Il Mattino di Padova -

Più tecnologia, più produttività: nel Triveneto lo provano i numeri

Investire in innovazione tecnologica e nel digitale aumenta la produttività delle aziende e le rende maggiormente competitive in un contesto globale sempre più vivace e in trasformazione. Il focus sull’importanza di innovare processi e strumenti da parte delle imprese è uno dei temi centrali del report annuale su economia e finanza dei distretti industriali, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, tra i protagonisti dell’edizione 2024 del Festival Galileo.
Innovazione e digitale sono fattori di primo piano per il successo delle imprese del sistema produttivo del Nord Est. L’analisi effettuata è partita considerando diversi punti di vista, che tengono conto sia dello stato di avanzamento del processo di digitalizzazione del tessuto imprenditoriale, sia di alcune prime evidenze dell’introduzione di soluzioni innovative sui risultati economici e finanziari delle imprese. «Tra il 2016 e il 2023 si è assistito ad una forte ripresa degli investimenti a livello italiano, più 35,7% a prezzi costanti, e in Veneto l’aumento è stato addirittura superiore, in modo particolare grazie al contributo delle imprese manifatturiere – spiega Cristina Balbo, direttore regionale Veneto Ovest e Trentino-Alto Adige di Intesa Sanpaolo -. Si è trattato di investimenti che hanno riguardato anche l’ammodernamento dei macchinari in chiave 4.0, con impatti rilevanti sulla produttività. Secondo quanto emerge da un campione di imprese del Triveneto che adottano tecnologie 4.0, tra il 2019 e il 2022 la produttività è migliorata maggiormente rispetto alle imprese non 4.0 con il valore aggiunto per addetto salito di 8.100 euro, rispetto ai 6.000 euro delle altre».
Le ultime statistiche Eurostat evidenziano un buon grado di digitalizzazione delle imprese, in particolare per alcuni settori come meccanica ed elettrotecnica, alimentare e bevande e sistema moda. «La vitalità delle nostre aziende è il vero motore dell’economia dei territori. Per questo, Intesa Sanpaolo ha individuato, nel tempo, programmi di sviluppo per ogni segmento imprenditoriale, dalle realtà più piccole alle imprese mature. Tra le circa 120 mila imprese che serviamo nel Veneto, rileviamo tantissimi esempi virtuosi che già oggi considerano l’innovazione, la sostenibilità, il rispetto per l’ambiente e per le persone fattori determinanti per la propria crescita e competitività. Ad esse, nel 2023, abbiamo erogato oltre 1,5 miliardi di euro, coniugando il servizio di eccellenza della prima banca italiana al legame con gli imprenditori e con i territori in cui operano», racconta Balbo. Tra le tecnologie più utilizzate, sia tra le imprese manifatturiere italiane che europee, ci sono quelle necessarie ad automatizzare i flussi di lavoro o assistere i processi decisionali, seguite da quelle specifiche per il riconoscimento di immagini e il “text mining”, ovvero la trasformazione di testi non strutturati in un formato strutturato, al fine di classificare i documenti in categorie predefinite e scoprire associazioni nascoste tra i dati, oppure il “machine learning,” che consente di addestrare i computer a imparare dai dati imputati, migliorando i processi grazie all’esperienza acquisita, anziché essere appositamente programmati.
«Le imprese che investono in innovazione possono ritagliarsi un importante vantaggio competitivo nel prossimo futuro. Il nostro ruolo – conclude Cristina Balbo -, è attivare risorse finanziarie e strumenti dedicati ad accompagnare le scelte di investimento e cogliere le opportunità del Pnrr e della Transizione 5.0. Ci rivolgiamo alle imprese, anche quelle più piccole e per tutte vogliamo stimolare un approccio di rilancio verso la crescita con nuovi obiettivi condivisi. Il mondo delle imprese deve affrontare un riposizionamento tecnologico, digitale, geografico e generazionale in una logica di medio – lungo periodo e Intesa Sanpaolo è pronta a sostenerlo con un programma da 120 miliardi da qui al 2026».
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