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“Naufraghi” di Cristina Cattaneo Al Galileo vince la scienza etica

Il Mattino di Padova / Nicolò Menniti-Ippolito

L’immagine più bella è dopo, quando il vincitore è stato annunciato, le interviste sono finite e i ragazzi si avvicinano ai finalisti del Premio Galileo e chiedono autografi sui libri, fanno fotografie, si rivolgono senza imbarazzo agli autori che hanno votato e per cui hanno anche tifato. Se si tratta di avvicinare gli studenti alle scienze, insomma, il Premio Galileo ha funzionato, anche fisicamente. Poi c’è tutto quello che viene prima.

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11 Maggio 2019
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“Anche i computer diventeranno bio” La ricetta di Pauli, guru della Blue Economy

Tuttoscienze / di Fabio Sindici

In natura «nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma». Tutti hanno ripetuto come un mantra il postulato di Antoine de Lavoisier, scienziato settecentesco e padre della chimica. Gunter Pauli, economista, saggista, imprenditore e divulgatore, è convinto che la legge della conservazione della massa si possa applicare anche alle strutture dell’uomo. «Qualunque impianto industriale, per quanto obsoleto, può essere recuperato e convertito a una produzione sostenibile e non inquinante», dice. Read more

8 Maggio 2019
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6 Maggio 2019
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6 Maggio 2019
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6 Maggio 2019
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Dalla blu economy allo spazio Padova capitale della scienza
Il Mattino di Padova / Riccardo Sandre
Galileo Festival si trasforma in una “Settimana della Scienza e Innovazione” trasformando Padova in capitale della scienza dal 6 al 12 maggio. In città sono attesi oltre 200 relatori di rilevanza internazionale impegnati in più di 80 eventi a carattere divulgativo. Ieri all’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti – di cui furono membri, tra gli altri, Galileo Galilei (tra i soci fondatori dell’Accademia) ma pure Benjamin Franklin, Alessandro Volta, Tullio Levi Civita – è stato alzato il sipario su una settimana di eventi che potrà contare sulla presenza, tra gli altri, della senatrice a vita e scienziata internazionale Elena Cattaneo, dell’economista e teorico della blu economy Gunter Pauli, dell’ex direttore dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Roberto Battiston, del direttore scientifico di Humanitas Alberto Mantovani.

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30 Aprile 2019
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I Piero Angela dei libri: gli scrittori-scienziati

Libero / di Caterina Maniaci

Affrontare l’Artico e i suoi misteri, e dai ghiacci che si stanno vertiginosamente consumando, balzare tra le stelle e girare nel cosmo; un rapido volo verso il basso e si plana sul Mediterraneo mentre si consuma l’ennesima tragedia dei barconi che naufragano e moltiplicano le vittime dell’immigrazione clandestina, fino ad addentrarsi nei meandri della fisica spiegati come una risorsa per trovare lavoro e come usarla per non far precipitare il mondo nella follia delle guerre. Una
cavalcata attraverso luoghi, popoli, problemi, che si può fare solo grazie ai libri. Libri i cui autori hanno una forte e motivata vocazione: la divulgazione. Libri che sono stati scelti nella cinquina finalista del Premio Galileo.

Nuovi Piero Angela crescono e si moltiplicano dunque (Alberto a parte, ovviamente). Nati per un pubblico devoto ma di nicchia, i libri di divulgazione, grazie anche a numi tutelari come il citato Angela, stanno oggi conoscendo una stagione più florida, sempre considerando i magri numeri del mercato librario in Italia. Scalano a volte le classifiche dei bestseller -come è stato per Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli, campione di vendite per molte settimane nel 2015 – e si introducono persino nel linguaggio quotidiano. Iniziative come quella del Premio Galileo, nato a Padova tredici anni fa, nell’ambito della settimana della scienza e dell’innovazione, dal 6 al 12 maggio, sostengono questa tendenza e la rafforzano, segnalando il meglio di quanto pubblicato nel settore in Italia. E dimostrando che le tematiche, per quanto al primo impatto possano sembrare ostiche, si trasformano quasi in materia “da romanzo”. E riservano sorprese imprevedibili. È il caso del libro vincitore dell’edizione 2018, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il futuro,
scritto da Stefano Mancuso, in cui si suggerisce di studiare attentamente il mondo botanico per trovare soluzioni per l’ambiente, per le nostre città e per le nostre stesse abitazioni.

LINGUAGGIO POCO TECNICO

Quali sono le caratteristiche di un buon libro di divulgazione? Riuscire a spiegare ad un numero più vasto possibile i segreti che la scienza custodisce nelle torri d’avorio dei laboratori di ricerca. L’esposizione deve essere chiara e soprattutto piana, cioè fatta utilizzando un linguaggio non tecnico. Evitare di essere noiosi senza arrivare alla banalità. Questi i criteri utili, così come li ha sintetizzati Erminio Giavini dell’Università degli Studi di Milano. Criteri rispettati dai cinque finalisti del Premio Galileo. Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo (Raffaello Cortina Editore), lo ha scritto Cristina Cattaneo, che è professore ordinario di Medicina Legale presso l’Università di Milano, impegnata nel lavoro di identificazione dei migranti morti in mare, in particolare nei naufragi di Lampedusa. Ne è nato un libro che è scientifico e insieme documento personale. Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia (Codice Edizione) è l’opera di Roberto Defez, ricercatore del CNR, specializzato nei rapporti tra scienza e politica. Secondo lui la ricerca non è un lusso, ma un’opzione concreta per dare un futuro al Paese, genera occupazione qualificata e sviluppo imprenditoriale. Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore, in Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile (Carocci editore) , propone nove storie di studiosi e organizzazioni che lavorano per arginare i rischi di conflitti.

