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Premio Galileo, al via la XIV edizione. Presidente della Giuria sarà lo scienziato Alberto Mantovani
Il Premio Galileo seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Lunedì 2 dicembre 2019, la Giuria Scientifica selezionerà i cinque libri finalisti che verranno presentati dagli autori nel corso di incontri pubblici giovedì 7 maggio 2020 a Padova. La cerimonia di premiazione si svolgerà la mattina di venerdì 8 maggio 2020 presso l’Aula Magna dell’Università di Padova.
Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova e ItalyPost.
«Siamo arrivati alla XIV edizione del Premio letterario Galileo e oggi possiamo dire che chi pensava che potesse subire un declino si sbagliava – ha commentato l’assessore Colasio – In questa edizione il Premio ha fatto un salto di qualità, ne sono la prova la sua nuova articolazione, inedita e innovativa, e la scelta del presidente della Giuria scientifica, Alberto Mantovani, una massima autorità di rango internazionale. Una novità di quest’anno è che il Premio fa il Grand Tour: i cinque finalisti da gennaio a marzo saranno in luoghi topici del patrimonio culturale italiano, come la Fondazione Corriere della Sera di Milano, la Fondazione Circolo dei Lettori di Torino, il MUSE di Trento. Sarà un’iniziativa che darà caratura nazionale all’appuntamento. Inoltre, quest’anno è stato fatto uno sforzo ulteriore per il coinvolgimento delle giovani generazioni con il Concorso Scuole, rivolto a tutte le scuole secondarie d’Italia, a cui hanno già aderito numerose realtà. Anche quest’anno il Comune continua la collaborazione con ItalyPost e con l’Università di Padova, che negli scorsi anni ha portato risultati significativi e rilevanti e una grande capacità di dialogo con svariati soggetti del mondo scientifico, contribuendo a fare del Premio Galileo il più importante premio di divulgazione scientifica in Italia».
La Giuria Scientifica
La Giuria che sceglierà i cinque libri finalisti avrà come Presidente Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti ed è stato a capo del Dipartimento di immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico, sia formulando nuovi paradigmi, sia identificando nuove molecole e funzioni. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.
A lui si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica: Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze TuttosaluteRossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3; Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI; e infine Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva.
Oltre ai giornalisti scientifici, grazie alla collaborazione con l’Università di Padova la Giuria vedrà la partecipazione di cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo: Maurizio Borin, docente di Agronomia; Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese; Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata; e infine Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia.
Le case editrici
Anche quest’anno la platea degli editori ha confermato un grande interesse verso il Premio Galileo: sono ben 40 le case editrici, note e meno note, che hanno risposto al bando di partecipazione, con oltre 80 titoli di divulgazione scientifica pubblicati negli ultimi due anni che accederanno alla prossima fase del Premio.
Il tour di presentazione
Altra importante novità di quest’edizione è il tour di presentazione del Premio Galileo, che porterà i 5 autori finalisti a parlare delle proprie opere in quattro città diverse. Si partirà il 29 gennaio 2020, con un evento in programma a Milano, in Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera, a partire dalle 18. Il secondo appuntamento sarà a Torino, il 7 febbraio, alle ore 18 presso la Fondazione Circolo dei Lettori. Il terzo evento si terrà al MUSE-Museo delle Scienze di Trento, il 28 febbraio alle 18. Infine, il tour si concluderà a Padova, il 28 marzo alle ore 11. Ciascun appuntamento sarà moderato da un giornalista della Giuria Scientifica.
Il Concorso Scuole
Male novità non sono finite. In occasione dell’edizione 2020 del Premio Galileo, infatti, il Comune di Padova ha istituito un “Concorso Scuole” rivolto a tutte le scuole secondarie di secondo grado italiane con l’obiettivo di approfondire l’importanza non solo di un’educazione scientifica, ma anche di una corretta informazione e divulgazione. Il tema scelto per questa prima edizione del Concorso è “Fake troppo fake! Racconti (corretti) di scienza” e ha l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica: dalla capacità critica di analizzare le fonti alla ricostruzione della nascita e diffusione di una “bufala” scientifica. Le classi (o i gruppi di studenti) che intendono partecipare dovranno presentare un progetto che si inscriva in una delle seguenti categorie: sezione “Testo Scritto” (racconti, testo giornalistico o saggio breve), sezione “Elaborato Artistico” (fumetto, graphic story, manifesto o campagna pubblicitaria), sezione “Multimediale” (video, installazione o esperimento scientifico dal vivo).
La Giuria del Concorso Scuole comunicherà l’esito della selezione a tutte le scuole partecipanti entro il 31 gennaio 2020. Le 10 scuole selezionate parteciperanno alla cerimonia di consegna del Concorso Scuole che si svolgerà venerdì 8 maggio, alle ore 9.00, a Padova e saranno, inoltre, protagoniste della giuria “esterna” che deciderà il libro vincitore del Premio Galileo.
La giuria esterna
Il libro vincitore, infatti, come nelle passate edizioni, verrà scelto nell’ambito della cinquina finalista dalla giuria “esterna”, composta da studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole.
Gli “studenti giurati” riceveranno in formato elettronico i cinque libri finalisti da leggere e si impegneranno a raggiungere Padova per assistere alle presentazioni dei cinque finalisti di giovedì 7 maggio, e alla cerimonia di premiazione di venerdì 8 maggio, dove esprimeranno il proprio voto e decreteranno di fatto l’opera vincitrice del Premio Galileo 2020.
Centinaia di giovani che si aggiungeranno ai moltissimi altri che parteciperanno al complesso delle iniziative del Galileo Festival. Un effetto partecipazione che si farà sentire in tutta la città in termini anche turistici.
Le sinergie
Il Premio Galileo fino al 2017 si svolgeva in contemporanea con il Galileo Festival, manifestazione dedicata all’innovazione che negli anni ha portato a Padova ospiti come il Premio Nobel per la Fisica Andre K. Geim, Alberto Sangiovanni Vincentelli dell’Università di Berkeley o Viktor Mayer-Schönberger dell’Università di Oxford. A partire dall’edizione 2018 i due eventi hanno creato una sinergia che si è rivelata fondamentale per proporre un upgrade del Premio e dargli un pubblico più vasto, e a partire dall’edizione 2019 la collaborazione è diventata ancora più speciale: anche quest’anno il Galileo Festival della Scienza e Innovazione si articolerà in un’intera settimana di eventi all’insegna della scienza e della divulgazione che si svolgerà dal 4 al 10 maggio 2020.
I vincitori delle precedenti edizioni 
Il Premio Galileo seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Nelle scorse edizioni si sono succeduti come presidenti della Giuria Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Elena Cattaneo, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli, PaoloCrepet, Dario Bressanini, Sandra Savaglio.
Qui di seguito i vincitori delle precedenti edizioni del Premio:
– 2007 / Francesco e Luigi Luca Cavalli SforzaPerché la Scienza?
– 2008 / Andrea FrovaSe l’uomo avesse le ali
– 2009 / Nicola Armaroli e Vincenzo BalzaniEnergia per l’astronave terra
– 2010 / Rino Ruppoli e Lisa VozzaI vaccini dell’era globale
– 2011 / Piergiogio Odifreddi, C’è spazio per tutti. Il grande racconto della geometria
– 2012 / Alex BellosIl meraviglioso mondo dei numeri
– 2013 / Sergio PistoiIl DNA incontra Facebook. Viaggio nel supermarket della genetica
 2014 / Frans de WaalIl bonobo e l’ateo. In cerca di umanità fra i primati
– 2015 / Carlo RovelliLa realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose
– 2016 / Paolo GallinaL’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale
– 2017 / Guido Tonelli, La nascita imperfetta delle cose
– 2018 / Stefano Mancuso, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro
– 2019 / Cristina CattaneoNaufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo
Credits
Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura
19 Novembre 2019
Dettagli
Premio Galileo: vincono i “Naufraghi senza volto” di Cristina Cattaneo

Oggi alle 10.30, in un’affollatissima Aula Magna del Palazzo Bo di Padova, si è tenuta la Cerimonia di assegnazione del Premio Galileo 2019, il premio letterario per la divulgazione scientifica, che ha visto passare al vaglio la cinquina di libri finalisti e dei rispettivi autori: Cristina Cattaneo, con “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” (Raffaello Cortina Editore, 2018); Roberto Defez, con “Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia”(Codice Edizioni, 2018); Pietro Greco, con “Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile” (Carocci Editore, 2017); Sandra Savaglio, con “Tutto l’Universo per chi ha poco spazio-tempo” (Mondadori, 2018); e Peter Wadhams, con “Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico” (Bollati Boringhieri, 2017).

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è stato assegnato a Cristina Cattaneo, che ha ottenuto 31 voti dalla giuria popolare, composta da 100 studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di 10 classi delle scuole secondarie di secondo grado, cinque della provincia di Padova e altre cinque di altre province d’Italia. A seguire nelle preferenze dei giovani sono arrivati i libri di Peter Wadhams, con 24 voti, Roberto Defez, con 20 voti, Sandra Savaglio, con 12 voti, e Pietro Greco, con 3 voti.

Nel corso della cerimonia, condotta da Alessandra Viero, giornalista e conduttrice televisiva, è intervenuta la presidente della Giuria Scientifica, Elena Cattaneo, docente universitaria, farmacologa, biologa e senatrice a vita, che ha sottolineato l’importanza dei libri di divulgazione scientifica: «La scienza va raccontata e spiegata a chi sta fuori dai laboratori. Gli scienziati che condividono le loro scoperte non scrivono ma per sé ma per tutti noi».

Grande soddisfazione per l’andamento di questa edizione del Premio Galileo è stata espressa dall’assessore alla Cultura del Comune di Padova che ha sottolineato come «da quest’anno il Premio Galileo diventa la punta di diamante di un vasto programma di appuntamenti che coinvolge l’intera città, le sue istituzioni e i suoi enti scientifici e culturali: la Settimana della scienza e innovazione, che con decine di iniziative intende contribuire al dibattito sul futuro della ricerca e delle imprese. Il premio si è segnalato ancora una volta per l’alta qualità dei libri proposti e l’autorevolezza della giuria, che ringrazio per il suo importante lavoro. Grazie anche ai molti studenti che come in ogni edizione hanno portato con entusiasmo il loro apporto».

LA CINQUINA FINALISTA: AUTORI E OPERE

Cristina Cattaneo è professore ordinario di Medicina Legale presso l’Università degli Studi di Milano e direttore del LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense). È attualmente coinvolta nell’identificazione dei migranti morti in mare, in particolare nei naufragi di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e del 18 aprile 2015.

“Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” (Raffaello Cortina Editore, 2018). Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera di donatore di sangue e una della biblioteca pubblica del suo villaggio; i resti di un bambino che vestono ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti su barconi fatiscenti nel tentativo di arrivare nel nostro Paese, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Questo libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un Paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

Roberto Defez. Ricercatore del CNR dal 1987, scrive per vari quotidiani sul rapporto tra scienza e politica. È autore di oltre 40 articoli peer review e del libro Il Caso Ogm (Carocci, 2014 e 2016), secondo classificato al premio Galileo.

“Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia” (Codice Edizioni, 2018). La ricerca scientifica non è un lusso culturale, ma la più concreta opzione per dare un futuro al Paese e alle nuove generazioni, e per far tornare una parte del fiume di giovani che abbiamo formato in Italia e che possono lavorare solo all’estero. Genera occupazione qualificata, sviluppo imprenditoriale, innovazione di prodotto, ma serve anche alla sicurezza nazionale, alla tutela del territorio e dei beni culturali. Intorno si fanno strada l’antiscienza e la nostalgia di un passato durissimo e che in gran parte ignoriamo. Paghiamo il mancato rinnovamento vendendo le nostre aziende storiche. Eravamo i proprietari di piccoli ristoranti, poi ne siamo diventati i cuochi e ora semplici camerieri. Il metodo scientifico è il modo per risalire la china, per modernizzare il Paese, per compiere scelte non ideologiche in tutti i campi. Per premiare il merito e non il clan, per liberare energie e guidare il nostro futuro.

Pietro Greco. Giornalista scientifico e scrittore, collabora con numerosi giornali e riviste, è tra i conduttori di Radio3 Scienza e socio fondatore della Città della Scienza di Napoli. Collabora con diverse università. Si interessa di scienza, storia della scienza e dei rapporti tra scienza e società.

“Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile” (Carocci Editore, 2017). Allo scoppio della Prima guerra mondiale, AlbertEinstein, uno dei più grandi fisici di ogni tempo, scrive un appello aglieuropei per chiedere la pace con un progetto politico preciso: la nascita degliStati Uniti d’Europa. Nel corso dei decenni a venire sono molti i fisici che siimpegnano per la guerra ma altrettanti sono quelli che si impegnano a favoredella pace. Nel volume sono proposti nove esempi di questa speciale attività di“fisica per la pace”, tra i quali il Manifesto di Russell ed Einstein del 1955,l’organizzazione Pugwash per il disarmo nucleare, le Conferenze del gruppo dilavoro permanente per la Sicurezza internazionale ed il controllo degliarmamenti di Edoardo Amaldi. Il caso più famoso è il CERN di Ginevra, la prima“casa comune europea”, nata dopo la fine delle guerre mondiali. E il piùrecente è l’acceleratore SESAME in Giordania, forse l’unico luogo al mondo doveinsieme lavorano a un progetto comune israeliani, palestinesi, iraniani e tantialtri.

Sandra Savaglio. Astrofisica, insegna Astrofisica all’Università della Calabria. È Fellow e Senior Research Scientist allo European Southern Observatory di Monaco di Baviera, alla Johns Hopkins University e allo Space Telescope Science Institute di Baltimora. Nel 2004 la rivista americana “Time” l’ha messa in copertina quale simbolo della fuga dei cervelli europei verso gli Stati Uniti. Vanta quasi duecento pubblicazioni in riviste internazionali. Tutto l’universo per chi ha poco Spazio-Tempo è il suo primo libro divulgativo.

