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La scienza, mai così d’attualità. Viaggio con i finalisti del Galileo

Il Mattino di Padova / di Nicolò Menniti-Ippolito

Tra le poche cose che non si fermano c’è il Premio Galileo, che vede in gara i migliori libri di divulgazione scientifica. È in dubbio la giornata finale, con la presentazione del vincitore davanti agli studenti che lo hanno votato, ma intanto i giovani giurati sono al lavoro sui cinque libri che la giuria tecnica, guidata dall’immunologo Alberto Mantovani, ha selezionato tra gli oltre 130 libri in gara. Contemporaneamente si è svolta l’ultima giornata di presentazione dei libri da parte degli autori.

Doveva essere l’appuntamento padovano del breve ciclo di incontri voluto dal Premio per far dialogare gli autori con i giurati e con il pubblico e invece, inevitabilmente, ognuno è intervenuto da casa. Quest’anno il Premio creato e voluto dal Comune di Padova vede nella cinquina finale “Il giro del mondo in sei milioni di anni” di Guido Barbujiani e Andrea Brunelli (Il Mulino), “Senza confini” di Francesca Buoninconti (Codice), “Cybercrime” di Carola Frediani (Hoepli), “La trama della vita” di Giulio Cossu (Marsilio) e “Il senso perfetto” di Anna D’Errico (Codice). Come negli ultimi anni la divulgazione si presenta anche in questo caso con i suoi due volti: quello dei ricercatori che si prestano a rendere leggibili e comprensibili le loro ricerche (Cossu, Barbujiani e Brunelli, D’Errico) e quello dei giornalisti scientifici che avvicinano al lettore temi specialistici (Buoninconti e Frediani).

Inevitabile, in questa occasione, parlare della attualità, visto che la scienza è tornata ad essere protagonista, anche agli occhi di chi, fino a poche settimane fa, ne diffidava. «Sono abbastanza vecchio», dice Giulio Cossu, uno dei maggiori ricercatori in materia di staminali e medicina rigenerativa, «per ricordare quello che è successo con l’Aids. Allora tutta la ricerca che poteva essere coinvolta si è concentrata sulla ricerca di vaccini e farmaci che affrontassero quella emergenza; adesso è giusto che ci si concentri su questo virus, anche se questo può andare a scapito degli altri settori». Per esempio il suo, quello della medicina rigenerativa che – dice Cossu – è «una rivoluzione equiparabile a quella rappresentata dai vaccini: non costruiamo molecole che leniscano i sintomi della malattia, ma strumenti per riparare i geni malati». Di questo parla il suo “La trama della vita”.

Una nuova frontiera come del resto anche gli studi genetici di Guido Barbujiani e Andrea Brunelli, che in “Il giro del mondo in sei milioni di anni” raccontano i lungo cammino del nostro genoma. «Oggi sappiamo con certezza», dicono Barbujiani e Brunelli, «che veniamo tutti dall’Africa e che le migrazioni sono un pezzo di storia fondamentale della umanità, ma sappiamo anche che virus e batteri ci accompagnano da sempre, ce li siamo portati dietro e qualche volta, pensiamo all’America, con esiti distruttivi». Perché gli spostamenti sono connaturati alle specie animali e però rappresentano anche dei rischi. Francesca Buoninconti racconta in “Senza confini” i viaggi migratori degli uccelli, ma sottolinea come oggi i mutamenti climatici siano uno dei fattori che ha reso più probabili gli “spillover”, i salti di genere che il coronavirus ha reso popolari.

E se Carola Frediani racconta in “Cybercrime” i reati informatici che anche in questa occasione particolare minacciano la nostra vita nella rete, Anna D’Errico si ricollega ad uno dei sintomi del virus (la perdita dell’olfatto) per raccontare come il senso più sottovalutato (l’odorato che racconta in “Il senso perfetto”) sia in realtà uno strumento prezioso per la nostra conoscenza.

Sabato 28 marzo, presentazione online degli autori finalisti del Premio Galileo 2020

Appuntamento alle 11 con Guido Barbujani, Andrea Brunelli, Francesca Buoninconti, Giulio Cossu, Anna D’Errico e Carola Frediani 

Per partecipare al webinar, registrarsi qui

Appuntamento da non perdere, sabato 28 marzo alle ore 11, per tutti gli appassionati di divulgazione scientifica: il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica conclude il tour di presentazione della XIV edizione con un incontro online (inizialmente previsto a Padova, città natale del Premio) attraverso cui sarà possibile conoscere e dialogare direttamente con gli autori finalisti dell’edizione 2020 del Premio, la cui Giuria Scientifica è presieduta dall’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas.

Dopo le tappe del tour nelle cornici della Fondazione Corriere della Sera a Milano e del Circolo dei Lettori di Torino, l’appuntamento conclusivo si terrà alle ore 11 di sabato 28 marzo: la partecipazione all’incontro è libera, ma è necessario registrarsi cliccando qui.

Parteciperanno all’incontro Guido Barbujani e Andrea Brunelli, co-autore de Il giro del mondo in sei milioni di anni (il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti, autore di Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Giulio Cossu, autore de La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio Editori, 2018), Anna D’Errico, autore de Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani, autore di Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019). L’incontro sarà condotto da Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva, nonché membro della Giuria scientifica del Premio.

I cinque libri finalisti

Nel libro Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli il protagonista è Esumim. Non si sa quanti anni abbia esattamente: ne dichiara circa sei milioni. A volergli credere avrebbe partecipato a tutte le grandi migrazioni dell’umanità, fin da quando avevamo un cervellino grande come quello degli scimpanzé. «Ci siamo divertiti» – ripete sempre – «non si stava mai fermi!». Esumim è l’immaginario testimone di un viaggio che ha inizio molti milioni di anni fa, il cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato l’avvio alla lunga catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il pianeta. Quante umanità diverse – dagli Australopitechi a Neanderthal a Sapiens – si sono succedute e incrociate sulla Terra? Quali percorsi hanno seguito, dalla loro prima uscita dall’Africa fino alla diffusione in tutto il pianeta? Come si sono influenzate e mescolate fra loro, e cosa possiamo capire oggi di tutto questo studiando il loro Dna? Una vicenda intricata, in cui la genetica ci guida nella ricostruzione di una colossale diaspora mai conclusa, che ci porta ancora oggi a spostarci e a incontrarci, a essere tutti dappertutto.

Nel libro Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019) Francesca Buoninconti racconta invece come il nostro pianeta sia attraversato da miliardi di animali in viaggio. Piccoli o grandi, da soli o in gruppo, percorrono decine di migliaia di chilometri in volo, in marcia o a nuoto, affrontando difficoltà e pericoli, su percorsi infidi che spesso costano loro la vita. Migrano i giganti del mondo, le balene; migrano alcune delle creature più leggiadre, le farfalle; e ancora uccelli, mammiferi terrestri e volatori, pesci, anfibi, rettili, insetti di ogni tipo e altri invertebrati, come gli insospettabili granchi. Durante questo viaggio molti subiscono trasformazioni incredibili, altri sono puntuali come orologi svizzeri, altri ancora coprono distanze equivalenti a tre volte il viaggio di andata e ritorno dalla Luna. Ma come fanno a raggiungere la loro destinazione? Come si orientano e come riescono a tornare ogni anno esattamente nel luogo in cui sono nati? Soprattutto, perché migrano?

Nel libro La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio, 2018), Giulio Cossu si chiede: «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». A partire dalle ultime frontiere al centro delle cronache (terapia genica e genome editing, medicina personalizzata, organoidi), attraverso una serie di esempi e casi inediti, l’autore racconta, ripercorrendo la sua quarantennale esperienza di scienziato internazionale, l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. Sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche (soprattutto riguardo all’impiego delle cellule staminali), il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo? Come impattano sui sistemi di welfare tecniche di questo tipo? Vince il costo ingente sul breve periodo o forse è più importante valutare il risparmio che produrranno sul lungo termine?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini).

Il libro Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019) riflette quanto sia importante, e allo stesso tempo sottovalutato, il senso dell’olfatto. Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti da anni lavora a un’arma offensiva (e non letale) a base di odori capaci di creare il panico. Nel 2018 la Global Industry Analysts ha stimato in 45 miliardi di dollari il giro d’affari annuale dell’industria dei profumi. Insomma, quello che ruota attorno al nostro naso, a quanto pare, è una cosa seria. Ma come funziona questo nostro senso così raffinato e complesso e al tempo stesso istintivo ed emozionale? Tra ricerca scientifica e tante curiosità, Anna D’Errico ci accompagna in un viaggio alla scoperta dei talenti del naso umano, descrivendo qualità poco note e sfatando alcuni miti, come l’idea che l’uomo abbia un olfatto poco sviluppato.