TUTTI UNITI DAL SAPERE

Il caso più famoso è il CERN di Ginevra, la prima «casa comune europea». E il più recente è rappresentato dall’acceleratore SESAME in Giordania, probabilmente l’unico posto al mondo dove lavorano insieme ad un progetto comune israeliani, palestinesi, iraniani e tanti altri. Tutto l’universo per chi ha poco spazio-tempo (Mondadori) di Sandra Savaglio, è un esempio riuscito di divulgazione coniugata alla passione e alla vita vissuta. L’autrice è una famosa astrofisica che ora insegnare all’Università della Calabria. Il suo libro non è un trattato di astronomia, ma un saggio sull’universo visto e interpretato attraverso le leggi della fisica. E racconta quello che sappiamo del mondo, incominciando dallo sguardo alzato verso le stelle. Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico (Bollati Boringhieri) è l’ultima opera di Peter Wadhams, uno dei massimi esperti mondiali di ghiaccio marino e degli oceani polari. Nel libro Wadhams documenta il fenomeno dello scioglimento dei ghiacci, a partire dal “passaggio a Nordovest”, il braccio di mare tra l’Alaska e la Groenlandia, diventato una sorta di autostrada liquida per centinaia di navi mercantili. Ma l’accelerazione del fenomeno è impressionante, scrive lo studioso, e sta diventando una minaccia, pericolosa quanto ignorata, per l’umanità intera.

Intervista a Sandra Savaglio. L’astrofisica: così non ci isoliamo

«Sono convinta che la gente sia molto meno banale e distratta di quel che si pensa. I misteri dell’universo attraggono molto persone di ogni genere e di ogni età. Basti pensare all’interesse suscitato dalle notizie sui buchi neri. E per questo la divulgazione scientifica sta acquistando sempre più spazio». Ne è convinta Sandra Savaglio, astrofisica, docente e scrittrice. Dopo aver insegnato e fatto ricerca in molte prestigiose università e centri di studio in giro per il mondo, e in particolare in Germania, ha deciso di tornare in Italia e di insegnare all’Università di Calabria. Spiega: «Non mi sono mai pentita, anzi rifarei questa scelta. E del resto, anche in Germania esistono difficoltà, pregiudizi, incomprensioni. Certo, non lesinano fondi per la ricerca, mentre l’Italia, dopo aver formato tante menti brillanti, le esporta a costo zero».

Il suo libro Tutto l’universo per chi ha poco spazio-tempo è entrato nella cinquina dei finalisti del premio Galileo. Sembra che non sia un’impresa facile scrivere un buon libro su questi argomenti: «No, non è semplice, ma è fare buona divulgazione. Perché può avere conseguenze importanti: per esempio, la lettura di un buon testo potrebbe invogliare un ragazzo ad intraprendere una carriera scientifica. Bisogna essere avvincenti e insieme competenti. Quando scrivevo il mio libro pensavo a questo: devo sforzarsi di rendere interessante la mia materia con lo stesso impegno che userei per rendere interessante l’elenco del telefono. Che contiene molte informazioni ed è utile, ma non ha quel che si dice appeal…». La scrittura della Savaglio non fa sentire la distanza tra scienziato e profano: «Mi sono sforzata di raccontare cose che conosco e che penso siano utili da conoscere, fino alle ultimissime scoperte. Mi sono messa a nudo, in questo modo di spiegare e raccontare. Convinta, a differenza di tanti altri colleghi, che fare divulgazione non rappresenti il rischio di abbassarsi come studioso e invece sia un modo per evitare di isolarsi, di vivere in una torre d’avorio».

28 Aprile 2019
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Mantovani: “Risvegliando il sistema immunitario la sfida contro il cancro si può vincere”

Il Mattino di Padova / di Silvia Pittarello

Ha dimostrato che infiammazioni e cancro son correlati e se oggi l’immunoterapia esiste e sta dando risultati è anche grazie ai suoi contributi. Lui è Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico e docente di Humanitas University e il 9 maggio a Galileo Settimana della Scienza e dell’Innovazione (ore 15 Aula Magna al Bo) parlerà di immunità e ricerca.

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27 Aprile 2019
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Cuoa, Niuko, Ecor e Fitt protagonisti al “Galileo”

Il Giornale di Vicenza / di Cinzia Zuccon

C’è anche una matrice vicentina nella “Settimana della scienza e dell’innovazione” che ha visto unisce le forze il Premio Galileo per la divulgazione scientifica e il Galileo Festival dell’innovazione. All’evento che dal 6 al 12 maggio prossimi ospiterà a Padova 80 appuntamenti con oltre 200 relatori contribuiscono infatti partner vicentini: Cuoa business school, Niuko (Confindustrie Vicenza e Padova) ed Ecor Research di Schio sono tra i sostenitori della manifestazione promossa dal Comune di Padova e ItalyPost. Il progetto, che annovera nel programma scienziati di fama internazionale, ha come obiettivo diffondere la cultura scientifica e dell’innovazione attraverso incontri, laboratori, visite guidate.

