domenica 12 Maggio 2019 / ore 18:00 - 19:15
— Teatro Verdi
Via Livello 32, Padova
Galileo – Le montagne della luna e altri miracoli
Uno spettacolo di e con Andrea Pennacchi per raccontare la storia di Galileo
Lo spettacolo Galileo – le montagne della luna ed altri miracoli, che prende spunto dall’omonima lezione spettacolo nata alcuni anni fa in collaborazione con Arteven, narrato da Andrea Pennacchi e musicato dall’inseparabile Giorgio Gobbo, in occasione dei 250 anni della Specola, ha preso nuova vita grazie ad una rilettura appositamente pensata per l’occasione. Dal compleanno della Specola di quest’estate, lo spettacolo è impreziosito dalla performance di Vittorio Bustaffa, docente della Scuola Internazionale Comics di Padova, che ha dipinto dal vivo una tela raffigurante scene tratte dal monologo. “C’era una volta un famoso scienziato che si chiamava Galileo Galilei. Fu processato dall’Inquisizione e costretto a ritrattare i propri insegnamenti”. Così Karl Popper (all’inizio di Trepunti di vista a proposito della conoscenza umana, in scienza e filosofia) riassume la favola (vera) che dà inizio alla modernità. Per noi Galileo (1564-1642) è il padre della scienza moderna, il grande astronomo che ha mandato in frantumi “la fabbrica dei cieli” aristotelico-tolemaica, l’uomo le cui capacità condussero alla vittoria del copernicanesimo e alla fondazione della scienza moderna. Vorremmo raccontare la sua storia dal momento in cui, primo al mondo, rivolse il suo cannocchiale verso il cielo: un giovane e abile studioso, capace di costruire strumenti meccanici incredibili, che però insegnava una materia minore, subalterna alla filosofia, e che si dibatteva costantemente in angustie economiche. Un uomo che reggeva la fiaccola della scienza in un mondo dominato ancora dalla paura, dalla violenza e dalla superstizione, in cui tutto ciò che riguardava la scienza si faceva per la prima volta e lui stesso non esitava a ricorrere all’astrologia per scoprire cosa gli riservasse il futuro. Il giovane studioso guardò il cielo con la meraviglia di un bambino che scopre un mondo nuovo:“ho osservato più volte con incredibile godimento dell’animo, le Stelle, tanto fisse che erranti” (scrive così nel Sidereus nuncius del 1610), senza sapere quali risultati rivoluzionari sarebbero scaturiti da questa sua osservazione. Il primo segno che il nostro scienziato notò era apparentemente innocuo: forse per amore dell’Ariosto e volendo emulare Astolfo, Galileo puntò il suo nuovo cannocchiale verso la luna, creduta liscia e immutabile come una sfera geometrica. Quello che vide lo lasciò sbalordito: la luna aveva montagne e valli, come la terra; forse dava asilo anche a forme di vita!
Ingresso gratuito previo ritiro del biglietto/invito con posto numerato (max 4 biglietti) da venerdì 3 maggio presso la portineria del Teatro Verdi (dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 18.00)