Infine, in Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze (Hoepli, 2019) Carola Frediani riflette come da anni si parli di cybercrimine, ma per quanto il fenomeno sia di volta in volta sottovalutato, sopravvalutato, minimizzato, esagerato o deformato, questo resti sempre qualcosa di astratto. Puntini incomprensibili su una mappa, termini arcani, narrazioni parziali e frammentarie, conseguenze vaghe e lontane. In questo libro invece si seguono in dettaglio alcune storie, si entra dentro la dinamica degli attacchi, l’impatto sulle vittime, le ramificazioni sociali, economiche, legali e perfino geopolitiche di singoli episodi. Tra ospedali in tilt, politici presi di mira, consulenti rovinati, caotici mercati neri e criminali allo sbaraglio.

La Giuria del Premio Galileo 2020 

La Giuria scientifica del Premio Galileo, che lo scorso 2 dicembre ha selezionato i cinque volumi finalisti, è presieduta quest’anno da Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti ed è stato a capo del Dipartimento di immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico, sia formulando nuovi paradigmi, sia identificando nuove molecole e funzioni. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.

A lui si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica –Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze e Tuttosalute, Rossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3, Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI, e Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva – e cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo di Padova: Maurizio Borin, docente di Agronomia, Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità, Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese, Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata, e Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia.

Alla Giuria scientifica si affianca la Giuria esterna, composta da studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole, una novità di quest’anno istituita dal Comune di Padova con l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica. E saranno proprio gli “studenti giurati” a decretare con il proprio voto l’opera vincitrice del Premio.

La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà domenica 18 ottobre, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo, Università di Padova.

Credits

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova e ItalyPost.

Galileo Festival posticipato al 12-18 ottobre 2020

In considerazione dell’emergenza sanitaria in corso, si comunica che l’edizione 2020 di Galileo-Settimana della Scienza e dell’Innovazione si terrà da lunedì 12 a domenica 18 ottobre 2020 (anziché dal 4 al 10 maggio 2020). La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà domenica 18 ottobre presso l’Aula Magna dell’Università di Padova.
Il programma completo della manifestazione verrà pubblicato su questo sito nelle prossime settimane.

Viaggi tra umani, animali e l’universo cyber È partito il tour dei finalisti del Premio Galileo

Tuttoscienze / di Noemi Penna

MILANO, TORINO, TRIESTE E PADOVA: LE TAPPE IN VISTA DELLA PREMIAZIONE DELL’8 MAGGIO

Divulgare la scienza, scatenare la curiosità. Per la prima volta in 15 anni il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica esce da Padova, la sua città natale, per un tour di presentazione delle opere finaliste. Dopo le tappe a Milano e Torino, gli autori dei cinque libri che si contendono il titolo 2020 sono attesi il 28 febbraio a Trento e il 28 marzo a Padova, dove si terrà anche la finale dell’8 maggio. In lizza cinque libri diversi, dalla cura dell’incurabile al cyber crimine, dai misteri dell’olfatto alle avventure degli animali migratori e dei nostri progenitori, ma accomunati dall’esplorazione della vita, in una serie di storie e personaggi che dal passato profondo ci conducono nel presente ipertecnologico. Storie selezionate dalla giuria scientifica del premio presieduta dall’immunologo Alberto Mantovani, mentre il vincitore sarà scelto da studenti delle superiori e universitari  di tutta Italia. Ne «Il giro del mondo in sei milioni di anni» (Il Mulino) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli il protagonista è Esumim, l’immaginario testimone di un’odissea che ha inizio sei milioni di anni fa e il cui primo passo lo scendere dagli alberi ha dato l’avvio alla catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il Pianeta. «Si pensa che l’homo Sapiens abbia fatto una strage e invece non è così: non solo ha convissuto con altri ominidi, ma ci sono state interazioni e degli “amori” tra Sapiens e Neanderthal. A dimostrarlo è il Dna: il genoma delle popolazioni euroasiatiche ha una componente di Neanderthal che varia dal 2 al 4%», racconta Brunelli, biologo evoluzionistico.

Con «Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori» (Codice Edizioni) Francesca Buoninconti racconta altri viaggi. La Terra è attraversata da miliardi di animali: balene, farfalle, uccelli, mammiferi ma anche «insospettabili» come insetti e granchi. E tutto è scritto nei geni. «Le uova di cuculo vengono covate inconsapevolmente  da  genitori adottivi. E, quando nascono, gli uccellini sanno che devono partire per l’Africa, senza aver alcun esempio da seguire». Un meccanismo biologico, spesso messo in pericolo dall’uomo e dalle sue azioni, racconta la naturalista. Il Dna si ripresenta ne «La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse» (Marsilio). Attraverso una serie di esempi e casi inediti, Giulio Cossu racconta l’evoluzione delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa, sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche, temi di natura  etica  ed  economica. «Oggi è possibile curare una serie di patologie riprogrammando le cellule malate. Riusciamo a farlo con il sangue e con gli epiteli, ma non ancora con organi complessi co- me il cuore e il cervello.

Ma, se mai arriveremo a farlo, siamo pronti alle conseguenze? Verosimilmente si potrebbe arrivare a vivere per sempre. Ma in quali condizioni e a quale costo per la società?», s’interroga Cossu, professore di Medicina rigenerativa all’Università di Manchester. A inoltrarsi in noi è anche «Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso» (Codice Edizioni): riflette quanto sia importante, e sottovalutato, l’olfatto. Anna D’Errico propone un altro tipo di viaggio, alla scoperta dei talenti del naso, descrivendo qualità poco note e sfatando l’idea che l’uomo abbia un olfatto poco sviluppato. «Dalla Seconda guerra mondiale in poi il dipartimento alla Difesa degli Usa lavora a un’arma offensiva a base di odori: una super puzza capace di creare il panico. Ne sono state create diverse varianti, ma è emerso che non è possibile trovarne una universale. Quella che da alcuni viene percepita come terribile, per altri è un profumo. Per anni si è anche pensato che il naso fosse sconnesso dal centro del linguaggio. Invece si è dimostrato che ci manca solo l’allenamento per comunicarlo», spiega la neuroscienziata, ricercatrice alla Goethe Universität di Francoforte.

E a proposito  di armi  c’è «Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali» (Hoepli): Carola Frediani riflette su come il fenomeno venga, di caso in caso, sopravvalutato, minimizzato o deformato, restando sempre astratto. «Abbiamo i listini. Aziende che, alla luce del sole, offrono i loro servizi di “spionaggio” e hackeraggio. Il cybercrimine non è più un mercato nero e, anzi, esiste un mercato bianco formato dalle agenzie di intelligence e in grado di creare cyber armi che generano conseguenze reali, sabotando sistemi fisici. Il primo caso a fare storia è stato Stuxnet, virus informatico creato da Usa e Israele per sabotare il programma di arricchimento dell’uranio in Iran. Un virus che ha messo ko le centrifughe delle centrali nucleari, ma che è uscito anche dagli stabilimenti, diventando un caso studiato nel mondo».

Finalisti premio Galileo 2020

Premio Galileo, il 7 febbraio a Torino seconda tappa del tour di presentazione dei libri finalisti

Il Premio letterario Galileo parte in tour: giunto alla sua XIV edizione, per la prima volta dalla sua istituzione il Premio che seleziona i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia esce da Padova, sua città natale, per uno speciale tour di presentazione. Gli autori finalisti dell’edizione 2020 avranno così l’occasione di presentare le cinque opere in concorso opere in quattro diverse città italiane all’interno di luoghi iconici del patrimonio culturale del nostro Paese.

Dopo la prima tappa milanese del tour, il secondo appuntamento sarà a Torinovenerdì 7 febbraio, alle ore 18 presso la Fondazione Circolo dei Lettori (Via G. Bogino, 9). Dopo i saluti istituzionali di Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, la parola passerà agli autori finalisti: Andrea Brunelli, co-autore de Il giro del mondo in sei milioni di anni (il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti, autore di Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Giulio Cossu, autore de La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio Editori, 2018), Anna D’Errico, autore de Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani, autore di Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019). L’incontro sarà condotto da Gabriele Beccaria, giornalista de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze Tuttosalute, nonché membro della Giuria scientifica del Premio.