IL CUOA. Tanti i temi che saranno trattati si va dai big data alle fake news, dalla ricerca sul cancro all’etica della tecnologia, dai processi di digitalizzazione più avanzati al trasferimento dei saperi. «Siamo felici di essere partner di questa grande manifestazione – sottolinea il presidente del Cuoa, Federico Visentin -. Il Galileo Festival è l’occasione per entrare in contatto con aziende e persone che hanno fatto dell’innovazione un driver vero di sviluppo e profondi conoscitori delle dinamiche e delle opportunità connesse alla capacità di innovare. Al Cuoa lo diciamo sempre: è necessario far sistema e affrontare le nuove sfide con visione aperta e consapevole di tutte le grandi opportunità che innovazione e trasformazione digitale possono offrire alle imprese».

FORMAZIONE, COMPETENZE E INNOVAZIONE: VICENTINE PROTAGONISTE. Tra i temi centrali del dibattito ci saranno la formazione e il trasferimento delle competenze. Sul “Reverse Mentoring” (lo scambio di conoscenze tra giovani e senior in azienda) interverranno Silvia Bordignon, direttore delle risorse umane di Baxi, e Marina Pezzoli, ad e partner di “Niuko innovation e knowledge”, il più grande polo italiano per la formazione e la consulenza d’impresa nato dalla collaborazione delle Confindustria di Vicenza e Padova. «Fare davvero innovazione – commenta Pezzoli – significa saper cogliere in tempo i segni di un mondo che cambia e giocare d’anticipo combinando capacità di visione e aderenza al territorio. Un atteggiamento che non si improvvisa, ma va coltivato: senza un investimento strutturato nella formazione, l’investimento in tecnologie risulta spesso inefficace». Il focus sulle nuove competenze per proteggere l’innovazione ed il made in Italy sarà invece a cura di studio Bonini di Vicenza e parteciperanno Alessandro Cegalin, Ip manager di Fitt di Sandrigo ed Elena Dal Maso, vicentina e fondatrice di Kruman (dove mette a disposizione delle imprese la sua lunga esperienza in Germania).

CACCIA AI TALENTI. Il Festival sarà anche l’occasione per andare a caccia di talenti. Impegnata nei colloqui di selezione ci sarà anche la vicentina “Ecor International” che produce componenti critici in acciaio e leghe speciali e che ospiterà a Schio un gruppo di laureandi e dottorandi; inoltre, con il general manager Fabrizio Casadei racconterà al Festival come l’innovazione sostiene la competitività delle imprese italiane. Cuore dell’evento sarà il Premio Galileo che sarà assegnato venerdì 10 maggio e della cui giuria scientifica 2019 è presidente Elena Cattaneo, senatrice a vita e scienziata di fama internazionale e nota per le sue ricerche sulle cellule staminali e la malattia di Huntington, tema della sua Lectio magistralis. Si parlerà anche di etica della Tecnologia con Paolo Benanti (Pontificia Università Gregoriana) mentre il fisico Roberto Battiston racconterà i suoi anni da presidente all’Agenzia spaziale italiana. Da segnalare l’immunologo Alberto Mantovani che interverrà sul legame tra immunità, infiammazione e cancro (nel ciclo di incontri con la Fondazione Airc) e il teorico della “Blue economy” Gunter Pauli: parlerà del modello economico che punta a trasformare in merce redditizia ciò che oggi va sprecato.

27 Aprile 2019
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Scienza e divulgazione: un festival (e un premio) nel segno di Galileo

Corriere della Sera / di Marisa Fumagalli

Padova capitale della scienza e dell’innovazione? È un dato di fatto, considerando temi e personaggi che ruotano attorno al Premio Galileo — Galileo Festival che, quest’anno, si allunga a una settimana (6 -12 maggio) e si allarga in vari spazi del capoluogo veneto. Read more

26 Aprile 2019
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Dalla blu economy allo spazio Padova capitale della scienza

