, 2012). Per nottetempo ha tradotto e curato Flush (2012), Freshwater (2013) e Tra un atto e l’altro (2015) di Virginia Woolf. Per Einaudi ha pubblicato Almanacco del giorno prima (2014), Storia umana della matematica (2016) e Il cuore non si vede (2019).
L’opera. La matematica rivista come prassi politica, e non solo come teoria, è un formidabile esercizio di democrazia: come la democrazia si fonda su un sistema di regole, crea comunità e lavora sulle relazioni. Come la democrazia, la matematica amplia ma non nega. Studiando matematica si capiscono molte cose sulla verità. Per esempio che le verità sono partecipate e pertanto i principî di autorità non esistono; che le verità sono tutte assolute ma tutte transitorie perché dipendono dall’insieme di definizione e dalle condizioni al contorno. Svolgere un problema matematico è un esercizio di democrazia perché chi non accetta l’errore e non si esercita nell’intenzione di capire il mondo non riesce né a cambiarlo né a governarlo.
Chiara Valerio tesse in un pamphlet polemico un parallelo tra matematica e democrazia, due aree che non subiscono la dittatura dell’urgenza.

La Settimana della Scienza e Innovazione
Il Premio Galileo fino al 2017 si svolgeva in contemporanea con il Galileo Festival, manifestazione dedicata all’innovazione che negli anni ha portato a Padova ospiti come il Premio Nobel per la Fisica Andre K. Geim, Alberto Sangiovanni Vincentelli dell’Università di Berkeley o Viktor Mayer-Schönberger dell’Università di Oxford. A partire dall’edizione 2018 i due eventi hanno creato una sinergia che si è rivelata fondamentale per proporre un upgrade del Premio e dargli un pubblico più vasto, e a partire dall’edizione 2019, la collaborazione è diventata ancora più speciale: anche quest’anno il Premio sarà l’evento di punta di Galileo-Settimana della Scienza e Innovazione, ricco calendario di eventi in programma dal 10 al 16 maggio 2021.

I vincitori delle precedenti edizioni
Il Premio Galileo seleziona da quindici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in lingua italiana nel biennio precedente. Nelle scorse edizioni si sono succeduti come presidenti della Giuria Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Elena Cattaneo, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli, Paolo Crepet, Dario Bressanini, Sandra Savaglio, Alberto Mantovani.

Qui di seguito i vincitori delle precedenti edizioni del Premio:

  • 2007 / Francesco e Luigi Luca Cavalli Sforza, Perché la Scienza?
  • 2008 / Andrea Frova, Se l’uomo avesse le ali
  • 2009 / Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, Energia per l’astronave terra
  • 2010 / Rino Ruppoli e Lisa Vozza, I vaccini dell’era globale
  • 2011 / Piergiogio Odifreddi, C’è spazio per tutti. Il grande racconto della geometria
  • 2012 / Alex Bellos, Il meraviglioso mondo dei numeri
  • 2013 / Sergio Pistoi, Il DNA incontra Facebook. Viaggio nel supermarket della genetica
  • 2014 / Frans de Waal, Il bonobo e l’ateo. In cerca di umanità fra i primati
  • 2015 / Carlo RovelliLa realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose
  • 2016 / Paolo Gallina, L’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale
  • 2017 / Guido Tonelli, La nascita imperfetta delle cose
  • 2018 / Stefano Mancuso, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro
  • 2019 / Cristina Cattaneo, Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo
  • 2020 / Giulio Cossu, La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse

Premio Galileo: domani, martedì 19 gennaio, alle 11 la selezione dei 5 libri finalisti. In diretta streaming la riunione pubblica della Giuria Scientifica del Premio presieduta da Maria Chiara Carrozza.

Padova, 18 gennaio 2021

Invito alla stampa

Si riunirà domani martedì 19 gennaio, a partire dalle ore 11, in diretta streaming, la Giuria Scientifica dell’edizione 2021 del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica. Durante l’incontro pubblico, la Giuria designerà i 5 volumi finalisti che concorreranno per il Premio, la cui cerimonia di consegna è prevista per venerdì 14 maggio 2021.

Sarà possibile seguire i lavori della Giuria Scientifica registrandosi a questo link (clicca qui) o collegandosi alla homepage del Premio (www.galileofestival.it).

La Giuria, presieduta da Maria Chiara Carrozza, ex ministro, direttore scientifico Fondazione Don Gnocchi e professore ordinario di Bioingegneria industriale Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è composta da: Gabriele Beccaria, giornalista coordinatore Tuttoscienze e Tuttosalute La Stampa; Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico Corriere della SeraAnna Cereseto, professore ordinario di Biologia Molecolare e direttore del Laboratorio di Virologia Molecolare CIBIO Università di Trento; Massimo Cerofolini, giornalista, conduttore Eta Beta Radio 1 RaiAnnamaria Colao, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Cattedra Unesco di Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile Università Federico II di Napoli, vincitrice del Premio Geoffrey Harris; Carmen Giordano, professore associato di Bioingegneria Politecnico di Milano, principal investigator progetti MINERVA e DIANA ERC-Consiglio Europeo delle Ricerche; Luciano Onder, giornalista, conduttore TG5 SaluteRossella Panarese, giornalista, autrice e conduttrice Radio3ScienzaRoberto Ragazzoni, professore ordinario di Astronomia Università di Padova, direttore Osservatorio Astronomico di Padova, vincitore del Premio Wolfgang Paul della Fondazione Alexander von Humboldt; e Sahra Talamo, professore ordinario e direttrice Laboratorio di Radiocarbonio-BRAVHO Alma Mater Studiorum Università di Bologna, principal investigator progetto RESOLUTION ERC-Consiglio Europeo delle Ricerche.

A introdurre l’incontro della Giuria Scientifica del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica Andrea Colasio, assessore alla Cultura Comune di Padova.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura ed è l’evento principale di Galileo-Settimana della Scienza e dell’Innovazione, realizzata con l’Università degli Studi di Padova e ItalyPost. 

 

A caccia dei migliori libri che raccontano la scienza: riparte il Premio Galileo. Arrivano cinque ricercatori nella giuria ed è pronto al via il concorso speciale per le scuole

di Francesco Rigatelli / Tuttoscienze de La Stampa

Riparte il Premio letterario Galileo, che da 15 anni seleziona i migliori libri di divulgazione scientifica dell’ultimo biennio e che è diventato, nel suo settore, l’evento numero 1 in Italia. La lista per il 2021 contiene 150 titoli candidati di 72 case editrici, tra cui la giuria selezionerà cinque fortunati finalisti. Il Premio Galileo verrà poi assegnato il 14 maggio a Padova.

«Tutto quello che è accaduto in questi mesi ha dimostrato che abbiamo bisogno di divulgazione scientifica – spiega la nuova presidente di giuria Maria Chiara Carrozza, docente di Bioingegneria industriale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa -, perché la comprensione della scienza aiuta a prendere scelte consapevoli. Le amministrazioni locali e le università devono promuovere proprio questo con l’obiettivo di stimolare il coinvolgimento di tutti».

Della giuria fanno parte anche Gabriele Beccaria de «La Stampa», Giovanni Caprara del «Corriere della Sera», Massimo Cerofolini di «Radio 1», Luciano Onder del «Tg5» e Rossella Panarese di «Radio 3». Novità dell’edizione 2021 è il coinvolgimento anche di cinque scienziati: Anna Cereseto, professore ordinario di Biologia molecolare all’Università di Trento; Annamaria Colao, professore ordinario di Endocrinologia all’Università di Napoli; Carmen Giordano, professore associato di Bioingegneria al Politecnico di Milano; Roberto Ragazzoni, professore ordinario di Astronomia all’Università di Padova; e Sahra Talamo, professore ordinario di Chimica all’Università di Bologna.

Una conferma di quest’edizione, invece, è il tour di presentazione, che tra febbraio e aprile porterà i cinque finalisti a parlare delle proprie opere in quattro città diverse. In programma, nel caso non si potessero tenere gli incontri, anche cinque appuntamenti in digitale. E confermato è anche il Concorso scuole sul tema «La scienza intorno a noi. Raccontiamo il valore della ricerca». Le classi o i gruppi di studenti italiani che intendono partecipare dovranno presentare un progetto che si inscriva in una delle seguenti categorie: sezione «Testo Scritto» (racconti, testo giornalistico o saggio breve), sezione «Elaborato Artistico» (fumetto, graphic story, manifesto o campagna pubblicitaria), sezione «Multimediale» (video, installazione o esperimento scientifico dal vivo). Le 10 scuole selezionate parteciperanno alla cerimonia di consegna del Concorso Scuole, che si svolgerà il 14 maggio a Padova e saranno, inoltre, protagoniste della giuria esterna che deciderà il libro vincitore del Premio Galileo.