Il terzo appuntamento del tour di presentazione si terrà a Trento, il 28 febbraio alle 21, nell’ambito della Green Week-Festival della Green Economy. Infine, il tour si concluderà a Padova, il 28 marzo alle ore 11. Ciascun appuntamento sarà moderato da un giornalista della Giuria Scientifica.

I cinque libri finalisti

Nel libro Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli il protagonista è Esumim. Non si sa quanti anni abbia esattamente: ne dichiara circa sei milioni. A volergli credere avrebbe partecipato a tutte le grandi migrazioni dell’umanità, fin da quando avevamo un cervellino grande come quello degli scimpanzé. «Ci siamo divertiti» – ripete sempre – «non si stava mai fermi!». Esumim è l’immaginario testimone di un viaggio che ha inizio molti milioni di anni fa, il cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato l’avvio alla lunga catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il pianeta. Quante umanità diverse – dagli Australopitechi a Neanderthal a Sapiens – si sono succedute e incrociate sulla Terra? Quali percorsi hanno seguito, dalla loro prima uscita dall’Africa fino alla diffusione in tutto il pianeta? Come si sono influenzate e mescolate fra loro, e cosa possiamo capire oggi di tutto questo studiando il loro Dna? Una vicenda intricata, in cui la genetica ci guida nella ricostruzione di una colossale diaspora mai conclusa, che ci porta ancora oggi a spostarci e a incontrarci, a essere tutti dappertutto.

Nel libro Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019) Francesca Buoninconti racconta invece come il nostro pianeta sia attraversato da miliardi di animali in viaggio. Piccoli o grandi, da soli o in gruppo, percorrono decine di migliaia di chilometri in volo, in marcia o a nuoto, affrontando difficoltà e pericoli, su percorsi infidi che spesso costano loro la vita. Migrano i giganti del mondo, le balene; migrano alcune delle creature più leggiadre, le farfalle; e ancora uccelli, mammiferi terrestri e volatori, pesci, anfibi, rettili, insetti di ogni tipo e altri invertebrati, come gli insospettabili granchi. Durante questo viaggio molti subiscono trasformazioni incredibili, altri sono puntuali come orologi svizzeri, altri ancora coprono distanze equivalenti a tre volte il viaggio di andata e ritorno dalla Luna. Ma come fanno a raggiungere la loro destinazione? Come si orientano e come riescono a tornare ogni anno esattamente nel luogo in cui sono nati? Soprattutto, perché migrano?

Nel libro La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio, 2018), Giulio Cossu si chiede: «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». A partire dalle ultime frontiere al centro delle cronache (terapia genica e genome editing, medicina personalizzata, organoidi), attraverso una serie di esempi e casi inediti, l’autore racconta, ripercorrendo la sua quarantennale esperienza di scienziato internazionale, l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. Sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche (soprattutto riguardo all’impiego delle cellule staminali), il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo? Come impattano sui sistemi di welfare tecniche di questo tipo? Vince il costo ingente sul breve periodo o forse è più importante valutare il risparmio che produrranno sul lungo termine?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini)

Il libro Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019) riflette quanto sia importante, e allo stesso tempo sottovalutato, il senso dell’olfatto. Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti da anni lavora a un’arma offensiva (e non letale) a base di odori capaci di creare il panico. Nel 2018 la Global Industry Analysts ha stimato in 45 miliardi di dollari il giro d’affari annuale dell’industria dei profumi. Insomma, quello che ruota attorno al nostro naso, a quanto pare, è una cosa seria. Ma come funziona questo nostro senso così raffinato e complesso e al tempo stesso istintivo ed emozionale? Tra ricerca scientifica e tante curiosità, Anna D’Errico ci accompagna in un viaggio alla scoperta dei talenti del naso umano, descrivendo qualità poco note e sfatando alcuni miti, come l’idea che l’uomo abbia un olfatto poco sviluppato.

Infine, in Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019) Carola Frediani riflette come da anni si parli di cybercrimine, ma per quanto il fenomeno sia di volta in volta sottovalutato, sopravvalutato, minimizzato, esagerato o deformato, questo resti sempre qualcosa di astratto. Puntini incomprensibili su una mappa, termini arcani, narrazioni parziali e frammentarie, conseguenze vaghe e lontane. In questo libro invece si seguono in dettaglio alcune storie, si entra dentro la dinamica degli attacchi, l’impatto sulle vittime, le ramificazioni sociali, economiche, legali e perfino geopolitiche di singoli episodi. Tra ospedali in tilt, politici presi di mira, consulenti rovinati, caotici mercati neri e criminali allo sbaraglio.

La Giuria del Premio Galileo 2020

La Giuria scientifica del Premio Galileo, che lo scorso 2 dicembre ha selezionato i cinque volumi finalisti, è presieduta quest’anno da Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti ed è stato a capo del Dipartimento di immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico, sia formulando nuovi paradigmi, sia identificando nuove molecole e funzioni. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.

A lui si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica – Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze e TuttosaluteRossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3, Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI, e Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva – e cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo di Padova: Maurizio Borin, docente di Agronomia, Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità, Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese, Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata, e Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia.

Alla Giuria scientifica si affianca la Giuria esterna, composta da studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole, una novità di quest’anno istituita dal Comune di Padova con l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica. E saranno proprio gli “studenti giurati” a decretare con il proprio voto l’opera vincitrice del Premio.

La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà venerdì 8 maggio, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo, Università di Padova.

Finalisti premio Galileo 2020

Premio Galileo | Tour di presentazione, Torino

Venerdì 7 febbraio / Ore 18.30-19.15
— Fondazione Circolo dei Lettori
Via Giambattista Bogino 9, Torino
GLI AUTORI DEI 5 LIBRI FINALISTI DEL PREMIO GALILEO 2020 SI PRESENTANO

Saluti istituzionali
Andrea Colasio, assessore alla Cultura Comune di Padova

Intervengono
Andrea Brunelli, autore con Guido Barbujani de Il giro del mondo in sei milioni di anni (il Mulino)
Francesca Buoninconti, autore di Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni)
Giulio Cossu autore di La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio Editori)
Anna D’Errico autore de Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni)
Carola Frediani, autore di Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli)

Conduce
Gabriele Beccaria, giornalista, responsabile inserti Tuttoscienze e Tuttosalute de La Stampa

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Oggi a Milano. Al via il tour del Premio Galileo

Tuttoscienze / La Stampa

Il Premio letterario Galileo parte in tour: l’iniziativa, che seleziona i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia, esce da Padova per un viaggio di presentazione. I finalisti del 2020 avranno l’occasione di presentare le cinque opere in concorso in quattro città: oggi a Milano, il 7 febbraio a Torino, il 28 febbraio a Trento e il 28 marzo a Padova.

Protagonisti Guido Barbujani e Andrea Brunelli con «Il giro del mondo in sei milioni di anni» (il Mulino), Francesca Buoninconti con «Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori» (Codice Edizioni), Giulio Cossu con «La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse» (Marsilio Editori), Anna D’Errico con «Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso» (Codice Edizioni) e Carola Frediani con «Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali» (Hoepli).

 

Premio letterario Galileo: l’incontro con i finalisti al «Corriere della Sera»

Corriere della Sera

Il Premio Letterario Galileo, XIV edizione, va in tour e fa tappa a Milano il 29 gennaio, nella Sala Buzzati del «Corriere». Primo di 4 appuntamenti in diverse città italiane. È la divulgazione scientifica il cuore del Premio, promosso dal Comune di Padova con la collaborazione dell’Università e di ItalyPost.

La Giuria del «Galileo», presieduta quest’anno da Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico dell’Humanitas, ha selezionato i 5 volumi finalisti, di cui si discuterà a Milano (ore 18, via Balzan 3), in un incontro con gli autori: Guido Barbujani e Andrea Brunelli (Il giro del mondo in sei milioni di anni, il Mulino); Francesca Buoninconti (Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori, Codice Edizioni); Giulio Cossu (La trama della vita.

La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse, Marsilio); Anna D’Errico (Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso, Codice Edizioni); Carola Frediani (Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali, Hoepli). Modera Giovanni Caprara del «Corriere della Sera». Partecipano Piergaetano Marchetti (presidente Fondazione Corriere della Sera), Alberto Mantovani, Andrea Colasio, assessore alla Cultura di Padova. (m. fu.)

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Premio Galileo, il 29 gennaio al via a Milano il tour di presentazione dei libri finalisti

Il Premio letterario Galileo parte in tour: giunto alla sua XIV edizione, per la prima volta dalla sua istituzione il Premio che seleziona i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia esce da Padova, sua città natale, per uno speciale tour di presentazione. Gli autori finalisti dell’edizione 2020 avranno così l’occasione di presentare le cinque opere in concorso opere in quattro diverse città italiane all’interno di luoghi iconici del patrimonio culturale del nostro Paese.