Il Mattino di Padova / di Riccardo Sandre

Galileo Festival si trasforma in una “Settimana della Scienza e Innovazione”trasformando Padova in capitale della scienza dal 6 al 12 maggio. In città sono attesi oltre 200 relatori di rilevanza internazionale impegnati in più di 80 eventi a carattere divulgativo. Ieri all’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti – di cui furono membri, tra gli altri, Galileo Galilei (tra i soci fondatori dell’Accademia) ma pure Benjamin Franklin, Alessandro Volta, Tullio Levi Civita – è stato alzato il sipario su una settimana di eventi che potrà contare sulla presenza, tra gli altri, della senatrice a vita e scienziata internazionale Elena Cattaneo, dell’economista e teorico della blu economy Gunter Pauli, dell’ex direttore dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Roberto Battiston, del direttore scientifico di Humanitas Alberto Mantovani.
Un evento quindi all’insegna dei grandi nomi ma pure dell’applicazione pratica dei segreti della natura. Format diversi quelli previsti: da quello classico della conferenza fino alle occasioni di incontro di domanda e offerta di lavoro passando per le “Cene con la ricerca” che vedranno 13 ricercatori padovani, tra cui lo stesso rettore Rosario Rizzuto, conversare in altrettanti ristoranti del territorio con chi vorrà prenotare un posto ad una tavola ricca di pietanze e cultura. Dall’energia del terzo millennio alla realtà virtuale, dall’archeologia alla geologia, dalla sostenibilità ambientale alla paleontologia passando per le scienze della vita, l’astronomia, la tecnologia applicata alla produzione industriale e all’economia non dimenticando un tema della formazione che è strategico per rendere concreta la trasformazione digitale del nostro tessuto produttivo. Tra gli affreschi della sede trecentesca dell’Accademia Galileiana, a fianco dell’assessore alla Cultura del Comune Andrea Colasio, promotore della settimana, Antonio Maconi e Filiberto Zovico, l’uno curatore del Galileo Fesival, l’altro fondatore di ItalyPost. Assieme a loro il presidente della Fondazione Cariparo Gilberto Muraro, il direttore di Promex Franco Conzato, il segretario generale di Confartigianato Tiziana Pettenuzzo, Alberto Amadori, consigliere della Fondazione Airc e Francesca Ferrari, responsabile delle risorse umane di Niuko. Un video messaggio dalla Cina è stato invece inviato da Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico dell’Università di Padova.
«Dopo la collaborazione degli scorsi anni» ha detto l’assessore Colasio «il Comune, assieme a ItalyPost, si è accorto che Padova avrebbe potuto esprimere una progettualità di più alto respiro che intercettasse varie dimensioni della città, i cui luoghi raccontano il rapporto tra cultura, società e sviluppo della scienza. Abbiamo dato così voce ad una molteplicità di soggetti capaci di restituire a Padova il suo ruolo internazionale di città della scienza che le compete». Al centro del dibattito tornerà anche quest’anno il tema della formazione delle competenze per le imprese che innovano. L’Università di Padova, tra le varie iniziative a sua cura, proporrà una serie di focus sul progetto di Smact, il competence center del Nordest, e su Unismart la società che cura la valorizzazione dei brevetti del Bo.
25 Aprile 2019
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Premio Galileo nel segno della scienza e dell’innovazione

Il Gazzettino / di Federica Cappellato

Un cuore – la cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica – e tutt’intorno ottanta appuntamenti che stuzzicano l’ingegno. Padova è la città di Galileo Galilei dove scienza e capacità di trasferire tecnologie al mondo delle imprese s’intrecciano. Read more

25 Aprile 2019
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25 Aprile 2019
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Cristina Cattaneo Il medico legale dei delitti e dei naufragi di migranti «Non ci sono autopsie di serie A o B. Cerco l’invisibile, come per Yara»

Corriere della Sera / di Stefano Lorenzetto

Sull’architrave un cartello, donato da un’antropologa giunta dal Guatemala: «Welcome to paradise». O benvenuti all’inferno? «Entrambi. Qui s’incrociano i destini di criminali e santi», risponde Cristina Cattaneo, professore ordinario di Medicina legale alla Statale di Milano. Le narici ti avvertono che sei nel regno dei morti. Oltre la porta, 101 celle freezer. Dentro, sconosciuti congelati anche da 18 mesi. Il carrello teleguidato apre lo sportello, preleva il cadavere e, scorrendo su una monorotaia, lo trasferisce nella sala degli esami autoptici. Read more

15 Aprile 2019
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12 Febbraio 2019
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Galileo, la scienza da leggere

Corriere del Veneto / di Barbara Codogno

Ha scosso i cuori di tutti il ritrovamento del corpo del bambino, straziato dal mare, che celava nella cucitura interna della giacca la sua pagella scolastica. Così come il corpo del ragazzo che aveva in tasca un sacchetto di terra: la sua Eritrea.

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12 Febbraio 2019
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Elena Cattaneo guida la giuria del Premio Galileo «Leggiamo i libri scientifici Prove contro le opinioni»

Per il secondo anno di seguito sarà una donna a guidare la giuria scientifica del Premio Letterario Galileo. La tredicesima edizione del concorso dedicato ai libri di divulgazione scientifica vedrà la senatrice Elena Cattaneo, ma soprattutto docente universitaria, farmacologa e biologa, a capo del gruppo di giornalisti e docenti universitari che selezionerà le cinque opere finaliste. «Dopo la fase sperimentale che ha dato risultati positivi l’anno scorso, continuiamo il rilancio del premio con una presidenza di prestigio» commenta Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova che promuove il concorso nato nel 2007. Sicuramente la scelta di Elena Cattaneo contribuisce a dare lustro al Premio. Nota internazionalmente per le sue ricerche sulle cellule staminali, è a capo di numerosi team di ricercatori, e ha all’attivo oltre cento pubblicazioni scientifiche. Read more

27 Dicembre 2018
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Il Premio Galileo a Stefano Mancuso «Anche le piante hanno memoria»

Corriere del Veneto / di Barbara Codogno

È decisamente green la dodicesima edizione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica. Premiato ieri dal rettore dell’Università di Padova, dal sindaco e dall’assessore alla cultura del Comune di Padova nell’Aula Magna di Palazzo Bo, che custodisce proprio la cattedra di Galileo Galilei, vince sui cinque finalisti Stefano Mancuso con il libro Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro (Giunti, 2017). L’autore, pluripremiato all’estero – sempre per la divulgazione scientifica – è al suo primo premio italiano.