Il libro vincitore, infatti, verrà scelto tra la cinquina finalista dalla giuria esterna, composta da 200 studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole selezionate per la fase finale del Concorso Scuole.

Per il Premio Galileo 150 titoli in gara. «C’è bisogno di capire la scienza»

di N.M.I., Il Mattino di Padova
Come ogni gennaio, riparte da Padova il premio letterario Galileo dedicato alla divulgazione scientifica, con quest’anno una motivazione in più, segnalata con forza nella conferenza stampa inaugurale sia della presidente della Giuria, l’ex ministro e docente di Bioingegneria industriale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Maria Chiara Carrozza, sia dal rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto. La crisi pandemica ha evidenziato un bisogno di scienza vera, ma anche un bisogno di conoscenza vera di ciò che la scienza è. Perché -secondo Maria Chiara Carrozza- pendere dalle labbra degli scienziati non è l’atteggiamento giusto. Per fare scelte consapevoli bisogna capire quello che gli scienziati dicono, non aspettare il loro responso finale e per fare questo bisogna accentuare il ruolo della divulgazione: «Credo più nella spiegazione» dice l’ex ministro «che nella coercizione». E in questo i quindici anni di vita del Premio Galileo aiutano. «La scienza è l’unico ancoraggio certo che abbiamo per affrontare la pandemia in corso» le parole del rettore Rizzuto «e proprio per questo la divulgazione scientifica è sentita oggi da tutti come centrale per formare una coscienza scientifica collettiva. È urgente farlo e avere già una manifestazione come questa in campo è un aiuto essenziale». Per il mondo scientifico ma non solo. Soprattutto per i cittadini che vogliono fare scelte ragionate. Del resto «quando il Premio Galileo è partito, la divulgazione scientifica in Italia» ricorda all’assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio «era estremamente sottovalutata, al contrario di quanto avveniva nei paesi anglosassoni, all’edizione in corso invece partecipano 150 libri di 72 editori ed è un grande segno di crescita». Fra questi 150 libri in gara martedì prossimo la giuria tecnica, composta da cinque docenti di cinque diverse Università italiane e cinque giornalisti specializzati in divulgazione scientifica, sceglierà la cinquina di finalisti. Mentre a indicare il vincitore finale sarà come al solito una giuria esterna di duecento studenti, anche quest’anno scelti tra gli universitari che chiederanno di partecipare. Negli anni il Galileo ha premiato la vecchia guardia della divulgazione scientifica italiana e internazionale, da Frans de Waal a Luigi Luca Cavalli Sforza, da Andrea Frova a Piergiorgio Odifreddi, ma è anche stato capace di individuare precocemente, premiandole, le nuove star della divulgazione come Carlo Rovelli e Stefano Mancuso. È – ricorda Filiberto Zovico, fondatore ItalyPost, che organizza il Premio assieme a Comune Università di Padova – la logica opposta a quella del talk show televisivo, che riduce la scienza a chiacchiera. Il Galileo 2021 sarà consegnato, alla fine di un lungo percorso che prevede anche un tour dei cinque finalisti, il 14 maggio, si spera in presenza al centro San Gaetano di Padova che è la sua storica sede. Il tutto all’interno della Settimana della Scienza e Innovazione, ricco calendario di eventi a carattere scientifico in programma dal 10 al 16 maggio 2021.

Premio Galileo, Carrozza presidente della giuria. Il 14 maggio la cerimonia finale del concorso padovano

di Barbara Codogno / Corriere del Veneto

Torna a Padova il premio dedicato alla divulgazione scientifica: il Premio letterario Galileo, dal nome dello scienziato che all’Università di Padova ricoprì la prestigiosa cattedra di matematica e vi trascorse «li diciotto anni migliori di tutta la mia età». Giunto alla sua quindicesima edizione, quest’anno il premio vede Maria Chiara Carrozza – ex ministro, ricercatrice nei campi della bioingegneria e della robotica- quale presidente di una giuria composta da cinque giornalisti del settore: Gabriele Beccaria (Tuttoscienze e Tuttosalute La Stampa ); Giovanni Caprara, (Corriere della Sera ); Massimo Cerofolini (Eta Beta Radio 1 Rai) ; Luciano Onder (TG5 Salute ) e Rossella Panarese (Radio3Scienza ). Sono affiancati da cinque studiosi di rango internazionale: Anna Cereseto (Università di Trento), Annamaria Colao (Università Federico II di Napoli), Carmen Giordano (Politecnico di Milano), Roberto Ragazzoni (Università di Padova) e Sahra Talamo (Università di Bologna). «Straordinaria è stata l’adesione – commenta Andrea Colasio, assessore alla Cultura di Padova- sono 150 i libri selezionati, con 72 case editrici partecipanti».

Prossimo appuntamento il 19 gennaio per la presentazione della cinquina finalista selezionata dalla giuria scientifica. I vincitori saranno invece nominati il 14 maggio da una giuria popolare composta da 200 studenti universitari e da 10 scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia. «La scienza è l’unico ancoraggio certo che abbiamo per affrontare la pandemia in corso – spiega il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto- un dato di fatto che fortunatamente si sta radicando sempre più nella coscienza collettiva. Valorizzare la divulgazione scientifica e più in generale, l’importanza di una cultura della scienza, è quanto mai attuale e cruciale».

Viene confermato il tour di presentazione del Premio Galileo che, tra febbraio e aprile, porterà i cinque autori finalisti in quattro città italiane (con la sostituzione degli eventi in digitale qualora le misure di gestione dell’emergenza Covid19 non permettessero la realizzazione del tourin presenza). Il Comune di Padova conferma il «Concorso Scuole» rivolto a tutte le scuole secondarie di secondo grado per approfondire l’importanza dell’educazione scientifica, nonché di una corretta informazione e divulgazione. Il tema scelto quest’anno è «La scienza intorno a noi. Raccontiamo il valore della ricerca». Il premio è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura ed è evento principale di Galileo-Settimana della Scienza e dell’Innovazione, realizzata con l’Università degli Studi di Padova e ItalyPost.

Premio Galileo, sono 150 i libri candidati

di Nicoletta Cozza / Il Gazzettino

LA MANIFESTAZIONE. Un record di adesioni, raddoppiate rispetto alle precedenti edizioni, con 150 libri candidati e 72 case editrici. E a capo della giuria chiamata a valutarle ci sarà un ex Ministro. Il premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica , giunto alla XV edizione, si conferma un appuntamento di grande prestigio, accresciuto ulteriormente in questo periodo in cui la pandemia sta evidenziando quanto bisogno ci sia di informazione in tale ambito. Ed è proprio da qui che ieri mattina sono partiti i relatori nel corso della diretta online per la presentazione dell’iniziativa, a cui sono intervenuti Maria Chiara Carrozza, già titolare del dicastero dell’Istruzione e oggi tra i big della ricerca mondiale nel campo della neurorobotica, l’assessore alla Cultura Andrea Colasio, il rettore Rosario Rizzuto e Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost.

L’iniziativa ha la finalità di selezionare i migliori libri di divulgazione scientifica della Scienza pubblicati nell’ultimo biennio: martedì la giuria indicherà i cinque titoli finalisti, mentre la cerimonia di premiazione si terrà il 14 maggio. La giuria scientifica sarà composta da cinque giornalisti del settore e da cinque scienziati di altrettanti Atenei: Anna Ceresto, biologo molecolare a Trento, Annamaria Colao, endocrinologo di Napoli, Carmen Giordano, bioingegneria del Politecnico di Milano, Roberto Ragazzoni, astronomo di Padova, e Sahra Talamo, direttrice del laboratorio di RadioCarbonio di Bologna.

Della giuria esterna faranno parte invece 200 studenti universitari e 10 scuole superiori di tutta Italia. Inoltre, il Comune ha confermato anche il “Concorso Scuole” rivolto a dieci secondarie: il tema scelto è “La scienza intorno a noi. Raccontiamo il valore della ricerca”. Pure quest’anno il Premio sarà l’evento-clou della rassegna Galileo-Settimana della Scienza e dell’innovazione, che proporrà un ricco calendario di eventi dal 10 al 16 maggio.

