Home » Dai pagamenti al ride sharing, l’economia è digitale e condivisa

Dai pagamenti al ride sharing, l’economia è digitale e condivisa

di Chiara Andreola | Monitor di VeneziePost, 24 aprile 2016. In Veneto già cinquemila utenti al circuito Satispay. Con Blablacar ogni mese si contano 3.000 passaggi a Trieste e Udine, 5.000 a Trento, 7.000 a Padova, 6.000 a Verona; e 4.200 a Venezia. Le nuove tecnologie e l’utilizzo della rete stanno aprendo sempre nuove possibilità nel campo dell’economia e della finanza, e a rivestire un ruolo chiave nel concretizzarle sono spesso le startup. E la differenza si vede nel quotidiano, sia che si voglia pagare il conto del ristorante che di spostarsi in auto. I protagonisti di questa rivoluzione ospiti al Galileo Festival

Un luogo comune del nostro tempo è che l’applicazione di internet e delle nuove tecnologie hanno cambiato e sempre più cambieranno non solo i prodotti, ma anche i servizi: ci risulta ormai naturale usare l’home banking invece di recarci allo sportello, fare un acquisto online invece che in negozio, prenotare trasporti, hotel o interi pacchetti di viaggio sui portali dedicati. E questo sarà infatti un altro dei temi centrali trattati al Galileo Festival dell’Innovazione, dal 5 al 7 maggio a Padova, a cui parteciperannoalcuni tra i protagonisti di questa “rivoluzione”.

Uno dei campi che più da vicino tocca la nostra vita quotidiana è quello dell’eliminazione del contante, strada sulla quale l’Italia pare essersi avviata con diffidenza: con una media di 30 operazioni pro capite l’anno con carta di credito o bancomat siamo infatti ben sotto la media europea di 86, per non parlare delle 250 degli svedesi. I motivi sono noti e dibattuti, dalle difficoltà e costi incontrati dagli esercenti, alla scarsa fiducia nella sicurezza delle transazioni; ma c’è anche chi si ingegna per facilitare il tutto, come tre giovani cuneesi – Dario Brignone, Emanuele Pinta e Alberto Dalmasso – che hanno messo a punto nel 2013 la app Satispay. Scaricandola sul proprio smartphone e registrandovi i propri dati e Iban si entra a far parte di un network di pagamento indipendente – gratuito sia per l’utente che per l’esercente fino a pagamenti inferiori a 10 euro, mentre poi l’esercente paga una cifra fissa di 20 cent, che servono a coprire i costi di 2 cent a operazione sostenuti da Satispay – e attivo in tutta Europa, che mira ad abbattere le commissioni e semplificare le transazioni. «Dopo aver scaricato la nostra app, attivata dopo gli opportuni controlli, e comunicato il proprio Iban – spiega, esemplificando, Alberto Dalmasso – l’utente sceglie l’importo di cui vuole disporre settimanalmente, che viene prelevato dal suo conto corrente. Dopodiché il sistema lavora come prepagato, e quindi è possibile spendere la cifra che si è deciso di avere a disposizione. Alla fine della settimana viene prelevata dal conto la cifra effettivamente spesa, per riportare la disponibilità alla quota stabilita». Sul progetto hanno investito privati come i fondatori e il responsabile della divisione international diGoogle Wallet, e partner come Iccrea e Banca Alpi Marittime, per un totale di 8,5 milioni di finanziamenti; ed oggi conta 75.000 download, 35.000 utenti attivi e 3.500 esercizi aderenti – tra cui si conta il ristorante di Marano Vicentino El Coq il cui patron è il più giovane chef-imprenditore stellato italiano Lorenzo Cogo. Come sempre per le nuove tecnologie, sono soprattutto i giovani ad essere ricettivi – la maggior parte degli utenti ha tra i 24 e i 35 anni – nonché le grandi città: è Milano infatti a registrare da sola il 20% delle transazioni. Anche il Nordest, comunque, offre prospettive interessanti: «Vediamo una popolazione curiosa e le reazioni sono state positive, anche grazie alla collaborazione con alcune Bcc e in particolareValpolicella Benaco Banca, che ci aiutano a diffonderci sul territorio – riferisce Dalmasso –. In Veneto gli utenti sono più di cinquemila, e ci aspettiamo di arrivare al migliaio di esercenti convenzionati entro l’estate. Per quanto non ci sia ancora il numero di esercenti che si possono trovare in Lombardia o in Piemonte, registriamo comunque transazioni che vengono effettuate ogni giorno: questo significa che con un maggiore impegno commerciale potremo sicuramente vedere le transazioni crescere. Ci saranno peraltro novità interessanti perquanto riguarda grandi catene e grandi esercenti che si stanno attivando e riguardo al Veneto in generale, di cui parleremo proprio a Padova».