La giuria popolare con 37 voti lo designa vincitore dell’edizione 2018:«Sono onorato di ricevere il premio – spiega l’autore – ma sarei ancora più felice se tra i 37 ragazzi che mi hanno votato ce ne fosse qualcuno che decidesse, grazie a me e al mio libro, di studiare le piante».

Il verdetto della giuria popolare, composta da 100 giovani studenti provenienti da tutte le università italiane e da 10 classi delle scuole medie superiori di Padova e Rovigo, si è espresso sulla cinquina finalista scelta dalla giuria scientifica capitanata dalla presidentessa Sandra Savaglio, astrofisica dell’Università della Calabria, posizionando al secondo posto Anna Meldolesi con E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico (Bollati Boringhieri, 2017); al terzo posto Gabriella Greison, con Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo (Bollati Boringhieri, 2017) al quarto posto Marco Malvaldi (ideatore de I delitti del Bar Lume dai quali è stata tratta la famosa fiction), con L’architetto dell’invisibile. Ovvero come pensa un chimico (Raffaello Cortina Editore, 2017); e al quinto posto la coppia di autori Piero Martin e Alessandra Viola, con Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti (Codice Edizioni, 2017).

La cerimonia di premiazione con lo spoglio dei voto in diretta è stata condotta dalla giornalista RAI Eva Giovannini che ha simpaticamente dialogato con una determinata, effervescente e anticonformista Sandra Savaglio, la quale non solo incitava i ragazzi a ribellarsi alle regole e a seguire i propri sogni ma, interpellata dalla giornalista sulle fake news scientifiche, ha affrontato di petto la questione vaccini: «In Germania – ha spiegato Savaglio – i vaccini non sono obbligatori. Noi pensiamo che i tedeschi siano migliori su tutto e quindi anche noi mettiamo in discussione i vaccini come fanno loro. Però i tedeschi, seppur abbiano la migliore tecnologia al mondo e facciano i migliori frigoriferi e le migliori cucine, non sanno cucinare. E quindi sui vaccini, così come su tante altre cose, siamo più avanti in Italia».

Standing ovation dei ragazzi per Stefano Mancuso: «L’uomo è molto presuntuoso ma non è lui al centro della vita – racconta l’autore – e non è l’unico a essere intelligente, a risolvere problemi e a imparare dall’esperienza. Anche le piante hanno memoria ed emozioni. Hanno relazioni sociali, riescono a mandarsi messaggi, chiedono aiuto e tra loro comunicano quando c’è un pericolo nell’ambiente». Un mondo ancora misterioso con tante cose da scoprire. L’unica certezza è il futuro, green.

19 Maggio 2018
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«Le piante, necessarie e intelligenti» A Stefano Mancuso il premio per la divulgazione scientifica

Il Mattino di Padova / di Silvia Quaranta

È Stefano Mancuso, scienziato di fama mondiale e autore di “Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro” (Giunti, 2017) il vincitore della dodicesima edizione del Premio Galileo per la divulgazione scientifica. Ieri la premiazione nell’aula magna di Palazzo Bo a Padova, di fronte a un folto pubblico di studenti universitari e delle scuole superiori, chiamati ad esprimere il verdetto.

Il concorso prevede infatti una selezione in due parti: la prima scrematura, da cui esce la cinquina di finalisti, è affidata a una giuria composta da scienziati, divulgatori, accademici e comunicatori di alto profilo, quest’anno presieduta da una donna, Sandra Savaglio, oggi docente di Astrofisica dell’Università della Calabria e scienziata alla quale nel 2014 il Time ha dedicato una copertina, citandola come cervello in fuga dall’Europa. La seconda selezione prevede un voto popolare, espresso da un pubblico di duecento giovani lettori.

E la loro scelta, quest’anno, è stata netta: “Plant Revolution” ha ottenuto il punteggio più alto, staccando di molto gli altri finalisti. Stefano Mancuso è attualmente professore all’Università di Firenze e dirige il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale. Nel 2012″la Repubblica” lo ha indicato tra i 20 italiani destinati a cambiarci la vita e nel 2013 il “New Yorker” lo ha inserito nella classifica dei “world changers”.

“Plant Revolution” è un libro di autentica divulgazione scientifica, di estremo rigore nei contenuti e dallo stile semplice e garbato, che con un pizzico di umorismo riesce a raccontare al grande pubblico le incredibili qualità dell’universo vegetale: le piante hanno straordinarie capacità di adattamento, possono vivere in ambienti estremi, si mimetizzano per sfuggire ai predatori, si muovono senza consumare energia, producono molecole chimiche con cui manipolare il comportamento degli animali (e degli umani).