LE RIFLESSIONI. «Abbiamo già raccolto quasi 600 candidature da studenti universitari di tutta Italia che desiderano far parte della giuria esterna – ha ricordato Colasio – Centinaia di giovani che si aggiungeranno ai moltissimi altri  che parteciperanno al complesso delle iniziative del Galileo Festival. Un effetto partecipazione che si farà sentire in tutta la città in termini anche turistici e che dimostra quanto la rassegna stia crescendo. Inoltre va ribadito che quella scientifica non è letteratura di “serie B”, anzi»

«Quanto è accaduto in questi mesi ha dimostrato che abbiamo bisogno di uno sforzo maggiore di spiegazione dei fenomeni scientifici – ha sottolineato poi Maria Chiara Carrozza – perché la comprensione della Scienza aiuta a prendere decisioni consapevoli». «La Scienza – le ha fatto eco il rettore Rizzuto – è l’unico ancoraggio certo che abbiamo per affrontare la pandemia. Ed è un dato che si sta radicando sempre più nella coscienza collettiva. Ecco perché l’operazione che il Premio Galileo mette in atto, cioè di valorizzare la divulgazione e più in generale l’importanza di una cultura della scienza, è quanto mai attuale e cruciale. L’obiettivo è di avvicinare i ragazzi alla sua bellezza, raccontandola in modo semplice».

«Sia il Premio che il Festival – ha concluso Zovico – potranno contribuire a rafforzare nel Paese sia la cultura scientifica che i processi di trasferimento tecnologico».

Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, al via la XV edizione. Presidente della Giuria sarà Maria Chiara Carrozza

È stata presentata questa mattina, in digitale, la XV edizione del Premio letterario Galileo per la Divulgazione Scientifica. A illustrare l’edizione di quest’anno l’assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio. Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti anche Maria Chiara Carrozza, in qualità di presidente della Giuria Scientifica del Premio Galileo, il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto e Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost. Read more

Il Galileo allo studioso delle cellule staminali. È “La trama della vita”: «Fare ricerca è bello»

19 ottobre / Nicolò Menniti-Ippolito, Il Mattino di Padova

In un anno come questo diventa quasi inevitabile che a vincere il Premio Galileo per la divulgazione scientifica sia il libro di un medico che per tutta la vita ha fatto ricerca e racconta proprio la bellezza del fare ricerca. Giulio Cossu con “La trama della vita” (edito da Marsilio), è il vincitore dell’edizione più complessa, ma forse anche più rilevante, del Premio Galileo, nato nel 2007 dalla collaborazione tra il Comune e l’Università di Padova per incrementare la divulgazione scientifica nel nostro paese. E da allora, in effetti, molte cose sono cambiate, l’editoria scientifica ha avuto un grande incremento, quest’anno è stata addirittura ai vertici delle classifiche con la valanga di libri dedicati al Covid 19. Però, la stessa pandemia ha messo in discussione proprio la comunicazione scientifica: per un eccesso di litigiosità tra ricercatori, per un uso non sempre corretto dei dati, per la incapacità di far capire bene al pubblico cosa voglia veramente dire “scienza”.

Perché la scienza parte sempre – come ha ricordato il presidente della giuria Alberto Mantovani- non da un “io so”, ma da un socratico “io so di non sapere”. E in questa prospettiva si inserisce il libro di Giulio Cossu, ricercatore italiano, a lungo al San Raffaele, ora di stanza a Manchester. «Quando ho cominciato a fare ricerca» dice Cossu «la medicina rigenerativa era difficile anche da pensare. Quando oggi vedo muoversi bambini che solo dieci anni fa avremmo detto impossibili da curare, non posso fare a ameno di pensare quanto sia bello fare ricerca». Basta non dare troppo illusioni, come suggerisce del resto il sottotitolo del libro vincitore: “La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse”. E questo, detto da Giulio Cossu che si occupa da sempre di cellule staminali, di lotta alla distrofia, è un dato da non trascurare. «L’idea che si possano “aggiustare” le cellule» dice il vincitore del Premio Galileo «e “ricucire” i nostri organi è straordinaria, ma non è come cambiare una gomma». Cossu elogia gli altri libri della cinquina individuata dalla giuria tecnica, tra i quali la giuria di studenti, secondo statuto, ha scelto il vincitore. «Sono tutti bellissimi» dice «se ho vinto io immagino sia per pochissimi voti».

E in effetti anche gli altri finalisti: i genetisti Guido Barbujani e Andrea Brunelli, con “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (Il Mulino), Francesca Buoninconti con “Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori” (Codice Edizioni), Anna D’Errico, con “Il senso perfetto” (Codice Edizioni) e Carola Frediani con “Cybercrime” (Hoepli) hanno ottenuto grande attenzione dai giurati.

Sul premio di quest’anno (dal vivo la cerimonia finale all’Auditorium del San Gaetano a Padova, ma rispettando le misure di sicurezza) inevitabilmente aleggiava l’ombra della pandemia. È toccato ad Alberto Mantovani, presidente della giuria ma anche il ricercatore medico italiano più citato nelle bibliografie internazionali, tenere una “lectio magistralis” per analizzare con chiarezza lo stato dell’arte. Mantovani ha ripercorso tutti i principali studi pubblicati in questi mesi per raccontare quanto sappiamo e quanto non sappiamo (molto) oggi sul virus. «La realtà» ha spiegato «è che stiamo provando a fare in pochi mesi ciò che richiede abitualmente anni. Sappiamo però che la genetica ha un ruolo importante nel non far scattare in alcuni soggetti le difese immunitarie. Sappiamo che i vaccini anche non specifici possono servire ad allenare il nostro sistema immunitario. Sappiamo che alcuni farmaci, compresi gli anticorpi monoclonali, possono funzionare, ma dobbiamo capire in che finestra temporale bisogna usarli. Sappiamo che un vaccino varato troppo in fretta, su pressione politica, potrebbe rivelarsi pericoloso. Sappiamo di non sapere, ma bisogna lavorare per saperne di più».

«Io, le cellule staminali e la cura dell’incurabile»

19 ottobre 2020 / Elisa Fais, Il Gazzettino

L’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa, sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche sull’impiego delle cellule staminali. È il tema del libro che ha vinto il premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica 2020. La cerimonia, trasmessa in diretta streaming, è avvenuta ieri nella prestigiosa cornice dell’aula magna del Bo. Il primo posto è stato assegnato a Giulio Cossu con “La trama della vita” (Marsilio Editori) che ha ottenuto 32 voti dalla giuria popolare, composta da studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di dieci classi delle scuole secondarie di secondo grado. A seguire nelle preferenze dei giovani sono arrivati i libri di Anna D’Errico “Il senso perfetto” (Codice Edizioni, 29 voti), Francesca Buoninconti “Senza confine” (Codice Edizioni, 18 voti), Carola Frediani “Cybercrime” (Hoepli, 12 voti), e Guido Barbujani e Andrea Brunelli “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (Il Mulino, 10 voti). Grande soddisfazione per l’andamento di questa edizione del Premio Galileo è stata espressa dall’assessore alla cultura. «Da quest’anno il premio diventa la punta di diamante di un vasto programma di appuntamenti che coinvolge l’intera città, le sue istituzioni e i suoi enti scientifici e culturali – dichiara Andrea Colasio la settimana della scienza e innovazione, che con decine di iniziative intende contribuire al dibattito sul futuro della ricerca e delle imprese. Il premio si è segnalato ancora una volta per l’alta qualità dei libri proposti e l’autorevolezza della giuria, che ringrazio per il suo importante lavoro. Grazie anche ai molti studenti che come in ogni edizione hanno portato con entusiasmo il loro apporto».