“Tutto l’Universo per chi ha poco spazio-tempo” (Mondadori, 2018).“Quello che state per leggere non è esattamente un libro di astronomia nel senso classico, intesa come la branca della scienza che osserva le stelle nel cielo: quanto sono brillanti, quanto sono vecchie, dove si trovano l’una rispetto all’altra, in quali costellazioni sono raggruppate… È invece un libro sull’universo – nel senso più pieno di insieme ‘tutto intero’ di ciò che esiste – dove le stelle sono solo una parte piccola,ma piccola davvero, del tutto. Un universo visto e interpretato attraverso le leggi della fisica. È un libro che racconta quello che sappiamo del mondo in cui viviamo e di quanto ci circonda, della sua origine e della sua storia, di come è arrivato a essere ciò che è oggi e di che cosa diventerà in futuro. Parlerò dei progressi fatti dalle nostre conoscenze, in particolare nell’ultimo secolo, dedicando buona parte di queste pagine ai risultati degli ultimissimi anni, se non di questi giorni. Ma non trascurerò di soffermarmi sulle cose che ancora non sappiamo, che sono sempre e comunque molte di più di quelle che conosciamo.”Tutto l’universo per chi ha poco spazio-tempo è l’eccezionale creazione editoriale di una delle menti che il mondo scientifico ci invidia. Sandra Savaglio è un’astrofisica di fama, ricerche e pubblicazioni internazionali, recentemente rientrata in Italia per insegnare all’Università della Calabria, che ha deciso di raccontare il suo sapere con un taglio divulgativo. In questo meraviglioso viaggio nell’infinito sopra di noi, fra buchi neri, stelle nane, onde gravitazionali e future missioni spaziali, riesce nell’impresa di sintetizzare tutto ciò che si sa e tutto ciò che non si sa del nostro meraviglioso universo, fino alle vertiginose domande che continuano, e continueranno, ad appassionare gli esseri umani davanti all’infinità del cosmo di cui siamo piccolissima parte.

Peter Wadhams. È uno dei massimi esperti a livello mondiale di ghiaccio marino e degli oceani polari. Ha diretto lo Scott Polar Research Institute di Cambridge dal 1987 al 1992 ed è stato docente di Fisica degli oceani e a capo del Polar Oceans Physics Group nel Dipartimento di Matematica applicata e Fisica teorica (DAMTP) dell’Università di Cambridge dal 1992 al 2015. Ha condotto oltre cinquanta spedizioni polari di ricerca sul campo, compresi sei viaggi in sottomarino al Polo Nord, e ha svolto la suaricerca da campi provvisori sul ghiaccio, aerei, elicotteri e con veicoli autonomi sottomarini telecomandati. Ha ricevuto finanziamenti per la sua ricerca dall’Unione Europea, dall’Office of Naval Research degli Stati Uniti, e da molte altre agenzie pubbliche e private. Ha ricevuto il Premio W.S. Bruce della Royal Society di Edimburgo, la Medaglia Polare da Sua Maestà la Regina Elisabetta II e il Premio Italgas per le Scienze Ambientali. Uno dei suoi incarichi recenti è quello di docente dell’Università Politecnica delle Marche,ad Ancona. Ha trascorso periodi come docente negli Stati Uniti, in Giappone e in Francia. È membro della Royal Geographical Society, dell’Accademia Finnica e dell’Arctic Institute of North America.

“Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico” (Bollati Boringhieri, 2017). Nel 1970, solo quarantasette anni fa, Peter Wadhams era a bordo della nave oceanografica canadese Hudson, la prima in assoluto a circumnavigare il Continente americano. Al momento di affrontare il mitico «Passaggio a Nordovest» – il braccio di mare che si estende tra l’Alaska e la Groenlandia, a Nord del Canada, a lungo sognato dagli armatori per abbreviare le rotte verso la California – alla prua della nave si presentò il paesaggio polare più ostile, col mare coperto da uno spesso strato di ghiaccio pluristratificato. A metà percorso la nave dovette essere soccorsa da un potente rompighiaccio.Quello della Hudson fu il decimo Passaggio a Nordovest di sempre (il primo, di Amundsen, era durato ben tre anni). Oggi, 2017, il Passaggio a Nordovest è una rotta commerciale comune: in estate è un ampio braccio di mare totalmente sgombro, solcato da centinaia di navi mercantili senza alcuna difficoltà. Il Polo si sta sciogliendo. Lo scrivono i giornali e lo rimarcano persino gli artisti, nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Gli scienziati più ottimisti ipotizzano che il Polo Nord terrestre potrebbe essere totalmente privo di ghiacci (per la prima volta da 10 000 anni) verso la metà di questo secolo. Peter Wadhams, che è il principale esperto mondiale di ghiaccio marino,sostiene in questo libro che la stima è decisamente ottimistica. Lo scioglimento dei ghiacci è andato aumentando drammaticamente negli ultimi trent’anni. I ghiacci del Polo sono la cartina tornasole dello stato di salute del clima del pianeta e tanto più diminuiscono, tanto meno calore viene riflesso verso lo spazio dal loro candore, peggiorando ulteriormente la situazione globale in un circolo vizioso. L’accelerazione del fenomeno (non la velocità, si badi bene, l’accelerazione) è impressionante, dati alla mano, e le autorità politiche non hanno ancora realizzato l’enorme pericolo che stiamo affrontando.

LA GIURIA

La Giuria scientifica che ha selezionato la cinquina di libri finalisti è presieduta quest’anno da Elena Cattaneo, docente universitaria, farmacologa, biologa e senatrice a vita, tra le principali scienziate impegnate nella ricerca sulle cellule staminali e la malattia di Hungtinton, con oltre cento pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali. A lei si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica e rappresentanti dei principali gruppi editoriali italiani – Gabriele Beccaria,giornalista de La Stampa e responsabile dell’inserto Tutto Scienze; Elena Dusi, giornalista de La Repubblica; Anna Meldolesi, giornalista e saggista del Corriere della Sera e Le Scienze e tra i finalisti dell’edizione 2018 del Premio Galileo con il libro “E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico” (Bollati Boringhieri, 2017); Rossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3; Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24 Ore e fondatore della sezione Nòva dedicata all’innovazione; – e cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo patavino: Giovanna Capizzi, professoressa associata del Dipartimento di Scienze Statistiche; Rodolfo Costa, professore ordinario di Genetica; Piero Martin, professore di fisica sperimentale al Dipartimento di Fisica e Astronomia “G.Galilei”, e tra i finalisti del Premio Galileo 2018 insieme ad Alessandra Viola con Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti (Codice Edizioni, 2017); Giulia Treu, professoressa associata presso il Dipartimento di Matematica “Tullio Levi Civita” Maria Elena Valcher, professoressa ordinaria di Automatica del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione.

La giuria popolare che ha decretato il vincitore della tredicesima edizione del Premio è composta da 100 studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di cinque classi delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Padova ealtre cinque di altre province d’Italia (Brescia, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria).

IL PREMIO LETTERARIO GALILEO PER LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

Agli inizi del Seicento, quando insegnava all’Università di Padova, Galileo Galilei puntò per la prima volta un cannocchiale verso il cielo. Questo gesto provocò una rivoluzione nell’astronomia e diede avvio alla scienza moderna. Da quel primato cittadino nelle scienze è nato il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, rivolto soprattutto ai giovani,che ne sono i veri protagonisti. Il Premio, promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura, seleziona da tredici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Nelle scorse edizioni si sono succeduti come presidenti della Giuria Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli, Paolo Crepet, Dario Bressanini, Sandra Savaglio.

Qui di seguito i vincitori delle precedenti edizioni del Premio:

2007 / Francesco e Luigi Luca Cavalli Sforza, Perché la Scienza?
2008 / Andrea Frova, Se l’uomo avesse le ali
2009 / Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, Energia per l’astronave terra
2010 / Rino Ruppoli e Lisa Vozza, I vaccini dell’era globale
2011 / Piergiogio Odifreddi, C’è spazio per tutti. Il grande racconto della geometria
2012 / Alex Bellos, Il meraviglioso mondo dei numeri
2013 / Sergio Pistoi, Il DNA incontra Facebook. Viaggio nel supermarket della genetica
2014 / Frans de Waal, Il bonobo e l’ateo. In cerca di umanità fra i primati
2015 / Carlo Rovelli, La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose
2016 / Paolo Gallina, L’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale
2017 / Guido Tonelli, La nascita imperfetta delle cose
2018 / Stefano Mancuso, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro


GALILEO FESTIVAL, TUTTO ESAURITO PER LA CERIMONIA DI CONSEGNA DEL PREMIO GALILEO. SALE AFFOLLATE PER GLI INCONTRI CON PADRE PAOLO BENANTI ED ELENA CATTANEO

Domani Matteo Flora e Giuseppe Mayer parlano di hacker e fake news e Gunter Pauli apre la rassegna Segnavie con un confronto sulla Blue Economy

 

Convegni costantemente affollati e grande partecipazione di pubblico nella quinta giornata del Galileo Festival, che ha avuto uno dei suoi punti cardine nella cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo 2019, uno degli eventi più attesi della Settimana della Scienza e Innovazione. Il Premio, promosso dal Comune di Padova, che da tredici anni seleziona i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente, è stato assegnato quest’anno a Cristina Cattaneo, che ha vinto il prestigioso riconoscimento con il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” (Raffaello Cortina Editore).

La giornata di oggi è proseguita poi con moltissimi altri incontri ed eventi all’insegna della scienza. In Sala Rossini del Caffè Pedrocchi, alle 10, Fabrizio Casadei, general manager Ecor International e amministratore delegato Il Sentiero International Campus, e Massimo Frasson, general manager Brevetti CEA, hanno raccontato “Storie d’innovazione. Ecco come competono le industrie italiane”: a condurre l’evento Massimo Cerofolini, giornalista Eta Beta Rai Radio2. Sempre in Sala Rossini, alle 11.30, Raffaele Bonini, partner e chief financial officer Studio Bonini, ha discusso con Alessandro Cegalin, legal e IP manager FITT, Elena Dal Maso, titolare Kruman, e Paolo Marchioro, mandatario Europeo, della “Direzione export: nuove competenze per proteggere l’innovazione Made in Italy”. In Sala Paladin di Palazzo Moroni, alle 11.30, è stata protagonista “La Rete e le nuove modalità di raccolta fondi”, con gli interventi di Ivana Pais, docente di Sociologia Università Cattolica di Milano e autore di Crowdfunding. La via collaborativa all’imprenditorialità (Egea), e Angelo Rindone, fondatore Produzioni Dal Basso e amministratore delegato FolkFunding. Introduce e modera Silvia Rita Sedita, docente di Marketing Università di Padova. Sempre alle 11.30, in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico ed ai rapporti con le imprese all’Università di Padova, Piero Formica, senior research fellow, Innovation Value Institute, Maynooth University (Ireland), e Alessandro Russello, direttore Corriere del Veneto, hanno riflettuto su “Le parole dell’innovazione: dialogo sul significato e i termini usati nell’innovazione”. Grande interesse per l’evento che si tenuto alle 15 al Caffè Pedrocchi: Brian Donnellan, docente di Information Systems Innovation, Business School, Maynooth University, e codirettore Innovation Value Institute Maynooth University, ha tenuto una Keynote speech sul tema de “Le politiche Industry 4.0 in Europa”. È seguita una tavola rotonda in cui sono intervenuti Carlo Bagnoli, membro SMACT e delegato Strategy Innovation Università Ca’ Foscari di Venezia, Laura Bruni, relazioni istituzionali Schneider Electric, Antonella Candiotto, presidente Galdi, e Gianni Potti, delegato per le politiche Industry 4.0 Confindustria Veneto.

Un altro evento di grande interesse si è tenuto alle 15 in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, dove si è tenuta la lectio magistralis di Elena Cattaneo, docente di Farmacologia Università di Milano, docente universitaria, farmacologa, biologa, senatrice a vita e presidente della Giuria del Premio Galileo 2019, dal titolo “Huntington: storia di un gene antico tra ricerca e partecipazione”. Sempre alle 15, in sala Paladin di Palazzo Moroni, si è discusso del lavoro degli anni Dieci con l’incontro organizzato da Niuko, “Reverse mentoring in azienda: dai giovani un alfabeto per decifrare il cambiamento”, con gli interventi di Silvia Bordignon, human resources director BAXI, Fabio Parmeggiani, HR vice president Italia Schneider Electric, e Marina Pezzoli, partner Niuko, mentre al Polo Multifunzionale di Agripolis a Legnaro si sono tenute delle visite guidate a cura di Anita Bergamo, operatrice volontaria Servizio Civile Universale al Museo didattico di Medicina Veterinaria Università di Padova, Carlo Corvino, operatore volontario Servizio Civile Universale al Museo Diffuso Campus di Agripolis Università di Padova, Carlo Guglielmini, docente di Patologia medica e legislazione veterinaria Università di Padova e direttore Ospedale Didattico Veterinario, Giuseppe Palmisano, curatore Museo didattico di Medicina Veterinaria Università di Padova, Paolo Paolucci, curatore Museo diffuso Campus di Agripolis Università di Padova, e Giampaolo Zanin, ricercatore e docente di Orticoltura e Floricoltura Università di Padova. Alle 16, in Sala dei Giganti a Palazzo del Capitanio, il lavoro è tornato, con l’incontro moderato da Stefano Carosio, direttore Unismart Padova Enterprise, sul “Perché i giovani scappano dal nostro Paese: testimonianze e dibattito sui talenti che scelgono di lavorare all’estero”. Sono intervenuti Lorenzo Danese, application engineer Tesla (Amsterdam), Alessandro Mistretta, tech transfer & innovation unit manager Unismart Padova Enterprise, Eleonora Pilla, portfolio optimiser Habitat Energy (Oxford), Valeria Paradies, cardiologo interventista Maasstad Ziekenhuis (Rotterdam), Cristina Pozzato, business analyst Nordea Bank (Copenhagen), Tiziana Sanavia, ricercatore Dipartimento di Biomedical Informatics, Harvard Medical School (Boston), Edoardo Simioni, senior data scientist Ørsted. Alle 16.30, al Caffè Pedrocchi padre Paolo Benanti, docente di Etica della tecnologia Pontificia Università Gregoriana, in dialogo con Gabriele Beccaria, giornalista La Stampa e responsabile Tuttoscienze, ha discusso dell’interessante tema dell’”Etica delle tecnologie”, mentre in sala Paladin di Palazzo Moroni si è tenuto un dibattito su “Le strategie di marketing nell’era digitale”, con gli interventi di Nicola Antonelli, direttore marketing LUISAVIAROMA.COM, Giorgio Soffiato, managing director Marketing Arena e autore di Marketing agenda. Strategie e strumenti per il manager dell’era digitale (Egea) e Stefano Micelli, docente di Economia e gestione delle imprese Università Ca’ Foscari Venezia, presidente Progetto Manifattura Milano. A Palazzo Cavalli, alla stessa ora, Rossella Marcucci, conservatore Museo Botanico Università di Padova, e Nicola Carrara, conservatore Museo di Antropologia Università di Padova, hanno discusso di “Piante erranti”, ossia di quelle piante che sono migrate in altri luoghi per la sopravvivenza.

