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Premio Galileo: vincono i “Naufraghi senza volto” di Cristina Cattaneo

Oggi alle 10.30, in un’affollatissima Aula Magna del Palazzo Bo di Padova, si è tenuta la Cerimonia di assegnazione del Premio Galileo 2019, il premio letterario per la divulgazione scientifica, che ha visto passare al vaglio la cinquina di libri finalisti e dei rispettivi autori: Cristina Cattaneo, con “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” (Raffaello Cortina Editore, 2018); Roberto Defez, con “Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia”(Codice Edizioni, 2018); Pietro Greco, con “Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile” (Carocci Editore, 2017); Sandra Savaglio, con “Tutto l’Universo per chi ha poco spazio-tempo” (Mondadori, 2018); e Peter Wadhams, con “Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico” (Bollati Boringhieri, 2017).

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è stato assegnato a Cristina Cattaneo, che ha ottenuto 31 voti dalla giuria popolare, composta da 100 studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di 10 classi delle scuole secondarie di secondo grado, cinque della provincia di Padova e altre cinque di altre province d’Italia. A seguire nelle preferenze dei giovani sono arrivati i libri di Peter Wadhams, con 24 voti, Roberto Defez, con 20 voti, Sandra Savaglio, con 12 voti, e Pietro Greco, con 3 voti.

Nel corso della cerimonia, condotta da Alessandra Viero, giornalista e conduttrice televisiva, è intervenuta la presidente della Giuria Scientifica, Elena Cattaneo, docente universitaria, farmacologa, biologa e senatrice a vita, che ha sottolineato l’importanza dei libri di divulgazione scientifica: «La scienza va raccontata e spiegata a chi sta fuori dai laboratori. Gli scienziati che condividono le loro scoperte non scrivono ma per sé ma per tutti noi».

Grande soddisfazione per l’andamento di questa edizione del Premio Galileo è stata espressa dall’assessore alla Cultura del Comune di Padova che ha sottolineato come «da quest’anno il Premio Galileo diventa la punta di diamante di un vasto programma di appuntamenti che coinvolge l’intera città, le sue istituzioni e i suoi enti scientifici e culturali: la Settimana della scienza e innovazione, che con decine di iniziative intende contribuire al dibattito sul futuro della ricerca e delle imprese. Il premio si è segnalato ancora una volta per l’alta qualità dei libri proposti e l’autorevolezza della giuria, che ringrazio per il suo importante lavoro. Grazie anche ai molti studenti che come in ogni edizione hanno portato con entusiasmo il loro apporto».

LA CINQUINA FINALISTA: AUTORI E OPERE

Cristina Cattaneo è professore ordinario di Medicina Legale presso l’Università degli Studi di Milano e direttore del LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense). È attualmente coinvolta nell’identificazione dei migranti morti in mare, in particolare nei naufragi di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e del 18 aprile 2015.

“Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” (Raffaello Cortina Editore, 2018). Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera di donatore di sangue e una della biblioteca pubblica del suo villaggio; i resti di un bambino che vestono ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti su barconi fatiscenti nel tentativo di arrivare nel nostro Paese, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Questo libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un Paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

Roberto Defez. Ricercatore del CNR dal 1987, scrive per vari quotidiani sul rapporto tra scienza e politica. È autore di oltre 40 articoli peer review e del libro Il Caso Ogm (Carocci, 2014 e 2016), secondo classificato al premio Galileo.

“Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia” (Codice Edizioni, 2018). La ricerca scientifica non è un lusso culturale, ma la più concreta opzione per dare un futuro al Paese e alle nuove generazioni, e per far tornare una parte del fiume di giovani che abbiamo formato in Italia e che possono lavorare solo all’estero. Genera occupazione qualificata, sviluppo imprenditoriale, innovazione di prodotto, ma serve anche alla sicurezza nazionale, alla tutela del territorio e dei beni culturali. Intorno si fanno strada l’antiscienza e la nostalgia di un passato durissimo e che in gran parte ignoriamo. Paghiamo il mancato rinnovamento vendendo le nostre aziende storiche. Eravamo i proprietari di piccoli ristoranti, poi ne siamo diventati i cuochi e ora semplici camerieri. Il metodo scientifico è il modo per risalire la china, per modernizzare il Paese, per compiere scelte non ideologiche in tutti i campi. Per premiare il merito e non il clan, per liberare energie e guidare il nostro futuro.

Pietro Greco. Giornalista scientifico e scrittore, collabora con numerosi giornali e riviste, è tra i conduttori di Radio3 Scienza e socio fondatore della Città della Scienza di Napoli. Collabora con diverse università. Si interessa di scienza, storia della scienza e dei rapporti tra scienza e società.

“Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile” (Carocci Editore, 2017). Allo scoppio della Prima guerra mondiale, AlbertEinstein, uno dei più grandi fisici di ogni tempo, scrive un appello aglieuropei per chiedere la pace con un progetto politico preciso: la nascita degliStati Uniti d’Europa. Nel corso dei decenni a venire sono molti i fisici che siimpegnano per la guerra ma altrettanti sono quelli che si impegnano a favoredella pace. Nel volume sono proposti nove esempi di questa speciale attività di“fisica per la pace”, tra i quali il Manifesto di Russell ed Einstein del 1955,l’organizzazione Pugwash per il disarmo nucleare, le Conferenze del gruppo dilavoro permanente per la Sicurezza internazionale ed il controllo degliarmamenti di Edoardo Amaldi. Il caso più famoso è il CERN di Ginevra, la prima“casa comune europea”, nata dopo la fine delle guerre mondiali. E il piùrecente è l’acceleratore SESAME in Giordania, forse l’unico luogo al mondo doveinsieme lavorano a un progetto comune israeliani, palestinesi, iraniani e tantialtri.

Sandra Savaglio. Astrofisica, insegna Astrofisica all’Università della Calabria. È Fellow e Senior Research Scientist allo European Southern Observatory di Monaco di Baviera, alla Johns Hopkins University e allo Space Telescope Science Institute di Baltimora. Nel 2004 la rivista americana “Time” l’ha messa in copertina quale simbolo della fuga dei cervelli europei verso gli Stati Uniti. Vanta quasi duecento pubblicazioni in riviste internazionali. Tutto l’universo per chi ha poco Spazio-Tempo è il suo primo libro divulgativo.

“Tutto l’Universo per chi ha poco spazio-tempo” (Mondadori, 2018).“Quello che state per leggere non è esattamente un libro di astronomia nel senso classico, intesa come la branca della scienza che osserva le stelle nel cielo: quanto sono brillanti, quanto sono vecchie, dove si trovano l’una rispetto all’altra, in quali costellazioni sono raggruppate… È invece un libro sull’universo – nel senso più pieno di insieme ‘tutto intero’ di ciò che esiste – dove le stelle sono solo una parte piccola,ma piccola davvero, del tutto. Un universo visto e interpretato attraverso le leggi della fisica. È un libro che racconta quello che sappiamo del mondo in cui viviamo e di quanto ci circonda, della sua origine e della sua storia, di come è arrivato a essere ciò che è oggi e di che cosa diventerà in futuro. Parlerò dei progressi fatti dalle nostre conoscenze, in particolare nell’ultimo secolo, dedicando buona parte di queste pagine ai risultati degli ultimissimi anni, se non di questi giorni. Ma non trascurerò di soffermarmi sulle cose che ancora non sappiamo, che sono sempre e comunque molte di più di quelle che conosciamo.”Tutto l’universo per chi ha poco spazio-tempo è l’eccezionale creazione editoriale di una delle menti che il mondo scientifico ci invidia. Sandra Savaglio è un’astrofisica di fama, ricerche e pubblicazioni internazionali, recentemente rientrata in Italia per insegnare all’Università della Calabria, che ha deciso di raccontare il suo sapere con un taglio divulgativo. In questo meraviglioso viaggio nell’infinito sopra di noi, fra buchi neri, stelle nane, onde gravitazionali e future missioni spaziali, riesce nell’impresa di sintetizzare tutto ciò che si sa e tutto ciò che non si sa del nostro meraviglioso universo, fino alle vertiginose domande che continuano, e continueranno, ad appassionare gli esseri umani davanti all’infinità del cosmo di cui siamo piccolissima parte.

Peter Wadhams. È uno dei massimi esperti a livello mondiale di ghiaccio marino e degli oceani polari. Ha diretto lo Scott Polar Research Institute di Cambridge dal 1987 al 1992 ed è stato docente di Fisica degli oceani e a capo del Polar Oceans Physics Group nel Dipartimento di Matematica applicata e Fisica teorica (DAMTP) dell’Università di Cambridge dal 1992 al 2015. Ha condotto oltre cinquanta spedizioni polari di ricerca sul campo, compresi sei viaggi in sottomarino al Polo Nord, e ha svolto la suaricerca da campi provvisori sul ghiaccio, aerei, elicotteri e con veicoli autonomi sottomarini telecomandati. Ha ricevuto finanziamenti per la sua ricerca dall’Unione Europea, dall’Office of Naval Research degli Stati Uniti, e da molte altre agenzie pubbliche e private. Ha ricevuto il Premio W.S. Bruce della Royal Society di Edimburgo, la Medaglia Polare da Sua Maestà la Regina Elisabetta II e il Premio Italgas per le Scienze Ambientali. Uno dei suoi incarichi recenti è quello di docente dell’Università Politecnica delle Marche,ad Ancona. Ha trascorso periodi come docente negli Stati Uniti, in Giappone e in Francia. È membro della Royal Geographical Society, dell’Accademia Finnica e dell’Arctic Institute of North America.

“Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico” (Bollati Boringhieri, 2017). Nel 1970, solo quarantasette anni fa, Peter Wadhams era a bordo della nave oceanografica canadese Hudson, la prima in assoluto a circumnavigare il Continente americano. Al momento di affrontare il mitico «Passaggio a Nordovest» – il braccio di mare che si estende tra l’Alaska e la Groenlandia, a Nord del Canada, a lungo sognato dagli armatori per abbreviare le rotte verso la California – alla prua della nave si presentò il paesaggio polare più ostile, col mare coperto da uno spesso strato di ghiaccio pluristratificato. A metà percorso la nave dovette essere soccorsa da un potente rompighiaccio.Quello della Hudson fu il decimo Passaggio a Nordovest di sempre (il primo, di Amundsen, era durato ben tre anni). Oggi, 2017, il Passaggio a Nordovest è una rotta commerciale comune: in estate è un ampio braccio di mare totalmente sgombro, solcato da centinaia di navi mercantili senza alcuna difficoltà. Il Polo si sta sciogliendo. Lo scrivono i giornali e lo rimarcano persino gli artisti, nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Gli scienziati più ottimisti ipotizzano che il Polo Nord terrestre potrebbe essere totalmente privo di ghiacci (per la prima volta da 10 000 anni) verso la metà di questo secolo. Peter Wadhams, che è il principale esperto mondiale di ghiaccio marino,sostiene in questo libro che la stima è decisamente ottimistica. Lo scioglimento dei ghiacci è andato aumentando drammaticamente negli ultimi trent’anni. I ghiacci del Polo sono la cartina tornasole dello stato di salute del clima del pianeta e tanto più diminuiscono, tanto meno calore viene riflesso verso lo spazio dal loro candore, peggiorando ulteriormente la situazione globale in un circolo vizioso. L’accelerazione del fenomeno (non la velocità, si badi bene, l’accelerazione) è impressionante, dati alla mano, e le autorità politiche non hanno ancora realizzato l’enorme pericolo che stiamo affrontando.

LA GIURIA

La Giuria scientifica che ha selezionato la cinquina di libri finalisti è presieduta quest’anno da Elena Cattaneo, docente universitaria, farmacologa, biologa e senatrice a vita, tra le principali scienziate impegnate nella ricerca sulle cellule staminali e la malattia di Hungtinton, con oltre cento pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali. A lei si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica e rappresentanti dei principali gruppi editoriali italiani – Gabriele Beccaria,giornalista de La Stampa e responsabile dell’inserto Tutto Scienze; Elena Dusi, giornalista de La Repubblica; Anna Meldolesi, giornalista e saggista del Corriere della Sera e Le Scienze e tra i finalisti dell’edizione 2018 del Premio Galileo con il libro “E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico” (Bollati Boringhieri, 2017); Rossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3; Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24 Ore e fondatore della sezione Nòva dedicata all’innovazione; – e cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo patavino: Giovanna Capizzi, professoressa associata del Dipartimento di Scienze Statistiche; Rodolfo Costa, professore ordinario di Genetica; Piero Martin, professore di fisica sperimentale al Dipartimento di Fisica e Astronomia “G.Galilei”, e tra i finalisti del Premio Galileo 2018 insieme ad Alessandra Viola con Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti (Codice Edizioni, 2017); Giulia Treu, professoressa associata presso il Dipartimento di Matematica “Tullio Levi Civita” Maria Elena Valcher, professoressa ordinaria di Automatica del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione.

La giuria popolare che ha decretato il vincitore della tredicesima edizione del Premio è composta da 100 studenti universitari provenienti da tutta Italia e dagli studenti di cinque classi delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Padova ealtre cinque di altre province d’Italia (Brescia, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria).

IL PREMIO LETTERARIO GALILEO PER LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

Agli inizi del Seicento, quando insegnava all’Università di Padova, Galileo Galilei puntò per la prima volta un cannocchiale verso il cielo. Questo gesto provocò una rivoluzione nell’astronomia e diede avvio alla scienza moderna. Da quel primato cittadino nelle scienze è nato il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, rivolto soprattutto ai giovani,che ne sono i veri protagonisti. Il Premio, promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura, seleziona da tredici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Nelle scorse edizioni si sono succeduti come presidenti della Giuria Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli, Paolo Crepet, Dario Bressanini, Sandra Savaglio.

Qui di seguito i vincitori delle precedenti edizioni del Premio:

2007 / Francesco e Luigi Luca Cavalli Sforza, Perché la Scienza?
2008 / Andrea Frova, Se l’uomo avesse le ali
2009 / Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, Energia per l’astronave terra
2010 / Rino Ruppoli e Lisa Vozza, I vaccini dell’era globale
2011 / Piergiogio Odifreddi, C’è spazio per tutti. Il grande racconto della geometria
2012 / Alex Bellos, Il meraviglioso mondo dei numeri
2013 / Sergio Pistoi, Il DNA incontra Facebook. Viaggio nel supermarket della genetica
2014 / Frans de Waal, Il bonobo e l’ateo. In cerca di umanità fra i primati
2015 / Carlo Rovelli, La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose
2016 / Paolo Gallina, L’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale
2017 / Guido Tonelli, La nascita imperfetta delle cose
2018 / Stefano Mancuso, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro


GALILEO FESTIVAL, TUTTO ESAURITO PER LA CERIMONIA DI CONSEGNA DEL PREMIO GALILEO. SALE AFFOLLATE PER GLI INCONTRI CON PADRE PAOLO BENANTI ED ELENA CATTANEO

Domani Matteo Flora e Giuseppe Mayer parlano di hacker e fake news e Gunter Pauli apre la rassegna Segnavie con un confronto sulla Blue Economy

 

Convegni costantemente affollati e grande partecipazione di pubblico nella quinta giornata del Galileo Festival, che ha avuto uno dei suoi punti cardine nella cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo 2019, uno degli eventi più attesi della Settimana della Scienza e Innovazione. Il Premio, promosso dal Comune di Padova, che da tredici anni seleziona i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente, è stato assegnato quest’anno a Cristina Cattaneo, che ha vinto il prestigioso riconoscimento con il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” (Raffaello Cortina Editore).

La giornata di oggi è proseguita poi con moltissimi altri incontri ed eventi all’insegna della scienza. In Sala Rossini del Caffè Pedrocchi, alle 10, Fabrizio Casadei, general manager Ecor International e amministratore delegato Il Sentiero International Campus, e Massimo Frasson, general manager Brevetti CEA, hanno raccontato “Storie d’innovazione. Ecco come competono le industrie italiane”: a condurre l’evento Massimo Cerofolini, giornalista Eta Beta Rai Radio2. Sempre in Sala Rossini, alle 11.30, Raffaele Bonini, partner e chief financial officer Studio Bonini, ha discusso con Alessandro Cegalin, legal e IP manager FITT, Elena Dal Maso, titolare Kruman, e Paolo Marchioro, mandatario Europeo, della “Direzione export: nuove competenze per proteggere l’innovazione Made in Italy”. In Sala Paladin di Palazzo Moroni, alle 11.30, è stata protagonista “La Rete e le nuove modalità di raccolta fondi”, con gli interventi di Ivana Pais, docente di Sociologia Università Cattolica di Milano e autore di Crowdfunding. La via collaborativa all’imprenditorialità (Egea), e Angelo Rindone, fondatore Produzioni Dal Basso e amministratore delegato FolkFunding. Introduce e modera Silvia Rita Sedita, docente di Marketing Università di Padova. Sempre alle 11.30, in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico ed ai rapporti con le imprese all’Università di Padova, Piero Formica, senior research fellow, Innovation Value Institute, Maynooth University (Ireland), e Alessandro Russello, direttore Corriere del Veneto, hanno riflettuto su “Le parole dell’innovazione: dialogo sul significato e i termini usati nell’innovazione”. Grande interesse per l’evento che si tenuto alle 15 al Caffè Pedrocchi: Brian Donnellan, docente di Information Systems Innovation, Business School, Maynooth University, e codirettore Innovation Value Institute Maynooth University, ha tenuto una Keynote speech sul tema de “Le politiche Industry 4.0 in Europa”. È seguita una tavola rotonda in cui sono intervenuti Carlo Bagnoli, membro SMACT e delegato Strategy Innovation Università Ca’ Foscari di Venezia, Laura Bruni, relazioni istituzionali Schneider Electric, Antonella Candiotto, presidente Galdi, e Gianni Potti, delegato per le politiche Industry 4.0 Confindustria Veneto.

Un altro evento di grande interesse si è tenuto alle 15 in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, dove si è tenuta la lectio magistralis di Elena Cattaneo, docente di Farmacologia Università di Milano, docente universitaria, farmacologa, biologa, senatrice a vita e presidente della Giuria del Premio Galileo 2019, dal titolo “Huntington: storia di un gene antico tra ricerca e partecipazione”. Sempre alle 15, in sala Paladin di Palazzo Moroni, si è discusso del lavoro degli anni Dieci con l’incontro organizzato da Niuko, “Reverse mentoring in azienda: dai giovani un alfabeto per decifrare il cambiamento”, con gli interventi di Silvia Bordignon, human resources director BAXI, Fabio Parmeggiani, HR vice president Italia Schneider Electric, e Marina Pezzoli, partner Niuko, mentre al Polo Multifunzionale di Agripolis a Legnaro si sono tenute delle visite guidate a cura di Anita Bergamo, operatrice volontaria Servizio Civile Universale al Museo didattico di Medicina Veterinaria Università di Padova, Carlo Corvino, operatore volontario Servizio Civile Universale al Museo Diffuso Campus di Agripolis Università di Padova, Carlo Guglielmini, docente di Patologia medica e legislazione veterinaria Università di Padova e direttore Ospedale Didattico Veterinario, Giuseppe Palmisano, curatore Museo didattico di Medicina Veterinaria Università di Padova, Paolo Paolucci, curatore Museo diffuso Campus di Agripolis Università di Padova, e Giampaolo Zanin, ricercatore e docente di Orticoltura e Floricoltura Università di Padova. Alle 16, in Sala dei Giganti a Palazzo del Capitanio, il lavoro è tornato, con l’incontro moderato da Stefano Carosio, direttore Unismart Padova Enterprise, sul “Perché i giovani scappano dal nostro Paese: testimonianze e dibattito sui talenti che scelgono di lavorare all’estero”. Sono intervenuti Lorenzo Danese, application engineer Tesla (Amsterdam), Alessandro Mistretta, tech transfer & innovation unit manager Unismart Padova Enterprise, Eleonora Pilla, portfolio optimiser Habitat Energy (Oxford), Valeria Paradies, cardiologo interventista Maasstad Ziekenhuis (Rotterdam), Cristina Pozzato, business analyst Nordea Bank (Copenhagen), Tiziana Sanavia, ricercatore Dipartimento di Biomedical Informatics, Harvard Medical School (Boston), Edoardo Simioni, senior data scientist Ørsted. Alle 16.30, al Caffè Pedrocchi padre Paolo Benanti, docente di Etica della tecnologia Pontificia Università Gregoriana, in dialogo con Gabriele Beccaria, giornalista La Stampa e responsabile Tuttoscienze, ha discusso dell’interessante tema dell’”Etica delle tecnologie”, mentre in sala Paladin di Palazzo Moroni si è tenuto un dibattito su “Le strategie di marketing nell’era digitale”, con gli interventi di Nicola Antonelli, direttore marketing LUISAVIAROMA.COM, Giorgio Soffiato, managing director Marketing Arena e autore di Marketing agenda. Strategie e strumenti per il manager dell’era digitale (Egea) e Stefano Micelli, docente di Economia e gestione delle imprese Università Ca’ Foscari Venezia, presidente Progetto Manifattura Milano. A Palazzo Cavalli, alla stessa ora, Rossella Marcucci, conservatore Museo Botanico Università di Padova, e Nicola Carrara, conservatore Museo di Antropologia Università di Padova, hanno discusso di “Piante erranti”, ossia di quelle piante che sono migrate in altri luoghi per la sopravvivenza.

Alle 18, in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, è tema di dibattito “L’economia circolare come driver per la creazione di valore in rete”, con gli interventi di Nicolò Alberti, sustainability office assistant Manni Group, Carlo Cavedon, project manager Circular Economy Desk Intesa Sanpaolo Innovation Center, Eleonora Di Maria, docente di Economia e gestione delle imprese Università di Padova, Maria Cristina Lavagnolo, docente di Ingegneria Sanitaria Ambientale Università di Padova, e Guido Zilli, responsabile sostenibilità Gruppo Dani. A moderare l’incontro, Stefano Carosio, direttore Unismart Padova Enterprise. Alla stessa ora, in Sala Paladin di Palazzo Moroni, si sta tenendo un incontro di grande interesse scientifico dedicato alle “Nuove tecnologie per la ricerca sul cancro”: l’evento, a cura di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, vede gli interventi di Luca Azzolin, ricercatore di Istologia Università di Padova, Teresa Manzo, ricercatore di Immunometabolismo e immunoterapia contro il cancro Istituto Europeo Oncologico, Francesca Del Bufalo, dirigente medico e ricercatore oncoematologo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Roma, e Valerio Voliani, ricercatore di nanomedicina Center for Nanotechnology Innovation @NEST, Istituto Italiano di Tecnologia. Sempre alle 18, al Caffè Pedrocchi, sono al centro del dibattito “I nuovi luoghi dell’innovazione”: ne discuteranno Luca de Pietro, direttore U.O. Regione del Veneto Strategia Ict e Agenda Digitale, Michele Polico, fondatore e amministratore delegato Young Digitals, e Valentina Temporin, co-founder fablab Pop Lab Rovigo; concluderà l’incontro l’intervento di Gianluca Forcolin, vicepresidente Regione del Veneto. Poi le scoperte spaziali torneranno sotto i riflettori: in Sala Anziani di Palazzo Moroni, alle 18, Antonella Vallenari, astronomo associato INAF, e Caterina Boccato, responsabile eventi e didattica INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, stanno svelando le “Ultime notizie dalla Via Lattea: la Missione Gaia”. La giornata si concluderà con l’incontro dedicato a “Leonardo. Discepolo dell’esperienza”: alle 21 al Centro Culturale Altinate San Gaetano, Massimo Polidoro, segretario nazionale CICAP-Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, ricostruirà la vita di Leonardo Da Vinci e ci porterà a capire come un uomo così singolare crebbe scoprendo di potere contare solo su se stesso e sul proprio innegabile talento, anticipando la nascita di quel metodo scientifico di cui egli va indubbiamente visto come il più illustre precursore.

La giornata di domani, sabato 11 maggio, si aprirà con l’incontro “Internet delle cose e robot non sono più un optional”: alle 10 al Caffè Pedrocchi si potranno ascoltare le testimonianze testimonianze di Ezio Fregnan, academy director e training manager risorse umane Comau, Marco Moro, presidente Morocolor, e Riccardo Pavanato, amministratore delegato Auxiell, rappresentanti di aziende che hanno fatto dell’innovazione il loro marchio di fabbrica. “From virtuality back to reality: la rappresentazione anatomica tra tradizione e innovazione” è poi il titolo dell’incontro che si terrà al MUSME – Museo di Storia della Medicina alle 10.30 e che vedrà gli interventi di Rafael Boscolo Berto, ricercatore di anatomia umana Università di Padova, Raffaele De Caro, docente di anatomia umana Università di Padova, Aron Emmi, borsista di ricerca all’Istituto di anatomia umana Università di Padova, Veronica Macchi, docente di anatomia umana Università di Padova, e Andrea Porzionato, docente di anatomia umana Università di Padova. Uno dei momenti più attesi della giornata si terrà poi al Teatro Verdi alle 11.30: dopo l’intervento di saluto di Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e l’introduzione di Antonio Maconi, curatore Galileo Festival dell’Innovazione, prenderà la parola Gunter Pauli, autore di Blue Economy (Edizioni Ambiente), economista e iniziatore dell’economia blu, un modello economico che rappresenta uno sviluppo della Green Economy e che ha l’obiettivo di creare un ecosistema sostenibile grazie alla trasformazione di sostanze precedentemente sprecate in merce redditizia. L’evento coinciderà con l’apertura del festival Segnavie 2019.

La giornata proseguirà con molti altri incontri dedicati alla cultura scientifica. Alle 15 al Caffè Pedrocchi, Matteo Flora, fondatore e amministratore delegato The Fool Group, e Giuseppe Mayer, chief digital officer Armando Testa, parleranno di “Hacker, democrazia e fake. Gli inganni e le potenzialità della rete svelati dagli specialisti”, mentre al MUSME Cristina Marogna, docente di Psicologia dinamica Università di Padova, psicoanalista SPI, spiegherà come si devono comportare i genitori con i figli alla scoperta dei nuovi media; alle 16.30 a Palazzo Cavalli Nicola Carrara, conservatore Museo di Antropologia Università di Padova, e Rossella Marcucci, conservatore Museo Botanico Università di Padova, discuteranno di migrazioni e del fatto che siamo tutti figli della terra africana, mentre alle 17.30 al MUSME Giovanni Lenzo, direttore sanitario AVIS Veneto, spiegherà perché è importante donare il sangue. Alle 18, nella Sala del Centro Comunale di Montegrotto Terme, Emanuele Biggi, naturalista e fotografo, coconduttore di Geo, e Luis Guariento, naturalista e coordinatore Giovani Naturalisti Esapolis, condotti da Enzo Moretto, direttore Butterfly Arc ed Esapolis, parleranno di “Esplorazione e fotografia per scoprire, conoscere e proteggere la natura”, mentre alle 18.30 in Sala Paladin di Palazzo Moroni Francesca Simion, docente di Psicologia dello sviluppo cognitivo e di Neuroscienze cognitive dello Sviluppo Università di Padova, parlerà delle capacità cognitive, comunicative e attenzionali presenti alla nascita.

Durante la giornata di domani, sarà possibile visitare diversi luoghi della scienza e progetti scientifici. Dalle 10 alle 13, sono in programma delle visite guidate al Museo di Macchine “Enrico Bernardi”, con prenotazione obbligatoria, mentre dalle 10 alle 18, al Centro Culturale Altinate San Gaetano, sarà aperta al pubblico un’esposizione/laboratorio per presentare i lavori di oltre 100 studenti di istituti padovani pertinenti a due progetti: Radiolab, per la ricerca e analisi del Radon nel territorio cittadino e Outreach, per promuovere la ricerca scientifica. Sono in programma anche delle visite guidate all’Orto Botanico di Padova, previste alle ore 11 e 11.15 e alle ore 15 e 15.15: la prenotazione è obbligatoria al numero 049 8273939 e la partecipazione prevede il pagamento del solo biglietto d’ingresso all’Orto Botanico. Le visite si ripeteranno con lo stesso orario e alle stesse condizioni anche nella giornata di domenica 12 maggio. Dalle 18, sono previsti poi tre turni di visita al Museo di Storia della Fisica: Fanny Marcon, assegnista di ricerca Centro di Ateneo per i Musei, Valentina Roberti, assegnista di ricerca Dipartimento di Fisica e Astronomia, e Camilla Quaglia cureranno le visite dedicate alla figura di Giovanni Poleni e alla fisica sperimentale della Padova del ‘700.

Informazioni utili

GALILEO SULLA RETE. Punto di riferimento per aggiornamenti in progress sul programma della Settimana è il sito internet, www.galileofestival.it, dove è possibile consultare il calendario degli eventi per data, luogo, relatore, registrarsi agli appuntamenti in programma e creare così il proprio calendario personalizzato. È anche attiva la comunità di Facebook (alla pagina ufficiale https://www.facebook.com/galileoinnovactionfestival/) e di Twitter, disponibile al profilo @GalileoFest; hashtag ufficiale della manifestazione #galileo19.

COME PARTECIPARE AGLI EVENTI. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti in sala sono limitati: si consiglia la registrazione all’evento di proprio interesse sul sito www.galileofestival.it per avere garanzia di accesso; per partecipare alle visite guidate, la prenotazione è obbligatoria. Per procedere alla registrazione, scegliere l’appuntamento di proprio interesse all’interno della sezione “Programma” e seguire le indicazioni. In ogni caso, per i registrati online l’accesso in sala è garantito solo presentandosi almeno 10 minuti prima dell’inizio dell’evento; eventuali posti non utilizzati saranno messi a disposizione di chi effettua la registrazione in loco.