«Le piante» dice l’autore «sono alla base della vita, letteralmente: noi dipendiamo da loro in tutto, pensiamo solo alla catena alimentare o alla loro capacità di produrre ossigeno, indispensabile alla vita umana. E rappresentano il 95% di tutto ciò che vive sul nostro pianeta: noi non ci facciamo caso perché abbiamo sviluppato una sorta di cecità nei loro confronti, ma basta prestare un po’ di attenzione a ciò che ci circonda».

E non è tutto. «Le piante» continua Mancuso «hanno una memoria del tutto simile alla nostra: sono in grado di ricordare avvenimenti e stimoli a cui sono state sottoposte, e quindi di rispondere in maniera più efficiente quando si ripropongono. E la loro struttura è estremamente evoluta: non è gerarchica come la nostra, dove il cervello controlla gli altri organi. Sono come reti senza un centro, funzionano in maniera distribuita e diffusa. Sono costruite come internet e come tutto ciò che consideriamo moderno: da Wikipedia al bitcoin».

Ai giovani che hanno sostenuto il suo libro, Mancuso ha rivolto un augurio: che qualcuno di loro, nel proprio futuro, decida di dedicarsi a sua volta allo studio delle piante e delle loro potenzialità. Sul podio, al secondo posto Marco Malvaldi (con “L’architetto dell’invisibile. Ovvero come pensa un chimico”, Raffaello Cortina, 2017) e al terzo Gabriella Greison (“Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo”, Bollati Boringhieri, 2017). Al quarto posto, Anna Meldolesi (autrice di “E l’uomo creò l’uomo. Crispr e la rivoluzione dell’editing genomico, Bollati Boringhieri, 2017), quinti Piero Martin e Alessandra Viola, autori di “Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti” (Codice Edizioni, 2017).

19 Maggio 2018
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Galileo Festival Industria a caccia di nuovi saperi

Il Mattino di Padova

Dai big data alle applicazioni nel campo della robotica, l’innovazione viaggia ormai a una velocità che impone cambiamenti strutturali a ritmo incessante. Cambiamenti che impongono riflessioni di fondo sullo stesso concetto di natura umana, che richiedono competenze che mixano elementi filosofici e sociologici con intelligenze matematiche, statistiche, mediche e ingegneristiche. Da questi presupposti prende avvio il programma della sesta edizione del Galileo Festival dell’innovazione, promosso dal portale ItalyPost e dal Comune di Padova, in collaborazione con il Corriere Innovazione – Corriere della Sera, la Commissione europea e Agenda Digitale del Veneto 2020, che si terrà a Padova da giovedì a sabato e che da anni è il principale è più partecipato appuntamento nazionale sui temi dell’Innovazione. Di questi temi si discuterà a 360 gradi alla presenza di numerosi ospiti, tra cui Vito Mancuso, Francesco Profumo, Stefano Micelli, Viktor Mayor-Schonberger, Diego Piacentini, Giovanni Caprara e molti altri.Dio, Uomo e Tecnologia.

A dirigere la manifestazione, anche quest’anno, il responsabile editoriale del Corriere Innovazione ed editorialista del Corriere della Sera Massimo Sideri, che aprirà il Festival giovedì alle 11.30 al Teatro Verdi con un dialogo con uno dei più grandi teologi del nostro tempo, Vito Mancuso, sul tema “Umano Post-Umano: un dialogo su Dio, Uomo e Tecnologia”. Il nodo lavoro e competenze. Alle 18, si discuterà di “Champion a caccia di competenze: le competenze che mancano alle imprese” in uno degli appuntamenti clou della manifestazione che riguarda proprio il tema forse di più grande attualità, ovvero la drammatica assenza di competenze di cui le imprese hanno bisogno. Dopo il saluto di Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo, tre imprenditori racconteranno ai giovani quali sono le competenze di cui hanno estremo e urgente bisogno. Si tratta di Valter Brasso della piemontese Teoresi (che solo quest’anno ha assunto 200 giovani), Emanuela Colosio della bresciana Colosio e Davide Stefanelli di Vem Sistemi. In seguito, il vicedirettore del Corriere della Sera Daniele Manca dialogherà con il presidente della Fondazione Fbk e già ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, e con Stefano Micelli, presidente Progetto Manifattura Milano, su come i sistemi formativi rispondono – o meno – all’enorme quanto inevasa offerta di posti di lavoro, che rischia di limitare la competitività del sistema Paese.