Alle 18, in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, è tema di dibattito “L’economia circolare come driver per la creazione di valore in rete”, con gli interventi di Nicolò Alberti, sustainability office assistant Manni Group, Carlo Cavedon, project manager Circular Economy Desk Intesa Sanpaolo Innovation Center, Eleonora Di Maria, docente di Economia e gestione delle imprese Università di Padova, Maria Cristina Lavagnolo, docente di Ingegneria Sanitaria Ambientale Università di Padova, e Guido Zilli, responsabile sostenibilità Gruppo Dani. A moderare l’incontro, Stefano Carosio, direttore Unismart Padova Enterprise. Alla stessa ora, in Sala Paladin di Palazzo Moroni, si sta tenendo un incontro di grande interesse scientifico dedicato alle “Nuove tecnologie per la ricerca sul cancro”: l’evento, a cura di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, vede gli interventi di Luca Azzolin, ricercatore di Istologia Università di Padova, Teresa Manzo, ricercatore di Immunometabolismo e immunoterapia contro il cancro Istituto Europeo Oncologico, Francesca Del Bufalo, dirigente medico e ricercatore oncoematologo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Roma, e Valerio Voliani, ricercatore di nanomedicina Center for Nanotechnology Innovation @NEST, Istituto Italiano di Tecnologia. Sempre alle 18, al Caffè Pedrocchi, sono al centro del dibattito “I nuovi luoghi dell’innovazione”: ne discuteranno Luca de Pietro, direttore U.O. Regione del Veneto Strategia Ict e Agenda Digitale, Michele Polico, fondatore e amministratore delegato Young Digitals, e Valentina Temporin, co-founder fablab Pop Lab Rovigo; concluderà l’incontro l’intervento di Gianluca Forcolin, vicepresidente Regione del Veneto. Poi le scoperte spaziali torneranno sotto i riflettori: in Sala Anziani di Palazzo Moroni, alle 18, Antonella Vallenari, astronomo associato INAF, e Caterina Boccato, responsabile eventi e didattica INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, stanno svelando le “Ultime notizie dalla Via Lattea: la Missione Gaia”. La giornata si concluderà con l’incontro dedicato a “Leonardo. Discepolo dell’esperienza”: alle 21 al Centro Culturale Altinate San Gaetano, Massimo Polidoro, segretario nazionale CICAP-Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, ricostruirà la vita di Leonardo Da Vinci e ci porterà a capire come un uomo così singolare crebbe scoprendo di potere contare solo su se stesso e sul proprio innegabile talento, anticipando la nascita di quel metodo scientifico di cui egli va indubbiamente visto come il più illustre precursore.

La giornata di domani, sabato 11 maggio, si aprirà con l’incontro “Internet delle cose e robot non sono più un optional”: alle 10 al Caffè Pedrocchi si potranno ascoltare le testimonianze testimonianze di Ezio Fregnan, academy director e training manager risorse umane Comau, Marco Moro, presidente Morocolor, e Riccardo Pavanato, amministratore delegato Auxiell, rappresentanti di aziende che hanno fatto dell’innovazione il loro marchio di fabbrica. “From virtuality back to reality: la rappresentazione anatomica tra tradizione e innovazione” è poi il titolo dell’incontro che si terrà al MUSME – Museo di Storia della Medicina alle 10.30 e che vedrà gli interventi di Rafael Boscolo Berto, ricercatore di anatomia umana Università di Padova, Raffaele De Caro, docente di anatomia umana Università di Padova, Aron Emmi, borsista di ricerca all’Istituto di anatomia umana Università di Padova, Veronica Macchi, docente di anatomia umana Università di Padova, e Andrea Porzionato, docente di anatomia umana Università di Padova. Uno dei momenti più attesi della giornata si terrà poi al Teatro Verdi alle 11.30: dopo l’intervento di saluto di Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e l’introduzione di Antonio Maconi, curatore Galileo Festival dell’Innovazione, prenderà la parola Gunter Pauli, autore di Blue Economy (Edizioni Ambiente), economista e iniziatore dell’economia blu, un modello economico che rappresenta uno sviluppo della Green Economy e che ha l’obiettivo di creare un ecosistema sostenibile grazie alla trasformazione di sostanze precedentemente sprecate in merce redditizia. L’evento coinciderà con l’apertura del festival Segnavie 2019.

La giornata proseguirà con molti altri incontri dedicati alla cultura scientifica. Alle 15 al Caffè Pedrocchi, Matteo Flora, fondatore e amministratore delegato The Fool Group, e Giuseppe Mayer, chief digital officer Armando Testa, parleranno di “Hacker, democrazia e fake. Gli inganni e le potenzialità della rete svelati dagli specialisti”, mentre al MUSME Cristina Marogna, docente di Psicologia dinamica Università di Padova, psicoanalista SPI, spiegherà come si devono comportare i genitori con i figli alla scoperta dei nuovi media; alle 16.30 a Palazzo Cavalli Nicola Carrara, conservatore Museo di Antropologia Università di Padova, e Rossella Marcucci, conservatore Museo Botanico Università di Padova, discuteranno di migrazioni e del fatto che siamo tutti figli della terra africana, mentre alle 17.30 al MUSME Giovanni Lenzo, direttore sanitario AVIS Veneto, spiegherà perché è importante donare il sangue. Alle 18, nella Sala del Centro Comunale di Montegrotto Terme, Emanuele Biggi, naturalista e fotografo, coconduttore di Geo, e Luis Guariento, naturalista e coordinatore Giovani Naturalisti Esapolis, condotti da Enzo Moretto, direttore Butterfly Arc ed Esapolis, parleranno di “Esplorazione e fotografia per scoprire, conoscere e proteggere la natura”, mentre alle 18.30 in Sala Paladin di Palazzo Moroni Francesca Simion, docente di Psicologia dello sviluppo cognitivo e di Neuroscienze cognitive dello Sviluppo Università di Padova, parlerà delle capacità cognitive, comunicative e attenzionali presenti alla nascita.

Durante la giornata di domani, sarà possibile visitare diversi luoghi della scienza e progetti scientifici. Dalle 10 alle 13, sono in programma delle visite guidate al Museo di Macchine “Enrico Bernardi”, con prenotazione obbligatoria, mentre dalle 10 alle 18, al Centro Culturale Altinate San Gaetano, sarà aperta al pubblico un’esposizione/laboratorio per presentare i lavori di oltre 100 studenti di istituti padovani pertinenti a due progetti: Radiolab, per la ricerca e analisi del Radon nel territorio cittadino e Outreach, per promuovere la ricerca scientifica. Sono in programma anche delle visite guidate all’Orto Botanico di Padova, previste alle ore 11 e 11.15 e alle ore 15 e 15.15: la prenotazione è obbligatoria al numero 049 8273939 e la partecipazione prevede il pagamento del solo biglietto d’ingresso all’Orto Botanico. Le visite si ripeteranno con lo stesso orario e alle stesse condizioni anche nella giornata di domenica 12 maggio. Dalle 18, sono previsti poi tre turni di visita al Museo di Storia della Fisica: Fanny Marcon, assegnista di ricerca Centro di Ateneo per i Musei, Valentina Roberti, assegnista di ricerca Dipartimento di Fisica e Astronomia, e Camilla Quaglia cureranno le visite dedicate alla figura di Giovanni Poleni e alla fisica sperimentale della Padova del ‘700.

Informazioni utili

GALILEO SULLA RETE. Punto di riferimento per aggiornamenti in progress sul programma della Settimana è il sito internet, www.galileofestival.it, dove è possibile consultare il calendario degli eventi per data, luogo, relatore, registrarsi agli appuntamenti in programma e creare così il proprio calendario personalizzato. È anche attiva la comunità di Facebook (alla pagina ufficiale https://www.facebook.com/galileoinnovactionfestival/) e di Twitter, disponibile al profilo @GalileoFest; hashtag ufficiale della manifestazione #galileo19.

COME PARTECIPARE AGLI EVENTI. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti in sala sono limitati: si consiglia la registrazione all’evento di proprio interesse sul sito www.galileofestival.it per avere garanzia di accesso; per partecipare alle visite guidate, la prenotazione è obbligatoria. Per procedere alla registrazione, scegliere l’appuntamento di proprio interesse all’interno della sezione “Programma” e seguire le indicazioni. In ogni caso, per i registrati online l’accesso in sala è garantito solo presentandosi almeno 10 minuti prima dell’inizio dell’evento; eventuali posti non utilizzati saranno messi a disposizione di chi effettua la registrazione in loco.

10 Maggio 2019
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Galileo, sale affollate per Mantovani e le storie delle imprese innovative
9 Maggio 2019
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Galileo, nella terza giornata visite alla Città della Speranza e bufale sullo sbarco lunare

Il Galileo Festival è entrato nel vivo: la terza giornata della Settimana della Scienza è proseguita con incontri, laboratori e spettacoli affollati da un pubblico di esperti, curiosi e appassionati delle tematiche scientifiche.

L‘Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza oggi ha aperto le sue porte per uno speciale Open Day: dalle 16.30 alle 18 ha permesso ai visitatori che si saranno prenotati di conoscere le attività di ricerca scientifica che vengono svolte nella struttura direttamente dalla voce dei ricercatori. La giornata è proseguita con molti altri incontri all’insegna della scoperta: alle 16.30 nel Museo di Geologia e Paleontologia di Palazzo Cavalli, Marzia Breda, assegnista di ricerca all’Università di Padova e docente all’Università di Ferrara, in dialogo con Letizia Del Favero, tecnico di laboratorio del Museo di Geologia e Paleontologia, ha parlato di “Nani e giganti del Mediterraneo: i mammiferi colonizzano le isole”, riflettendo sul tema delle migrazioni, un fenomeno che non riguarda solo l’uomo, ma anche animali, piante e minerali. Sempre alle 16.30, in Sala Rossini del Caffè Pedrocchi, Agnese Sonato, divulgatrice scientifica, nanotecnologa, e cofondatrice di PLaNCK!, è stata la protagonista dell’evento “La scienza, una meraviglia da raccontare per e con i più piccoli. Il progetto PLaNCK! si racconta”. L’incontro, moderato da Erika Saggiorato, giornalista esperta in letteratura per l’infanzia, ha raccontato una delle realtà editoriali di successo nel campo della divulgazione scientifica nazionale, che parte dai bisogni e dalle domande dei più piccoli.

Alla Settimana della Scienza e dell’Innovazione si è parlato anche di energia: alle 16.30 in Sala Anziani di Palazzo Moroni Arturo Lorenzoni, vicesindaco del Comune di Padova, ha introdotto l’incontro dedicato ai “Nuovi materiali sotto il sole”.Maria Antonietta Loi, docente di Fotofisica e Optoelettronica all’Università di Groningen e visiting professor all’Università di Padova, in dialogo con Enzo Menna, docente di Chimica organica all’Università di Padova, ha spiegato come lo studio di nuovi materiali con proprietà optoelettroniche può svelarci prospettive illuminanti dal punto di vista dello sfruttamento dell’energia solare. “Luce e satelliti inquinano il cielo: cosa fare?”: questo è stato il tema che ha visto come protagonisti Roberto Ragazzoni, direttore INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, e Simone Zaggia, astronomo INAF-Osservatorio Astronomico di Padova. In Sala Anziani di Palazzo Moroni, si poi tenuto l’incontro dal titolo “Oltre i confini dell’azienda: l’innovazione collaborativa quale strumento di competitività delle Pmi”, che ha visto gli interventi di Marco Gorini, delegato italiano UNI/CNI presso ISO/TC279 Innovation Management, Barbara Sartori, avvocato – partner CBA, Claudia Sandei, docente di Diritto industriale e delle Nuove tecnologie all’Università di Padova, Lucio Antonello, dottore commercialista – partner Cortellazzo&Soatto, e Giovanni Bartucci, executive vicepresidente Alperia Bartucci. Alle 18, in Aula A del Dipartimento di Scienze Chimiche, Cesare Guaita, esperto di planetologia e cosmologia, ha parlato di “Spazio e vita extraterrestre”. Alle 18.30, alla Chiesa San Gaetano, si è tenuto l’incontro “Dalla fuga all’entropia: le forme del disordine nello spazio fisico e musicale”, mentre alle 20 in Aula A del Dipartimento di Scienze Chimiche, Pieralberto Marchetti, docente di Fisica teorica Università di Padova, parlerà di “Viaggi nello spazio/tempo: paradossi relativistici”.  Chiude la terza giornata della Settimana della Scienza e dell’Innovazione l’incontro a cura di CICAP-Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, anteprima Cicap Fest 2019, dal titolo “Luna? Sì, ci siamo andati”: alle 21 in Sala Paladin di Palazzo Moroni, Paolo Attivissimo, giornalista e curatore del sito Il Disiinformatico, smonterà in modo chiaro e divertente tutte le presunte “prove” che riguardano le voci secondo le quali l’uomo non è mai andato sulla Luna.

IL PROGRAMMA DI DOMANI

Dopo i primi tre giorni di “riscaldamento”, a partire da domani, giovedì 9 maggio ci sarà una vera e propria esplosione di eventi che attraverserà la città di Padova nel segno della scienza e dell’innovazione. Si parte con l’evento a cura della Scuola di Giurisprudenza e di Dipartimento di Diritto Pubblico, Internazionale e Comunitario Università di Padova, in programma per l’intera giornata in aula E di Palazzo Bo: dopo gli interventi di saluto di Rosario Rizzuto, rettore Università di Padova, Fabrizio Dughiero, presidente SMACT, prorettore al trasferimento tecnologico ed ai rapporti con le imprese Università di Padova, Patrizia Marzaro, direttore Dipartimento Diritto Pubblico Internazionale e Comunitario Università di Padova, Chiara Abatangelo, direttore Master in Giurista Internazionale d’Impresa Università di Padova, eStefano Bigolaro, presidente Associazione Veneta degli Avvocati Amministrativi, e l’introduzione di Mattia Fantinati, sottosegretario Ministro della Pubblica Amministrazione, si confronteranno su “Nuove Tecnologie per la P.A. – Trend e impatto regionale”Cristiana Benetazzo, docente di Diritto amministrativo Università di Padova, Enrico Carloni, docente di Diritto amministrativo Università di Perugia, Matteo Falcone, dottore di ricerca in Diritto amministrativo Università di Cagliari Teresa Alvaro, direttore generale Agenzia per l’Italia Digitale, Maurizio Pirazzini, vicesegretario generale Camera di Commercio di Ferrara,Fernanda Faini, responsabile assistenza giuridica PA digitale Regione Toscana, e Gianluigi Cogo, direzione ICT e Agenda Digitale Regione Veneto; coordina Gianluca Romagnoli, docente di Diritto dell’Economia Università di Padova. In seguito si confronteranno su “Reti e servizi innovativi per l’impresa e il mercato: big data e dintorni”Maurizio Bianchini, docente di Diritto commerciale Università di Padova, Antonio Dell’Atti, Università del Salento,Paolo Ghezzi, direttore generale InfoCamere, Sara Gobbato, avvocato, dottore di ricerca in Diritto dell’U.E, Gianluca Campus, legal manager technology and IP Sky Italia, Michele Romano, nextBI director Sanmarco Informatica, Fabrizio La Torre, nextBI consultant iot & big data Sanmarco Informatica, Marco Giada, plant planning and logistic manager Luxottica, eCecilia Pedrazza Gorlero, docente di Storia del Diritto Medievale e Moderno Università di Verona; coordina Maurizio Bianchini, docente di Diritto commerciale Università di Padova. Dalle 14 al Caffè Pedrocchi ci sarà poi un seminario su “Come si finanzia la ricerca oncologica”, con la partecipazione di Alessandro Carrer, ricercatore di Oncologia VIMM – Venetian Institute of Molecular Medicine di Padova, Matteo Massara, ricercatore Università di Losanna, e Maria Francesca Mossuto, scientific officer Peer Review Office AIRC.