MANCHESTER

Nel corso della cerimonia, condotta da Alessandra Viero, giornalista e conduttrice televisiva, è intervenuto il presidente della giuria scientifica, Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. Il vincitore del concorso letterario, Giulio Cossu, vive a Manchester, dove insegna Medicina rigenerativa e si occupa di cellule staminali per la terapia delle distrofie muscolari. È stato professore di Biologia delle cellule staminali alla University College London e in precedenza professore di Istologia all’Università di Milano e alla Sapienza di Roma. «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? – spiega Cossu -. Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». Da questo pensiero nasce il libro “La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse”. «Mi considero fortunato perché quando mi sono laureato l’idea di riconoscere e rimpiazzare un gene malato era fantascienza – afferma Cossu -. Dopo vent’anni, quei bambini che dovevano vivere in una bolla d’aria filtrata perché un banale raffreddore poteva essere pericoloso, oggi sono adulti e conducono una vita normale. Ho pensato che fosse una storia da raccontare. Con tutta la cautela del caso perché ci sono ancora un’infinità di malattie da curare».

I TEMI

Il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini). Oltre al presidente Mantovani, la giuria che ha scelto i cinque libri finalisti è composta da autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica e cinque docenti dell’università di Padova. Ma è stata la “giuria esterna” a decretare il vincitore della quattordicesima edizione del Premio: studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e da 10 scuole secondarie di secondo grado.

Premio Galileo per la divulgazione scientifica: vince Cossu con La trama della vita

19 ottobre 2020 / Corriere.it

Giulio Cossu con “La trama della vita” (Marsilio Editori) ha vinto il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica 2020, assegnato domenica nell’Aula Magna di Palazzo del Bo dell’Università di Padova, battendo i finalisti: Guido Barbujani e Andrea Brunelli con Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti con Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Anna D’Errico con Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani con Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019).
Cossu ha vinto con 32 voti dalla giuria popolare, composta da studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di 10 classi delle scuole secondarie di secondo grado.
A seguire nelle preferenze dei giovani sono arrivati i libri di Anna D’Errico, con 29 voti, Francesca Buoninconti, con 18 voti, Carola Frediani, con 12 voti, e Guido Barbujani e Andrea Brunelli, con 10 voti. Nel corso della cerimonia, condotta da Alessandra Viero, giornalista e conduttrice televisiva, è intervenuto il presidente della Giuria Scientifica, Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University.
Il premio Galileo è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova e ItalyPost.

Il vincitore

Giulio Cossu vive a Manchester, dove insegna Medicina rigenerativa e si occupa di cellule staminali per la terapia delle distrofie muscolari. È stato professore di Biologia delle cellule staminali alla University College London e in precedenza professore di Istologia all’Università di Milano e alla Sapienza di Roma. «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». A partire dalle ultime frontiere al centro delle cronache (terapia genica e genome editing, medicina personalizzata, organoidi), attraverso una serie di esempi e casi inediti, Giulio Cossu racconta nel libro premiato, ripercorrendo la sua quarantennale esperienza di scienziato internazionale, l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. Sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche (soprattutto riguardo all’impiego delle cellule staminali), il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo? Come impattano sui sistemi di welfare tecniche di questo tipo? Vince il costo ingente sul breve periodo o forse è più importante valutare il risparmio che produrranno sul lungo termine?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini).

Storia

Agli inizi del Seicento, quando insegnava all’Università di Padova, Galileo Galilei puntò per la prima volta un cannocchiale verso il cielo. Questo gesto provocò una rivoluzione nell’astronomia e diede avvio alla scienza moderna. Da quel primato cittadino nelle scienze è nato il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, rivolto soprattutto ai giovani, che ne sono i veri protagonisti. Il Premio, promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura, seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Nelle scorse edizioni si sono succeduti come presidenti della Giuria Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli, Paolo Crepet, Dario Bressanini, Sandra Savaglio, Elena Cattaneo.

Premio Galileo per la divulgazione scientifica: vince Giulio Cossu con “La trama della vita” (Marsilio Editori)

Oggi alle 11, nella prestigiosa cornice dell’Aula Magna di Palazzo del Bo dell’Università di Padova, si è tenuta la Cerimonia di assegnazione del Premio Galileo 2020, il premio letterario per la divulgazione scientifica, che ha visto passare al vaglio la cinquina di libri finalisti e dei rispettivi autori: Guido Barbujani e Andrea Brunelli con Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti con Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Giulio Cossu con La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio, 2018), Anna D’Errico con Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani con Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019).

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è stato assegnato a Giulio Cossu con “La trama della vita” (Marsilio Editori) che ha ottenuto 32 voti dalla giuria popolare, composta da studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di 10 classi delle scuole secondarie di secondo grado. A seguire nelle preferenze dei giovani sono arrivati i libri di Anna D’Errico, con 29 voti, Francesca Buoninconti, con 18 voti, Carola Frediani, con 12 voti, e Guido Barbujani e Andrea Brunelli, con 10 voti.

Nel corso della cerimonia, condotta da Alessandra Viero, giornalista e conduttrice televisiva, è intervenuto il presidente della Giuria Scientifica, Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University.

Grande soddisfazione per l’andamento di questa edizione del Premio Galileo è stata espressa dall’assessore alla Cultura del Comune di Padova, che ha sottolineato come «da quest’anno il Premio Galileo diventa la punta di diamante di un vasto programma di appuntamenti che coinvolge l’intera città, le sue istituzioni e i suoi enti scientifici e culturali: la Settimana della scienza e innovazione, che con decine di iniziative intende contribuire al dibattito sul futuro della ricerca e delle imprese. Il premio si è segnalato ancora una volta per l’alta qualità dei libri proposti e l’autorevolezza della giuria, che ringrazio per il suo importante lavoro. Grazie anche ai molti studenti che come in ogni edizione hanno portato con entusiasmo il loro apporto».

Galileo Festival, pubblico contenuto dal Covid, ma è boom digitale

Bilancio più che positivo per il Galileo Festival dell’Innovazione, la manifestazione promossa da Comune di Padova, Università di Padova e ItalyPost che ogni anno porta a Padova imprenditori, manager, ricercatori e scienziati per discutere i temi legati al trasferimento tecnologico.
Una edizione del Festival segnata, per la parte in presenza, dai timori che si sono diffusi negli ultimissimi giorni sul piano sanitario, che hanno indotto una parte del pubblico a preferire la visione degli eventi in digitale. In ogni caso sono state ben 2.723 le presenze agli oltre 50 incontri che hanno visto protagonisti scienziati del calibro di Lawrence Banks, director general ICGEB-International Center for Genetic Engineering and Biotechnologies, Lucia Del Mastro, coordinatore del Centro di Senologia dell’Ospedale Policlinico San Martino IRCCS di Genova, e Telmo Pievani, filosofo della scienza evoluzionista, comunicatore e saggista; economisti e sociologi come Marco Magnani, economista e saggista, Antonio Casilli dell’Institut Polytechnique de Paris, nonché imprenditori del calibro di Federico de’ Stefani, amministratore delegato Sit, Riccardo Agugiaro, amministratore delegato Agugiaro & Figna, e Antonio Valitutti, amministratore delegato Hype.
Eventi seguiti anche con grandissimo interesse sulla rete. Sono stati infatti oltre 20.000 i contatti in rete, con miglia di visualizzazioni degli eventi sulle diverse piattaforme messe a disposizione e dal Galileo Festival e dai suoi promotori. Il Festival si è concluso con l’assegnazione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica che è stato assegnato a Giulio Cossu per il suo La trama della vita (Marsilio Editori).
Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori per il successo non scontato della manifestazione. Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova ha così commentato l’evento: «Sono estremamente soddisfatto della riuscita di questa manifestazione, non solo perchè siamo riusciti a garantire la partecipazione del pubblico in totale sicurezza a tutti gli incontri, ma anche perchè attorno al Premio Galileo siamo riusciti a mettere in moto una rete di relazioni che ha permesso di dar voce e visibilità alle principali istituzioni culturali e scientifiche della città. Siamo cioè riusciti a costruire insieme un progetto che rilancia Padova come capitale della Cultura scientifica e dell’innovazione».
Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico dell’Universita di Padova ha a sua volta dichiarato: «E’ stato, come ogni anno, un grande piacere portare ricerca e innovazione fuori dalle mura dei laboratori universitari. E il Galileo Festival è il contenitore più adeguato dove la conversazione è di casa. Una conversazione che vede coinvolti gli attori principali dei processi tipici dell’innovazione e della ricerca: imprenditori, ricercatori e cittadini comuni. La Settimana patavina della Scienza e dell’Innovazione sta crescendo ogni anno di più e anche se quest’anno la pandemia Covid19 ha limitato la partecipazione in presenza, non ne ha limitato il successo in termini di qualità e contenuti».
Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost ha osservato che«Il Galileo Festival, oltre a lanciare idee che aiuteranno il sistema Paese ad innovare, ha svolto esso stesso il compito di compiere un percorso di innovazione, trovando un corretto equilibrio tra la possibilità di seguire la manifestazione in presenza e in sicurezza e seguirla attraverso i canali digitali. Nel new normal che già stiamo vivendo e che ci aspetta, come molti relatori hanno sottolineato, l’innovazione verrà solo da chi riuscirà a costruire il corretto equilibrio tra socialità, sicurezza e digitale. Ci aspettano mesi purtroppo complicati ma le idee emerse al Festival potranno contribuire a risolvere, almeno in parte, alcuni dei problemi che emergeranno nel prossimo futuro».

