Il cancro va conosciuto e compreso: solo così si può batterlo

di F. Capp. / Il Gazzettino

Tutto comincia da una singola cellula. Una sola, tra migliaia di miliardi. Una cellula che si divide in due cellule uguali, e poi lo fa ancora, e ancora, e ancora, dieci, cento, mille, un milione di volte; una proliferazione che procede impetuosa e senza freni, seguendo la spinta all’immortalità iscritta nei geni. Una corsa paradossale, che porta la cellula a moltiplicarsi fino al punto di pagarne essa stessa il prezzo, uccidendo il corpo ospitante e scomparendo quindi assieme a lui.

Pier Paolo Di Fiore, professore ordinario di Patologia generale presso l’Università degli studi di Milano e direttore del “Programma di Novel Diagnostics” dell’Istituto Europeo di Oncologia, ne parla nel suo ultimo libro “Il prezzo dell’immortalità” (edizioni Il Saggiatore). Finalista del premio Galileo, Di Fiore ha illustrato l’altra sera la sua fatica letteraria, intervistato da Gabriele Beccaria. «Questa storia descrive la nascita e l’evoluzione di un tumore: conoscerla e comprenderla in ogni suo aspetto è l’unico modo che abbiamo per vincere la battaglia contro il cancro». Di Fiore, oncologo di fama internazionale, guida dunque alla scoperta di questo nemico invisibile, mostrandoci che cosa di lui abbiamo capito, in che modo lo abbiamo fatto e come stiamo riuscendo – lentamente – a sconfiggerlo. Dalle mutazioni cellulari agli oncogeni, dalle metastasi alle targeted drugs, dai fattori di origine delle neoplasie alle tecniche di prevenzione, dalle statistiche alle rivoluzionarie rivelazioni della scienza, quello di Di Fiore è un percorso attorno e attraverso il mondo del cancro, con l’intento di smontare ogni falso mito e illustrarne ogni zona oscura.

Di Fiore indaga, oltre agli sviluppi più recenti della ricerca, anche la storia sociale della malattia: una storia fatta di studiosi e dottori, di pazienti e delle loro famiglie, da dolorose sconfitte e insperati successi, di grandi intuizioni e madornali errori. «Cancro è ancora una parola terrorizzante – ha sottolineato Beccaria – ma questo libro, realizzato da uno scienziato che ha cercato di trasformarsi in scrittore, fa parlare il cancro in prima persona, un artificio letterario che ci fa capire quanto può essere cattivo, astuto ma, in conclusione, ci mostra che può essere molto più fragile e debole di quanto pensiamo».

“Il prezzo dell’immortalità” si rivela così un’opera scientifica dal linguaggio chiaro e coinvolgente, nel quale a prendere la parola tra un capitolo e l’altro è per la prima volta il cancro stesso, con il suo punto di vista e le sue ragioni, per mostrare una volta per tutte che un tumore non è un caos imprevedibile, ma un programma logico che si muove secondo le leggi della biologia. E che quindi può essere affrontato, combattuto e sconfitto.