Grande attesa per l’evento delle 15 in Aula Magna di Palazzo Bo, che vedrà l’intervento diAlberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico e presidente di Fondazione Humanitas, che parlerà del lungo rapporto tra “Immunità e ricerca: da un sogno a una nuova frontiera”. A seguire, dialogherà con Anna Meldolesi, giornalista e saggista Corriere della Sera e Le Scienze. Un altro incontro di grande interesse si svolgerà alle 15, in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano: “SMACT, si parte: programma e attività del Competence Center del Triveneto”. A discutere degli obiettivi del nuovo centro di competenza interuniversitario, Fabrizio Dughiero, presidente SMACT e prorettore al trasferimento tecnologico ed ai rapporti con le imprese dell’Università di Padova, Andrea Fornasier, responsabile LEF 4.0 e Diex, Unindustria Pordenone, Alfredo Maglione, presidente Optoi Microelectronics, Anna Matteo, responsabile digital transformation OVS, e Vito Perrone, direttore tecnico FPT Industrie. Alle 16 all’Accademia Galileiana di Scienze Lettere ed Arti, si terrà invece l’incontro “L’albero in città”, dedicato al rapporto tra verde e ambiente cittadino, che vedrà gli interventi di Margherita Azzi Visentini, già docente di Storia dell’architettura al Politecnico di Milano, Francesco Ferrini, docente di Arboricoltura all’Università di Firenze, Sergio Mutto Accordi, già docente di Patologia delle piante ornamentali Università di Padova, Gianpaolo Barbariol, già dirigente del Settore Verde Pubblico e sport del Comune di Padova, e Lamberto Briseghella, già docente di Dinamica delle costruzioni all’Università di Padova. Alle 16.30, al Museo di Mineralogia di Palazzo Cavalli, il conservatore del Museo Alessandro Guastoni, in dialogo conMariagabriella Fornasiero, conservatore del Museo di Geologia e Paleontologiadell’Università di Padova, discuterà degli interventi che spaziano “Dalla ricerca sul campo alle esposizioni mineralogiche nei musei”. A seguire, è in programma la visita guidata alla mostra “Migrazioni”, con prenotazione obbligatoria. Sempre alle 16.30, in Sala Rossini del Caffè Pedrocchi, si terrà un incontro a cura di Confartigianato Imprese Padova in cui Federica Gamba, responsabile amministrativo Gamba Stampi, e Mario Bustreo, fondatore Pressofusione Bustreo, racconteranno le “Storie d’innovazione. Quando la piccola impresa fa rete per sviluppare prodotti innovativi” delle loro aziende. Conduce Filiberto Zovico, fondatore ItalyPost. Alla stessa ora, in Sala Paladin di Palazzo Moroni, Stefano Allievi, sociologo, Lorenzo Forni, docente di Macroeconomia all’Università di Padova, e Andrea Miconi, docente di Sociologia dei Media all’Università IULM di Milano e autore di Surplus digitale. La filiera del valore da Marx al web (Egea), proveranno a rispondere alla domanda“Dove risiede la ricchezza nella rete?”.

Le imprese saranno poi protagoniste del “Dibattito sui percorsi formativi necessari per accelerare la trasformazione digitale delle nostre imprese”: in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, alle 16.30, Sergio Barel, amministratore delegato Brovedani, Katrin Helber, direttore formazione professionale DUAL Concept, Beatrice Maestri, innovation factory Electrolux,Daniela Mapelli, prorettore alla didattica dell’Università di Padova e docente di Psicobiologia e psicologia fisiologica all’Università di Padova, Tiziana Sanavia, ricercatore Dipartimento di Biomedical Informatics, Harvard Medical School (Boston), e Renzo Simonato, direttore regionale Nordest Intesa Sanpaolo, si confronteranno sui temi di Industria 4.0 e competenze digitali. Le imprese saranno al centro anche di un altro panel, in programma per le 18 in Sala Paladin di Palazzo Moroni: Alberto Baban, presidente VeNetWork, Marco Bettiol, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Padova, Eleonora Di Maria, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Padova, e Luca Foglieni, quality and process engineer Bellini, parleranno di “Champion Tech. La competitività fa rima con manifattura e digitale”, ossia di quelle aziende campionesse in ambito tecnologico. Alla stessa ora, all’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano, verranno esplorate “Le nuove frontiere della ricerca sul cancro. Genomica, immunologia, metabolismo, oncologia computazionale”. L’evento, a cura di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e moderato daRossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, vedrà gli interventi di Vincenzo Bronte, docente di Immunologia all’Università di Verona, Francesca Demichelis, docente di Biologia Molecolare all’Università di Trento, Antonio Moschetta, docente di Medicina interna all’Università di Bari, e Giovanni Tonon, oncologo dell’Ospedale San Raffaele. Sempre alle 18, in Sala Anziani di Palazzo Moroni, Adriano Zamperini, direttore master in Dirigente della sicurezza urbana e contrasto alla violenza all’Università di Padova, discuterà di “Scienze psicologiche per la sicurezza”.

La giornata si concluderà con due iniziative di grande interesse. La prima è quella delle “Cene con la ricerca”: dalle 20 alle 23, sarà possibile sedersi a tavola con 13 docenti dell’Università di Padova, esperti delle diverse discipline scientifiche, e partecipare a interessanti dibattiti su salute, tecnologia, astronomia e molti altri temi in alcuni ristoranti della città di Padova.

La giornata di giovedì si concluderà poi con l’incontro che anticiperà la cerimonia di premiazione del Premio Galileo 2019,in programma per venerdì 10 maggio alle 10.30 in Aula Magna di Palazzo del Bo: al Centro Culturale Altinate San Gaetano alle 20.30 i cinque finalisti –CristinaCattaneo, autore di Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo‎ (Raffaello Cortina editore), Roberto Defez, autore di Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia‎ (Codice Edizioni), Pietro Greco, curatore di Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile‎ (Carocci editore), Sandra Savaglio, autore di Tutto l’universo per chi ha poco Spazio-Tempo (Mondadori), e Peter Wadhams, autore di Addio ai ghiacci‎. Rapporto dall’Artico (Bollati Boringhieri editore) – presenteranno le loro opere, intervistati da alcuni dei giornalisti che compongono la giuria scientifica del Premio: Gabriele Beccaria, giornalista La Stampa e responsabile Tuttoscienze, Elena Dusi, giornalista La Repubblica, Anna Meldolesi, giornalista e saggista Corriere della Sera e Le Scienze, e Rossella Panarese, autrice e conduttrice Radio3Scienza. Conduce Antonio Maconi, curatore Galileo Festival dell’Innovazione.

Informazioni utili

GALILEO SULLA RETE. Punto di riferimento per aggiornamenti in progress sul programma della Settimana è il sito internet, http://www.galileofestival.it, dove è possibile consultare il calendario degli eventi per data, luogo, relatore, registrarsi agli appuntamenti in programma e creare così il proprio calendario personalizzato. È anche attiva la comunità di Facebook (alla pagina ufficiale https://www.facebook.com/galileoinnovactionfestival/) e di Twitter, disponibile al profilo @GalileoFest; hashtag ufficiale della manifestazione #galileo19.

COME PARTECIPARE AGLI EVENTI. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti in sala sono limitati: si consiglia la registrazione all’evento di proprio interesse sul sito www.galileofestival.it per avere garanzia di accesso; per partecipare alle visite guidate, la prenotazione è obbligatoria. Per procedere alla registrazione, scegliere l’appuntamento di proprio interesse all’interno della sezione “Programma” e seguire le indicazioni. In ogni caso, per i registrati online l’accesso in sala è garantito solo presentandosi almeno 10 minuti prima dell’inizio dell’evento; eventuali posti non utilizzati saranno messi a disposizione di chi effettua la registrazione in loco.

8 Maggio 2019
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Secondo giorno al Galileo Festival, tutto esaurito per big data e visite alla Specola

Sale affollate e grande partecipazione di pubblico nella seconda giornata del Galileo Festival dell’Innovazione, a Padova fino a domenica 12 maggio con numerosi incontri, dibattiti, laboratori e spettacoli all’insegna della scienza. In particolare, le visite all’Osservatorio Astronomico hanno registrato il tutto esaurito.

Gli appuntamenti della giornata di oggi hanno preso il via dalle 15, con la conferenza dedicata a “Ricerca e innovazione al Campus di Agripolis”: in Sala Anziani di Palazzo Moroni hanno preso la parola Lucia Bailoni, docente di Nutrizione e Alimentazione Animale Università di Padova, Maurizio Borin, docente di Agronomia generale, Sustainable agriculture, Agrometeorologia e Agronomia Università di Padova, Raffaele Cavalli, docente di Meccanica Agraria Università di Padova, e Mario Pietrobelli, docente di Malattie parassitarie Università di Padova. Sempre alle 15, in Sala Paladin di Palazzo Moroni, si è parlato di “Fattori umani nella sicurezza stradale. Esperienze al simulatore di guida”, con gli interventi di Riccardo Rossi, docente di Teoria e tecnica della circolazione all’Università di Padova, Francesca Freuli, assegnista di ricerca in Psicologia Cognitiva Applicata Università di Padova, Giulia Gaita, assegnista di ricerca Università di Padova, Massimiliano Gastaldi, docente di Logistica e trasporto delle merci Università di Padova, e Mariaelena Tagliabue, ricercatore di Psicologia generale Università di Padova. Ma al Galileo Festival non sono in programma solo convegni e seminari. Alle 16 in Sala Carmeli, infatti, si è tenuta la rappresentazione teatrale “Il filosofo e la regina”, a cura di Maurizio Lovisetti. Lo spettacolo, con la partecipazione di Annalisa Santini, Daniele Squassina, Dorina Frati e Maurizio Lovisetti, ha portato in scena un dialogo immaginario fra la regina Cristina di Svezia e il matematico e filosofo Renè Descartes.

La giornata è proseguita con due incontri su “La protezione di suolo e territorio”: in Sala Paladin di Palazzo Moroni, Massimiliano Ferronato, docente di Analisi numerica all’Università di Padova, e Pietro Teatini, docente di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, hanno discusso dei possibili effetti geomeccanici delle trivellazioni per la produzione di idrocarburi in Italia, e a seguire Paolo Salandin, docente di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, ha spiegato gli attraversamenti fluviali e la compatibilità idraulica dei ponti. Al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte di Palazzo Liviano si è tenuto poi l’incontro dedicato al “Progetto MemO e le collezioni archeologiche dell’Università di Padova”: Monica Salvadori, docente di Arte classica all’Università di Padova e responsabile del progetto MemO, Monica Baggio, dottore di ricerca in Archeologia classica Università di Padova, gruppo di ricerca Progetto MemO, Alessandra Menegazzi, conservatore Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, gruppo di ricerca Progetto MemO, e Luca Zamparo, borsista di ricerca progetto MemO, hanno raccontato la storia del progetto, nato dalla consapevolezza del ruolo sociale e culturale che il patrimonio ceramico greco ha giocato e continua a giocare nella definizione della nostra identità occidentale.

Al Caffè Pedrocchi si è tenuto poi l’incontro curato da Blum, Crclex e Lexjus Sinacta dal titolo “Data Valley: i dati come leva di crescita per imprese e territorio”. Dopo gli interventi di saluto di Luca Barbieri, fondatore Blum, Fabrizio Dughiero, presidente SMACT, prorettore al trasferimento tecnologico ed ai rapporti con le imprese Università di Padova, Carlo Rossi Chauvenet, partner CRCLEX, presidente Centro nazionale lot e privacy, e Carlo Pasqualetto, delegato all’Innovazione Comune di Padova, sono intervenuti Daniele Bobba, partner Analytics, Deloitte Consulting, Gianluigi Cogo, direzione ICT e Agenda Digitale Regione Veneto, Paolo Ghezzi, direttore generale InfoCamere, Pietro Lanza, blockchain leader IBM Italia, Arturo Lorenzoni, vicesindaco Comune di Padova, docente di Economia dell’energia Università di Padova, Marco Paiola, docente di Strategia d’impresa e marketing Università di Padova, coordinatore DT-Lab (Digital Trasformation Lab), Manola Tegon, direzione ICT e Agenda Digitale Regione Veneto. Il pomeriggio di oggi ha offerto poi la straordinaria occasione di visitare gratuitamente l’Osservatorio Astronomico di Padova: le visite guidate, hanno permesso di scoprire l’ambiente del Museo La Specola, dove sono ospitati i grandi telescopi ottocenteschi utilizzati dagli astronomi padovani fino a metà del ‘900, e gli spazi dei Laboratori dove si stanno costruendo i nuovi telescopi e strumenti per l’esplorazione del cielo. I visitatori sono entrati nella Sala Iscrizione del Museo, nella sala Jappelli e nei Laboratori dell’Osservatorio, dove ricercatori e tecnologi dell’INAF-OAPd hanno illustrato il loro lavoro e il lungo percorso che ha trasformato l’astronomia negli ultimi 150 anni, proiettandola verso il futuro.