La prima tappa del tour si terrà mercoledì 29 gennaio, alle 18, a Milano, nella cornice della Fondazione Corriere della Sera (via Balzan, 3, in Sala Buzzati). Dopo i saluti istituzionali di Piergaetano Marchetti, presidente della Fondazione Corriere della Sera, e di Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, interverrà il presidente della Giuria scientifica di quest’anno, Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, per presentare i cinque volumi che accederanno alla fase finale del Premio. Poi la parola passerà agli autori finalisti: Guido Barbujani e Andrea Brunelli, autori de Il giro del mondo in sei milioni di anni (il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti, autrice di Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Giulio Cossu, autore de La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio Editori, 2018), Anna D’Errico, autore de Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani, autore di Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019). L’incontro sarà condotto da Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della Sera, nonché membro della Giuria scientifica del Premio.

Il secondo appuntamento sarà a Torinoil 7 febbraio, alle ore 18 presso la Fondazione Circolo dei Lettori. Il terzo evento si terrà invece a Trento, il 28 febbraio alle 21, nell’ambito della Green Week-Festival della Green Economy. Infine, il tour si concluderà a Padova, il 28 marzo alle ore 11. Ciascun appuntamento sarà moderato da un giornalista della Giuria Scientifica.

I cinque libri finalisti

Nel libro Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli il protagonista è Esumim. Non si sa quanti anni abbia esattamente: ne dichiara circa sei milioni. A volergli credere avrebbe partecipato a tutte le grandi migrazioni dell’umanità, fin da quando avevamo un cervellino grande come quello degli scimpanzé. «Ci siamo divertiti» – ripete sempre – «non si stava mai fermi!». Esumim è l’immaginario testimone di un viaggio che ha inizio molti milioni di anni fa, il cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato l’avvio alla lunga catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il pianeta. Quante umanità diverse – dagli Australopitechi a Neanderthal a Sapiens – si sono succedute e incrociate sulla Terra? Quali percorsi hanno seguito, dalla loro prima uscita dall’Africa fino alla diffusione in tutto il pianeta? Come si sono influenzate e mescolate fra loro, e cosa possiamo capire oggi di tutto questo studiando il loro Dna? Una vicenda intricata, in cui la genetica ci guida nella ricostruzione di una colossale diaspora mai conclusa, che ci porta ancora oggi a spostarci e a incontrarci, a essere tutti dappertutto.

Nel libro Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019) Francesca Buoninconti racconta invece come il nostro pianeta sia attraversato da miliardi di animali in viaggio. Piccoli o grandi, da soli o in gruppo, percorrono decine di migliaia di chilometri in volo, in marcia o a nuoto, affrontando difficoltà e pericoli, su percorsi infidi che spesso costano loro la vita. Migrano i giganti del mondo, le balene; migrano alcune delle creature più leggiadre, le farfalle; e ancora uccelli, mammiferi terrestri e volatori, pesci, anfibi, rettili, insetti di ogni tipo e altri invertebrati, come gli insospettabili granchi. Durante questo viaggio molti subiscono trasformazioni incredibili, altri sono puntuali come orologi svizzeri, altri ancora coprono distanze equivalenti a tre volte il viaggio di andata e ritorno dalla Luna. Ma come fanno a raggiungere la loro destinazione? Come si orientano e come riescono a tornare ogni anno esattamente nel luogo in cui sono nati? Soprattutto, perché migrano?

Nel libro La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio, 2018), Giulio Cossu si chiede: «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». A partire dalle ultime frontiere al centro delle cronache (terapia genica e genome editing, medicina personalizzata, organoidi), attraverso una serie di esempi e casi inediti, l’autore racconta, ripercorrendo la sua quarantennale esperienza di scienziato internazionale, l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. Sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche (soprattutto riguardo all’impiego delle cellule staminali), il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo? Come impattano sui sistemi di welfare tecniche di questo tipo? Vince il costo ingente sul breve periodo o forse è più importante valutare il risparmio che produrranno sul lungo termine?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini).

Il libro Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019) riflette quanto sia importante, e allo stesso tempo sottovalutato, il senso dell’olfatto. Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti da anni lavora a un’arma offensiva (e non letale) a base di odori capaci di creare il panico. Nel 2018 la Global Industry Analysts ha stimato in 45 miliardi di dollari il giro d’affari annuale dell’industria dei profumi. Insomma, quello che ruota attorno al nostro naso, a quanto pare, è una cosa seria. Ma come funziona questo nostro senso così raffinato e complesso e al tempo stesso istintivo ed emozionale? Tra ricerca scientifica e tante curiosità, Anna D’Errico ci accompagna in un viaggio alla scoperta dei talenti del naso umano, descrivendo qualità poco note e sfatando alcuni miti, come l’idea che l’uomo abbia un olfatto poco sviluppato.

Infine, in Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019) Carola Frediani riflette come da anni si parli di cybercrimine, ma per quanto il fenomeno sia di volta in volta sottovalutato, sopravvalutato, minimizzato, esagerato o deformato, questo resti sempre qualcosa di astratto. Puntini incomprensibili su una mappa, termini arcani, narrazioni parziali e frammentarie, conseguenze vaghe e lontane. In questo libro invece si seguono in dettaglio alcune storie, si entra dentro la dinamica degli attacchi, l’impatto sulle vittime, le ramificazioni sociali, economiche, legali e perfino geopolitiche di singoli episodi. Tra ospedali in tilt, politici presi di mira, consulenti rovinati, caotici mercati neri e criminali allo sbaraglio.

La Giuria del Premio Galileo 2020

La Giuria scientifica del Premio Galileo, che lo scorso 2 dicembre ha selezionato i cinque volumi finalisti, è presieduta quest’anno da Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti ed è stato a capo del Dipartimento di immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico, sia formulando nuovi paradigmi, sia identificando nuove molecole e funzioni. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.

A lui si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica – Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze e TuttosaluteRossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3, Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI, e Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva – e cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo di Padova: Maurizio Borin, docente di Agronomia, Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità, Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese, Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata, e Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia.

Alla Giuria scientifica si affianca la Giuria esterna, composta da studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole, una novità di quest’anno istituita dal Comune di Padova con l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica. E saranno proprio gli “studenti giurati” a decretare con il proprio voto l’opera vincitrice del Premio.

La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà venerdì 8 maggio, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo, Università di Padova.

La cerimonia

I libri finalisti verranno presentati in alcuni incontri pubblici che si svolgeranno il 17 ottobre 2020 a Padova, e cominceranno a essere letti dalla giuria di studenti universitari provenienti da tutta Italia e da studenti di 10 scuole secondarie di secondo grado. Read more

Finalisti premio Galileo 2020

I finalisti

Il 2 dicembre 2019 presso la Sala Paladin di Palazzo Moroni, la Giuria Scientifica presieduta dal professor Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, ha selezionato la cinquina delle opere finaliste del Premio. Read more

La giuria

È il professore Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, a presiedere la prestigiosa giuria scientifica che ha avuto il compito di selezionare la cinquina da dove uscirà il vincitore del Premio letterario Galileo 2020. Read more

Il Premio

Le precedenti edizioni, a partire dal 2007 anno di apertura del Premio, hanno visto come presidenti della giuria scientifica figure molto note e illustri della ricerca e della divulgazione a partire dall’oncologo Umberto Veronesi, recentemente scomparso.

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Il Premio Galileo sceglie la scienza che parla facile e guarda al futuro

Il Mattino di Padova / di Elvira Scigliano

Scienza che parla con semplicità, senza rinnegare la complessità, che conosce il passato ma guarda al futuro e che non teme il fallimento perché è una tappa della vita. Su questo filone poliedrico e determinato la giuria del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica ha selezionato i cinque finalisti: “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (Il Mulino) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli; “Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori” (Codice Edizioni) di Francesca Buoninconti; “La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse” (Marsilio Editori) di Giulio Cossu; “Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso” (Codice Edizioni) di Anna D’Errico e “Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali” (Hoepli) di Carola Frediani.

A palazzo Moroni, in sala Paladin, la Giuria ha ingaggiato un confronto serrato, che ha creato una magia letteraria fatta di reciproche influenze e legami. A presiedere la quattordicesima edizione del Premio il pioniere dell’immunologia, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University Alberto Mantovani.