L’immunologo Mantovani al Premio Galileo: “Covid, siamo più preparati e supereremo questa fase difficile. Chiudere le scuole crea diseguaglianze sociali”

“La sfida è quella di trovare il giusto equilibrio tra la tutela di fasce deboli come gli anziani e diritto dei giovani ad avere una formazione che garantisca loro un futuro. Perciò sono preoccupato che la chiusura delle scuole possa tradursi in una nuova forma di diseguaglianza sociale”.

Così il professor Alberto Mantovani, immunologo di fama mondiale e direttore scientifico di Humanitas, intervistato questa mattina a margine della cerimonia di premiazione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, di cui è presidente della giuria, che si sta tenendo a Padova.

“Non sono un epidemiologo e lascio a loro valutare i dati. Posso però dire che il virus non si è attenuato. Ma rispetto al marzo scorso siamo più preparati e stiamo gestendo meglio la crisi. Quindi penso che gestendo il problema con equilibrio supereremo questa fase difficile”.

Il professor Mantovani ha io tenuto una Lectio Magistralis sul tema “Immunità, dal cancro a covid19: sogni e sfide” visibile sulla pagina Facebook del Galileo Festival (clicca qui).

Cinque avventure sotto il segno del Premio Galileo

14 ottobre 2020 / Valentina Arcovio, Tuttoscienze de La Stampa

«Lo scopo di uno scienziato è comunicare nel modo più semplice e comprensibile possibile, per una migliore cultura scientifica condivisa». Le parole di Alberto Mantovani, pioniere dell’immunologia, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, sintetizzano la filosofia su cui si basa il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica. Read more

Dal 12 al 18 ottobre, a Padova, torna Galileo-Settimana della Scienza e Innovazione: 7 giorni di talk, lezioni e workshop con 50 eventi e 120 relatori. Conclusione domenica 18 ottobre con la cerimonia di consegna del Premio Galileo

Era in programma per inizio maggio, ma l’emergenza sanitaria ha imposto di spostare l’appuntamento, per fortuna solo di qualche mese. Torna infatti a Padova, da lunedì 12 a domenica 18 ottobre, Galileo, la Settimana della Scienza e Innovazione: sette giorni in cui oltre 30 realtà del mondo scientifico, culturale, imprenditoriale e associativo e le istituzioni cittadine proporranno dibattiti, lezioni o workshop interattivi trasformando la città di Galileo Galilei, laboratorio nazionale di eccellenza dell’innovazione, nel capoluogo del sapere scientifico e della divulgazione e aprendo al pubblico i luoghi della scienza.

La manifestazione – promossa da Comune di Padova, Università di Padova e ItalyPost, in collaborazione con Commissione Europea e Fondazione Cariparo e la content partnership di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, curata da Goodnet Territori in Rete – vuole mettere sotto la lente i grandi temi del mondo scientifico, proponendosi come piattaforma comune per promuovere Padova a capitale italiana della scienza e dell’innovazione.

Cuore “simbolico” della manifestazione sarà anche quest’anno la cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, giunto alla quattordicesima edizione, in programma domenica 18 ottobre alle 11 presso l’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano. La cerimonia di consegna – la cui giuria scientifica è presieduta da Alberto Mantovani, immunologo e direttore scientifico di Humanitas, nonché lo scienziato italiano con il maggior numero di citazioni sulle riviste internazionali, che interverrà alla cerimonia con una lectio magistralis sul tema “Immunità, dal cancro a covid-19: sogni e sfide” – sarà preceduta, sabato 17 ottobre alle 18, da un incontro pubblico con gli autori dei 5 libri finalisti del Premio: Guido Barbujani, Andrea Brunelli, Francesca Buoninconti, Giulio Cossu, Anna D’Errico e Carola Frediani.

Il Premio Galileo andrà a chiudere simbolicamente l’edizione 2020 della Settimana della Scienza e Innovazione, con un cartellone di 50 appuntamenti e 120 relatori, costruito con l’obiettivo di permettere a tutti – da chi lavora nel mondo della ricerca e dell’innovazione a chi è semplicemente curioso – di scoprire idee e progetti che cambieranno il futuro. Saranno presenti a Padova i grandi nomi della ricerca scientifica e grandi leader internazionali: da Marco Magnani, economista, saggista e autore di Fatti non foste a viver come robot (Utet), libro su intelligenza artificiale e big data, realtà aumentata e Internet delle Cose, blockchain e criptovalute, al sociologo Antonio Casilli dell’Institut Polytechnique de Paris, che interverrà sui temi del suo ultimo Schiavi del click. Al centro della discussione sul rapporto tra impresa e innovazione saranno gli interventi di imprenditori del calibro di Federico de’ Stefani, amministratore delegato Sit, Riccardo Agugiaro, amministratore delegato Agugiaro & Figna, e Antonio Valitutti, amministratore delegato Hype.

Altrettanto importanti sono i nomi della ricerca e della divulgazione che parteciperanno alla manifestazione: dall’oncologa Lucia Del Mastro, coordinatore del Centro di Senologia dell’Ospedale Policlinico San Martino IRCCS di Genova, a Telmo Pievani, filosofo della scienza evoluzionista, comunicatore e saggista, che parlerà di DNA. Un codice per scrivere la vita e decifrare il cancro, fino a Lawrence Banks, director general ICGEB-International Center for Genetic Engineering and Biotechnologies, che terrà una keynote lecture sul futuro delle biotecnologie, tra ricerca e trasferimento tecnologico.

Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito www.galileofestival.it dove è anche possibile iscriversi agli eventi di proprio interesse.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica: le opere finaliste e la Giuria

Il Premio Galileo seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente: l’opera vincitrice del Premio – che in passato è stato assegnato a nomi del calibro di Nicola Armaroli, Piergiorgio Odifreddi, Carlo Rovelli, Stefano Mancuso e Cristina Cattaneo – sarà scelta domenica 18 ottobre, nella cornice dell’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano tra le 5 opere finaliste selezionate dalla Giuria Scientifica.

Partecipano alla fase finale del Premio Galileo 2020: Guido Barbujani e Andrea Brunelli, co-autore de Il giro del mondo in sei milioni di anni (il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti, autore di Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Giulio Cossu, autore de La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio Editori, 2018), Anna D’Errico, autore de Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani, autore di Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019).

La cinquina finalista del Premio Galileo è stata selezionata lo scorso 2 dicembre 2019 dalla Giuria scientifica presieduta quest’anno da Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.

A lui si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica – Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze e Tuttosalute, e Rossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3, Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI, e Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva – e cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo di Padova: Maurizio Borin, docente di Agronomia, Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità, Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese, Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata, e Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia. 

Alla Giuria scientifica si affianca la Giuria esterna, composta da 100 studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole, una novità di quest’anno istituita dal Comune di Padova con l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica. E sarà proprio la Giuria esterna a decretare con il proprio voto l’opera vincitrice del Premio.

Innovazione e impresa: i grandi talk

La Settimana della Scienza e Innovazione si è sempre contraddistinta per la capacità di coniugare il mondo della ricerca applicata con il mondo dell’impresa, coscienti che, proprio dalle imprese innovative viene spesso la spinta per trovare soluzioni rivoluzionarie.