La giornata è proseguita poi con altri interessanti appuntamenti con la scienza. Alle 18, in Sala Paladin di Palazzo Moroni, si è parlato di “Inquinamento atmosferico e salute”: sono intervenuti Marco Marani, docente di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, Alberto Pivato, docente di Controllo dell’inquinamento atmosferico all’Università di Padova, Rosario Marchese Ragona, docente di Otorinolaringoiatria all’Università di Padova, e Andrea Vianello, direttore di Fisiopatologia Respiratoria dell’Ospedale di Padova, presentando i dati sulla concentrazione di polveri sottili a Padova e i possibili effetti sul sistema respiratorio. A moderare l’incontro, Carlo Pellegrino, direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale all’Università di Padova. Sempre alle 18, presso la Scuola Galileiana di Studi Superiori, Arturo Lorenzoni, vicesindaco del Comune di Padova, e Riccardo Rossi, docente di Teoria e tecnica della circolazione all’Università di Padova, sono stati i protagonisti dell’incontro “SustainABILITY – Muoversi con coscienza a lungo e a corto raggio”, in cui è stato presentato il progetto SustainABILITY, portato avanti da un gruppo di studenti dell’Università di Padova e dedicato al tema della sostenibilità con l’obiettivo di far nascere delle proposte concrete da adottare nella vita quotidiana. Le bufale scientifiche sono tornate sotto i riflettori con l’incontro “Perché le fake news hanno così successo? Comunicare la scienza al tempo delle post-verità”, curato da Radiowave Festival: Telmo Pievani, docente di Filosofia delle scienze biologiche all’Università di Padova, ha riflettuto su un problema sempre più attuale nell’ambito della comunicazione scientifica. La giornata di oggi si concluderà con l’incontro a cura di CICAP-Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, anteprima del Cicap Fest 2019, dal titolo “Dalla luna di Leopardi alla vita del cosmo”: alle 21 in Sala Paladin di Palazzo Moroni, il fisico e divulgatore Roberto Vanzetto parlerà di insospettabili influenze lunari, scudi magnetici e zone abitabili, e del lungo viaggio dell’uomo alla scoperta del Sistema solare…e oltre.

Nella giornata di domani, mercoledì 8 maggio, l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza aprirà le sue porte per uno speciale Open Day: dalle 16.30 alle 18 permetterà ai visitatori che si saranno prenotati di conoscere le attività di ricerca scientifica che vengono svolte nella struttura direttamente dalla voce dei ricercatori. Ma il terzo giorno della Settimana della Scienza e dell’Innovazione ha in programma anche molti altri incontri all’insegna della scoperta: alle 16.30 nel Museo di Geologia e Paleontologia di Palazzo Cavalli, Marzia Breda, assegnista di ricerca all’Università di Padova e docente all’Università di Ferrara, in dialogo con Letizia Del Favero, tecnico di laboratorio del Museo di Geologia e Paleontologia, parlerà di “Nani e giganti del Mediterraneo: i mammiferi colonizzano le isole”, riflettendo sul tema delle migrazioni, un fenomeno che non riguarda solo l’uomo, ma anche animali, piante e minerali. Al termine dell’incontro, è in programma una visita guidata alla mostra “Migrazioni” fino alle 18.30: la prenotazione è obbligatoria. Sempre alle 16.30, in Sala Rossini del Caffè Pedrocchi, Agnese Sonato, divulgatrice scientifica, nanotecnologa, e cofondatrice di PLaNCK!, sarà la protagonista dell’evento “La scienza, una meraviglia da raccontare per e con i più piccoli. Il progetto PLaNCK! si racconta”. L’incontro, moderato da Erika Saggiorato, giornalista esperta in letteratura per l’infanzia, racconterà una delle realtà editoriali di successo nel campo della divulgazione scientifica nazionale, che parte dai bisogni e dalle domande dei più piccoli.

Alla Settimana della Scienza e dell’Innovazione si parlerà anche di energia: alle 16.30 in Sala Anziani di Palazzo Moroni Arturo Lorenzoni, vicesindaco del Comune di Padova, introdurrà l’incontro dedicato ai “Nuovi materiali sotto il sole”. Maria Antonietta Loi, docente di Fotofisica e Optoelettronica all’Università di Groningen e visiting professor all’Università di Padova, in dialogo con Enzo Menna, docente di Chimica organica all’Università di Padova, spiegherà come lo studio di nuovi materiali con proprietà optoelettroniche può svelarci prospettive illuminanti dal punto di vista dello sfruttamento dell’energia solare. “Luce e satelliti inquinano il cielo: cosa fare?”: proveranno a dare una risposta a questa domanda Roberto Ragazzoni, direttore INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, e Simone Zaggia, astronomo INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, nell’incontro, moderato da Caterina Boccato, responsabile eventi e didattica INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, che si svolgerà in Sala Rossini del Caffè Pedrocchi alle 18. Alla stessa ora, in Sala Anziani di Palazzo Moroni, si terrà l’incontro dal titolo “Oltre i confini dell’azienda: l’innovazione collaborativa quale strumento di competitività delle Pmi”, che vedrà gli interventi di Marco Gorini, delegato italiano UNI/CNI presso ISO/TC279 Innovation Management, Barbara Sartori, avvocato – partner CBA, Claudia Sandei, docente di Diritto industriale e delle Nuove tecnologie all’Università di Padova, Lucio Antonello, dottore commercialista – partner Cortellazzo&Soatto, e Giovanni Bartucci, executive vicepresidente Alperia Bartucci. Alle 18, in Aula A del Dipartimento di Scienze Chimiche, Cesare Guaita, esperto di planetologia e cosmologia, parlerà di “Spazio e vita extraterrestre”, mentre all’ex Macello verranno mostrati gli esperimenti della mostra “Sperimentando”. Alle 18.30, alla Chiesa San Gaetano, si terrà l’incontro “Dalla fuga all’entropia: le forme del disordine nello spazio fisico e musicale”, mentre alle 20 in Aula A del Dipartimento di Scienze Chimiche, Pieralberto Marchetti, docente di Fisica teorica Università di Padova, parlerà di “Viaggi nello spazio/tempo: paradossi relativistici”.  Chiude la terza giornata della Settimana della Scienza e dell’Innovazione l’incontro a cura di CICAP-Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, anteprima Cicap Fest 2019, dal titolo “Luna? Sì, ci siamo andati”: alle 21 in Sala Paladin di Palazzo Moroni, Paolo Attivissimo, giornalista e curatore del sito Il Disiinformatico, smonterà in modo chiaro e divertente tutte le presunte “prove” che riguardano le voci secondo le quali l’uomo non è mai andato sulla Luna.

Informazioni utili

GALILEO SULLA RETE. Punto di riferimento per aggiornamenti in progress sul programma della Settimana è il sito internet, www.galileofestival.it, dove è possibile consultare il calendario degli eventi per data, luogo, relatore, registrarsi agli appuntamenti in programma e creare così il proprio calendario personalizzato. È anche attiva la comunità di Facebook (alla pagina ufficiale https://www.facebook.com/galileoinnovactionfestival/) e di Twitter, disponibile al profilo @GalileoFest; hashtag ufficiale della manifestazione #galileo19.

COME PARTECIPARE AGLI EVENTI. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti in sala sono limitati: si consiglia la registrazione all’evento di proprio interesse sul sito www.galileofestival.it per avere garanzia di accesso; per partecipare alle visite guidate, la prenotazione è obbligatoria. Per procedere alla registrazione, scegliere l’appuntamento di proprio interesse all’interno della sezione “Programma” e seguire le indicazioni. In ogni caso, per i registrati online l’accesso in sala è garantito solo presentandosi almeno 10 minuti prima dell’inizio dell’evento; eventuali posti non utilizzati saranno messi a disposizione di chi effettua la registrazione in loco.

7 Maggio 2019
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A Padova al via il Galileo Festival: sale affollate già dai primi appuntamenti

Grande partecipazione di pubblico nella giornata di avvio della Settimana della Scienza e dell’Innovazione, che ha preso ufficialmente il via oggi pomeriggio con un incontro a cura del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova: Vito Di Noto, docente di Elettrochimica per l’energia e la chimica dello stato solido all’Università di Padova, ha condotto un incontro sulle conseguenze dell’utilizzo di “Batterie e celle a combustibile nel nostro futuro”. Nel pomeriggio si è tenuto anche un laboratorio dal titolo “Incontro con le particelle: alla scoperta di un rivelatore di particelle con un visore 3D”: Ezio Torassa, primo ricercatore dell’INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Sezione di Padova, ha coordinato l’incontro, in cui i visitatori hanno avuto la possibilità di “entrare” all’interno di un rivelatore di particelle, controllare le interazioni dell’acceleratore e analizzare le tracce lasciate dalle diverse particelle. Un altro incontro di grande interesse ha avuto come tema le “Illusioni ottiche e come gli animali vedono il mondo”: Christian Agrillo, ricercatore di Scienze Psicologiche all’Università di Padova, ha presentato alcuni studi sulla visione delle diverse specie animali condotti su mammiferi, uccelli e pesci.

Al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte di Palazzo Liviano, si è tenuta una conferenza dal titolo “Padova invisibile: dalla conoscenza alla divulgazione virtuale della città antica di Patavium”, in cui sono intervenuti Jacopo Bonetto, docente di Archeologia greca e romana Università di Padova, Chiara Callegaro e Maurizio Perticarini, assegnisti di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale dell’Università di Padova, e Filippo Carraro e Alessandro Mazzariol, assegnisti di ricerca del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova. Durante l’evento, è stato illustrato un progetto di ricerca e di divulgazione centrato sulla riscoperta dei resti dell’antica città di Patavium. Il ricco pomeriggio della prima giornata della Settimana della Scienza e dell’Innovazione ha offerto anche la possibilità di scoprire alcuni degli esperimenti presentati a “Sperimentando”, una mostra scientifica interattiva a cura di Laura Magrinelli, docente di Scienze Naturali e Biologiche, e Ariella Metellini, già docente di Matematica e Fisica Istituto Tecnico Agrario Duca degli Abruzzi; nonché l’opportunità di visitare il Planetario di Padova, che festeggia i suoi primi dieci anni. Entrambe le iniziative si ripeteranno anche nelle giornate di domani, di mercoledì 8 maggio e di domenica 12 maggio.

Stasera, alle 18.30 al MUSME, Gabriele Falciasecca, docente di Propagazione Università di Bologna, parlerà dello sviluppo delle telecomunicazioni, “Dalla radio al wifi”. La prima giornata della Settimana della Scienza e Innovazione si concluderà con l’incontro “Scie chimiche e altre bufale: come difendersi dalla pseudo scienza del web”: alle 21 presso la Sala Paladin di Palazzo Moroni, David Puente, giornalista e “cacciatore di bufale”, spiegherà come riconoscere le fake news e acquisire gli strumenti utili per non farsi abbindolare. L’evento sarà un’anteprima del Cicap Fest 2019. Sempre alle 21, al MUSME, verrà proiettato il film di Morten Tyldum, “The imitation game”.

IL PROGRAMMA DI DOMANI

Gli appuntamenti della giornata di domani, martedì 7 maggio, prenderanno il via dalle 15, con la conferenza dedicata a “Ricerca e innovazione al Campus di Agripolis”: in Sala Anziani di Palazzo Moroni prenderanno la parola Lucia Bailoni, docente di Nutrizione e Alimentazione Animale Università di Padova, Maurizio Borin, docente di Agronomia generale, Sustainable agriculture, Agrometeorologia e Agronomia Università di Padova, Raffaele Cavalli, docente di Meccanica Agraria Università di Padova, e Mario Pietrobelli, docente di Malattie parassitarie Università di Padova. Sempre alle 15, in Sala Paladin di Palazzo Moroni, si parlerà di “Fattori umani nella sicurezza stradale. Esperienze al simulatore di guida”. L’evento vedrà gli interventi di Riccardo Rossi, docente di Teoria e tecnica della circolazione all’Università di Padova, Francesca Freuli, assegnista di ricerca in Psicologia Cognitiva Applicata Università di Padova, Giulia Gaita, assegnista di ricerca Università di Padova, Massimiliano Gastaldi, docente di Logistica e trasporto delle merci Università di Padova, e Mariaelena Tagliabue, ricercatore di Psicologia generale Università di Padova. Modera Carlo Pellegrino, direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale dell’Università di Padova. Ma in programma non ci sono solo convegni e seminari. Alle 16 in Sala Carmeli, infatti, si terrà la rappresentazione teatrale “Il filosofo e la regina”, a cura di Maurizio Lovisetti. Lo spettacolo, con la partecipazione di Annalisa Santini, Daniele Squassina, Dorina Frati e Maurizio Lovisetti, metterà in scena un dialogo immaginario fra la regina Cristina di Svezia e il matematico e filosofo Renè Descartes.

La giornata continua con due incontri su “La protezione di suolo e territorio”: in Sala Paladin di Palazzo Moroni, dalle 16.30, Massimiliano Ferronato, docente di Analisi numerica all’Università di Padova, e Pietro Teatini, docente di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, discuteranno dei possibili effetti geomeccanici delle trivellazioni per la produzione di idrocarburi in Italia, e a seguire Paolo Salandin, docente di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, spiegherà gli attraversamenti fluviali e la compatibilità idraulica dei ponti; modera Carlo Pellegrino, direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale dell’Università di Padova. Dalle 16.30 al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte di Palazzo Liviano si terrà poi l’incontro dedicato al “Progetto MemO e le collezioni archeologiche dell’Università di Padova”: Monica Salvadori, docente di Arte classica all’Università di Padova e responsabile del progetto MemO, Monica Baggio, dottore di ricerca in Archeologia classica Università di Padova, gruppo di ricerca Progetto MemO, Alessandra Menegazzi, conservatore Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, gruppo di ricerca Progetto MemO, e Luca Zamparo, borsista di ricerca progetto MemO,, racconteranno la storia del progetto, nato dalla consapevolezza del ruolo sociale e culturale che il patrimonio ceramico greco ha giocato e continua a giocare nella definizione della nostra identità occidentale. A seguire, sono in programma due turni di visita in contemporanea alle collezioni del Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, della durata di 20 minuti: la prenotazione è obbligatoria.