A dare il loro contributo altri 10 giurati: Gabriele Beccaria, firma della Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze e Tuttosalute; Rossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza di Rai Radio 3; Giovanni Caprara, editorialista scientifico del Corriere della Sera; Barbara Carfagna, giornalista Rai; Silvia Bencivelli, giornalista, conduttrice radiofonica e televisiva; e i docenti dell’Ateneo di Padova Maurizio Borin, (Agronomia); Marco Ferrante, (Calcolo delle Probabilità); Maria Maddalena Parlati (Letteratura Inglese); Maria Berica Rasotto, (Anatomia Comparata) e Flavio Seno, (Fisica Teorica della Materia).Le cinque opere saranno ora esaminate congiuntamente dalla Giuria Scientifica e dalla Giuria esterna, composta da studenti universitari di tutta Italia e da dieci scuole superiori. E saranno proprio gli “studenti giurati” a decretare con il proprio voto l’opera vincitrice del Premio.

«Lo scopo di uno scienziato è comunicare nel modo più semplice e comprensibile possibile, per una migliore cultura scientifica condivisa» ha commentato Mantovani . «In questa cinquina c’è una sorta di tessitura a incrocio che parla di scienza con rigore, ma anche degli impatti sociali e politici: Barbujani ci ricorda da dove veniamo; Buoninconti che non siamo soli; D’Errico che tutto di noi ha valore; Cossu, straordinario scienziato, che possiamo fallire ma dobbiamo sempre conservare grandi ambizioni e la Frediani ci consegna un manuale di sopravvivenza digitale».

Per l’assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio, «Il successo del Premio Galileo è anche la grande partecipazione delle case editrici: in 40 hanno candidato una propria pubblicazione. Oggi è il più importante premio italiano per la divulgazione scientifica».

Due le novità di questa edizione: il tour dei libri finalisti da gennaio a marzo (a Milano, Torino, Trento e Padova), e il concorso “Fake troppo fake! Racconti (corretti) di scienza” per le scuole. Cerimonia finale l’8 maggio in Aula Magna al Bo; il giorno prima gli autori finalisti presenteranno al pubblico le opere.

Premio Galileo Una cinquina sul tema viaggio

Il Corriere del Veneto / di Barbara Codogno

Una cinquina all’insegna del viaggio quella selezionata ieri a Padova dalla giuria scientifica del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, presieduta dal pioniere dell’immunologia, Alberto Mantovani. Tra oltre 80 candidature, 33 volumi erano in lizza per entrare nella cinquina. La giuria scientifica, composta tra gli altri da Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della Sera , Gabriele Beccaria, firma di La Stampa e Rossella Panarese di Radio3Scienza, ha scelto: Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli, Senza confini.

Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni) di Francesca Buoniconti, La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio) di Giulio Cossu, Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni) di Anna D’Errico e Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze local i (Hoepli) di Carola Frediani. Guido Barbujani professore di Genetica all’Università di Ferrara e Andrea Brunelli, dottorando in Biologia evoluzionistica sempre a Ferrara hanno scritto a quattro mani il libro in cui protagonista è «Esumim», testimone di un viaggio che ha inizio milioni di anni fa, dando l’avvio a una lunga catena di migrazioni.

Anche nel volume di Francesca Buoninconti, giornalista scientifica, edito da Codice Edizioni si parla di grandi viaggi, stavolta compiuti dagli animali. L’autrice spiega come il nostro pianeta sia continuamente attraversato da miliardi di animali in viaggio. Viaggiano sia i giganti del mare, le balene, che le creature più leggiadre, le farfalle.

Giulio Cossu – che a Manchester si occupa di cellule staminali per la terapia delle distrofie muscolari – nel suo libro racconta l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. La neuroscienziata Anna D’Errico ci farà invece viaggiare «con il naso».

Tra ricerca scientifica e tante curiosità, un viaggio alla scoperta dei talenti del naso umano. Mentre la giornalista Carola Frediani svela i misteri del cybercrimine. Analizzando storie vere. Sarà la giuria popolare degli studenti a decidere l’opera vincitrice. Il premio sarà consegnato venerdì 8 maggio 2020 nell’Aula Magna del Palazzo del Bo a Padova.

Premio Galileo: nella cinquina finalista Barbujani e Brunelli, Buoninconti, Cossu, D’Errico e Frediani

Si è riunita questa mattina in Sala Livio Paladin, Palazzo Moroni, la Giuria Scientifica del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, che ha selezionato i 5 volumi che accederanno alla fase finale del Premio: “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (Il Mulino) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli, “Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori” (Codice Edizioni) di Francesca Buoninconti, “La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse” (Marsilio Editori) di Giulio Cossu, “Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso” (Codice Edizioni) di Anna D’Errico e “Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali” (Hoepli) di Carola Frediani.

Alla presenza di Cristina Piva, assessore alle politiche educative e scolastiche, coesione sociale, volontariato e servizio civile, trasparenza ed edilizia scolastica del Comune di Padova e di Rodolfo Costa, professore ordinario di Genetica dell’Università degli Studi di Padova, la Giuria del Premio, presieduta dal pioniere dell’immunologia, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University Alberto Mantovani, ha introdotto in prima battuta i 33 libri, tra le oltre 80 candidature, che avevano superato la prima selezione del Premio.

Nel corso dell’incontro della Giuria scientifica sono intervenuti, in qualità di giurati: Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze TuttosaluteRossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3; Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI; Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva; Maurizio Borin, docente di Agronomia, Università degli Studi di Padova; Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità, Università degli Studi di Padova; Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese, Università degli Studi di Padova; Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata, Università degli Studi di Padova; e infine Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia, Università degli Studi di Padova.

“Con la selezione della cinquina finalista di questa mattina, il Premio Galileo entra davvero nel vivo – commenta l’assessore alla cultura Andrea Colasio– e anche grazie alla grande partecipazione delle case editrici – ben quaranta hanno candidato una propria pubblicazione- si afferma come il più importante premio italiano per la divulgazione scientifica. Quest’anno poi, la nuova articolazione del Premio, con il tour da gennaio a marzo in alcuni luoghi simbolo della divulgazione letteraria a Milano, Torino, Trento e naturalmente Padova, darà una ancora maggiore visibilità all’iniziativa coinvolgendo un pubblico ancora più vasto che potrà incontrare dal vivo gli autori finalisti. Da non dimenticare infine il concorso proposto a tutte gli istituti superiori d’Italia dal tema “Fake troppo fake! Racconti (corretti) di scienza” che ha l’obiettivo di stimolare i giovani sul tema della corretta informazione. Questa quattordicesima edizione del Premio è quindi più viva e vivace che mai a conferma dell’impegno speso dal Comune e l’Università di Padova nel sostenerlo e nel promuoverlo”

“Lo scopo di uno scienziato è comunicare nel modo più semplice e comprensibile possibile, per una migliore cultura scientifica condivisa” ha commentato il presidente della Giuria Scientifica Alberto Mantovani.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica entra ora nella fase finale: le 5 opere saranno esaminate congiuntamente dalla Giuria Scientifica e dalla Giuria esterna, composta da studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole, una novità di quest’anno istituita dal Comune di Padova con l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica. E saranno proprio gli “studenti giurati” a decretare con il proprio voto l’opera vincitrice del Premio.

La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà venerdì 8 maggio, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo, Università di Padova. Il giorno precedente – giovedì 7 maggio – i 5 autori finalisti presenteranno al pubblico le opere in concorso.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova e di ItalyPost.

La cinquina finalista: autori e opere

Guido Barbujani. Ha lavorato alla State University of New York a Stony Brook, alle Università di Londra, Padova e Bologna, ed è professore di Genetica all’Università di Ferrara. Collabora con il Domenicale de “Il Sole 24 Ore”. Tra i suoi libri L’invenzione delle razze (Bompiani 2006), Il gene riluttante (con L. Vozza, Zanichelli 2016), Gli africani siamo noi (Laterza 2016).

Andrea Brunelli. Dottorando di ricerca in Biologia evoluzionistica ed Ecologia all’Università di Ferrara.

Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018). Non si sa quanti anni abbia esattamente Esumim: ne dichiara circa sei milioni. A volergli credere avrebbe partecipato a tutte le grandi migrazioni dell’umanità, fin da quando avevamo un cervellino grande come quello degli scimpanzé. «Ci siamo divertiti» – ripete sempre – «non si stava mai fermi!». Esumim è l’immaginario testimone di un viaggio che ha inizio molti milioni di anni fa, il cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato l’avvio alla lunga catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il pianeta. Quante umanità diverse – dagli Australopitechi a Neanderthal a Sapiens – si sono succedute e incrociate sulla Terra? Quali percorsi hanno seguito, dalla loro prima uscita dall’Africa fino alla diffusione in tutto il pianeta? Come si sono influenzate e mescolate fra loro, e cosa possiamo capire oggi di tutto questo studiando il loro Dna? Una vicenda intricata, in cui la genetica ci guida nella ricostruzione di una colossale diaspora mai conclusa, che ci porta ancora oggi a spostarci e a incontrarci, a essere tutti dappertutto.


