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Tecnologia e banche, l’alleanza possibile

di C.A. | Monitor di VeneziePost, 24 aprile 2016. La tecnologia ucciderà le banche? Una tesi che non convince  Riccardo Renna, responsabile sviluppo business di Banca Generali: «Rifiuto la tesi secondo cui i cambiamenti che sanno avvenendo con la digitalizzazione dei servizi finanziari metteranno in discussione il ruolo delle banche. Anzi, la tecnologia per queste ultime è una risorsa»

«La risposta è decisamente no»: così Riccardo Renna, responsabile sviluppo business di Banca Generali, risponde alla domanda che dà il titolo all’incontro a cui parteciperà al Galileo Festival assieme a Matteo Arpe, “La tecnologia ucciderà le banche?”. «Anzi, la tecnologia favorisce un’operatività migliore, ed è ciò che stiamo cercando di fare reinterpretando il digitale in modo più ampio: i nostri consulenti ad esempio sono messi nella condizione di lavorare al meglio grazie ai tablet con delle app dedicate». Secondo Renna, la definizione di tecnologia e di mondo digitale, essendo assai ampia, va declinata nei contesti specifici: «Viviamo in un mondo  complesso da vedere, in cui molte certezze in termini di mercati finanziari sono cadute – prosegue –: per questo è necessario molto più che in passato avere informazioni relative al rischio, rappresentare il portafoglio cliente in maniera più articolata, avere rapidamente accesso a banche dati: tutti contenuti che, se sparsi in luoghi diversi e in formato analogico, non sarebbero fruibili. Inoltre, il digitale permette di relazionarsi al meglio con il cliente: a breve lanceremo anche una piattaforma di digital collaboration, per semplificare la finalizzazione degli ordini del cliente».
Ma sono clienti e consulenti a chiedere questi mezzi, o sono le banche a prevenire la loro domanda nello sforzo di stare al passo con i tempi o addirittura anticiparli? «Molte banche, soprattutto all’estero, hanno intrapreso questa strada già da tempo – osserva Renna – e quindi non possiamo dirci dei precursori: alcuni di questi mezzi sono di fatto un’esigenza del consulente. Possiamo invece esserlo per quanto riguarda il tema dei contenuti di questi servizi, perché il digitale è anche tema di contenuti: penso ad esempio alle consulenze che forniamo in ambito immobiliare, in cui possiamo avere accesso direttamente ai dati del Catasto».

Se la domanda che dà il titolo all’incontro è stata posta, tuttavia, significa che almeno in qualcuno il dubbio è sorto: «Certo se vediamo alcuni campi, come quello delle aziende che stanno offrendo servizi di pagamento e altri simili, la domanda è lecita – ammette – ma non c’è alcun dubbio che il mondo bancario debba abbracciare le nuove tecnologie. Inoltre, l’innovazione non è solo offrire nuovi servizi digitali: nel nostro caso siamo ad esempio azionisti di una startup creata tra Londra e Israele attiva nel mondo del gaming, e vivendo direttamente questo sviluppo, per noi diventa una sorta di laboratorio di futuro».DI C.A.