Alle 17.30, in Sala Rossini del Caffè Pedrocchi, ci sarà poi l’incontro curato da Blum, Crclex e Lexjus Sinacta dal titolo “Data Valley: i dati come leva di crescita per imprese e territorio”. Dopo gli interventi di saluto di Luca Barbieri, fondatore Blum, Fabrizio Dughiero, presidente SMACT, prorettore al trasferimento tecnologico ed ai rapporti con le imprese Università di Padova, Carlo Rossi Chauvenet, partner CRCLEX, presidente Centro nazionale lot e privacy, e Carlo Pasqualetto, delegato all’Innovazione Comune di Padova, interverranno Daniele Bobba, partner Analytics, Deloitte Consulting, Gianluigi Cogo, direzione ICT e Agenda Digitale Regione Veneto, Paolo Ghezzi, direttore generale InfoCamere, Pietro Lanza, blockchain leader IBM Italia, Arturo Lorenzoni, vicesindaco Comune di Padova, docente di Economia dell’energia Università di Padova, Marco Paiola, docente di Strategia d’impresa e marketing Università di Padova, coordinatore DT-Lab (Digital Trasformation Lab), Manola Tegon, direzione ICT e Agenda Digitale Regione Veneto. Modera Domenico Lanzilotta, direttore Veneto Economia. Il pomeriggio di martedì 7 maggio offrirà poi la straordinaria occasione di visitare gratuitamente l’Osservatorio Astronomico di Padova: le visite guidate, della durata di un’ora e suddivise in tre turni, con inizio rispettivamente alle 17, alle 17.30 e alle 18 (prenotazione obbligatoria), permetteranno di scoprire l’ambiente del Museo La Specola, dove sono ospitati i grandi telescopi ottocenteschi utilizzati dagli astronomi padovani fino a metà del ‘900, e gli spazi dei Laboratori dove si stanno costruendo i nuovi telescopi e strumenti per l’esplorazione del cielo. I visitatori entreranno nella Sala Iscrizione del Museo, nella sala Jappelli e nei Laboratori dell’Osservatorio, dove ricercatori e tecnologi dell’INAF-OAPd illustreranno il loro lavoro e il lungo percorso che ha trasformato l’astronomia negli ultimi 150 anni, proiettandola verso il futuro.

La giornata proseguirà poi con altri interessanti appuntamenti con la scienza. Alle 18, in Sala Paladin di Palazzo Moroni, si parlerà di “Inquinamento atmosferico e salute”: interverranno Marco Marani, docente di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, Alberto Pivato, docente di Controllo dell’inquinamento atmosferico all’Università di Padova, Rosario Marchese Ragona, docente di Otorinolaringoiatria all’Università di Padova, e Andrea Vianello, direttore di Fisiopatologia Respiratoria dell’Ospedale di Padova, presentando i dati sulla concentrazione di polveri sottili a Padova e i possibili effetti sul sistema respiratorio. A moderare l’incontro, Carlo Pellegrino, direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale all’Università di Padova. Sempre alle 18, presso la Scuola Galileiana di Studi Superiori, Arturo Lorenzoni, vicesindaco del Comune di Padova, e Riccardo Rossi, docente di Teoria e tecnica della circolazione all’Università di Padova, saranno i protagonisti dell’incontro “SustainABILITY – Muoversi con coscienza a lungo e a corto raggio”, in cui verrà presentato il progetto SustainABILITY, portato avanti da un gruppo di studenti dell’Università di Padova e dedicato al tema della sostenibilità con l’obiettivo di far nascere delle proposte concrete da adottare nella vita quotidiana. Alle 18, all’ex Macello di via Corrado, verranno proposti alcuni degli esperimenti presentati alla mostra “Sperimentando”. Le bufale scientifiche tornano sotto i riflettori con l’incontro “Perché le fake news hanno così successo? Comunicare la scienza al tempo delle post-verità”, curato da Radiowave Festival: Telmo Pievani, docente di Filosofia delle scienze biologiche all’Università di Padova, rifletterà su un problema sempre più attuale nell’ambito della comunicazione scientifica. La giornata di martedì si concluderà con l’incontro a cura di CICAP-Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, anteprima del Cicap Fest 2019, dal titolo “Dalla luna di Leopardi alla vita del cosmo”: alle 21 in Sala Paladin di Palazzo Moroni, il fisico e divulgatore Roberto Vanzetto parlerà di insospettabili influenze lunari, scudi magnetici e zone abitabili, e del lungo viaggio dell’uomo alla scoperta del Sistema solare…e oltre.

Informazioni utili

GALILEO SULLA RETE. Punto di riferimento per aggiornamenti in progress sul programma della Settimana è il sito internet, www.galileofestival.it, dove è possibile consultare il calendario degli eventi per data, luogo, relatore, registrarsi agli appuntamenti in programma e creare così il proprio calendario personalizzato. È anche attiva la comunità di Facebook (alla pagina ufficiale https://www.facebook.com/galileoinnovactionfestival/) e di Twitter, disponibile al profilo @GalileoFest; hashtag ufficiale della manifestazione #galileo19.

COME PARTECIPARE AGLI EVENTI. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti in sala sono limitati: si consiglia la registrazione all’evento di proprio interesse sul sito www.galileofestival.it per avere garanzia di accesso; per partecipare alle visite guidate, la prenotazione è obbligatoria. Per procedere alla registrazione, scegliere l’appuntamento di proprio interesse all’interno della sezione “Programma” e seguire le indicazioni. In ogni caso, per i registrati online l’accesso in sala è garantito solo presentandosi almeno 10 minuti prima dell’inizio dell’evento; eventuali posti non utilizzati saranno messi a disposizione di chi effettua la registrazione in loco.

6 Maggio 2019
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30 Aprile 2019
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Dal 6 al 12 maggio Padova sarà per una settimana capitale della scienza e dell’innovazione. Tornano il Premio Galileo e il Galileo Festival con più di 80 eventi e 200 relatori

Padova è la città di Galileo Galilei, una delle capitali italiane della Scienza e dell’Innovazione. Cultura scientifica e capacità di trasferire tecnologie al mondo delle imprese vi fioriscono da secoli: Padova è una città il cui patrimonio culturale si identifica in larga parte con le istituzioni scientifiche che vi sono insediate.

Ed è in questo contesto che – dopo la proficua collaborazione dello scorso anno, in cui il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica e il Galileo Festival dell’Innovazione hanno unito le forze creando una grande manifestazione nel segno della scienza – quest’anno il progetto diventa ancora più ambizioso: dal 6 al 12 maggio la manifestazione si allarga fino a diventare La settimana della Scienza e dell’Innovazione, sette giorni in cui oltre 30 realtà del mondo scientifico, culturale, imprenditoriale e associativo e le istituzioni cittadine proporranno iniziative nelle proprie sedi o in vari spazi, trasformando la città nel capoluogo del sapere scientifico e della divulgazione e aprendo al pubblico i luoghi della scienza. Read more

24 Aprile 2019
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Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica 2019: nella cinquina finalista Cristina Cattaneo, Roberto Defez, Pietro Greco, Sandra Savaglio, Peter Wadhams

Appuntamento il 10 maggio in Aula Magna al Palazzo del Bo di Padova per la cerimonia di consegna del Premio

Si è riunita questa mattina in Sala Livio Paladin, Palazzo Moroni, la Giuria Scientifica del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, che ha selezionato – in un incontro pubblico trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Premio Galileo – i 5 autori che accederanno alla fase finale del Premio: Cristina Cattaneo, Roberto Defez, Pietro Greco, Sandra Savaglio, Peter Wadhams.

Alla presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Padova e promotore del Premio, Andrea Colasio, la Giuria del Premio, presieduta dalla docente universitaria, farmacologa, biologa e senatrice a vita Elena Cattaneo, ha introdotto in prima battuta i 30 libri, tra le oltre 100 candidature, che avevano superato la prima selezione del Premio.

Nel corso dell’incontro della Giuria scientifica sono intervenuti, in qualità di giurati: Gabriele Beccaria, giornalista de La Stampa e responsabile dell’inserto Tutto Scienze; Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24 Ore e fondatore della sezione Nòva dedicata all’innovazione; Elena Dusi, giornalista de La Repubblica; Anna Meldolesi, giornalista e saggista del Corriere della Sera e Le Scienze e tra i finalisti dell’edizione 2018 del Premio Galileo con il libro E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico (Bollati Boringhieri, 2017); Rossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3; Giovanna Capizzi, professoressa associata del Dipartimento di Scienze Statistiche, Università degli Studi di Padova; Rodolfo Costa, professore ordinario di Genetica, Università degli Studi di Padova; Piero Martin, professore di fisica sperimentale al Dipartimento di Fisica e Astronomia “G.Galilei”, Università degli Studi di Padova, e tra i finalisti del Premio Galileo 2018 insieme ad Alessandra Viola con Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti (Codice Edizioni, 2017); Giulia Treu, professoressa associata presso il Dipartimento di Matematica “Tullio Levi Civita”, Università degli Studi di Padova; Maria Elena Valcher, professoressa ordinaria di Automatica del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Università degli Studi di Padova.

“E’ un Premio che coglie i processi più emblematici del nostro presente. E la scelta della cinquina di quest’anno denota la grande intelligenza dei giurati di saper cogliere ciò che è fondamentale per il nostro Paese” ha concluso l’Assessore.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica entra ora nella fase finale: le 5 opere saranno esaminate congiuntamente dalla Giuria Scientifica, dalla Giuria degli Studenti – composta da 100 studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di cinque classi delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Padova e altre cinque di altre province d’Italia. La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà venerdì 10 maggio, alle ore 11.30, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo, Università di Padova. Il giorno precedente – giovedì 9 maggio – i 5 autori finalisti presenteranno al pubblico le opere in concorso.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura.


La cinquina finalista: autori e opere

Cristina Cattaneo è professore ordinario di Medicina Legale presso l’Università degli Studi di Milano e direttore del LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense). È attualmente coinvolta nell’identificazione dei migranti morti in mare, in particolare nei naufragi di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e del 18 aprile 2015.

Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo (Raffaello Cortina Editore, 2018). Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera di donatore di sangue e una della biblioteca pubblica del suo villaggio; i resti di un bambino che vestono ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti su barconi fatiscenti nel tentativo di arrivare nel nostro Paese, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Questo libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un Paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

Roberto Defez. Ricercatore del CNR dal 1987, scrive per vari quotidiani sul rapporto tra scienza e politica. È autore di oltre 40 articoli peer review e del libro Il Caso Ogm (Carocci, 2014 e 2016), secondo classificato al premio Galileo.

Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia (Codice Edizioni, 2018). La ricerca scientifica non è un lusso culturale, ma la più concreta opzione per dare un futuro al Paese e alle nuove generazioni, e per far tornare una parte del fiume di giovani che abbiamo formato in Italia e che possono lavorare solo all’estero. Genera occupazione qualificata, sviluppo imprenditoriale, innovazione di prodotto, ma serve anche alla sicurezza nazionale, alla tutela del territorio e dei beni culturali. Intorno si fanno strada l’antiscienza e la nostalgia di un passato durissimo e che in gran parte ignoriamo. Paghiamo il mancato rinnovamento vendendo le nostre aziende storiche. Eravamo i proprietari di piccoli ristoranti, poi ne siamo diventati i cuochi e ora semplici camerieri. Il metodo scientifico è il modo per risalire la china, per modernizzare il Paese, per compiere scelte non ideologiche in tutti i campi. Per premiare il merito e non il clan, per liberare energie e guidare il nostro futuro.

Pietro Greco. Giornalista scientifico e scrittore, collabora con numerosi giornali e riviste, è tra i conduttori di Radio3 Scienza e socio fondatore della Città della Scienza di Napoli. Collabora con diverse università. Si interessa di scienza, storia della scienza e dei rapporti tra scienza e società.

Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile (Carocci Editore, 2017). Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Albert Einstein, uno dei più grandi fisici di ogni tempo, scrive un appello agli europei per chiedere la pace con un progetto politico preciso: la nascita degli Stati Uniti d’Europa. Nel corso dei decenni a venire sono molti i fisici che si impegnano per la guerra ma altrettanti sono quelli che si impegnano a favore della pace. Nel volume sono proposti nove esempi di questa speciale attività di “fisica per la pace”, tra i quali il Manifesto di Russell ed Einstein del 1955, l’organizzazione Pugwash per il disarmo nucleare, le Conferenze del gruppo di lavoro permanente per la Sicurezza internazionale ed il controllo degli armamenti di Edoardo Amaldi. Il caso più famoso è il CERN di Ginevra, la prima “casa comune europea”, nata dopo la fine delle guerre mondiali. E il più recente è l’acceleratore SESAME in Giordania, forse l’unico luogo al mondo dove insieme lavorano a un progetto comune israeliani, palestinesi, iraniani e tanti altri.

Sandra Savaglio. Astrofisica, insegna Astrofisica all’Università della Calabria. È Fellow e Senior Research Scientist allo European Southern Observatory di Monaco di Baviera, alla Johns Hopkins University e allo Space Telescope Science Institute di Baltimora. Nel 2004 la rivista americana “Time” l’ha messa in copertina quale simbolo della fuga dei cervelli europei verso gli Stati Uniti. Vanta quasi duecento pubblicazioni in riviste internazionali. Tutto l’universo per chi ha poco Spazio-Tempo è il suo primo libro divulgativo.

Tutto l’Universo per chi ha poco spazio-tempo (Mondadori, 2018). “Quello che state per leggere non è esattamente un libro di astronomia nel senso classico, intesa come la branca della scienza che osserva le stelle nel cielo: quanto sono brillanti, quanto sono vecchie, dove si trovano l’una rispetto all’altra, in quali costellazioni sono raggruppate… È invece un libro sull’universo – nel senso più pieno di insieme ‘tutto intero’ di ciò che esiste – dove le stelle sono solo una parte piccola, ma piccola davvero, del tutto. Un universo visto e interpretato attraverso le leggi della fisica. È un libro che racconta quello che sappiamo del mondo in cui viviamo e di quanto ci circonda, della sua origine e della sua storia, di come è arrivato a essere ciò che è oggi e di che cosa diventerà in futuro.  Parlerò dei progressi fatti dalle nostre conoscenze, in particolare nell’ultimo secolo, dedicando buona parte di queste pagine ai risultati degli ultimissimi anni, se non di questi giorni. Ma non trascurerò di soffermarmi sulle cose che ancora non sappiamo, che sono sempre e comunque molte di più di quelle che conosciamo. ”Tutto l’universo per chi ha poco spazio-tempo è l’eccezionale creazione editoriale di una delle menti che il mondo scientifico ci invidia. Sandra Savaglio è un’astrofisica di fama, ricerche e pubblicazioni internazionali, recentemente rientrata in Italia per insegnare all’Università della Calabria, che ha deciso di raccontare il suo sapere con un taglio divulgativo. In questo meraviglioso viaggio nell’infinito sopra di noi, fra buchi neri, stelle nane, onde gravitazionali e future missioni spaziali, riesce nell’impresa di sintetizzare tutto ciò che si sa e tutto ciò che non si sa del nostro meraviglioso universo, fino alle vertiginose domande che continuano, e continueranno, ad appassionare gli esseri umani davanti all’infinità del cosmo di cui siamo piccolissima parte.