Francesca Buoninconti. È una giornalista scientifica freelance. Naturalista di formazione, dopo il master in giornalismo scientifico ha lavorato per Città della Scienza, Radio Kiss e Radio3 Rai. Oggi scrive principalmente di scienza, natura e clima per varie testate, tra cui “il Tascabile”, “Repubblica.it”, “Micron” e “Vanity Fair”.

Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019). Il nostro pianeta è attraversato da miliardi di animali in viaggio. Piccoli o grandi, da soli o in gruppo, percorrono decine di migliaia di chilometri in volo, in marcia o a nuoto, affrontando difficoltà e pericoli, su percorsi infidi che spesso costano loro la vita. Migrano i giganti del mondo, le balene; migrano alcune delle creature più leggiadre, le farfalle; e ancora uccelli, mammiferi terrestri e volatori, pesci, anfibi, rettili, insetti di ogni tipo e altri invertebrati, come gli insospettabili granchi. Durante questo viaggio molti subiscono trasformazioni incredibili, altri sono puntuali come orologi svizzeri, altri ancora coprono distanze equivalenti a tre volte il viaggio di andata e ritorno dalla Luna. Ma come fanno a raggiungere la loro destinazione? Come si orientano e come riescono a tornare ogni anno esattamente nel luogo in cui sono nati? Soprattutto, perché migrano?


Giulio Cossu. Vive a Manchester, dove insegna Medicina rigenerativa e si occupa di cellule staminali per la terapia delle distrofie muscolari. È stato professore di Biologia delle cellule staminali alla University College London e in precedenza professore di Istologia all’Università di Milano e alla Sapienza di Roma. È fellow dell’Academy of Medical Sciences, dell’Accademia dei Lincei, dell’European Academy of Science e dell’European Molecular Biology Organization. Ha fatto parte del Committee for Advanced Therapies dell’European Medicines Agency. È membro del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, con cui collabora dalla fondazione, riconoscendone l’impegno per la ricerca scientifica in Italia.

La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio, 2018). «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». A partire dalle ultime frontiere al centro delle cronache (terapia genica e genome editing, medicina personalizzata, organoidi), attraverso una serie di esempi e casi inediti, Giulio Cossu racconta, ripercorrendo la sua quarantennale esperienza di scienziato internazionale, l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. Sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche (soprattutto riguardo all’impiego delle cellule staminali), il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo? Come impattano sui sistemi di welfare tecniche di questo tipo? Vince il costo ingente sul breve periodo o forse è più importante valutare il risparmio che produrranno sul lungo termine?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini).


Anna D’Errico. Neuroscienziata, è ricercatrice presso la Goethe Universität di Francoforte. Fuori dal laboratorio studia l’uso degli odori nelle arti performative e cura il blog “Il senso perfetto. Di odori improbabili e puzze (im)possibili”.

Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019). Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti da anni lavora a un’arma offensiva (e non letale) a base di odori capaci di creare il panico. Nel 2018 la Global Industry Analysts ha stimato in 45 miliardi di dollari il giro d’affari annuale dell’industria dei profumi. Insomma, quello che ruota attorno al nostro naso, a quanto pare, è una cosa seria. Ma come funziona questo nostro senso così raffinato e complesso e al tempo stesso istintivo ed emozionale? Tra ricerca scientifica e tante curiosità, Anna D’Errico ci accompagna in un viaggio alla scoperta dei talenti del naso umano, descrivendo qualità poco note e sfatando alcuni miti, come l’idea che l’uomo abbia un olfatto poco sviluppato.


Carola Frediani. Per anni ha svolto la professione di giornalista, seguendo temi digitali, privacy, sorveglianza, cybersicurezza, e diritti umani.

Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019). Da anni si parla di cybercrimine, ma per quanto il fenomeno sia di volta in volta sottovalutato, sopravvalutato, minimizzato, esagerato o deformato, resta sempre qualcosa di astratto. Puntini incomprensibili su una mappa, termini arcani, narrazioni parziali e frammentarie, conseguenze vaghe e lontane. In questo libro invece si seguono in dettaglio alcune storie, si entra dentro la dinamica degli attacchi, l’impatto sulle vittime, le ramificazioni sociali, economiche, legali e perfino geopolitiche di singoli episodi. Tra ospedali in tilt, politici presi di mira, consulenti rovinati, caotici mercati neri e criminali allo sbaraglio.

Alberto Mantovani

Presidente di Giuria

Milanese, medico, è direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e docente di Humanitas University. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti ed è stato a capo del Dipartimento di immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano.

Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico, sia formulando nuovi paradigmi, sia identificando nuove molecole e funzioni. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale.

Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.

Gabriele Beccaria

Giornalista scientifico e responsabile di Tuttoscienze e Tuttosalute, i supplementi settimanali dedicati alla scienza e alla medicina del quotidiano “La Stampa”.

Laureato in storia all’Università di Torino, ha conseguito un “master of science” in giornalismo alla Boston University e un “Leadership Seminar” alla Georgetown University di Washington. Si occupa di cronaca scientifica e dei temi più controversi che toccano i rapporti tra la scienza e la società.

È autore di “Luna. La Prima Colonia” (Edizioni del Capricorno) con Antonio Lo Campo e degli ebooks “Scienza e Democrazia” con Andrea Grignolio e “Prima che Accada” con Francesco Vaccarino.

Silvia Bencivelli

Giornalista scientifica e conduttrice radiotelevisiva. È tra i conduttori di Pagina3 e di Radio3 Scienza su Radio3 Rai. Ha lavorato con Rai3 e Rai scuola. Scrive per la Repubblica e allegati, Le Scienze, Focus e altre testate. Insegna comunicazione della scienza multimediale a un master dell’Università La Sapienza di Roma e in altre sedi.

Tra i suoi libri, il romanzo “Le mie amiche streghe” (Einaudi, 2017) e i saggi “Sospettosi” (Einaudi 2019), “Perché ci piace la musica” (Sironi 2007, 2012, tradotto in tre lingue), “È la medicina, bellezza!” (con Daniela Ovadia, Carocci 2016, Premio Galileo 2017).

Maurizio Borin

Laureato in Scienze Agrarie nel 1981, è professore ordinario presso il Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE) dell’Università di Padova e Graduate Faculty all’Università della Georgia (USA), Dept. of Crop Science.

Formazione presso l’American Soybean Association (USA) e l’ILRI (Institute of Land Reclamation and Irrigation) di Wageningen (Olanda) con la partecipazione al “27th International Post-Graduate Course on Land Drainage”. Titolare degli insegnamenti di “Agronomia” e “Sustainable agriculture”. Interesse scientifico su: sostenibilità dei sistemi agricoli e rapporti agricoltura/ambiente; agrometeorologia e fenologia; valorizzazione di biomasse nella fertilizzazione delle colture; produzione sostenibile di biomasse con finalità energetiche; gestione quantitativa e qualitativa della risorsa acqua; acquaponica; servizi ecosistemici dell’agricoltura.

Responsabile scientifico di progetti di ricerca dell’Ateneo di Padova, regionali, nazionali e internazionali. Supervisore di 17 tesi di Dottorato di Ricerca in Crop Sciences/Agronomia Ambientale. Autore di oltre 360 pubblicazioni scientifiche e di sei libri. Socio di varie società scientifiche, nazionali e internazionali. È stato direttore scientifico della Rivista Italiana di Agrometeorologia. Referee per riviste scientifiche internazionali ISI/SCOPUS. Editor in Chief della Section Water Use and Irrigation di Agronomy, MDPI, Svizzera Chairman e membro del comitato scientifico di Convegni Internazionali.

Ha svolto molteplici incarichi istituzionali presso l’Università di Padova, fra cui: direttore del Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali, Università di Padova; direttore del Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE); membro del Senato Accademico; membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Gini.

Giovanni Caprara

Editorialista scientifico del “Corriere della Sera” e docente di “Storia dell’esplorazione spaziale” al Politecnico di Milano.