Nella giornata di lunedì 12 ottobre, in un evento promosso e organizzato in collaborazione con UniCredit, dedicato al turismo, settore investito da una pesante crisi, che però si sta riorganizzando sulla base dell’accelerazione di alcune tendenze come la sostenibilità e il digitale, interverranno: Mara Manente, direttore Ciset, sul tema di scenari e opportunità nel processo di accelerazione; Simona Olivadese, Small Business Key Sectors UniCredit, Angelo Pittro, direttore Lonely Planet Italia, Andrea Rigoni, presidente e amministratore delegato Rigoni di Asiago, sul progetto Made4Italy di UniCredit; Matteo Pedaso, strategic planning director LAND Italia in merito al paesaggio come piattaforma di innovazione e cooperazione, e Mario Romanelli, head of sales Italy The Data Appeal Company, sui feedback e comportamenti delle persone nel nostro territorio, come la tecnologia ci permette di esplorare l’esperienza umana attraverso il digitale.

Giovedì 15 ottobre, Agenda Digitale del Veneto presenterà un approfondimento sul boom della digitalizzazione durante il lockdown e sulle prospettive per lo sviluppo delle imprese e dei territori. Ne discuteranno Eleonora Di Maria, presidente VSIX e docente di Governo e gestione delle imprese Università di Padova, Luca De Pietro direttore Unità Organizzativa Strategie ICT e Agenda Digitale Regione del Veneto, e Paolo Ghezzi direttore Infocamere, con la conclusione di Idelfo Borgo direttore Direzione ICT e Agenda Digitale Regione del Veneto.

L’evento che aprirà quella che nei fatti la sezione dedicata al rapporto tra imprese e innovazione si terrà venerdì 16 ottobre alle ore 11.30 e vedrà un keynote speech con Antonio Casilli, professore ordinario di sociologia alla Télécom Paris, scuola di ingegneria delle telecomunicazioni dell’Institut Polytechnique de Paris – autore di Schiavi del clic (Feltrinelli), inchiesta sul lavoro digitale e sul nuovo capitalismo delle piattaforme in cui si esplorano le strategie e le regole di colossi quali Amazon, Facebook, Uber e Google – che discuterà poi con Ivana Pais, docente di Sociologia economica Università Cattolica di Milano.

In quest’edizione della manifestazione sono numerosi i temi e gli imprenditori coinvolti. In particolare, segnaliamo sul tema del rapporto tra ricerca, impresa e startup l’incontro con Federico de’ Stefani, amministratore delegato di Sit, un’impresa padovana Champion da oltre 260 milioni di ricavi che sta investendo 20 milioni per un campus per rigenerare dei capannoni lasciati vuoti nella zona industriale di Padova al fine di farne la sede dei laboratori di ricerca. Con lui, per discutere del tema, ci saranno Antonella Candiotto, presidente di una industria metalmeccanica di primo piano, la Galdi di Treviso, il prorettore al trasferimento tecnologico dell’Università di Padova, Fabrizio Dughiero, e la leader di Generation Warriors, Marta Basso e autrice del libro La Duplice Alleanza, che dell’incontro tra imprese e start up ha fatto la propria mission.

Altro tema di rilievo che investe il mondo della ricerca e dell’impresa è certamente quello dell’industria agroalimentare, investita in questi anni da una vera e propria rivoluzione su diversi fronti, dal biologico al packaging fino al 4.0. E proprio su questo ultimo aspetto si concentrerà la discussione prevista per venerdì 16 ottobre alle ore 15, con Riccardo Agugiaro, a capo di uno dei più importanti gruppi di produzione di farine, la Agugiaro & Figna, che discuterà con Marco Bettiol, docente di Economia e gestione delle imprese Università di Padova, e autore di Raccontare il Made in Italy, e con Silvia Moro, chef Ristorante Aldo Moro La Cuisine.

Ma se c’è un settore che è stato investito e sarà investito ancor di più nei prossimi anni dalla rivoluzione tecnologica, questo è il settore delle banche. E su questo fronte il Galileo Festival dell’Innovazione porterà a discutere alcuni dei principali protagonisti della rivoluzione Fintech, da Giovanni Bossi che ha lanciato Cherry, a Gianni Camisa, amministratore delegato OCS, fino a Antonio Valitutti, amministratore delegato Hype.

Altro tema che racconterà il cambiamento nell’ambito del mondo delle imprese e che investe il terreno della formazione, vedrà protagonista Fòrema con un convegno dal titolo “Il Digital mindset che trasforma la cultura organizzativa” e che avrà come protagonisti Stefano Besana, autore di Collaborative Company, e Gioele Romano, learning specialist Il Cuborosso Fòrema.

Nella giornata di sabato 17 ottobre, al Teatro Verdi di Padova, anche quest’anno Fondazione Cariparo ha scelto di partecipare al Galileo attraverso quello che è l’evento inaugurale del ciclo di incontri “Segnavie” chiamando così Marco Magnani, economista e saggista, a presentare i suoi ultimi due libri che approfondiscono proprio il tema del rapporto tra umano e digitale. Fatti non foste a viver come Robot è infatti il titolo del libro che farà da sfondo ad un confronto sulla rivoluzione tecnologica, sul concetto di sostenibilità legato a modelli di crescita alternativi e a strategie socioeconomiche innovative, e soprattutto sulla possibile risoluzione della dicotomia uomo-macchina.

Sempre nella giornata di sabato 17 ottobre, poi, verranno presentati in anteprima due saggi di prossima pubblicazione: alle 15, Alfonso Fuggetta, amministratore delegato e direttore scientifico Cefriel, presenterà Il paese innovatore e il suo decalogo per reinventare l’Italia con Luca De Pietro (Agenda Digitale del Veneto) e Andrea Ferrazzi, direttore Confindustria Belluno Dolomiti. Alle 16.30, invece, il sociologo Domenico De Masi discuterà di Smart Working. La rivoluzione del lavoro intelligente con Silvia Zanella, autrice de Il futuro del lavoro è femmina.  

La ricerca e le nuove frontiere della medicina

Anche quest’anno la Settimana della Scienza e Innovazione si avvale della collaborazione scientifica di partner di rilievo nazionale, a partire dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro che, dopo il grande successo dell’edizione 2019, torna al Galileo con un ciclo di appuntamenti e i grandi nomi della ricerca medica e della divulgazione scientifica.

Il calendario di incontri a cura di Fondazione AIRC si aprirà mercoledì 14 ottobre con l’intervento di Telmo Pievani, docente di Filosofia delle Scienze Biologiche Università di Padova, che presenterà Dna. Un codice per scrivere la vita e decifrare il cancro; i proventi della vendita del libro verranno interamente devoluti ad AIRC. Giovedì 15 ottobre, invece, Riccardo Di Deo, divulgatore scientifico e nutrizionista AIRC, sarà protagonista di un workshop interattivo in digitale per le scuole superiori di tutta Italia con “Cambiamente_Metti alla prova le tue convinzioni e impara a riconoscere le bufale sulla salute”.

La giornata di sabato 17 ottobre si aprirà, invece, al Caffè Pedrocchi con l’intervento di Massimiliano Pagani, responsabile del programma Oncologia molecolare e immunologia IFOM Milano. Gli seguiranno, alle 16.30, Lucia Del Mastro, celebre senologa e direttore dell’Unità operativa di Sviluppo Terapie Innovative all’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, che dialogherà con Claudio Vernieri, medico e ricercatore presso l’Istituto dei tumori di Milano e IFOM, in un appuntamento ideato da AIRC per promuovere l’edizione 2020 della campagna “Il nastro rosa”, celebre campagna di sensibilizzazione e sostegno a favore delle donne colpite dal tumore al seno, la neoplasia più diffusa nel genere femminile, con circa 53.000 nuove diagnosi in Italia solo nel 2019.

Altro protagonista di Galileo sarà quest’anno ICGEB-International Centre for Genetic Engineering and Biotechnologies, che sarà presente a Padova con il director general Lawrence Banks e una keynote lecture sul ruolo dei papillomavirus umani (HPV) nello sviluppo del tumore (con oltre 600mila casi ogni anno). Il focus della discussione si sposterà poi dall’ICGEB Tumour Virology Laboratory all’attività di technology transfer che il Centro sta sviluppando con il contributo di Natasa Skoko e Martina Viviani.