Peter Wadhams. È uno dei massimi esperti a livello mondiale di ghiaccio marino e degli oceani polari. Ha diretto lo Scott Polar Research Institute di Cambridge dal 1987 al 1992 ed è stato docente di Fisica degli oceani e a capo del Polar Oceans Physics Group nel Dipartimento di Matematica applicata e Fisica teorica (DAMTP) dell’Università di Cambridge dal 1992 al 2015. Ha condotto oltre cinquanta spedizioni polari di ricerca sul campo, compresi sei viaggi in sottomarino al Polo Nord, e ha svolto la sua ricerca da campi provvisori sul ghiaccio, aerei, elicotteri e con veicoli autonomi sottomarini telecomandati. Ha ricevuto finanziamenti per la sua ricerca dall’Unione Europea, dall’Office of Naval Research degli Stati Uniti, e da molte altre agenzie pubbliche e private. Ha ricevuto il Premio W.S. Bruce della Royal Society di Edimburgo, la Medaglia Polare da Sua Maestà la Regina Elisabetta II e il Premio Italgas per le Scienze Ambientali. Uno dei suoi incarichi recenti è quello di docente dell’Università Politecnica delle Marche, ad Ancona. Ha trascorso periodi come docente negli Stati Uniti, in Giappone e in Francia. È membro della Royal Geographical Society, dell’Accademia Finnica e dell’Arctic Institute of North America.

Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico (Bollati Boringhieri, 2017). Nel 1970, solo quarantasette anni fa, Peter Wadhams era a bordo della nave oceanografica canadese Hudson, la prima in assoluto a circumnavigare il Continente americano. Al momento di affrontare il mitico «Passaggio a Nordovest» – il braccio di mare che si estende tra l’Alaska e la Groenlandia, a Nord del Canada, a lungo sognato dagli armatori per abbreviare le rotte verso la California – alla prua della nave si presentò il paesaggio polare più ostile, col mare coperto da uno spesso strato di ghiaccio pluristratificato. A metà percorso la nave dovette essere soccorsa da un potente rompighiaccio. Quello della Hudson fu il decimo Passaggio a Nordovest di sempre (il primo, di Amundsen, era durato ben tre anni). Oggi, 2017, il Passaggio a Nordovest è una rotta commerciale comune: in estate è un ampio braccio di mare totalmente sgombro, solcato da centinaia di navi mercantili senza alcuna difficoltà. Il Polo si sta sciogliendo. Lo scrivono i giornali e lo rimarcano persino gli artisti, nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Gli scienziati più ottimisti ipotizzano che il Polo Nord terrestre potrebbe essere totalmente privo di ghiacci (per la prima volta da 10 000 anni) verso la metà di questo secolo. Peter Wadhams, che è il principale esperto mondiale di ghiaccio marino, sostiene in questo libro che la stima è decisamente ottimistica. Lo scioglimento dei ghiacci è andato aumentando drammaticamente negli ultimi trent’anni. I ghiacci del Polo sono la cartina tornasole dello stato di salute del clima del pianeta e tanto più diminuiscono, tanto meno calore viene riflesso verso lo spazio dal loro candore, peggiorando ulteriormente la situazione globale in un circolo vizioso. L’accelerazione del fenomeno (non la velocità, si badi bene, l’accelerazione) è impressionante, dati alla mano, e le autorità politiche non hanno ancora realizzato l’enorme pericolo che stiamo affrontando.


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12 Febbraio 2019
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22 Gennaio 2019
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XIII Edizione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica: a capo della giuria scientifica la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo

Il 10 maggio la cerimonia di premiazione. Ecco chi sono i giurati.

Sarà la scienziata Elena Cattaneo, docente universitaria, farmacologa, biologa e senatrice a vita, tra le principali scienziate impegnate nella ricerca delle cellule staminali a presiedere la prestigiosa giuria scientifica che avrà il compito di premiare il vincitore del Premio letterario Galileo 2019. Il Premio Galileo, che a maggio giungerà alla sua tredicesima edizione e che seleziona da oltre un decennio i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in lingua italiana, è organizzato dal Comune di Padova e realizzato nell’ambito del Galileo Festival dell’Innovazione. Read more

17 Dicembre 2018
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Chiude il Galileo: a Padova tre giorni da tutto esaurito per il Festival dell’Innovazione

Si è conclusa sabato 19 maggio la sesta edizione del Galileo Festival dell’Innovazione, la manifestazione nata nel 2013 a Padova per promuovere sinergie tra i soggetti che puntano a favorire innovazione e trasferimento tecnologico. Anche questa edizione, con il suo risultato, ha confermato la forza di questa idea, facendo registrare il tutto esaurito in tutti i convegni e incontri organizzati da ItalyPost, dall’inaugurazione con il teologo Vito Mancuso alla lectio di Viktor Mayer-Schonberger, professore all’Oxford Internet Institute e tra i massimi esperti mondiali di big data, dall’incontro con le aziende champion e il presidente della Fondazione Bruno Kessler Francesco Profumo al dialogo con il primo astronauta italiano Franco Malerba, fino all’evento di chiusura sul “futuro della ricerca” con nomi illustri della ricerca scientifica come Elisabetta Dejana, Andrea Mattevi e Graziano Martello, solo per citare alcuni appuntamenti.

Ma l’obiettivo originario del Galileo Festival, cioè quello creare sinergie con gli attori locali, è stato raggiunto anche grazie al successo del rinnovato Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, che non solo ha visto la presenza di oltre mille persone ai 5 incontri di presentazione dei libri organizzati giovedì pomeriggio, ma ha anche registrato il tutto esaurito nella cerimonia in Aula Magna di Palazzo del Bo che ha visto uscire vincitore Stefano Mancuso con Plant Revolution. Si è confermata positiva anche la sinergia con TedX Padova che ha nuovamente coinvolto migliaia di giovani.

Sul piano dei contenuti del Galileo Festival, invece, è stato il tema dei rapporti tra università e impresa a emergere con grande forza. In tutti gli incontri che hanno visto coinvolti gli imprenditori, è emersa una critica sulla distanza abissale che intercorre tra le esigenze del mondo dell’impresa e l’autoreferenzialità delle istituzioni universitarie, più concentrate nel dedicarsi a costruire le carriere accademiche che a formare i giovani e conoscere le esigenze delle imprese.

“Su questo tema – sottolinea Filiberto Zovico, ideatore del Galileo Festival dell’Innovazione – si concentrerà la nostra attenzione nei prossimi mesi e nei prossimi anni, perché, se, da una parte, la critica degli imprenditori non appare infondata, il nostro impegno va nel sostenere e liberare tutte le energie positive che ci sono all’interno delle Università per tessere un dialogo proficuo tra questi mondi oggi ancora troppo lontani“.

19 Maggio 2018
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Premio Galileo, vincono le piante intelligenti di Stefano Mancuso

Venerdì 18 maggio alle 11.30, in un’affollatissima Aula Magna del Palazzo Bo di Padova, si è tenuta  la Cerimonia di assegnazione del Premio Galileo 2018 – il premio letterario per la divulgazione scientifica, che ha visto passare al vaglio la cinquina di libri finalisti e dei rispettivi autori: Stefano Mancuso, con Plant Revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro (Giunti, 2017); Anna Meldolesi, con E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico (Bollati Boringhieri, 2017); Marco Malvaldi, con  L’architetto dell’invisibile. Ovvero come pensa un chimico (Raffaello Cortina Editore, 2017);  Gabriella Greison, con Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo (Bollati Boringhieri, 2017)  e la coppia d’autori Piero Martin e Alessandra Viola, con Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti (Codice Edizioni, 2017).

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è stato assegnato dunque a Stefano Mancuso che ha ottenuto 37 voti dalla giuria popolare, composta da 100 giovani studenti provenienti da tutte le università italiane e 10 classi delle scuole medie superiori di Padova e Rovigo. A seguire nelle preferenze dei giovani sono arrivati i libri di Anna Meldolesi, Gabriella Greison, Marco Malvaldi, Piero Martin e Alessandra Viola.

Nel corso della cerimonia, condotta dalla giornalista RAI Eva Giovannini, è intervenuta la presidente della Giuria Scientifica, l’astrofisica Sandra Savaglio, che ha sottolineato l’importanza dei libri di divulgazione scientifica e del fatto che non si tratta affatto di un genere letterario minore.

Grande soddisfazione per l’andamento di questa edizione del Premio Galileo è stata espressa dall’assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio che ha sottolineato come «non solo siano stati portati da una qualificatissima giuria delle ottime proposte editoriali, ma anche per il fatto che il rilancio del Premio sia perfettamente riuscito nei suoi due intenti principali: far conoscere i libri finalisti e rilanciare il ruolo di Padova come la Città di Galileo e dell’Innovazione». «In questo senso – ha concluso Colasio – voglio ringraziare tutti i media locali e nazionali che hanno saputo cogliere l’importanza della divulgazione scientifica soprattutto tra i giovani».


LA GIURIA

La Giuria Scientifica, presieduta dall’astrofisica dell’Università della Calabria Sandra Savaglio e così composta: Marco Cattaneo, direttore de Le Scienze, Mind. Mente&Cervello e National Geographic Italia; Massimo Cerofolini, giornalista, ideatore e conduttore di Eta Beta su Rai Radio 1; Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico ed ai rapporti con le imprese, Università degli Studi di Padova; Paolo Roberto Graziano, professore ordinario di Scienza Politica, Università degli Studi di Padova; Eliana Liotta, giornalista e scrittrice, autrice di best seller internazionali di divulgazione scientifica; Margherita Losacco, professore di Filologia classica, Università degli Studi di Padova; Antonio Nicolò, professore ordinario di Economia Politica, Università degli Studi di Padova; Nicla Panciera, giornalista scientifica, firma de La Stampa e di periodici come Mind. Mente&Cervello, Dietelmo Pievani, delegato per il progetto comunicazione istituzionale, Università degli Studi di Padova; Federico Taddia, giornalista e storyteller, autore di libri e spettacoli di divulgazione scientifica per bambini e ragazzi.

La Giuria Popolare è composta da 100 studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di dieci classi delle scuole secondarie di secondo grado delle province di Padova e Rovigo. La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà venerdì 18 maggio, alle ore 11.30, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo, Università di Padova. Il giorno precedente – giovedì 17 maggio – i 5 autori finalisti presenteranno al pubblico le opere in concorso.


LA CINQUINA FINALISTA: AUTORI E OPERE

Gabriella Greison. Gabriella Greison è fisica, scrittrice e giornalista professionista. Si è laureata in Fisica a Milano e ha lavorato due anni a Parigi all’École Polytechnique. Ha collaborato con diversi istituti di ricerca e musei scientifici e come giornalista ha scritto per varie riviste e quotidiani. L’ultimo programma televisivo, scritto e condotto da lei, è Pillole di fisica, in onda sul canale RaiNews24 e sul web. Il suo ultimo libro, L’incredibile cena dei fisici quantistici è stato pubblicato nel 2016, anno in cui ha debuttato con 1927 – Monologo Quantistico.
Si tratta di un monologo teatrale che porta attualmente in scena nei teatri di tutta Italia, in cui racconta la nascita della fisica quantistica, soffermandosi sul lato umano dei fisici del XX secolo. Presto sarà in teatro con un nuovo monologo: “Due donne ai raggi X. Marie Curie e Hedy Lamarr, ve le racconto io”. Presso Bollati Boringhieri è uscito Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo (2017). Sito web dell’autrice: www.greisonanatomy.com.

Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo (Bollati Boringhieri, 2017). I sei brevi romanzi in cui perdersi in questo libro sono quelli di Marie Curie (1867-1934), Lise Meitner (1878-1968), Emmy Noether (1882-1935), Rosalind Franklin (1920-1958), Hedy Lamarr (1914-2000) e Mileva Marić (1875-1948). Per molti saranno nomi sconosciuti, eppure queste sei donne sono state delle pioniere. Sono nate tutte nell’arco di cinquant’anni e hanno operato negli anni cruciali e ruggenti del Novecento, che sono stati anni di guerre terribili, ma anche di avanzamenti scientifici epocali. C’è la chimica polacca che non poteva frequentare l’università, la fisica ebrea che era odiata dai nazisti, la matematica tedesca che nessuno amava, la cristallografa inglese alla quale scipparono le scoperte, la diva hollywoodiana che fu anche ingegnere militare e la teorica serba che fu messa in ombra dal marito. Le sei eroine raccontate da Gabriella Greison non sono certo le sole donne della scienza, ma sono quelle che forse hanno aperto la strada alle altre, con la loro volontà, la loro abilità, il talento e la protervia, in un mondo apertamente ostile, fatto di soli uomini. Sono quelle che hanno dato alla scienza e a tutti noi i risultati eclatanti delle loro ricerche e insieme la consapevolezza che era possibile – era necessario – dare accesso alle donne all’impresa scientifica. Non averlo fatto per così tanto tempo è un delitto che è stato pagato a caro prezzo dalla società umana. Sono sei storie magnifiche. Non sempre sono storie allegre e non sempre sono a lieto fine, perché sono racconti veri, di successi e di fallimenti. Ma è grazie a queste icone della scienza novecentesca e al loro esempio che abbiamo avuto poi altre donne, che hanno fatto un po’ meno fatica a farsi largo e ci hanno regalato i frutti del loro sapere e della loro immaginazione. Dietro di loro sempre più donne si appassionano alla scienza, e un domani, in numero sempre maggiore, saranno libere di regalarci il frutto delle loro brillanti intelligenze.

Marco Malvaldi. Marco Malvaldi, scrittore, chimico ed ex ricercatore dell’università di Pisa, è una delle voci più celebri del giallo italiano. I suoi romanzi entrano regolarmente nelle classifiche dei libri più venduti.

L’architetto dell’invisibile. Ovvero come pensa un chimico (Raffaello Cortina Editore, 2017). Che differenza c’è tra calore e temperatura? Provate a mettere una mano nel forno a 180 gradi, o una mano sulla padella, sempre a 180 gradi, e vi sarà chiaro immediatamente. Benvenuti nel fantastico mondo della chimica dove, accompagnati da un formidabile narratore come Marco Malvaldi, vi divertirete a scoprire cosa è una molecola, come cambiano le proprietà degli atomi in una molecola  e come cambiano le proprietà della molecola in un ambiente, attraverso similitudini tratte dall’economia e dalla letteratura. Perché dunque un chimico si definisce un architetto? Perché deve considerare sia proprietà prettamente fisiche (cariche e masse) sia qualità che hanno un significato estetico (simmetria, colore). Un chimico pensa in termini numerici ma anche in termini di bellezza.