È autore di numerose pubblicazioni sulla storia della scienza e dell’esplorazione spaziale tradotte in Europa e negli Stati Uniti, tra cui: “Il libro dei voli spaziali” (Vallardi); “Era spaziale” (Mondadori); “Alla scoperta del sistema solare” (con Margherita Hack, Mondadori); “Abitare lo spazio” (Mondadori); “L’avventura della scienza” (Rizzoli); “L’Italia sullo Shuttle” (Mondadori); “Breve storia delle grandi scoperte scientifiche” (Bompiani); “The Complete Encyclopedia of Space Satellites” (FireFly).

Co-autore de: “Space Exploration and Humanity – A historical encyclopedia” (ABC-CLIO); “Storia italiana dello spazio” (Bompiani); “Rosso Marte” (Utet); “Oltre il cielo” (Hoepli). È curatore della sezione Spazio del Museo nazionale della scienza e della tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano. Nel 2000 ha ricevuto il premio ConScientia – giornalista scientifico dell’anno, assegnato dalle università milanesi, nel 2010 l’European Science Writers Award della Euroscience Foundation e nel 2016 il “Premio per la comunicazione scientifica” della Società Italiana di Fisica (SIF). Dal 2011 è presidente dell’UGIS, Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Un asteroide in orbita tra Marte e Giove porta il suo nome.

Barbara Carfagna

Giornalista e conduttrice Rai, realizza reportages per TV7 e Speciale tg1. Per Rai1 è autrice e conduttrice di CODICE, trasmissione di seconda serata, e INFOSFERA, rubrica sul digitale. Dal 1995 in Rai, inizia l’attività giornalistica nella redazione di Rai 2 L’Altra Edicola, formandosi televisivamente alla scuola Format di Giovanni Minoli, per cui lavorerà a Mixer.

Nel 1998 è inviata di cronaca nella rubrica del TG1 Prima. Sotto la direzione di Albino Longhi passa a TV7 e Speciale TG1, seguendo i principali fatti di cronaca italiana e realizzando speciali in Etiopia, Niger (dove ha realizzato reportages sull’espansione dell’Islam fondamentalista), Nigeria (dove ha intervistato in esclusiva Safya, la donna condannata alla lapidazione per adulterio), Sudafrica, Cambogia (dove ha realizzato documentari storici e sul traffico di bambini) e Germania (sul neonazismo nell’ex Germania est).

Per Rai Educational (oggi Rai Cultura) ha prodotto e realizzato reportages sulle colonie francesi in Africa. Ha collaborato con Unomattina nel periodo di conduzione di Monica Maggioni, Porta a Porta e Chi l’ha visto? nell’edizione condotta da Federica Sciarelli. Nel 2004 Clemente Mimun la porta nella redazione cronaca del TG1, dove la assume nel 2006. Segue le principali inchieste di cronaca nera e giudiziaria italiana e i misteri d’Italia.

Gianni Riotta le affida la conduzione del TG1 e la rubrica Italia Italie da lei proposta sui temi dell’immigrazione. Lavora per le rubriche Tv7 e Speciale TG1, con particolare attenzione alla divulgazione scientifica, alla filosofia, politica e economia digitale. Ha iniziato nella carta stampata, dai giornali circoscrizionali La Quarta e Il Quirino, poi Il Giornale, L’Opinione, Diario, Sette del Corriere. Collabora con Italiana, Il Foglio, Panorama, Formiche su temi di politica, economia, società digitali.

Ha realizzato servizi di economia e finanza sui fondi sovrani negli Emirati Arabi Uniti, cyberwar alla NATO di Bruxelles, politiche digitali e start up in Silicon Valley, Pittsburgh, Israele, Singapore, UAE, Giappone intervistando Accademici e ricercatori nei laboratori delle principali Università del mondo.

Ha collaborato con le rubriche TG1 Storia e TG1 Dialogo, curate da Roberto Olla. Ha condotto per Rai 1 l’edizione 2013 del Premio Luchetta. È stata membro del consiglio direttivo del think tank Vedrò, segue l’attività di altri pensatoi italiani (Aspen, Formiche, Italiacamp).

Relatrice e docente ai corsi di formazione su digitale e cybersecurity per: dirigenti in aziende partecipate italiane; multinazionali americane; forze armate alla scuola di Chiavari, servizi segreti alla Link Campus University, Cyber e Politica all’Università di Tel Aviv e al corso LUISS per dirigenti della Pubblica Amministrazione. Dal 2017 è autrice e conduttrice per Rai 1 la trasmissione Codice, approfondimento sulle società digitali, il web, la tecnologia.

Marco Ferrante

Si è laureato in Matematica all’Università degli Studi di Padova nel 1989 e ha ottenuto il PhD in Functional Analysis and Applications presso la SISSA di Trieste nel 1993.

Professore ordinario di Calcolo delle Probabilità dal 2002 presso l’Università degli Studi di Padova, è stato direttore del Dipartimento di Matematica “Tullio Levi-Civita” dal 2014 al 2018. I suoi interessi di ricerca si sono rivolti al filtraggio stocastico, le equazioni differenziali stocastiche anticipative, il calcolo di Malliavin e le applicazioni dei processi stocastici alla biologia e all’information retrieval.

Ha pubblicato più di 40 lavori su riviste internazionali e ha svolto periodi di studio e ricerca all’estero presso l’University of British Columbia (Canada), l’University of Melborne (Australia), l’Universitat de Barcelona e l’Universitat Autonoma de Barcelona (Spagna).

Rossella Panarese

Lavora a Radio3 dove coordina una parte del palinsesto. È autrice e conduttrice di Radio3scienza il quotidiano scientifico della rete.

Insegna presso il Master di Comunicazione della scienza della Sissa di Trieste e presso il Master SGP de La Sapienza Università di Roma.

Marilena Parlati

Professore associato di Letteratura inglese presso l’Università di Padova.

I suoi ambiti di ricerca sono le letterature e culture anglofone del ‘lungo Ottocento’, in particolare in relazione a cose/oggetti, merci e tracce residuali, ma anche alle questioni relative alla costruzione dei ruoli di genere vittoriani; si occupa da tempo anche di letterature contemporanee, studiando temi quali trauma, ecocritica e nuclearità, come pure le molte complessità della corporeità dentro il testo letterario e artistico (su cui è in uscita una monografia).

Attualmente è presidente del corso di laurea in Lingue, Letterature e Mediazione culturale dell’Università di Padova.

Maria Berica Rasotto

Laureata in Biologia e in Scienze naturali, è attualmente professore ordinario di Anatomia Comparata all’Università di Padova. Si occupa di biologia riproduttiva e di evoluzione dei sistemi di accoppiamento, utilizzando come modelli di studio i pesci Teleostei.

Le sue ricerche, su specie marine sia mediterranee che di barriera corallina, si sono concentrate dapprima sull’espressione dei caratteri sessuali secondari e poi sui meccanismi di competizione spermatica e scelta femminile. Ha coordinato le attività di ricerca e di didattica della Biologia Marina nella sede di Chioggia dell’Università di Padova.

I lunghi periodi di lavoro sul campo e il contatto con le realtà produttive lagunari e costiere hanno accresciuto la sua consapevolezza dello stato di crescente degrado degli ambienti marini. Da questo nasce la sua attenzione alla conservazione e gestione sostenibile della biodiversità marina, che cerca di declinare sia nelle attività di ricerca che nella formazione e la divulgazione.

Flavio Seno

Professore ordinario di Fisica Teorica della Materia presso l’Università di Padova. Dopo aver conseguito il dottorato in Fisica a Padova, ha svolto attività di ricerca presso la Katholieke Universiteit di Leuven (Belgio) e presso il Rudolf Peierls Center for Theoretical Physics della Università di Oxford (Gran Bretagna) per rientrare in Italia nel 1994. La sua attività di ricerca si è concentrata sullo studio dei fenomeni critici e dei sistemi complessi e sull’analisi fisica di processi stocastici.

In particolare si è interessato a varie applicazioni interdisciplinari della fisica statistica quali il ripiegamento e l’aggregazione delle proteine, i processi diffusivi in ambienti disordinati e correlati, le transizioni conformazionali dei biopolimeri e i sistemi di comunicazione in popolazioni batteriche. Le tematiche di ricerca di carattere interdisciplinare si sono riflesse su un’attività didattica che ha portato all’introduzione a Padova di nuovi corsi di Fisica Biologica sia nella Laurea in Biologia Molecolare che in quello in Fisica.

Attualmente insegna Meccanica Quantistica e Relatività Ristretta nel corso di Laurea triennale in Fisica. Ha svolto numerosi incarichi di coordinamento scientifico a livello internazionale e a livello nazionale, in particolare nel Consorzio Interuniversitario per le scienze Fisiche della Materia. All’interno dell’Ateneo di Padova è stato coordinatore della Commissione Scientifica dell’Area Fisica ed è direttore del Dipartimento di Fisica e Astronomia “G. Galilei”.

