“Schiavi del clic” e nuovo capitalismo nel libro di Casilli

di Nicoletta Cozza / Il Gazzettino

La nuova economia ai raggi X. Sviscerata nella sua complessità, e che ha per protagonisti milioni di lavoratori reclutati nei Paesi in via di sviluppo, ma che viene alimentata anche da ciascuno di noi, fruitori delle piattaforme digitali. Di questo parla il libro Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo?, di Antonio Casilli (Feltrinelli), entrato nella cinquina finalista del Premio Galileo per la divulgazione scientifica, e presentato durante un incontro online. A illustrarne i contenuti è stato l’autore, intervistato dal giornalista Massimo Cerofolini, membro della giuria. Si tratta del primo appuntamento dedicato ai volumi tra i quali verrà scelto quello che il 17 ottobre si aggiudicherà la rassegna promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune ed è l’evento principale dell’iniziativa “Galileo-Settimana della Scienza e dell’Innovazione”, realizzata con l’Università e ItalyPost.

«Da decenni -ha detto Casilli- ci si domanda se gli utilizzatori delle grandi piattaforme, come Whatsapp o Google, siano solo consumatori. Perché non i sono solo gli ingegneri e le professioni nobili nel settore, ma pure decine di milioni di “operai del clic” sparsi nel mondo, che a volte fanno un lavoro pagato 0,0008 centesimi all’ora. Siamo tutti coinvolti nell’enorme opera di produzione di dati, che creano valore economico, ma anche di automazione, in quanto vengono venduti e utilizzare per addestrare inconsapevolmente algoritmi e intelligenze artificiali che imparano con gli esempi che noi produciamo».

«Intere nazioni, tra cui il Venezuela, -ha aggiunto il sociologo- si stanno orientando verso il “lavoro del clic”, ad esempio Paesi africani francofoni come Madagascar, Costa d’Avorio, Senegal, dove viene addestrata l’intelligenza artificiale in lingua diversa dall’inglese. Il salario medio è di 40 euro al mese, ma per chi la svolge è un’occupazione valorizzante perché tecnologica. Gli addetti possono dire di aver lavorato per Amazon, per Microsoft, ma di fatto sono solo appaltatori. Questo genera l’economia on demand». E alla fine Casilli ha concluso:«Importante è che prendiamo coscienza del nostro ruolo all’interno di questa economia, e che ciascuno sviluppi la coscienza per dire “no” al fatto che i suoi dati vengano catturati. Certo, non c’è una soluzione semplice, e una piattaforma etica ancora non è stata inventata, però bisogna essere consapevoli di quanto sta accadendo».

Il secondo incontro sarà giovedì, sempre alle 18.30 live streaming, con Barbara Mazzolai, autrice de “La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta”, che presenterà con gol giornalista Giovanni Caprara.