Stefano Mancuso. Scienziato di prestigio mondiale, professore all’Università di Firenze, dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV). Membro fondatore dell’International Society for Plant Signaling & Behavior, ha insegnato in università giapponesi, svedesi e francesi ed è accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili. Nel 2012 la Repubblica l’ha indicato tra i venti italiani destinati a cambiarci la vita e nel 2013 il New Yorker lo ha inserito nella classifica dei “world changers”. Con la sua start-up universitaria PNAT ha brevettato Jellyfish Barge, modulo galleggiante per coltivare ortaggi e fiori completamente autonomo dal punto di vista di suolo, acqua ed energia presentato all’EXPO Milano 2015, che si è aggiudicato l’International Award per le idee innovative e le tecnologie per l’agribusiness della United Nations Industrial Development Organization (UNIDO). È autore di volumi scientifici e di centinaia di pubblicazioni su riviste internazionali.
Il suo Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale (con Alessandra Viola, Giunti 2013), più volte ristampato – nel 2015 con prefazione di Michael Pollan – è tradotto in 17 lingue e ha ottenuto il Premio nazionale per la divulgazione scientifica dell’Associazione italiana del libro 2013 e il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” 2015. Nel 2016 il Ministero della Ricerca scientifica austriaco l’ha proclamato “The Science Book of the Year”. Per Giunti ha inoltre pubblicato Uomini che amano le piante. Storie di scienziati del mondo vegetale (2014) e, con Carlo Petrini, Biodiversi (Giunti Slow Food Editore 2015).

Plant Revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro (Giunti, 2017). Una pianta non è un animale. Sembra la quintessenza della banalità, ma è un’affermazione che nasconde un dato di fatto di cui sembriamo essere inconsapevoli: le piante sono organismi costruiti su un modello totalmente diverso dal nostro. Vere e proprie reti viventi, capaci di sopravvivere a eventi catastrofici senza perdere di funzionalità, sono organismi sociali sofisticati ed evoluti molto più resistenti e moderni degli animali.
Perfetto connubio tra solidità e flessibilità, hanno straordinarie capacità di adattamento grazie alle quali possono vivere in ambienti estremi assorbendo l’umidità dell’aria, mimetizzarsi per sfuggire ai predatori e muoversi senza consumare energia. La loro struttura corporea modulare è una fonte di continua ispirazione in architettura. E ancora: producono molecole chimiche di cui si servono per manipolare il comportamento degli animali (e degli umani) e la loro raffinata rete radicale formata da apici che esplorano l’ambiente può tradursi in concrete applicazioni della robotica…
Se vogliamo migliorare la nostra vita non possiamo fare a meno di ispirarci al mondo vegetale: le piante consumano pochissima energia, hanno un’architettura modulare, un’intelligenza distribuita e nessun centro di comando. Non c’è nulla di meglio al mondo.

Piero Martin. Fisico e divulgatore scientifico, insegna all’Università di Padova e fa ricerca sulla fusione termonucleare controllata.
Alessandra Viola. Giornalista e divulgatrice scientifica, collabora con “Il Sole 24 Ore”, “la Repubblica”, “l’Espresso”. È autrice e conduttrice RAI. Insegna alla Luiss.

Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti (Codice Edizioni, 2017). Questo libro è un viaggio, divertente e scientificamente rigoroso, alla scoperta dei rifiuti fuori e dentro di noi. Curiosità e tanti dati, tecnologie di punta e antiche tradizioni, arte e persino ricette gourmet per ricostruire la storia di un’idea – quella del rifiuto – che nei secoli si è trasformata moltissime volte. Dalle nostre case all’intero pianeta, tante storie per scoprire cosa e quanto sprechiamo, quanto vale quello che finisce nel cestino, nelle fogne o in discarica e cosa ci si potrebbe fare (o già ci si fa). Perché dall’arte all’industria, dalla tecnologia all’ambiente i rifiuti sono un problema che può mettere a repentaglio lo sviluppo sostenibile, ma possono essere una soluzione.
Re Mida trasformava in oro tutto quello che toccava. Noi, più modestamente, lo trasformiamo in rifiuti. Ma se fossero preziosi anche quelli? Abbiamo lasciato palline da golf sulla luna, modificato il clima con le emissioni dei nostri motori e delle nostre industrie, sepolto scorie chimiche vicino alle cascate del Niagara, dispero migliaia di rottami nello spazio intorno alla Terra e trasformato quartieri e intere città in discariche. Persino sull’Everest i rifiuti sono un problema. Due miliardi di persone non hanno ancora accesso a servizi igienici dignitosi e gli oceani sono invasi dalla plastica.
I rifiuti parlano di noi e della civiltà che abbiamo sviluppato, eppure ne sappiamo ancora pochissimo. Li produciamo da duecentomila anni e stiamo appena iniziando a capire che sono un enorme problema, ma anche un’opportunità.

Anna Meldolesi. Anna Meldolesi si è laureata in Biologia all’Università di Bologna e ha conseguito un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste. Scrive regolarmente sul «Corriere della Sera», il cui sito web pubblica il suo Blog Lost in Galapagos. È stata cofondatrice della rivista «darwin» e collaboratrice di «Nature Biotechnology». Nel 2000 ha vinto il Premio Marino Golinelli, European Award for Journalism in Genetics. Tra i suoi libri, Organismi geneticamente modificati. Storia di un dibattito truccato (2001), Mai nate. Perché il mondo ha perso 100 milioni di donne (2011) e Elogio della nudità (2015). Presso Bollati Boringhieri è uscito E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico (2017).

E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico (Bollati Boringhieri, 2017). Ritoccare, cesellare, correggere il DNA lettera per lettera. È possibile farlo contemporaneamente in decine di siti prescelti, o in un unico punto, senza lasciare traccia. La nuova tecnica che sta cambiando il volto della biologia è gentile e potente. Maneggevole e a buon mercato come una lama affilata, precisa come un laser. Consente di modificare a piacimento gli organismi viventi prendendo attentamente la mira. Non li bombarda di mutazioni casuali, non si accontenta nemmeno di tagliare e cucire il DNA in modo artigianale, come si faceva una volta. Trasformerà la medicina, l’agricoltura, il mondo come lo conosciamo? Entusiasmo e timori si rincorrono, e questo è il primo libro capace di spiegare la rivoluzione che stiamo vivendo. Benvenuti nell’era di CRISPR.
In origine era un sistema inventato dai batteri per difendersi dai virus, ed è studiando i microbi che l’abbiamo scoperto, quasi per caso. Dietro al nome oscuro si nasconde un processo biologico sorprendentemente semplice. La creatività dei ricercatori lo ha trasformato in uno strumento al nostro servizio. È l’equivalente del comando «trova e sostituisci» di un programma di videoscrittura, per eliminare i refusi dal libro della vita. Per questo si chiama «editing del genoma». La tecnologia non è ancora così efficiente da poter realizzare tutti i desideri, e qualche sfida potrebbe non essere mai alla nostra portata, come spiega Anna Meldolesi in questo libro. Ma se terrà fede anche solo a una piccola parte delle promesse, l’editing genomico renderà possibile un’infinità di esperimenti, regalandoci conoscenze, farmaci, prodotti capaci di migliorare la qualità della vita.
I problemi sollevati da CRISPR, tuttavia, non sono una questione da poco. Quando sapremo cambiare i geni a piacimento, come faremo a impedire che questa tecnica cada nelle mani sbagliate? I primi esperimenti su embrioni umani sono già stati effettuati e il dibattito è appena iniziato. Esiste il pericolo che vengano progettati «bambini su misura»? Sarebbe un sogno o un incubo se l’uomo creasse l’uomo?

18 Maggio 2018
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Premio Galileo: ecco i cinque finalisti

Si è riunita ieri mattina, 9 febbraio, in Sala Livio Paladin, Palazzo Moroni, la Giuria Scientifica del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, che ha selezionato – in un incontro pubblico trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Premio Galileo – i 5 autori che accederanno alla fase finale del Premio: Gabriella Greison, Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo (Bollati Boringhieri, 2017); Marco Malvaldi, L’architetto dell’invisibile. Ovvero come pensa un chimico(Raffaello Cortina Editore, 2017); Stefano Mancuso, Plant Revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro (Giunti, 2017); Piero Martin e Alessandra Viola, Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti (Codice Edizioni, 2017); Anna Meldolesi, E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico (Bollati Boringhieri, 2017).

Alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Padova e promotore del Premio, la Giuria del Premio, presieduta dall’astrofisica dell’Università della Calabria Sandra Savaglio, ha introdotto in prima battuta i 25 libri che avevano superato la prima selezione del Premio, tra le oltre 80 candidature ricevute.

Nel corso dell’incontro della Giuria scientifica sono intervenuti, in qualità di giurati: Marco Cattaneo, direttore de Le ScienzeMind. Mente&Cervello National Geographic ItaliaMassimo Cerofolini, giornalista, ideatore e conduttore di Eta Beta su Radio 1 Rai; Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico ed ai rapporti con le imprese, Università degli Studi di Padova; Paolo Roberto Graziano, professore ordinario di Scienza Politica, Università degli Studi di Padova; Eliana Liotta, giornalista e scrittrice, autrice di best seller internazionali di divulgazione scientifica; Margherita Losacco, professore di Filologia classica, Università degli Studi di Padova; Antonio Nicolò, professore ordinario di Economia Politica, Università degli Studi di Padova; Nicla Panciera, giornalista scientifica, firma de La Stampa e di periodici come Mind. Mente&Cervello, Dietelmo Pievani, delegato per il progetto comunicazione istituzionale, Università degli Studi di Padova; Federico Taddia, giornalista e storyteller, autore di libri e spettacoli di divulgazione scientifica per bambini e ragazzi.

“Sono molto soddisfatto di questa nuova formula di selezione della cinquina finalista – ha commentato l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova -: è la prima volta che la Giuria si riunisce e dibatte in maniera attiva e vivace le opere in concorso, confrontandosi sul metodo di scelta e valorizzando i contenuti dei libri. Il Premio Galileo non ha solo lo scopo di promuovere la scienza ma anche la città di Padova come capitale dell’innovazione; già nel XIV secolo il grande storico Jacques Le Goff definiva Padova come la città dove nacque la tecnologia. Padova non è solo Urbs picta, ma anche la città della scienza e della ricerca scientifica” ha concluso l’Assessore.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica entra ora nella fase finale: le 5 opere saranno esaminate congiuntamente dalla Giuria Scientifica, dalla Giuria degli Studenti – composta da 100 studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di dieci classi delle scuole secondarie di secondo grado delle province di Padova e Rovigo. La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà venerdì 18 maggio, alle ore 11.30, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo, Università di Padova. Il giorno precedente – giovedì 17 maggio – i 5 autori finalisti presenteranno al pubblico le opere in concorso.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

9 Febbraio 2018
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26 Gennaio 2018
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Si chiude il Galileo Festival 2017: 40.000 presenze e tutto esaurito nella tre giorni dedicata all’innovazione

Aperto dal Premio Nobel per la Fisica Andre K Geim il Festival diretto da Massimo Sideri ha registrato il tutto esaurito. Tra i protagonisti il pioniere dell’electric design automation Alberto Sangiovanni Vincentelli, Luciano Floridi dell’Alan Turing Institute, Derrick de Kerckhove, Beppe Severgnini, Eugenio Aringhieri, Umberto Ambrosoli, Federico Marchetti, Roberto Cingolani, Aldo Bisio, e il robot R1. Read more

13 Maggio 2017
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Domani apre il Galileo Festival: tra gli ospiti un Premio Nobel e un Robot

3 giorni, 40 incontri, un Villaggio dell’Innovazione: oltre all’intervento del Premio Nobel per la Fisica Andre K Geim, il festival dell’innovazione diretto da Massimo Sideri vedrà gli interventi tra gli altri di Eugenio Aringhieri, Derrick de Kerckhove, Roberto Cingolani. Molto attesa l’intervista al Robot R1. Molti eventi già in overbooking

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10 Maggio 2017
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2 Maggio 2017
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Il Galileo Festival dell’Innovazione chiude con 40.000 presenze: Padova capitale dei giovani, della ricerca e del trasferimento tecnologico

Si è chiusa con l’intervento di Beppe Severgnini la quarta edizione del Galileo Festival dell’Innovazione, la manifestazione diretta dall’innovation editor del Corriere della Sera Massimo Sideri e promossa dall’Università di Padova, dal Comune di Padova e da Venezie Post, che ha animato il centro della città da giovedì 5 a sabato 7 maggio.  Read more

7 Maggio 2016
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L’Università di Padova si fa “impresa” con Smart Unipd: giovedì 5 maggio la presentazione in apertura del Galileo Festival dell’Innovazione

L’ateneo patavino il primo in Italia ad applicare il “modello Oxford” di trasferimento tecnologico per la commercializzazione dei brevetti. Giovedì 5, ore 18, al Bo il lancio ufficiale alla presenza del Rettore e degli imprenditori. Nella mattinata l’intervento di apertura di Derrick de Kerckhove.  Il programma completo del Galileo Festival su www.galileofestival.it.

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3 Maggio 2016
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Dal 5 al 7 maggio torna il Galileo Festival e Padova diventa la città dell’Innovazione

Dal 5 al 7 maggio, Padova sarà un laboratorio nazionale dei grandi processi innovativi. Un “villaggio” allestito nel pieno centro storico e decine di incontri con i più importanti nomi dell’innovazione in Italia. Tra gli ospiti principali Derrick De Kerckhove, Vittorino Andreoli, Mario Moretti Polegato, Fabio Storchi, Vittorio Pellegrini, Matteo Arpe, Aldo Bisio, Giorgio Metta, Eliana Liotta
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26 Aprile 2016
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STARTUP PADOVANA DELL’ANNO PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO

Padova, 24 marzo 2016

Comunicato stampa

L’ASSESSORATO ALLE POLITICHE GIOVANILI DEL COMUNE DI PADOVA PUNTA SULL’INNOVAZIONE E L’IMPRENDITORIA GIOVANILE

STARTUP PADOVANA DELL’ANNO PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO

MOSCO: «UN’OPPORTUNITÀ CONCRETA PER AIUTARE I GIOVANI A CRESCERE E DIVENTARE PROTAGONISTI DEL RILANCIO DEL TERRITORIO»

L’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Padova promuove la prima edizione del Premio “Startup Padovana dell’Anno”, il riconoscimento della città per le giovani imprese innovative sviluppate sul territorio padovano. Read more

6 Aprile 2016
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Aperto il bando volontari per il Galileo Festival

Vivi da protagonista il GALILEO FESTIVAL DELL’INNOVAZIONE diventando un volontario!

Da giovedì 5 a sabato 7 maggio 2016, con il Galileo Festival Padova sceglie di svolgere il ruolo di hub dell’innovazione, candidandosi a catalizzare tutte le realtà a livello europeo nei processi di innovazione tecnologica sia del mondo digitale e dei servizi, che dell’industria manifatturiera evoluta. Read more

25 Febbraio 2016
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