Sempre nell’ambito della ricerca in ambito medico-scientifico sono da citare l’appuntamento curato dalla Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata – VIMM, che mercoledì 14 ottobre, ore 18, proporrà il viaggio di una scoperta, dal bancone di un laboratorio di base al letto di un paziente, con i principal investigator dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare Kostas Lefkimmiatis e Francesco Piazza. L’Associazione Sagen, invece, dedicherà l’intera giornata di venerdì 16 ottobre a discutere del rapporto tra Genetica e Ambiente, con la partecipazione di personalità del calibro di Giuseppe Novelli, docente di Genetica medica Università di Roma “Tor Vergata” e presidente della Fondazione Lorenzini, e Giorgio Prantera dell’Università della Tuscia; il pomeriggio del convegno, che si chiuderà con un incontro per le scuole superiori di Abano Terme (sabato 17 ottobre), sarà invece dedicato a studiare il rapporto tra scienza, economia ambientale e innovazioni tecnologiche.

Da lunedì 12 a domenica 18 ottobre, gli incontri con la scienza, formazione e divulgazione

Da lunedì 12 a domenica 18 ottobre, il calendario di Galileo-Settimana della Scienza e Innovazione sarà costellato da incontri, lezioni e interventi curati dalle istituzioni scientifico-tecnologiche della Città.

INAF-Osservatorio Astronomico di Padova partecipa a Galileo con il focus: “Anche tu astrofisico: la scienza dalla parte dei cittadini” con Simone Zaggia (lunedì 12 ottobre), mentre Gabriele Cremonese e Cristina Re saranno, invece, protagonisti sabato 17 ottobre con “Bepicolombo in viaggio verso Mercurio incontra Venere” descriveranno il flyby della sonda intitolata al celebre matematico e astronomo padovano decollata nell’ottobre 2018 e ora in viaggio verso Venere.

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare-INFN proporrà un intervento di Francesco D’Eramo intitolato “Sulle orme di Democrito: alla ricerca della materia oscura” (martedì 13, ore 18). Tommaso Dorigo, ricercatore INFN, sarà protagonista con Giovanni Bianchi del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Padova di “Art&Science: comunicare la scienza attraverso l’arte”. L’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR approfondirà, invece, il tema “Anche fare freddo riscalda il pianeta” con Sergio Bobbo e Laura Fedele. Sempre sul tema della sostenibilità – “Abbattimento degli inquinanti da acqua e aria: la fotocatalisi, un processo sostenibile” – verterà anche l’intervento di Alessandro Galenda, ricercatore all’Istituto di Chimica della Materia Condensata e Tecnologie per l’Energia del CNR. Anche Alessia Famengo (martedì 13), ricercatrice presso lo stesso Istituto, proporrà una riflessione su “Come sfruttare la luce: molecole, materiali e processi per una maggiore sostenibilità”.

Al Galileo ci sarà anche spazio per le scienze sociali e umanistiche. Giovedì 15 ottobre, Giorgia Cona, ricercatrice in Neuroscienze cognitive all’Università di Padova, parlerà di “Psicologia della ricompensa: quanto sei disposto ad aspettare dice molto di te”. Sempre giovedì, ma alle 18, Gianpiero Dalla Zuanna, docente di Demografia, parlerà di “Migrazioni all’italiana”, mentre i colleghi Davide Risso e Laura Ventura, rispettivamente ricercatore e docente di Statistica, saranno protagonisti di “Un po’ di statistica fa bene alla salute”.

Martedì 13 ottobre SMACT-Compentence Centre proporrà un approfondimento su “Agrifood: innovazione from farm to fork”; sempre sul fronte di “agricoltura, alimentazione, ambiente e salute animale” sarà anche il contributo del Polo Multifunzionale Campus Universitario di Agripolis in programma mercoledì 14 ottobre.

Al centro della discussione della Settimana della Scienza e Innovazione vi sarà poi anche la formazione: da non perdere, quindi, gli appuntamenti curati dal Contamination Lab Veneto, che mercoledì 14 ottobre chiuderà la terza edizione con un evento realizzato al Centro Culturale Altinate San Gaetano, e da Enactus Italia, che tornerà sul tema green con “Enactus, l’imprenditorialità per creare un futuro migliore e sostenibile”. Giovedì 15 ottobre, al centro della discussione sarà nuovamente il trasferimento tecnologico con “Il dottorato in azienda: tech-transfer e knowledge transfer tra università e impresa” a cura di Unismart.

Chiudono simbolicamente la carrellata sul calendario del Galileo gli appuntamenti dedicati alla divulgazione: giovedì 15 ottobre, il sociologo della scienza Massimiano Bucchi presenterà il suo ultimo libro Io e tech. Piccoli esercizi di tecnologia alla Libreria ItalyPost, mentre sabato 17 ottobre Mauro Barberis, giurista e teorico del diritto discuterà di Come internet sta uccidendo la democrazia. E ancora, Massimo Guarnieri, docente di Storia della Tecnologia all’Università di Padova, mercoledì 14 ottobre proporrà un intervento su Da habilis a Jobs: due milioni di anni con la tecnologia.

Nonostante le misure di sicurezza imposte dal covid-19, Galileo proporrà anche attività di “sperimentazione in sicurezza” grazie alla collaborazione con “Sperimentando. La scienza per tutti”, con le proiezioni ed esperimenti guidati da Ariella Metellini e Laura Magrinelli (mercoledì 14), e con i workshop scientifici di Esapolis Butterfly Arc in programma nella giornata di domenica 18 ottobre.

Le collaborazioni con CICAP Fest e TedxPadova

Anche quest’anno, il palinsesto di Galileo-Settimana della Scienza e Innovazione si arricchisce della collaborazione di due grandi iniziative che si svolgeranno a Padova negli stessi giorni del Galileo. Il CICAP Fest – che per l’edizione 2020 della manifestazione si svolgerà interamente in digitale – propone quattro momenti di approfondimento: l’astrofisico e giornalista di Focus Gianluca Ranzini sarà protagonista di “Davvero qualcuno crede che la terra sia piatta?” (lunedì 12 ottobre), mentre la geologa Viola Bachini e Maurizio Tesconi, ricercatore all’Istituto di Informatica e Telematica CNR Pisa, discuteranno di “Fake people: quando dall’altra parte c’è un computer (e non lo sai)” (martedì 13 ottobre). Gli appuntamenti digitali di CICAP Fest tornano giovedì 15 con “La formula dei disastri” e Antonello Pasini, docente di Fisica del clima all’Università Roma Tre; sabato 17, invece, sarà il turno di Stephan Lewandowski, psicologo alla School of Psychological Science che parlerà di “Come nascono le bufale e come ci si difende?”.

“Identità” è invece il titolo dell’edizione 2020 di TedxPadova, che nell’anno di covid19 si svolgerà interamente al Cinema Porto Astra di Padova. Il pomeriggio di sabato 17 ottobre, gli speaker protagonisti del celebre format internazionale, si confronteranno su un tema centrale nella nostra epoca, dove tutto si annulla, si mescola e si accavalla facilmente: di che parliamo quando parliamo di identità?

La nuova formula di Festival “Live & Social”

E, a proposito di innovazione, in quest’anno così particolare l’appuntamento padovano avrà una caratteristica nuova: parallelamente al Festival fisico, “in presenza”, infatti, gli organizzatori hanno voluto affiancare un’integrazione digitale per coinvolgere tutti gli spettatori che per problemi di spostamento non potranno partecipare agli appuntamenti da venerdì 16 ottobre a domenica 18 ottobre. Così è nata l’idea di realizzare un palinsesto parallelo, portando il dibattito anche sul web e creando una nuova formula di Festival “Live & Social”. Verrà così proposta una sezione ad hoc per valorizzare i contenuti e gli ospiti della manifestazione attraverso i suoi canali social.

Le dichiarazioni dei promotori e partner

Andrea Colasio, assessore alla Cultura Comune di Padova:  «Il Comune di Padova, insieme a ItalyPost e all’Università di Padova, ha proseguito quel percorso di progettualità di più alto respiro che intercetta varie dimensioni della città, i cui luoghi raccontano il rapporto tra cultura, società e sviluppo della scienza. Abbiamo costruito un processo a rete, mettendo a sistema il grande patrimonio di associazioni, istituzioni scientifiche, dipartimenti, di cui il nostro territorio – ma l’Italia tutta – è denso: li abbiamo chiamati a raccolta e abbiamo definito un percorso di una settimana dentro uno schema il cui fulcro è il Premio Galileo per la divulgazione scientifica. Abbiamo dato voce a una molteplicità di soggetti attivi in città che si è tradotta in un programma che vede 120 relatori, 50 eventi e ben 30 istituzioni culturali, scientifiche e divulgative, e non da ultime le imprese, che creeranno un dialogo con il mondo della ricerca».