Ci sono poi altri frutti che il digitale ha portato in questo campo: al Galileo interverrà adesempio anche Matteo Arpe, fondatore di Tinaba – acronimo di “This is not a bank”, questa non è una banca – una sorta di “ecosistema digitale” che permette tra le altre cose di costituire una “cassa comune” tra amici e familiari, aprendo possibilità anche nel campo dei prestiti tra privati e microcredito.

Quando si dice vacanze nell’era digitale, poi, si diceAirBnB: un colosso dal valore stimato di circa 25 miliardi di dollari, e che in Italia – terzo Paese al mondo, dietro a Stati Uniti e Francia, per utilizzo della piattaforma – dal 2008 al 2015 ha visto soggiornare 2,7 milioni di viaggiatori con 150.000 alloggi disponibili e una crescita anno su anno del99%. E se Air BnB è uno degli esempi più spesso citati in quanto a sharing economy, l’altro è BlaBlaCar, nato in Francia da un’dea di Frédric Mazzella – a Padova ci sarà il country manager per l’Italia, veneto di nascita, Andrea Saviane. Il sistema di “ride sharing” (si condivide cioè il passaggio pagando il dovuto, a differenza del car sharing che invece riguarda la proprietà dell’auto) conta più di 25 milioni di iscritti alla piattaforma e 10 milioni di viaggiatori stimati ogni trimestre in 22 Paesi, ed è una delle poche startup europee ad aver superato la soglia di valutazione di 1 milione di euro – 1,6 per la precisione. Per quanto riguarda il Nordest nello specifico, in mediaogni mese si contano 3.000 passaggi a Trieste e Udine; 5.000 a Trento; 7.000 a Padova; 6.000 a Verona; e 4.200 a Venezia. Sino alla primavera del 2015 BlaBlaCar è stata del tutto gratuita, e gli aspetti pratici della transazione lasciati in toto agli utenti; ora è però in fase di implementazione su tutto il territorio nazionale – si prevede di concludere oltre l’estate – il sistema di prenotazione online, sia per finanziare BlaBlaCar – che sinora ha contato solo su investitori esterni raccogliendo oltre 300 milioni di dollari dal 2009, di cui 200 milioni da Insight Venture Partners, Lead Edge Capital e Vostok NewVentures con l’ultimo round di finanziamenti lo scorso settembre – che per tutelare il conducente dell’auto. All’atto della prenotazione il passeggerofornisce il proprio numero di carta di credito o PayPal, utilizzato per bloccare l’importo del viaggio – su cui BlaBlaCar trattiene una commissione variabile a seconda della lunghezza della tratta, in media il 12% – che sarà poi effettivamente sbloccato a viaggio avvenuto. Se il passeggero non si presenta o non disdice il viaggio entro i termini previsti, il conducente riceverà comunque la somma prevista, mentre BlaBla Car trattiene in ogni caso la commissione a meno che non sia il conducente a disdire il viaggio. Oltreagli aspetti economici del business di BlaBlaCar, non sono trascurabili nemmeno quelli ambientali: secondo una stima dell’azienda, il ride sharing ha consentito negli ultimi mesi un risparmio di di 500.000 tonnellate di carburante ed evitata l’emissione di 1 milione di tonnellate di CO2.

Saranno comunque tanti altri gli ospiti del Galileo Festival, per analizzare tutti i vari aspetti dell’innovazione portata dal digitale nel comparto dei servizi: il programma completo è disponibile su www.galileofestival.it