Mario
Bustreo

Chi dice che gli orizzonti della robotica e della ricerca sui materiali siano appannaggio esclusivo delle grandi imprese internazionali, deve fare i conti con un sistema produttivo locale fatto di imprese, anche individuali, che celano nei loro capannoni sparsi nel padovano soluzioni innovative. E segreti pronti a sbocciare sui mercati internazionali. È il caso della Pressofusioni Bustreo di Vaccarino, vicino a Piazzola sul Brenta nell'Alta Padovana, ditta individuale da 3 milioni di euro di fatturato, pronta a depositare un brevetto per una nuova lega di alluminio capace, a detta del suo titolare Mario Bustreo, di fornire performance di torsione, elasticità e resistenza superiori anche del 30% rispetto quelle oggi conosciute e presenti sul mercato. L'azienda, 15 dipendenti circa e una crescita del fatturato intorno al 6% annuo negli ultimi 5 anni, è un gioiello delle nuove tecnologie dove la robotica e la digitalizzazione vanno a braccetto con una sapiente gestione dell’energia, con l'azzeramento dei fumi e l'abbattimento dei rumori e di altri agenti inquinanti tipici di un'azienda del settore della lavorazione dei metalli. «Già da tempo abbiamo scelto di precorrere i tempi e fare della nostra realtà un gioiello delle nuove tecnologie» spiega Mario Bustreo, il fondatore. «Da noi tutto è pulito, ordinato e sono le macchine a fare il lavoro manuale. I nostri dipendenti non usano le mani ma la testa. E guidano i processi produttivi in assoluta salubrità e sicurezza, gestendo i dati che la produzione fornisce per migliorare ulteriormente i processi di produzione e garantire qualità al nostro lavoro». Ma Bustreo, dal 2006 Cavaliere al merito della Repubblica, appassionato di auto d'epoca e sostenitore del Vìmm di Padova (Istituto veneto di medicina molecolare con sede in via Orus vicino a Golena San Massimo), ha una vera e propria passione anche per la ricerca dei materiali che segue personalmente oramai da quasi trent'anni. «Fino da quando io e mia moglie ci siamo convinti che la pressofusione sarebbe stata una via nuova e redditizia al settore della lavorazione dei metalli, ho cercato di giocare con le leghe di alluminio, dapprima da apprendista stregone, poi seguito da uno staff di consulenti di indiscussa professionalità» continua Bustreo. «Già da qualche anno abbiamo creato soluzioni innovative. E siamo riusciti a dare risposte definitive ai problemi dei nostri clienti, nei settori dell'automotive ma pure delle tende da sole, degli elettrodomestici e quant'altro, che cercavano materiali in grado di associare resistenza ed elasticità elevata. Ora siamo alla fase conclusiva dei test sul nuovo brevetto e puntiamo a depositarlo». ( r.s.)