Tra gli appuntamenti principali, giovedì, le presentazioni degli autori finalisti del Premio letterario Galileo per la Divulgazione scientifica: Stefano Mancuso, Anna Meldolesi, Marco Malvaldi, Gabriella Greison, Piero Martin e Alessandra Viola. Il giorno successivo, alle 11.30, in Aula Magna a Palazzo del Bo la proclamazione del vincitore. Dai big data allo spazio. La giornata di venerdì si caratterizzerà per un’altra serie di appuntamenti a partire dalla lezione di Marco Zanetti, docente di Fisica sperimentale alla Scuola Galileiana di Studi Superiori, sul tema “Machine learning: quali applicazioni nella vita di tutti i giorni?”. Alle 10, il focus si sposterà sul tema della proprietà intellettuale con un dibattito curato da Studio Bonini, “Brevetto o Segreto? Dai trade secrets alla cultura dell’innovazione”: protagonisti, tra gli altri, Maurizio Bianchini, docente di Diritto commerciale dell’Università di Padova ed Ercole Bonini, fondatore Studio Bonini. Alle 15, la lectio magistralis di Viktor Mayor-Schonberger, docente di Internet Governance and Regulation all’Università di Oxford e autore di Reinventare il capitalismo nell’era dei big data (Egea) che discuterà di “Big data revolution: l’etica nella società interconnessa”. Il pomeriggio prosegue alle 16.30 con l’intervento di Massimiano Bucchi, docente di Sociologia della Scienza dell’Università di Trento e autore di “Come vincere un Nobel. Il Premio più famoso della scienza”.I grandi della ricerca. La conclusione del Festival, sarà interamente dedicata al “Futuro della Ricerca” e alla presentazione di ricercatori che stanno rivoluzionando le scienze a livello internazionale. Tra i protagonisti dell’incontro curato con Airc e Armenise Harvard Foundation, nomi come Elisabetta Dejana, chief Vascular Biology Program Ifom, Firc Institute of Molecular Oncology Foundation, , Andrea Mattevi, docente di Biologia molecolare e Genetica dell’Università di Pavia, e Graziano Martello, ricercatore dell’Università di Padova.

13 Maggio 2018
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Il Festival Galileo tra spazio e scienza

Corriere della Sera / di Elena Papa

Dipende da quale lato la si guarda, se quello più scientifico o quello più artistico, ma è sempre Padova. In questa contrapposizione che gioca con la storia, tra le ricerche di Galileo e i dipinti di Giotto, la città si aggiudica il titolo di “centro dell’innovazione”. E se la seduzione per l’arte non lascia scampo entrando nella Cappella degli Scrovegni, il monumento Memoria e Luce dell’architetto statunitense Daniel Libeskind identifica più di ogni altro capolavoro la vera essenza di Padova.

In questa cornice s’inserisce la manifestazione internazionale giunta alla sua sesta edizione: il Festival dell’Innovazione Galileo diretto da Massimo Sideri, editorialista del Corriere della Sera e responsabile editoriale di Corriere Innovazione (media partner dell’evento), e promosso da ItalyPost. Una tre giorni, dal 17 al 19, che prende il via con un dialogo su Dio,uomo e tecnologia con il teologo scrittore Vito Mancuso, prendendo spunto dal suo ultimo libro il Bisogno di pensare. Perché se nel nostro rapporto con la tecnologia «c’è una grande macchina che ci guarda e ci controlla, proprio come un Dio» — per usare le parole di Mancuso — allora forse esiste il rischio di idealizzare troppo il rapporto tecnologia-religione tanto da arrivare a pensare che, grazie all’intelligenza artificiale, potremo vivere fino a 120 anni.

Ma l’innovazione abbraccia tutti i campi, primi tra tutti quelli dell’industria. Così, se la quarta rivoluzione industriale ha portato all’Industria 4.0, è vero che le aziende, specie quelle emergenti, stanno cercando di capire come sfruttare al meglio le nuove tecnologie come l’Internet of Things, la robotica e l’intelligenza artificiale. L’argomento verrà ripreso durante l’evento Chi sono i Champions che competono con le global companies, al Caffè Pedrocchi. A parlare delle competenze del futuro saranno Daniele Manca,vicedirettore del Corriere della Sera, e Francesco Profumo, presidente della Fondazione Bruno Kessler e presidente Compagnia di San Paolo.

Forse non sarà l’intelligenza artificiale a farci diventare ultra centenari, ma sicuramente una buona qualità della vita, accompagnata dalla giusta alimentazione possono contribuire a farci vivere più a lungo. «Perché — racconta Eliana Liotta, giornalista e autrice di best seller di divulgazione scientifica come “La Dieta Smartfood” — si può dilatare la giovinezza e invertire il processo di invecchiamento», ne parla nel suo L’età non è uguale per tutti (La Nave di Teseo), il libro scritto in collaborazione con i medici dell’Humanitas che verrà presentato in anteprima proprio a Padova.

Droni e automobili che si guidano da sole, così si presenta la smart city. Ma una città, per aggiudicarsi il titolo di città del futuro non basta che sia digitale, occorrono anche investimenti in capitale umano e sociale. Rischi e opportunità della città intelligente è il tema del dibattito tra Aldo Bisio, ad di Vodafone Italia, e Diego Piacentini, commissario straordinario per l’Agenda digitale.

Quale sarà la moneta del futuro? La nuova frontiera e i pagamenti digitali con l’intervento di Nicola Saldutti caporedattore dell’economia del Corriere. Presente alla manifestazione anche il primo astronauta italiano Franco Malerba che incontrerà Giovanni Caprara, editorialista scientifico del Corriere della Sera. L’ex ministro Maria Chiara Carrozza, invece, interverrà in un evento parallelo presso l’Università di Padova.

Se dal 1911 al 2015 , in Italia l’unico premio Nobel nelle discipline tecnico-scientifiche assegnato alle donne è stato a Rita-Levi Montalcini, a palare di come si vince un Nobel sarà Massimiamo Bucchi, docente di Sociologia della Scienza dell’Università di Trento.