Filiberto Zovico, fondatore ItalyPost: “La crisi provocata dalla pandemia costringe tutti noi a un’accelerazione su diversi fronti che riguardano sia la scienza che la tecnologia. Non è un caso se, dentro una crisi come questa, sono le imprese maggiormente capaci di innovare a trovare più rapidamente la strada della ripresa e della costruzione di un nuovo equilibrio. Il Galileo Festival dell’Innovazione costituirà dunque una preziosa occasione per capire quali percorsi ricerca e impresa dovranno affrontare per vincere questo momento di difficoltà sanitaria, economica e sociale”.

Fabrizio Dughiero, prorettore al Trasferimento tecnologico e al rapporto con le imprese Università di Padova: “La Settimana della Scienza e dell’Innovazione parte da un elemento centrale: l’importanza della comunicazione e della divulgazione scientifica. La comunicazione fa parte della terza missione dell’Università ed è importante saper comunicare correttamente in un periodo storico di così grandi cambiamenti. È fondamentale offrire momenti di approfondimento sulla trasformazione digitale, sulla sostenibilità e sull’economia circolare, mettendo al centro della discussione il rapporto tra Università e mondo delle imprese: sono temi che vanno a braccetto e solo partendo da questo è possibile pensare al futuro e promuovere la crescita di una città come Padova”.

Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea: “Innovazione, scienza e apertura al mondo rimangono 3 priorità per l’Europa. Lo sono in tempi normali, lo sono ancor di più in tempi straordinari come questi, dove la doppia emergenza sanitaria e climatica e la rivoluzione digitale richiedono a gran voce soluzioni che superino i confini.  La Rappresentanza a Milano della Commissione europea favorisce e sostiene forme di divulgazione scientifica come Galileo Festival, per mostrare al grande pubblico risultati e opportunità dell’Europa della ricerca. Europa che continuerà ad investire nell’eccellenza e nella collaborazione scientifica anche in futuro con il nuovo programma Horizon Europe, con un bilancio rafforzato rispetto al suo predecessore Horizon 2020, ma anche con il piano straordinario “Next Generation EU”, con il “Green Deal europeo” e con un nuovo programma “Digital Europe” che si occuperà anche di intelligenza artificiale”.

Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo: “Galileo Settimana della Scienza e Innovazione è la dimostrazione che Padova non è stata piegata dal Covid-19, ma che è possibile creare iniziative frutto di un forte coordinamento e sinergie con tutti gli enti del territorio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo dà il suo contributo al Galileo portando l’evento di apertura della decima edizione di Segnavie, con un ospite di eccezione, Marco Magnani, che ci aiuterà a sviluppare una riflessione sul mondo del lavoro nell’epoca dei robot e su come sia necessario sviluppare una consapevolezza critica, ma al contempo costruttiva, su questi temi”.

Alberto Amadori, consigliere Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro Comitato Veneto Trentino Alto Adige: “Appuntamenti come questo rappresentano un’occasione preziosa per parlare di scienza, mantenere vivo il dialogo con il grande pubblico e informare sui risultati raggiunti e nuove sfide in campo oncologico.  Nel 2020 Fondazione AIRC ha investito oltre 7 milioni di euro nella nostra regione per sostenere 51 progetti di ricerca. Un risultato reso possibile anche grazie alle iniziative del Comitato Veneto, attivo dal 1982 per organizzare e promuovere ogni anno numerosi appuntamenti di raccolta fondi che si affiancano alle campagne nazionali di AIRC”.

Renzo Chervatin, responsabile Sviluppo dei Territori Nord Est UniCredit: “Il sostegno di UniCredit al Galileo è figlio della comune sensibilità nei confronti dell’innovazione, dei suoi protagonisti e dei processi che innesca. Il nostro supporto non si limiterà alla condivisione di temi ed obiettivi ma si concretizzerà nell’organizzazione di eventi in programma in questi giorni. Mi riferisco per esempio al forum UniCredit sulle strategie di accelerazione per un turismo competitivo e sostenibile che vedrà riuniti i protagonisti di una nuova progettualità dell’offerta turistica basata su personalizzazione, integrazione e digitalizzazione”.

Federico de’ Stefani, presidente e amministratore delegato SIT: “Favorire il dialogo tra impresa e università significa anche dare la possibilità concreta di far vivere agli studenti la vita all’interno dell’impresa. In Italia esistono aziende valide, che possono offrire molto ai giovani talenti e neolaureati. Siamo orgogliosi di essere una di queste realtà: nonostante il contesto incerto, non solo continuiamo ad assumere, ma investiamo sui giovani, sull’innovazione e sulla ricerca e sviluppo che sono aree centrali per la competitività internazionale”.

Giovanni Bossi, fondatore Cherry e amministratore delegato Cherry 106: “Il digitale e la tecnologia sono abilitatori economici e sociali. Fare innovazione anche nel settore finanziario è possibile, con mente aperta, disponibilità al cambiamento e competenza. È dall’incontro di due mondi – competenza economico finanziaria da un lato e preparazione tecnologica dall’altro – che può nascere una vera transizione digitale che sappia innestare nel mondo del lavoro nuovi talenti e, al tempo stesso, crei uno scambio di valore tra i giovani e chi vanta una lunga esperienza in finanza”.

Matteo Sinigaglia, direttore generale Fòrema: “Mai come in questo momento è un gran piacere partecipare, come Forema, a un evento che indaga la complessità delle organizzazioni con l’obiettivo di adattare le strategie aziendali alle richieste del mercato, creando così nuovo valore. Certamente la componente digitale appare oggi fondamentale per gestire con prospettive nuove la nostra vita e le organizzazioni di cui facciamo parte. In questo senso il mindset, e ancora più il digital mindset rappresentano il focus principale per supportare le organizzazioni e le persone nel bisogno crescente d’innovazione e trasformazione del mondo.”

Informazioni utili 

GALILEO SULLA RETE. Punto di riferimento per aggiornamenti in progress sul programma della Settimana è il sito internet, www.galileofestival.it, dove è possibile consultare il calendario degli eventi per data, luogo, relatore, registrarsi agli appuntamenti in programma e creare così il proprio calendario personalizzato. È anche attiva la comunità di Facebook (alla pagina ufficiale https://www.facebook.com/galileoinnovactionfestival/) e di Twitter, disponibile al profilo @GalileoFest; hashtag ufficiale della manifestazione #galileo20.

COME PARTECIPARE AGLI EVENTI. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti in sala sono limitati: si consiglia la registrazione all’evento di proprio interesse sul sito www.galileofestival.it per avere garanzia di accesso; per partecipare alle visite guidate, la prenotazione è obbligatoria. Per procedere alla registrazione, scegliere l’appuntamento di proprio interesse all’interno della sezione “Programma” e seguire le indicazioni. In ogni caso, per i registrati online l’accesso in sala è garantito solo presentandosi almeno 10 minuti prima dell’inizio dell’evento; eventuali posti non utilizzati saranno messi a disposizione di chi effettua la registrazione in loco.

La cerimonia

I libri finalisti verranno presentati in un incontro pubblico che si svolgerà il 17 ottobre 2020 a Padova, e cominceranno a essere letti dalla giuria di studenti universitari provenienti da tutta Italia e da studenti di 10 scuole secondarie di secondo grado. Read more

Finalisti premio Galileo 2020

I finalisti

Il 2 dicembre 2019 presso la Sala Paladin di Palazzo Moroni, la Giuria Scientifica presieduta dal professor Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, ha selezionato la cinquina delle opere finaliste del Premio. Read more

La giuria

È il professore Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, a presiedere la prestigiosa giuria scientifica che ha avuto il compito di selezionare la cinquina da dove uscirà il vincitore del Premio letterario Galileo 2020. Read more

Il Premio

Le precedenti edizioni, a partire dal 2007 anno di apertura del Premio, hanno visto come presidenti della giuria scientifica figure molto note e illustri della ricerca e della divulgazione a partire dall’oncologo Umberto Veronesi, recentemente scomparso.

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Museo di storia della fisica

Caratterizzata da pezzi di grande valore spesso unici o rarissimi, la collezione non solo racconta gli affascinanti sviluppi del pensiero scientifico e della tecnologia, ma rappresenta anche una preziosa testimonianza delle attività di ricerca e didattica svolte all’Università di Padova nel campo della fisica dal Settecento a oggi. Read more