Il Galileo va in tour e chiede anche agli studenti di scrivere la scienza

Il Mattino di Padova / di Silvia Pittarello

Bisognerà aspettare il 2 dicembre per conoscere gli argomenti “più trendy” della XIV edizione del Premio Galileo per la divulgazione scientifica: è quella la data in cui la giuria tecnica sceglierà i cinque finalisti e passerà il testimone a quella popolare, composta da studenti delle scuole superiori e delle università che il prossimo 8 maggio decreteranno il vincitore.

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Premio Galileo, al via la XIV edizione. Presidente della Giuria sarà lo scienziato Alberto Mantovani

Il Premio Galileo seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Lunedì 2 dicembre 2019, la Giuria Scientifica selezionerà i cinque libri finalisti che verranno presentati dagli autori nel corso di incontri pubblici giovedì 7 maggio 2020 a Padova. La cerimonia di premiazione si svolgerà la mattina di venerdì 8 maggio 2020 presso l’Aula Magna dell’Università di Padova.
Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova e ItalyPost.
«Siamo arrivati alla XIV edizione del Premio letterario Galileo e oggi possiamo dire che chi pensava che potesse subire un declino si sbagliava – ha commentato l’assessore Colasio – In questa edizione il Premio ha fatto un salto di qualità, ne sono la prova la sua nuova articolazione, inedita e innovativa, e la scelta del presidente della Giuria scientifica, Alberto Mantovani, una massima autorità di rango internazionale. Una novità di quest’anno è che il Premio fa il Grand Tour: i cinque finalisti da gennaio a marzo saranno in luoghi topici del patrimonio culturale italiano, come la Fondazione Corriere della Sera di Milano, la Fondazione Circolo dei Lettori di Torino, il MUSE di Trento. Sarà un’iniziativa che darà caratura nazionale all’appuntamento. Inoltre, quest’anno è stato fatto uno sforzo ulteriore per il coinvolgimento delle giovani generazioni con il Concorso Scuole, rivolto a tutte le scuole secondarie d’Italia, a cui hanno già aderito numerose realtà. Anche quest’anno il Comune continua la collaborazione con ItalyPost e con l’Università di Padova, che negli scorsi anni ha portato risultati significativi e rilevanti e una grande capacità di dialogo con svariati soggetti del mondo scientifico, contribuendo a fare del Premio Galileo il più importante premio di divulgazione scientifica in Italia».
La Giuria Scientifica
La Giuria che sceglierà i cinque libri finalisti avrà come Presidente Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti ed è stato a capo del Dipartimento di immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico, sia formulando nuovi paradigmi, sia identificando nuove molecole e funzioni. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.
A lui si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica: Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze TuttosaluteRossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3; Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI; e infine Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva.
Oltre ai giornalisti scientifici, grazie alla collaborazione con l’Università di Padova la Giuria vedrà la partecipazione di cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo: Maurizio Borin, docente di Agronomia; Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese; Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata; e infine Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia.
Le case editrici
Anche quest’anno la platea degli editori ha confermato un grande interesse verso il Premio Galileo: sono ben 40 le case editrici, note e meno note, che hanno risposto al bando di partecipazione, con oltre 80 titoli di divulgazione scientifica pubblicati negli ultimi due anni che accederanno alla prossima fase del Premio.
Il tour di presentazione
Altra importante novità di quest’edizione è il tour di presentazione del Premio Galileo, che porterà i 5 autori finalisti a parlare delle proprie opere in quattro città diverse. Si partirà il 29 gennaio 2020, con un evento in programma a Milano, in Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera, a partire dalle 18. Il secondo appuntamento sarà a Torino, il 7 febbraio, alle ore 18 presso la Fondazione Circolo dei Lettori. Il terzo evento si terrà al MUSE-Museo delle Scienze di Trento, il 28 febbraio alle 18. Infine, il tour si concluderà a Padova, il 28 marzo alle ore 11. Ciascun appuntamento sarà moderato da un giornalista della Giuria Scientifica.
Il Concorso Scuole
Male novità non sono finite. In occasione dell’edizione 2020 del Premio Galileo, infatti, il Comune di Padova ha istituito un “Concorso Scuole” rivolto a tutte le scuole secondarie di secondo grado italiane con l’obiettivo di approfondire l’importanza non solo di un’educazione scientifica, ma anche di una corretta informazione e divulgazione. Il tema scelto per questa prima edizione del Concorso è “Fake troppo fake! Racconti (corretti) di scienza” e ha l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica: dalla capacità critica di analizzare le fonti alla ricostruzione della nascita e diffusione di una “bufala” scientifica. Le classi (o i gruppi di studenti) che intendono partecipare dovranno presentare un progetto che si inscriva in una delle seguenti categorie: sezione “Testo Scritto” (racconti, testo giornalistico o saggio breve), sezione “Elaborato Artistico” (fumetto, graphic story, manifesto o campagna pubblicitaria), sezione “Multimediale” (video, installazione o esperimento scientifico dal vivo).
La Giuria del Concorso Scuole comunicherà l’esito della selezione a tutte le scuole partecipanti entro il 31 gennaio 2020. Le 10 scuole selezionate parteciperanno alla cerimonia di consegna del Concorso Scuole che si svolgerà venerdì 8 maggio, alle ore 9.00, a Padova e saranno, inoltre, protagoniste della giuria “esterna” che deciderà il libro vincitore del Premio Galileo.
La giuria esterna
Il libro vincitore, infatti, come nelle passate edizioni, verrà scelto nell’ambito della cinquina finalista dalla giuria “esterna”, composta da studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole.
Gli “studenti giurati” riceveranno in formato elettronico i cinque libri finalisti da leggere e si impegneranno a raggiungere Padova per assistere alle presentazioni dei cinque finalisti di giovedì 7 maggio, e alla cerimonia di premiazione di venerdì 8 maggio, dove esprimeranno il proprio voto e decreteranno di fatto l’opera vincitrice del Premio Galileo 2020.
Centinaia di giovani che si aggiungeranno ai moltissimi altri che parteciperanno al complesso delle iniziative del Galileo Festival. Un effetto partecipazione che si farà sentire in tutta la città in termini anche turistici.
Le sinergie
Il Premio Galileo fino al 2017 si svolgeva in contemporanea con il Galileo Festival, manifestazione dedicata all’innovazione che negli anni ha portato a Padova ospiti come il Premio Nobel per la Fisica Andre K. Geim, Alberto Sangiovanni Vincentelli dell’Università di Berkeley o Viktor Mayer-Schönberger dell’Università di Oxford. A partire dall’edizione 2018 i due eventi hanno creato una sinergia che si è rivelata fondamentale per proporre un upgrade del Premio e dargli un pubblico più vasto, e a partire dall’edizione 2019 la collaborazione è diventata ancora più speciale: anche quest’anno il Galileo Festival della Scienza e Innovazione si articolerà in un’intera settimana di eventi all’insegna della scienza e della divulgazione che si svolgerà dal 4 al 10 maggio 2020.
I vincitori delle precedenti edizioni 
Il Premio Galileo seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Nelle scorse edizioni si sono succeduti come presidenti della Giuria Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Elena Cattaneo, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli, PaoloCrepet, Dario Bressanini, Sandra Savaglio.
Qui di seguito i vincitori delle precedenti edizioni del Premio:
– 2007 / Francesco e Luigi Luca Cavalli SforzaPerché la Scienza?
– 2008 / Andrea FrovaSe l’uomo avesse le ali
– 2009 / Nicola Armaroli e Vincenzo BalzaniEnergia per l’astronave terra
– 2010 / Rino Ruppoli e Lisa VozzaI vaccini dell’era globale
– 2011 / Piergiogio Odifreddi, C’è spazio per tutti. Il grande racconto della geometria
– 2012 / Alex BellosIl meraviglioso mondo dei numeri
– 2013 / Sergio PistoiIl DNA incontra Facebook. Viaggio nel supermarket della genetica
 2014 / Frans de WaalIl bonobo e l’ateo. In cerca di umanità fra i primati
– 2015 / Carlo RovelliLa realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose
– 2016 / Paolo GallinaL’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale
– 2017 / Guido Tonelli, La nascita imperfetta delle cose
– 2018 / Stefano Mancuso, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro
– 2019 / Cristina CattaneoNaufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo
Credits
Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura