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Premio Galileo: nella cinquina finalista Barbujani e Brunelli, Buoninconti, Cossu, D’Errico e Frediani

Si è riunita questa mattina in Sala Livio Paladin, Palazzo Moroni, la Giuria Scientifica del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, che ha selezionato i 5 volumi che accederanno alla fase finale del Premio: “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (Il Mulino) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli, “Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori” (Codice Edizioni) di Francesca Buoninconti, “La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse” (Marsilio Editori) di Giulio Cossu, “Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso” (Codice Edizioni) di Anna D’Errico e “Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali” (Hoepli) di Carola Frediani.

Alla presenza di Cristina Piva, assessore alle politiche educative e scolastiche, coesione sociale, volontariato e servizio civile, trasparenza ed edilizia scolastica del Comune di Padova e di Rodolfo Costa, professore ordinario di Genetica dell’Università degli Studi di Padova, la Giuria del Premio, presieduta dal pioniere dell’immunologia, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University Alberto Mantovani, ha introdotto in prima battuta i 33 libri, tra le oltre 80 candidature, che avevano superato la prima selezione del Premio.

Nel corso dell’incontro della Giuria scientifica sono intervenuti, in qualità di giurati: Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze TuttosaluteRossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3; Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI; Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva; Maurizio Borin, docente di Agronomia, Università degli Studi di Padova; Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità, Università degli Studi di Padova; Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese, Università degli Studi di Padova; Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata, Università degli Studi di Padova; e infine Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia, Università degli Studi di Padova.

“Con la selezione della cinquina finalista di questa mattina, il Premio Galileo entra davvero nel vivo – commenta l’assessore alla cultura Andrea Colasio– e anche grazie alla grande partecipazione delle case editrici – ben quaranta hanno candidato una propria pubblicazione- si afferma come il più importante premio italiano per la divulgazione scientifica. Quest’anno poi, la nuova articolazione del Premio, con il tour da gennaio a marzo in alcuni luoghi simbolo della divulgazione letteraria a Milano, Torino, Trento e naturalmente Padova, darà una ancora maggiore visibilità all’iniziativa coinvolgendo un pubblico ancora più vasto che potrà incontrare dal vivo gli autori finalisti. Da non dimenticare infine il concorso proposto a tutte gli istituti superiori d’Italia dal tema “Fake troppo fake! Racconti (corretti) di scienza” che ha l’obiettivo di stimolare i giovani sul tema della corretta informazione. Questa quattordicesima edizione del Premio è quindi più viva e vivace che mai a conferma dell’impegno speso dal Comune e l’Università di Padova nel sostenerlo e nel promuoverlo”

“Lo scopo di uno scienziato è comunicare nel modo più semplice e comprensibile possibile, per una migliore cultura scientifica condivisa” ha commentato il presidente della Giuria Scientifica Alberto Mantovani.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica entra ora nella fase finale: le 5 opere saranno esaminate congiuntamente dalla Giuria Scientifica e dalla Giuria esterna, composta da studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole, una novità di quest’anno istituita dal Comune di Padova con l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica. E saranno proprio gli “studenti giurati” a decretare con il proprio voto l’opera vincitrice del Premio.

La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà venerdì 8 maggio, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo, Università di Padova. Il giorno precedente – giovedì 7 maggio – i 5 autori finalisti presenteranno al pubblico le opere in concorso.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova e di ItalyPost.

La cinquina finalista: autori e opere

Guido Barbujani. Ha lavorato alla State University of New York a Stony Brook, alle Università di Londra, Padova e Bologna, ed è professore di Genetica all’Università di Ferrara. Collabora con il Domenicale de “Il Sole 24 Ore”. Tra i suoi libri L’invenzione delle razze (Bompiani 2006), Il gene riluttante (con L. Vozza, Zanichelli 2016), Gli africani siamo noi (Laterza 2016).

Andrea Brunelli. Dottorando di ricerca in Biologia evoluzionistica ed Ecologia all’Università di Ferrara.

Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018). Non si sa quanti anni abbia esattamente Esumim: ne dichiara circa sei milioni. A volergli credere avrebbe partecipato a tutte le grandi migrazioni dell’umanità, fin da quando avevamo un cervellino grande come quello degli scimpanzé. «Ci siamo divertiti» – ripete sempre – «non si stava mai fermi!». Esumim è l’immaginario testimone di un viaggio che ha inizio molti milioni di anni fa, il cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato l’avvio alla lunga catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il pianeta. Quante umanità diverse – dagli Australopitechi a Neanderthal a Sapiens – si sono succedute e incrociate sulla Terra? Quali percorsi hanno seguito, dalla loro prima uscita dall’Africa fino alla diffusione in tutto il pianeta? Come si sono influenzate e mescolate fra loro, e cosa possiamo capire oggi di tutto questo studiando il loro Dna? Una vicenda intricata, in cui la genetica ci guida nella ricostruzione di una colossale diaspora mai conclusa, che ci porta ancora oggi a spostarci e a incontrarci, a essere tutti dappertutto.


Francesca Buoninconti. È una giornalista scientifica freelance. Naturalista di formazione, dopo il master in giornalismo scientifico ha lavorato per Città della Scienza, Radio Kiss e Radio3 Rai. Oggi scrive principalmente di scienza, natura e clima per varie testate, tra cui “il Tascabile”, “Repubblica.it”, “Micron” e “Vanity Fair”.

Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019). Il nostro pianeta è attraversato da miliardi di animali in viaggio. Piccoli o grandi, da soli o in gruppo, percorrono decine di migliaia di chilometri in volo, in marcia o a nuoto, affrontando difficoltà e pericoli, su percorsi infidi che spesso costano loro la vita. Migrano i giganti del mondo, le balene; migrano alcune delle creature più leggiadre, le farfalle; e ancora uccelli, mammiferi terrestri e volatori, pesci, anfibi, rettili, insetti di ogni tipo e altri invertebrati, come gli insospettabili granchi. Durante questo viaggio molti subiscono trasformazioni incredibili, altri sono puntuali come orologi svizzeri, altri ancora coprono distanze equivalenti a tre volte il viaggio di andata e ritorno dalla Luna. Ma come fanno a raggiungere la loro destinazione? Come si orientano e come riescono a tornare ogni anno esattamente nel luogo in cui sono nati? Soprattutto, perché migrano?


Giulio Cossu. Vive a Manchester, dove insegna Medicina rigenerativa e si occupa di cellule staminali per la terapia delle distrofie muscolari. È stato professore di Biologia delle cellule staminali alla University College London e in precedenza professore di Istologia all’Università di Milano e alla Sapienza di Roma. È fellow dell’Academy of Medical Sciences, dell’Accademia dei Lincei, dell’European Academy of Science e dell’European Molecular Biology Organization. Ha fatto parte del Committee for Advanced Therapies dell’European Medicines Agency. È membro del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, con cui collabora dalla fondazione, riconoscendone l’impegno per la ricerca scientifica in Italia.

La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio, 2018). «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». A partire dalle ultime frontiere al centro delle cronache (terapia genica e genome editing, medicina personalizzata, organoidi), attraverso una serie di esempi e casi inediti, Giulio Cossu racconta, ripercorrendo la sua quarantennale esperienza di scienziato internazionale, l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. Sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche (soprattutto riguardo all’impiego delle cellule staminali), il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo? Come impattano sui sistemi di welfare tecniche di questo tipo? Vince il costo ingente sul breve periodo o forse è più importante valutare il risparmio che produrranno sul lungo termine?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini).


Anna D’Errico. Neuroscienziata, è ricercatrice presso la Goethe Universität di Francoforte. Fuori dal laboratorio studia l’uso degli odori nelle arti performative e cura il blog “Il senso perfetto. Di odori improbabili e puzze (im)possibili”.

Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019). Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti da anni lavora a un’arma offensiva (e non letale) a base di odori capaci di creare il panico. Nel 2018 la Global Industry Analysts ha stimato in 45 miliardi di dollari il giro d’affari annuale dell’industria dei profumi. Insomma, quello che ruota attorno al nostro naso, a quanto pare, è una cosa seria. Ma come funziona questo nostro senso così raffinato e complesso e al tempo stesso istintivo ed emozionale? Tra ricerca scientifica e tante curiosità, Anna D’Errico ci accompagna in un viaggio alla scoperta dei talenti del naso umano, descrivendo qualità poco note e sfatando alcuni miti, come l’idea che l’uomo abbia un olfatto poco sviluppato.


Carola Frediani. Per anni ha svolto la professione di giornalista, seguendo temi digitali, privacy, sorveglianza, cybersicurezza, e diritti umani.

Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019). Da anni si parla di cybercrimine, ma per quanto il fenomeno sia di volta in volta sottovalutato, sopravvalutato, minimizzato, esagerato o deformato, resta sempre qualcosa di astratto. Puntini incomprensibili su una mappa, termini arcani, narrazioni parziali e frammentarie, conseguenze vaghe e lontane. In questo libro invece si seguono in dettaglio alcune storie, si entra dentro la dinamica degli attacchi, l’impatto sulle vittime, le ramificazioni sociali, economiche, legali e perfino geopolitiche di singoli episodi. Tra ospedali in tilt, politici presi di mira, consulenti rovinati, caotici mercati neri e criminali allo sbaraglio.