11 Maggio 2018
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Il futuro arriva a Padova: dall’11 al 13 maggio torna il Galileo-Festival dell’Innovazione. Con il Nobel per la Fisica Geim

Corriere della sera, 3 maggio 2017

Sarà tutta proiettata al futuro l’edizione di quest’anno del «Padova Galileo-Festival dell’Innovazione» che si terrà Padova dall’11 al 13 maggio. Promosso dall’Università di Padova e dal portale VeneziePost, con il patrocinio del Comune di Padova e in collaborazione con la Commissione europea, il festival darà voce a 7 grandi ospiti internazionali provenienti: a partire dal Premio Nobel per la Fisica Andre K Geim Read more

3 Maggio 2017
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Riflettori su “Competence Centre del 4.0”

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Il “Competence Centre del 4.0” – progetto strategico nel Piano 4.0 del ministro Calenda che riunisce gli atenei del Nordest – e l’Unismart Padova Enterprise srl – che agisce come un privato per rendere più agevole il trasferimento di conoscenza e tecnologia dai laboratori di ricerca alle imprese per commercilizzare i 200 brevetti esistenti – Read more

3 Maggio 2017
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Padova Galileo, Ateneo e impresa sfidano il futuro

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Un incontro che parla al futuro. A un futuro internazionale di condivisione e crescita in cui l’unica barriera esistente – e da abbattere – è quella del sapere. Parte con queste premesse la nuova edizione di Padova Galileo, il festival dell’innovazione in programma dall’11 al 13 maggio, in viaggio tra umanoidi, hacker e microchip. Read more

3 Maggio 2017
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Sarà un’edizione tutta proiettata al futuro, quella che accoglierà a Padova anche quest’anno migliaia di giovani studenti e ricercatori da tutta Italia e centinaia di imprese e professionisti anche vicentini. Il Padova Galileo-Festival dell’Innovazione presentato ieri – promosso dall’Università di Padova e dal portale VeneziePost – si svolgerà dall’11 al 13 maggio. Read more

3 Maggio 2017
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Come saranno gli aeroporti del futuro? Con che treni saranno connessi? Le auto di Google ridurranno il traffico? Quali saranno quindi le infrastrutture di cui avremmo bisogno nel futuro e da chi saranno pagate? Basta porre dei semplici interrogativi come questi per comprendere come il mondo della consulenza, in questo caso nell’ambito dei trasporti, sia costretta quotidianamente a lavorare su scenari che costringono a proporre soluzioni innovative. Read more

3 Maggio 2016
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Tre giornate di dialoghi sul futuro

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Scienziati, capitani d’industria, giornalisti e divulgatori ma anche inventori e figure internazionali di riferimento nel mondo della comunicazione e delle imprese. Sarà un Galileo Festival all’insegna dell’incontro tra innovazione tecnologica e ricerca scientifica quello che accoglierà come ospite d’onore, per tutti e tre giorni dell’evento, l’allievo ed erede di Marshal Mc Luhan Derrick De Kerckhove. Read more

3 Maggio 2016
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Padova e la sua Università come sorgente d’innovazione per tutto il territorio regionale e non solo. Risponde a questo obiettivo l’impegno del Bo nell’ambito del Galileo Festival 2016 che vede l’Ateneo, VeneziePost e Comune di Padova promuovere l’evento che da giovedì a sabato prossimi farà di Padova il faro dello sviluppo tecnologico del Veneto e delle suo tessuto produttivo. Read more

3 Maggio 2016
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Marco Bettiol sarà protagonista del dibattito “Robot contro artigiani o artigiani-robot? Vinceranno le macchine o l’integrazione tra competenze e automazione?” in programma venerdì 6 maggio, ore 18, in Aula Nievo (Palazzo del Bo). Intervengono Claudio Feltrin, amministratore delegato e presidente Arper, e Stefano Tonello di IT+Robotics. Modera Riccardo Oldani. 
Per avere un’anticipazione sul nostro (possibile) futuro, basta dare un’occhiata ai video che circolano in rete e che ritraggono Robot al lavoro o descrivono le applicazioni sempre più sofisticate dell’Intelligenza Artificiale. Tra i molti disponibili due sono particolarmente significativi. Il primo è il video di Boston Dynamics, società specializzata nella produzione di Robot e ora di proprietà di Google.
2 Maggio 2016
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Dai pagamenti al ride sharing, l’economia è digitale e condivisa
di Chiara Andreola | Monitor di VeneziePost, 24 aprile 2016. In Veneto già cinquemila utenti al circuito Satispay. Con Blablacar ogni mese si contano 3.000 passaggi a Trieste e Udine, 5.000 a Trento, 7.000 a Padova, 6.000 a Verona; e 4.200 a Venezia. Le nuove tecnologie e l’utilizzo della rete stanno aprendo sempre nuove possibilità nel campo dell’economia e della finanza, e a rivestire un ruolo chiave nel concretizzarle sono spesso le startup. E la differenza si vede nel quotidiano, sia che si voglia pagare il conto del ristorante che di spostarsi in auto. I protagonisti di questa rivoluzione ospiti al Galileo Festival

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24 Aprile 2016
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